Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
La logica è l' arte di sbagliare con presunzione. Anonimo
Viagra online

Cosa succede in un GRUPPO di RIFLESSIONE EMOTIVA SULLA PREOCCUPAZIONE?

category Psicologia Marco Ventola 2 Dicembre 2007 | 7,002 letture | Stampa articolo |
1 vote, average: 5.00 out of 51 vote, average: 5.00 out of 51 vote, average: 5.00 out of 51 vote, average: 5.00 out of 51 vote, average: 5.00 out of 5 (voti: 1 , media: 5.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Seduta di gruppoI partecipanti durante il lavoro siedono in cerchio per parlare delle loro esperienze, delle loro emozioni e dei loro vissuti. Le persone che si incontrano in questi gruppi sono le più diverse ed eterogennee: giovani e adulti, operai, manager e casalinghe, professionisti e impiegati. Tutti insieme lavorano sulle preoccupazioni che si incontrano nei rapporti relazionali con gli altri e con se stessi.

Le preoccupazioni molto spesso sono frutto diun messaggio che si eredita dal passato e che porta ad avere sfiducia nelle proprie possibilità di riuscita.

Spesso chi è preoccupato, che si tratti dell’ambito lavorativo, così come quello affettivo è sempre in uno stato di allerta e angoscia.

Vive con ansia ogni tipo di cambiamento e contemporaneamente non è soddisfatto della propria esistenza.

Il lavoro mira a confrontarsi con gli aspetti di paura e rabbia che sono irrisolti e che costituiscono la principale fonte di incomprensione delle proprie angosce .

Le motivazioni che portano a partecipare ad un gruppo di Riflessione emotivo sulla preoccupazione hanno alla base le più disparate motivazioni: c’è chi sente di dover rimettere ordine nella propria vita affettiva e sentimentale o chi si sente bloccato nel proprio sviluppo professionale.

Il lavoro di Gruppo diventa quindi il luogo e lo strumento per integrare i bisogni più intimi con la fiducia in se stessi, analizzando dal vivo le proprie emozioni e le proprie fantasie relazionali.

Per poter migliorare la qualità della propria vita.

Questo permette ad ognuno di comprendere, attraverso il confronto paritario, il proprio modo di creare le relazioni con gli altri.

La particolarità di questo tipo di gruppi sta nel fatto che non si lavora per guarire o eliminare un sintomo, o, perfino, correggere un qualche comportamento non adeguato.

Il gruppo lavora per sviluppare le capacità di dare valore alla convivenza e alla riflessione sulle emozioni.

Si tratta di stare dentro. Non dentro se stessi alienati dal mondo, ma dentro le relazioni, dentro rapporti di condivisione. È questo che permette l’eplorazione.

Sentire le storie di altri e condividere le proprie permette di accrescere la consapevolezza di se stessi e dei propri riferimenti.

La preoccupazione si mostrerà non più come nemico da sconfiggere ma come un segnale importante da ascoltare.

Il gruppo inoltre impara che non ci sono errori, ma possibilità di apprendimento e di scelta. E nel gruppo emergono fantasie che, se analizzate, possono essere una guida importante alla comprensione.

Il cambio di visuale nel percorso del GRUPPO porta ad una nuova consapevolezza: la storia del partecipante è sempre la stessa; quello che muta è la chiave di lettura, è il modo in cui la persona “dà un nuovo posto” alle categorie utilizzate per sperimentare se stesso.

Francesco, dopo un percorso di gruppo sulla preoccupazione raccontava “Quando sono venuto qua, pensavo che fossero sempre gli altri strani, magari egoisti o sbagliati. E così passavo il tempo cercando di cambiarli. Quando non ci riuscivo invece passavo il tempo lamentandomi di quanto fosse difficile far entrare un po’ di buon senso nella testa delle persone. Oggi mi accorgo che sono stato un vero seccatore. Sempre a giudicare e controllare gli altri, sempre in ansia di dover fare andare le cose come dicevo io.

La vera scoperta è stata che ciò che doveva cambiare non era il mondo o io, ma la mia voglia di controllare, di dirigere tutto e tutti.

Ero terrorizzato di lasciar libero gli altri e libero me stesso dal controllo. Quando è accaduto ho avuto la sensazione di non avere punti di riferimento certi.”

Molti affermano che spesso le trasformazioni sono come un salto nel buio.

Ho constatato nel gruppo come questo salto nel buio richiami varie sensazioni: una di queste è la sensazione del cadere, del venire a mancare il terreno sotto i piedi.

Ciò può essere avvertito come terribile, perché si sente di abbandonare delle credenze che hanno accompagnato la propria esistenza per anni, delle volte per decenni.

Un’altra sensazione che accompagna il rinunciare al controllo e alla preoccupazione è quella del cedere, del lasciar andare e, quindi, del lasciarsi andare.

Essa viene spesso paragonata alla percezione di potersi liberare di un peso, di poter finalmente accostarsi a nuove libertà.

Così conclude Francesco “Ora la mattina mi sveglio leggero, senza la faticosa sensazione di dover vivere come se dovesse sempre capitare qualcosa di terribile.

E quello che è più importante ho iniziato a capire quali sono i miei obiettivi, cosa voglio veramente.

Prima passavo la vita preoccupato di dover gestire gli altri, ora sono più centrato su di me. Paradossalmente però non mi sento egoista, ma al contrario, ora posso stare con gli altri e comprenderli con più facilità. Senza troppe ansie.”

Molte persone che hanno partecipato ai Gruppi per la Gestione della Preoccupazione ritengono che quando si smette di controllare gli altri si possono scoprire le proprie priorità.

Certamente avere delle priorità significa capire che costruire progetti, avere degli obiettivi e portarli a compimento é qualcosa che costa in termini di fatica, di impegno, di rischio personale.

Ma quando una persona inizia a darsi delle priorità può rompe il circolo vizioso della indeterminatezza, dell’autoesonerarsi dal prendere decisioni importanti per la propria vita: taglia quel velo di nebbia che circonda la propria esistenza.

Partecipare ai GRUPPI DI RIFLESSIONE EMOTIVA SULLA PREOCCUPAZIONE è completamente gratuito (per ora attivo solo a Roma).

Basta contattare www.gruppipsicologici.it e richiedere di poter farne parte.

Per info: ventola [.] marco [@] libero [.] it







Lascia un Commento

*