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Sperimentazione in corso

category Programmazione neurolinguistica Elia Tropeano 2 Dicembre 2007 | 1,816 letture | Stampa articolo |
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Prendete un ricordo, non molto vivido, e tenetelo fisso nella mente.
Chiudete gli occhi, abbassate la testa verso il basso e verificate se cambia la luminosità dell’immagine.
Sollevate la testa, mantenete la rappresentazione ferma nella mente. Ruotate, adesso, il capo a destra, poi a sinistra e verificate il cambiamento delle submodalità visive: colore, dimensione, distanza, messa a fuoco ecc.
Chi ha la memoria fotografica, ripeta l’esperimento con un ricordo vivido.
Primi risultati ricavati da un forum:

Ok! L’ho fatto con un’esperienza, durante una lezione di kung fu, in palestra.
Quando, ho abbassato la testa l’immagine è rimasta in alto e si è scurita un po’.
Quando ho ruotato la testa a sinistra e a destra, l’immagine si è scurita nella parte in cui la
Inclinavo In altre parole se inclinavo la testa a destra si scuriva a destra, ma si illuminava a sinistra. Se
Inclinavo a sinistra si scuriva a sinistra e si illuminava a destra.

Hai dato un contributo notevole alla ricerca che sto promuovendo, ti sono immensamente grado. Pensavo che la mia fosse solo un’esperienza soggettiva, ma da quello che descrivi, probabilmente, c’è qualcosa su cui si possa generalizzare e lavorare.
Il nostro portale non è solo una fonte d’informazione e crescita personale, ma anche di ricerca e innovazione tecnologica.
L’obiettivo, tenuto segreto, per non influenzare l’esito della sperimentazione, era quello di trovare nuove tecniche terapeutiche, cliniche o psicologiche, non verbali.
Insomma, ci siamo stancati di dire al soggetto: ” Allontana l’immagine, spostala, illuminala, falla diventare piccola, ecc.”.
Basterebbe, lo spero, dire soltanto: “Identifica la causa del tuo problema. OK! Adesso abbassa la testa, ruotala a sinistra, ecc. … ripensi al problema! ”
Credo che l’obiettivo terapeutico sia degno di essere preso in considerazione.
Grazie e un saluto cordiale.
Elia Tropeano

Buonasera!
Quando ho abbassato la testa l’immagine è andata in alto e si è dorata.
Quando ho ruotato la testa a sinistra e a destra l’immagine è andata in bianco e nero.
Per il ricordo vivido non ho rilevato cambiamenti.

Ciao,
Sono lieto per la tua partecipazione alla sperimentazione in oggetto. Anche questo contributo è fondamentale per la comprensione della fenomenologia che lega i cambiamenti submodali analogici visivi nelle immagini o ricordi non vividi. Mi piacerebbe pensare alla creazione di una nuova metodologia analogica submodale e sua applicazione ma credo sia un tantino presto.
Non so se siamo i primi ad avviare questa ricerca; in ogni modo, la letteratura scientifica non ne parla. Dal canto nostro, continueremo ad esplorare la punta di questo iceberg.
Ho intrapreso lo studio perché non riuscivo a spiegare, alle persone che si rivolgevano a me, come fosse possibile dimenticare semplici azioni della vita quotidiana.
Un signore, mentre apriva il frigorifero, si dimenticava il motivo per cui l’aveva aperto; un’altro correva nel garage, ma poi non ricordava il motivo perciò c’era andato. Entrambe erano costretti a ritornare nelle postazioni iniziali per riformulare i pensieri che li spingevano compiere le azioni annunciate. Il primo doveva prendere un pezzo di burro per cucinare il salmone; il secondo un martello per demolire un vaso lesionato. Oggi una signora, al supermercato, ha ripetuto più volte: “Ad ogni passo dimentico qualcosa”
Probabilmente, durante il tragitto avevano spostato la testa in una certa direzione, e il ricordo, non vivido, di quello che avevano pensato si era annullato. Quindi, doveva tornare nel posto ove era scaturito il pensiero e riformularne un’altro.
Io ho preso un’immagine e l’ho tenuta fissa nella mente, ho chiuso gli occhi e l’immagine è scomparsa. Ho cercato poi di visualizzarla, ma ho incontrato delle difficoltà. Bisognerebbe provare con ricordi spiacevoli. Non si può mai sapere che durante lo spostamento qualche submodalità critica si modifichi.
Per il momento, ci troviamo di fronte a due categorie d’immagini: quelle che si sviluppano con gli occhi aperti e quelle con occhi chiusi. Hanno caratteristiche submodali diverse.
Aprendo o chiudendo gli occhi, cambiano categoria e si convertono una nell’altra. Per il momento è tutto.
Elia Tropeano

L’invito alla sperimentazione è rivolto a tutti. Il testo ha senso, soprattutto, per quelli che hanno letto qualche mio articolo.
Grazie!







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