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Coscienza e stati alterati: il sonno, il sogno.

category Psicologia Maria Anna Formisano 1 Dicembre 2007 | 4,563 letture | Stampa articolo |
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Il termine coscienza nel linguaggio comune, fa riferimento al giudizio morale. In psicologia, invece, la coscienza rappresenta lo stato di consapevolezza degli stimoli esterni e degli eventi mentali interni, però raffigura altresì la consapevolezza di sé.
Quando manca la coscienza?
La coscienza manca durante il sonno, il sogno, durante l’ipnosi e nel momento in cui si fa uso di sostanze psicotrope. Simili circostanze, costituiscono gli stati alterati della coscienza.
Non bisogna dimenticare, tuttavia, che durante il sonno, il cervello è intensamente attivo. Per di più, problemi emotivi, l’uso di droghe e abitudini irregolari possono alterare i normali ritmi del sonno, causando incapacità di dormire,ossia insonnia.
Il sonno ha sempre affascinato la ricerca scientifica, difatti, negli anni passati sono stati condotti nei “laboratori del sonno”, diversi soggetti volontari che trascorrevano una o più notti, collegati ad apparecchi elettronici in grado di misurare l’attività cerebrale.

L’elettroencefalogramma (EEG), registrava le onde elettriche cerebrali, i movimenti oculari e le tensioni dell’attività muscolare.
I ricercatori distinsero, dunque, due tipi di sonno: il sonno Rem e il sonno Non Rem.
Il primo stadio è caratterizzato da un sonno molto leggero, dopodichè si entra nel secondo stadio, che diventa sempre più profondo; ed è proprio in questo stadio, che è difficile svegliare la persona, ed è nel corso di questa fase, che si verifica il sonnambulismo.
Per Freud il sogno è la strada maestra che conduce all’inconscio. I sogni possono essere influenzati anche da stimoli che arrivano alla persona durante il sonno, ad esempio un suono, un rumore. Questi stimoli, potrebbero presentarsi anche nel sogno. In un esperimento, infatti, alcuni soggetti durante il sonno Rem, furono sottoposti ad alcune stimolazioni: gocce d’acqua, soffio d’aria o cose di altro genere.
Al risveglio, alcuni soggetti riferirono di aver sognato di stare in una barca, un altro,invece, sognò di camminare lungo una carreggiata esposta al vento. Vari esperimenti, hanno dimostrato che il sogno è ricordato di più, se è riferito sul momento del risveglio, al fine di evitare che il flashback onirico, subisca un deterioramento.







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