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Modalità di programmazione

Scritto da Elia Tropeano il 8 Dicembre 2007 @ 22:16 in Programmazione neurolinguistica | 3 Commenti

L’allergia

Alla penultima lezione del corso di neuro-programmazione digitale e PNL, che tenevo a Venafro (IS), si presentò una donna, di circa 35 anni, che lamentava una congiuntivite allergica. I suoi occhi erano arrossati a tal punto che a malapena si scorgeva il bianco del bulbo oculare (aveva il problema da diversi anni).

Spiegai che le allergie non erano altro che un errore del sistema immunitario che andava corretto. Lo stesso giorno, la partecipante andò da un oculista per una visita e fornì la mia versione, ma questi la convinse dell’assurdità dell’affermazione. Le prescrisse dei farmaci, ma non ottenne risultati. Si presentò all’ultimo incontro ripetendo il parere dello specialista.

Riferii al gruppo di lavoro che il medico aveva bisogno di una risposta appropriata. Feci immaginare alla donna di trovarsi in un luogo stupendo e gradevole ove poteva trovare serenità e calma e sentirsi sempre più rilassata e felice. Non appena cambiò modalità di programmazione (il suo sistema principale di rappresentazione delle informazioni era quello auditivo), suggerii soltanto che i suoi occhi sarebbero diventati belli e la riportai al sistema sensoriale primario, facendole ascoltare i suoni della stanza e la mia voce. Dopo alcuni minuti dai suoi occhi scomparve il rossore ed il prurito. Un maestro di Tai Chi Chuan, che si era trovato all’incontro per caso ed aveva assistito, con scetticismo all’intervento, mi chiese in prestito un libro di PNL, il manuale di neuro-programmazione digitale non lo avevo ancora ultimato.

Dopo alcune settimane, incontrai la partecipante: aveva conservato i benefici, ma le dava fastidio la luce intensa.

 

Perdita dell’olfatto

Una ragazza di 24 anni chiese se fosse possibile, con le mie tecniche, risolvere il suo problema. Da circa tre anni non avvertiva gli odori, aveva consultato diversi specialisti, ma senza successo.

La invitai a pensare a d un prato fiorito. Un luogo stupendo dove era possibile ascoltare il canto degli uccelli, il rumore soave di un ruscello, il ronzio prodotto dagli insetti mentre volavano sui fiori, il suono di un’ape che urtava alcuni petali delicati e lo sprigionarsi di un intenso profumo. A quel punto, cominciò a dilatare le narici (segnale d’accesso agli odori) e cambiò modalità di programmazione. Suggerii, quindi, che poteva avvertire gli odori e la riportai allo stato abituale. Silvana, un’allieva del corso, andò a cercare dei profumi, ne trovò uno e lo fece odorare alla ragazza, la quale ne indovinò alcune essenze tra cui l’estratto di cocco. Dopo tre mesi aveva conservato i benefici della dimostrazione terapeutica.

 

Note: la diversa ‘modalità di programmazione ’ del cervello ci fa assentire allo stato alterato di coscienza, lo stato in cui non abbiamo i limiti di quello normale e si riferisce all’accesso di uno o più sistemi rappresentazionale diversi da quello primario. Per un auditivo, ad esempio, creare immagini o provare sensazioni ritraggono due diverse modalità di programmazione. Non si deve confondere sinestesi con modalità di programmazione: la prima è un’automazione, la seconda necessità di un sistema di guida per essere attivata.

In neuro-programmazione digitale, le diverse modalità servono per far entrare in funzione i correttori naturali che si attivano durante il passaggio da un sistema rappresentazionale all’altro.


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