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Le liti non durerebbero a lungo se il torto fosse solo da una parte. François De La Rochefoucauld
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Emozione e olfatto

category Psicologia Valentina Paoli 9 Luglio 2012 | 5,775 letture | Stampa articolo |
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Dal libro “A woman of substance” di Barbara Taylor Bradford pp345, 351, 353

La scena si svolge in uno splendido giardino di rose dove la nostra eroina Emma Harte sta camminando per coglierle: ‘Il sole galleggiava alto in un cielo senza nuvole e l’aria era limpida e piena del persistente  profumo delle rose che si levava intorno a lei. […] Emma sospirò, meravigliandosi davanti alla bellezza che la circondava’. Dopodiché la fanciulla tutta felice va ad incontrare il suo giovanotto, tale Edwin : si siedono in mezzo al giardino ma l’incontro idilliaco si trasforma in un incubo allorché Emma confida a Edwin di aspettare un bambino e lui invece di pensare insieme a lei ad una soluzione se ne lava bellamente e vigliaccamente le mani (vecchia storia). Emma ‘Pensò di star per cadere a terra. Dolore si aggiunse a dolore, intrecciandosi in una morsa d’acciaio così soffocante da essere quasi insopportabile. Dolore, rabbia, umiliazione, delusione, e panico improvviso si mescolarono in un’unica straziante fitta che avvolse tutto il suo corpo. Il profumo delle rose si alzava nell’aria in onde soffocanti, insopportabilmente dolci e nauseanti, e la faceva sentire debole. Il loro profumo la stava soffocando.

Voleva correre via da questo giardino, via da lui’. La nostra eroina poi riesce ad incavolarsi a morte col bellimbusto (reazione sana e costruttiva), a raccogliere le sue forze e ad andarsene, certo col cuore ormai in mille pezzi ma con una risolutezza che le fa onore. Rientra in casa e mentre sistema le rose che aveva colto scrive la Taylor Bradford: ‘Ora [Emma] non poteva sopportare il profumo delle rose. Anzi, avrebbe odiato il loro persistente profumo per sempre’.
La percezione dei sapori e degli odori è uno dei comportamenti umani più complessi e coinvolge quasi tutti i sensi, ma in particolare l’olfatto.
L’olfatto è un po’ la cenerentola dei nostri sistemi di senso. Tutti noi diamo grandissima importanza a vista e udito e casomai ci allarghiamo a esaltare il gusto. Ma l’olfatto… suvvia, o che sarà mai vivere senza? Beh, provate a chiederlo a chi ne è sprovvisto e resterete sorpresi dai problemi che causa l’assenza di olfatto. L’anosmia, la situazione di chi è privo di olfatto, è spesso collegata con la depressione. Non solo, ma erroneamente crediamo che per assaporare i cibi sia sufficiente il gusto. E invece no!  Se ci pensate bene quando siamo raffreddati sentiamo molto meno il sapore del cibo… Cosa che le vecchie matrone sapevano benissimo, tappando il naso dei fanciulli recalcitranti per rifilare loro una bella cucchiaiata di olio di ricino.

Nel cervello umano i sistemi percettivi sono strettamente collegati ai sistemi deputati all’apprendimento, alla memoria, all’emozione e al linguaggio. Ma in particolare il gusto e l’olfatto hanno dei legami davvero peculiari: a differenza della vista, dell’udito e della propriocezione, hanno un collegamento diretto con il nostro nucleo inconscio, emotivo, primitivo, ancestrale. Gli altri tre sensi (vista udito e propriocezione) invece sono collegati soltanto alla nostra parte conscia e consapevole: siamo sempre consapevoli di vedere, di udire, di toccare qualcosa di freddo, di essere in piedi o sdraiati. È per questo che siamo bravissimi a descrivere ciò che vediamo, ciò che sentiamo. È sempre per questo che non rimaniamo sconvolti da qualsiasi cosa vediamo o sentiamo.

Osservando la figura possiamo vedere come il gusto e l’olfatto (rispettivamente taste e smell, in inglese nella figura) siano direttamente collegati al sistema limbico che è un po’ come dire la centralina del nostro subconscio, delle nostre memorie ancestrali e direttamente collegato alle nostre emozioni, sensazioni e desideri. Possiamo vedere infatti per esempio che il taste (gusto), è collegato direttamente sia alla nostra parte ‘consapevole’ che a quella ‘inconsapevole’, diversamente dall’olfatto che invece è collegato soltanto a quella ‘inconsapevole’. Tant’è vero che sappiamo descrivere molto meglio i sapori che non gli odori, cioè siamo molto più consapevoli, analitici e logici con i sapori che con gli odori. Per coloro di voi che hanno il sapore/odore di mamma…sapreste descriverlo? Io … no! Però pensateci e sicuramente…vi scoprirete a sorridere.
Alcuni studi di antropologia del cibo affermano che l’attività del cucinare abbia un ruolo centrale nell’evoluzione umana: il pasto condiviso è considerato come una delle prime attività sociali dei primi gruppi di umani (non a caso coloro che se ne vanno a mangiare per i fatti propri vengono considerati asociali se non maleducati, ma questa è un’altra storia). Insomma immaginiamoci i primi cavernicoli che condividono un bel cinghiale arrosto: organizzarsi nella caccia, comunicare alle gentili signore quando accendere il fuoco, darsi appuntamento, cucinare insieme la bestia e apprezzarla successivamente sono tutte attività che hanno costituito l’humus ideale per la nascita del più complesso sistema di comunicazione mai apparso sulla faccia della terra, la lingua. È in questo senso che la lingua è nata in cucina.
Tornando alla nostra immagine quindi il fatto che l’olfatto sia collegato solo alla nostra parte ‘inconscia’ significa che ha un accesso immediato e diretto alle emozioni. I centri olfattori interagiscono direttamente con l’ippocampo, che è una regione del cervello coinvolta nella formazione di nuove memorie. Nessun altro senso ha un accesso così profondo e così vicino al nostro inner core, nucleo interiore, in senso figurato e in senso letterale, come da figura.

Mentre persone di una stessa cultura infatti spesso condividono le stesse associazioni positive con alcuni odori piacevoli riconosciuti come profumi (a tutti piace la fragranza del pane appena sfornato, a meno che non si siano ustionati gravemente da piccoli nel sfornarlo!, a tutti non piace l’odore di bruciato), la generalità degli odori invece spesso porta a risposte molto personali: questa è la dimostrazione del fatto che l’odore viaggia spesso con l’emozione e dato che ognuno di noi ha un’esperienza di vita peculiare (per fortuna), allo stesso modo ognuno di noi avrà i propri ricordi e i propri legami, diversi da quelli delle altre persone e non giustificabili sulla base della cultura comune.

Vi è mai capitato di sentire un odore e immediatamente essere immersi in sensazioni, ricordi, emozioni? Sicuramente sì, così come la nostra eroina, Emma, vive uno dei momenti più brutti della sua vita fra le rose e da quel momento in poi quell’odore diventerà per lei per sempre associato a dolore, a rabbia, al negativo.







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