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Da Jung all’olismo moderno

category Psicologia Gian Marco Gregori 12 Marzo 2008 | 4,614 letture | Stampa articolo |
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Il fattore arcaico, i modelli mitologici greci e romani portano Jung a pensare soprattutto in termini finalistici chiedendosi quali sia lo scopo delle manifestazioni psichiche. In una delle sue opere egli ci introduce all’importantissimo concetto della complessità mitologica e dei suoi meccanismi come fulcro delle fantasie inconsce e oniriche dell’individuo e delle comunità. L’arcaicità della struttura psichica fa si che nell’anima si possa identificare una stratificazione storica “in cui gli strati più antichi corrisponderebbero all’inconscio. Se ne dovrebbe dedurre che un’introversione verificatasi nella vita successiva (secondo la teoria freudiana) si impadronisce regressivamente di reminiscenze infantili (tratte dal passato individuale) nelle quali si manifestano, dapprima vaghi ma poi sempre più spiccati con l’accentuarsi dell’introversione e della regressione, tratti di mentalità arcaica, i quali potrebbero eventualmente giungere fino a far rivivere prodotti dello spirito manifestamente arcaici. 1

Se è vero che il linguaggio è rappresentato da una serie di simboli caratteristici di una razza evoluta, dice Jung, non è altrettanto vero che la saggezza si sia maturata con i millenni, semplicemente abbiamo maggior sapere su cui indagare. Nonostante tutti gli illuminismi la tendenza a prendere in considerazione i fenomeni spirituali e religiosi come pietre fondanti del pensiero non va a spegnersi. Se da un lato la psicologia sperimentale di Wundt e il senso dell’empirico danno ragione al positivismo ottocentesco è pur vero che Jung e i suoi seguaci, la scuola ecobiopsicologica e in genere l’olismo moderno mettono un parallelo tra pensiero mitico religioso e l’analogo modo di pensare dei bambini. “Questo ragionamento non ci è estraneo ma ben noto dall’anatomia comparata e dalla storia dell’evoluzione che ci mostrano come la struttura e le funzioni del corpo umano si sviluppano attraverso una serie di trasformazioni dell’embrione, che corrispondono ad analoghe trasformazioni nella storia della specie. L’ipotesi che anche nella psicologia, l’ontogenesi corrisponde alla filogenesi è perciò giustificata quindi anche lo stato del pensare infantile che una ripetizione della preistoria e dell’antichità. 2

L’olismo moderno si mette in seria contrapposizione alla frammentazione fra materia e spirito, fra corpo e mente, fra oggettivismo e soggettivismo in base a un’alterazione del concetto di tempo che sulle nuove teorie della fisica, della teoria dell’informazione e ai contributi più innovatori della psicologia entriamo nel concetto di sincronicità, “ uno spazio di tempo acausale e filtrato sin nell’esperienza della nostra coscienza proponendoci la visione di una realtà implicata in tutte le sue componenti tali da costituire l’esperienza del tutto.” 3

Tutto ciò implica una predisposizione da parte della moderna psicologia a prendere in considerazione i concetti più evoluti in chiave scientifica come le ultime scoperte di neuropsicologia ma anche i principi cardine dell’evoluzione ontogenetica, filogenetica e biologica.

 

1 C.J. Jung., La Libido,Simboli e Trasformazioni., New Compton ed. 1993, Roma

2 Ibidem.

3 Frigoli D. Ecobiopsicologia ,Psicosomatica della Complessità.,MB Publisching, Milano 2004.







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