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Cessando di essere pazzo, diventò stupido. Marcel Proust
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Volare nei sogni

category Programmazione neurolinguistica Elia Tropeano 2 Dicembre 2007 | 5,100 letture | Stampa articolo |
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Avevo fatto diverse acquisizioni sugli stati onirici, ma sognare di volare era difficile da interpretare. Mi domandavo spesso: “Perché, a volte, sogno di volare, che cosa vorrà mai significare?”. Non avevo mai accettato il simbolismo inconscio o metaforico per spiegare i sogni, infatti, i calcoli mi facevano ritenere che i sogni erano fabbricati nell’emisfero sinistro del nostro cervello, mentre l’area inconscia era localizzata in quello destro. Tuttavia, i conti non tornavano e continuavo a chiedermi perché mai sogniamo di volare.
Un giorno ebbi una rivelazione e riuscii a rispondere, in modo soddisfacente, alla domanda che mi ponevo da tempo.
Avevo compreso che gli eventi della giornata antecedente il sonno fossero rappresentati nei sogni come processi, ma ordinati in modo inverso. Avevo capito che questi servivano a farci orientare in modo istantaneo durante il risveglio e che operavano una sorta di salvataggio delle informazioni apprese nella giornata appena trascorsa. Tuttavia, le acquisizioni non mi aiutavano.
Riflettei su certi sogni che avevo fatto tempo addietro e finalmente scoprii una cosa nuova: nei sogni gli indici riferenziali originari si trovavano spostati. Mi spiego meglio. Una volta sognai di stare nella Villa della cittadina ove risiedevo, insieme ai miei due figlioletti, un maschietto e una femminuccia. Rimprovero il primo perché non vuole mettersi il cappello in testa, ero preoccupato che prendesse freddo. In realtà, i fatti della giornata trascorsa erano andati in modo leggermente diverso, era stata mia figlia a non voler indossare il cappellino, non il maschietto. Si era verificato uno spostamento: l’azione eseguita da mia figlia, era stata rappresentata nel sogno da mio figlio. Quando andai ad analizzare gli altri sogni, notai che in tutti era presente uno spostamento dell’indice riferenziale, non solo, ma gli indici comprendevano anche oggetti o cose. Sognai, una volta, di andare in pullman all’ufficio: ero andato a scuola con l’auto.

Ricordo ancora quel sogno ove appendevo un quadro sul muro, ma il quadro lo avevo appeso mia moglie. Cominciavo ad avvicinarmi alla soluzione e, finalmente, stavo per svelare il mistero sul volo nei sogni.
Era semplice:
nel sogno ero io a volare, in realtà, quel giorno avevo visto uno stupendo falco volteggiare nei pressi della cittadina ove vivevo.
Provai a consultare un po’ di letteratura onirica per sapere se qualcuno avesse fatta la stessa osservazione, ma non trovai nulla. Scovai qualcosa nella Bibbia, circa Giuseppe. Sette vacche magre che divoravano sette vacche grasse. Sette vacche = sette anni, magre = carestia, grasse = abbondanza.
Termino con un episodio comico. Una signora aveva sognato di voler uccidere il marito e mi chiese cosa volesse significare. Non sapendo fornire alcun significato, provai ad usare la tecnica di inversione di Giuseppe. Le spiegai, in modo divertito, che nei sogni gli indici riferenziali sono spostati e, dunque, che stesse attenta al marito perché, probabilmente, la vittima poteva essere lei.







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