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Essere assertivi, un traguardo veramente interessante…

category Psicologia Angela Bianco 27 Gennaio 2012 | 5,195 letture | Stampa articolo |
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Chi ha mai sentito parlare di comunicazione assertiva? Dal termine ci si può aspettare che sia un insieme di tecniche comunicative particolari che possono farci raggiungere un determinato scopo.
Invece la comunicazione assertiva è uno stile di vita. Sono coinvolti fattori essenziali come l’autostima, la gestione dell’ansia, la  capacità di gestire i conflitti, la libertà espressiva, la capacità di rispondere alle richieste ed alle critiche, la capacità di dare e ricevere apprezzamenti.
La comunicazione assertiva è la comunicazione equilibrata, non è né passiva né aggressiva; l’assertivo è capace di dire ciò che pensa senza temere l’altro o sopraffare l’altro. Ciò comporta un vero e proprio lavoro su di sé.
La persona aggressiva inferiorizza, fa sentire in colpa, manipola ed è imprevedibile: addirittura può elogiare un comportamento in un determinato momento per poi  denigrarlo. L’aggressivo tenta di controllare l’altro, di creare disagio ed insicurezza. Come rispondere alle aggressioni? Con l’assertività. Spesso si pensa che ad aggressione è meglio rispondere con la stessa moneta, invece il comportamento maggiormente plausibile è quello assertivo. A un’offesa, ad una manipolazione è bene chiedere chiarimenti e delucidazioni (perché affermi questo? Cosa ti fa pensare che io mi stia comportando nel modo sbagliato?), discuterne razionalmente e  infine affermare di cambiare ciò che effettivamente non va in noi o al contrario far notare che le osservazioni non sono giuste e dimostrarne la motivazione.
L’assertivo è in effetti  una persona razionale, in grado di dominare le proprie emozioni anche di fronte a situazioni che potrebbero far scattare le reazioni primordiali di attacco o fuga.
Per questo è necessario un lavoro su di sé, per nulla semplice, che coinvolge l’intera personalità. La persona assertiva è in grado di gestire l’ansia; l’aggressivo si libera dal disagio dell’ansia con azioni che non rispettano l’altro, il passivo invece si fa sommergere dall’ansia che lo limita e lo blocca in qualsiasi azione.
L’assertivo sa farsi rispettare, afferma le proprie idee in maniera chiara e sicura, non ha paura di esprimere le proprie convinzioni ed i propri valori anche di fronte a chi la pensa in maniera contraria. Non ha bisogno di dare delle giustificazioni alle proprie scelte, anche se ha commesso un errore non si auto giustifica ma semplicemente ammette di aver sbagliato.  Sicuro di sé e non timoroso di esprimersi, sa mettersi continuamente in discussione: se qualcosa non va nel verso giusto non dà la colpa agli altri ma cerca di capire cosa può aver sbagliato lui.
L’Assertivo ha un “sano egoismo”, tiene a rispettare le proprie scelte e pensa al proprio benessere senza ledere quello altrui.
Riporto alcuni assunti base dell’assertività, cioè alcuni principi da seguire se si vuole raggiungere l’agognato traguardo dell’assertività:
SE STO MALE LA COLPA E’ SOLO MIA. L’altro può deluderci, offendere le nostre aspettative, abbandonarci …ecc ma alla base del nostro malessere esistono nostre ASPETTATIVE ASSOLUTAMENTE ERRATE.
NON CREIAMOCI ASPETTATIVE. Se poi l’altro non le rispetta cosa potrebbe accadere?!?!
E’ UN DIRITTO DEGlI ALTRI FARE RICHIESTE MA E’ UN DIRITTO NOSTRO RIFIUTARLE. Meglio fare qualcosa quando possiamo, che realizzarla a malincuore. Non dobbiamo temere di chiedere, non dobbiamo temere i rifiuti altrui e nemmeno temere di rifiutare. Questo vale anche per i rapporti di amicizia: se ci creiamo troppe aspettative sulla vera amicizia potremmo scontrarci con un diverso modo di vivere altrui ed incorrere in frequenti delusioni.
ABITUIAMOCI A NON INTERPRETARE. Se non ci telefona, non è detto che non gli interessi nulla di noi.
TUTTO E’ IMPORTANTE MA NON LO DEVE ESSERE TROPPO.
NON DIPENDIAMO DALLE CRITICHE ALTRUI. SOLO NOI ABBIAMO IL DIRITTO DI GIUDICARE IL NOSTRO COMPORTAMENTO. Il passivo non è in grado di gestire le critiche e diventa dipendente dal giudizio altrui, comportandosi sempre per compiacere l’altro. L’aggressivo non presta attenzione agli altri: solo il suo modo di comportarsi è quello giusto, quindi non può modificarsi.
NON AUTOGIUSTIFICARSI.
NON SVALUTARE GLIA ALTRI AL FINE DI APPARIRE I MIGLIORI.
NON ANTICIPARE CHE TUTTO ANDRA’ IN NEGATIVO. Se pensiamo in negativo anche il nostro comportamento verbale e non verbale esprimerà negatività e se siamo negativi non potremmo che attirarci negatività.
DOBBIAMO CONTARE SOLO SU NOI STESSI.
NON DOBBIAMO FARE NOSTRI I PROBELMI ALTRUI.
DOBBIAMO ESSERE CONTENTI DEL BENE ALTRUI.







2 Commenti a “Essere assertivi, un traguardo veramente interessante…”

  1. fabia

    un bellissimo articolo, quasi quasi ti faccio pubblicità nel mio blog ;)

  2. ercole

    non sono d’accordo sulla frase…non dobbiamo fare nostri i problemi altrui..condividire cio’ equivale a rinchiudersi nel nostro io limitando il nostro cerchio di conoscenza escludendo la realta’ altrui che poi difficilmente possiamo ignorare

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