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A chi parlare della propria infertilità?

category Psicologia Mara Pavanel 16 Settembre 2013 | 1,531 letture | Stampa articolo |
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Ormai sappiamo da diverso tempo che disporre di qualcuno con cui parlare delle proprie difficoltà riduce l’impatto di un gran numero di eventi stressanti, come malattie o lutti. In questo senso si parla di supporto sociale, che indica la percezione di avere a disposizione qualcuno con cui confidarsi o poter contare su comportamenti di cura da parte di una fonte definita; ci sono diversi tipi di supporto sociale, a seconda della fonte che lo offre, quindi distinguiamo tra sostegno maritale, familiare e sociale. L’infertilità è anch’essa da tempo riconosciuta come una condizione che crea stress e sofferenza in molte coppie.

Per questa ragione, è stato studiato l’impatto del supporto sociale anche nel caso dell’infertilità e si è visto che alti livelli di questa variabile  sono  correlati a livelli più bassi di depressione, ansia e stress legato all’infertilità. Se disporre di una rete di supporto sociale rappresenta un fattore che protegge dallo stress, tuttavia, una delle sfide più grandi per chi soffre di infertilità riguarda proprio il gestire questa parte della propria vita nel rapporto con gli altri. Spesso le persone infertili trovano difficile aprirsi, anche con i familiari o gli amici; nella nostra società avere figli è considerata una condizione “normale” e non averne può essere visto da alcune persone come un comportamento deviante, quindi potenzialmente stigmatizzante. Per questo motivo,  queste coppie lamentano a volte un senso di isolamento e la difficoltà di trovare persone vicino a loro che siano in grado di capire ciò che stanno passando e quindi si sentono spesso costrette a mantenere il segreto. In particolare, se le coppie sentono intorno a loro scarsa comprensione e sostegno, parlare della propria condizione può peggiorare i loro livelli di stress, sia personale che sociale; viceversa, se percepiscono un buon livello di sostegno sociale mantenere il segreto può essere più stressante.

Le donne infertili, in particolare, tendono a sentire più fortemente il senso di stigmatizzazione, di differenza sociale rispetto agli altri a causa della propria condizione, forse perché nella nostra società l’essere madre è considerato parte integrante dell’identità femminile, molto più che l’essere padre per gli uomini; le donne però tendono anche a parlare più apertamente dei propri problemi rispetto ai partner. Questo vale sia nel caso dell’infertilità sia nel caso di altri stressors; tuttavia, sembra che la maggior apertura riguardo all’infertilità possa portare a maggiore stress generalizzato, forse perché così facendo la donna perde il controllo su un’informazione potenzialmente svalutante.

Il senso di essere supportati sembra non dipendere tanto dal parlare della propria infertilità quanto dal senso di stigmatizzazione che ne deriva: in altre parole, più mi sento diverso a causa della mia infertilità, meno mi sento capito e accolto dagli altri, sia per gli uomini che per le donne. Questo dato si può forse spiegare considerando che le persone difficilmente chiedono aiuto in situazioni che considerano minacciose per la propria autostima; se mi sento in qualche modo “diverso”, svalorizzato a causa della mia infertilità difficilmente mi esporrò, chiedendo aiuto.

Inoltre, maggiore è il senso di diversità, maggiore è lo stress legato all’infertilità percepito da queste coppie, sia per gli uomini che per le donne; in queste ultime inoltre, lo stress legato all’infertilità tende a peggiorare lo stress in tutte le aree della vita, confermando che per le donne, l’essere genitore o meno ha un peso maggiore per la propria identità rispetto agli uomini, che riescono meglio a contenere l’effetto stressante della propria condizione.

È evidente quindi l’importanza, nel sostegno a queste coppie, di capire quanto la loro condizione influenzi negativamente la percezione di sé poiché essa appare strettamente correlata ai livelli di stress che esse lamentano;  altrettanto importante è valutare a chi e come parlare di infertilità. Sembra che non sempre sia utile incoraggiare un’apertura indiscriminata; soprattutto all’inizio forse è meglio mantenere il segreto. Una volta valutata la disponibilità  e la capacità di cura delle relazioni vicine, si può aiutare queste coppie a decidere come e quanto parlare della propria condizione. Non si tratta di parlare poco o tanto o di farlo più o meno spesso, quanto piuttosto di adattare la propria comunicazione alle caratteristiche dei diversi contesti sociali.

 

BIBLIOGRAFIA

Martins, M.V., Peterson, B. D., Costa P., Costa M. E., Lund, R., Schmidt L., Interactive effects of social support and disclosure on fertility-related stress, Journal of Social and Personal Relationships  vol. 30, no. 4, pp. 371-388 2013

Martins, M.V., Peterson B D., Almeida, V. M., Costa, M. E., Direct and indirect effects of perceived social support on women’s infertility-related stress, Human Reproduction Vol.26, No.8 pp. 2113–2121, 2011 Slade, P., O’Neill, C., Simpson, A. J., Lashen, H., The relationship between perceived stigma, disclosure patterns, support and distress in new attendees at an infertility clinic Human Reproduction Vol.22, No.8 pp. 2309–2317, 2007

Johnston, P. I. (a cura di),  Adopting after infertility Perspectives Press, Indianapolis, Indiana, 1992

 







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