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Memorizzazione – seconda parte

Scritto da Elia Tropeano il 2 Dicembre 2007 @ 23:15 in Programmazione neurolinguistica | Nessun Commento

Conosciamo cinque tipi fondamentali di memorie ed anche queste corrispondono ai nostri organi di senso. Abbiamo una memoria visiva, auditiva, cenestesica, olfattiva e gustativa e tutta una serie di sottomemorie nello stesso sistema rappresentazionale. La loro combinazione crea programmi e sottoprogrammi che n’aumentano il grado e l’efficacia. Analizziamo, per semplicità, la memorizzazione della serie numerica 1 a 10 da parte dei bambini alle prese con l’istituzione scolastica, ma l’esempio può essere esteso a qualsiasi categoria di cose o di rappresentazioni si voglia considerare.
I bimbi, con un sistema rappresentazionale primario visivo, costruiscono immagini mentali della serie numerica loro presentata (Vc) codificandoli in ordine crescente secondo la quantità (da destra verso sinistra, dall’alto in basso, ecc.). Il canale d’ingresso per la raccolta delle informazioni (Ve) ed il sistema rappresentazionale primario possiedono la stessa modalità sensoriale, rari casi in cui la sinestesia non è presente).
Quelli con un sistema primario auditivo codificano i numeri in parole ordinando la serie mediante una cadenza ritmica. In questo caso, il canale d’ingresso visivo esterno (Ve), per la raccolta dei dati, non coincide con il sistema rappresentazionale più valutato, ne consegue la formazione di una sinestesi o funzione confusa Ve — Ad.
Nota 1: “Ad” sta per auditivo digitale interno o esterno. L’esponente “e” è stato depotenziato e, per comodità di trascrizione, al posto della freccia ho inserito i trattini tra Ve e Ad. Nel linguaggio cibernetico si scrive V elevato ad “e” e i trattini sono rappresentati da una freccia orizzontale direzionata a destra.

I piccoli che si avvalgono sostanzialmente del sistema cenestesico codificano i numeri in sensazioni interne, una sinestesi Ve — Ci. Vale a dire che, ogni numero della serie deve corrispondere ad una sensazione specifica, ma è difficile fare simili distinzioni, pertanto i discenti cenestesici non riescono a imparare la conta.
Nota 2: Su un forum di psicologia, un moderatore ha contestato il termine cenestesico, invitandomi ad usare il vocabolo cinestetico, ma non ha avuto nulla da obiettare circa il termine “sinestesia” che verrebbe, a questo punto, pronunciato sinestetia, nemmeno questo c’è sul vocabolario.

Per i visivi, le informazioni numeriche, una volta raggiunto il sistema rappresentazionale primario, devono essere convogliati in memoria, cioè nell’emisfero destro del nostro cervello, perciò trasformate da immagini costruite nell’emisfero sinistro (Vc), in immagini eidetiche o ricordate (Vr).
In sintesi, se lo scolaretto sposta gli occhi in alto a destra, mentre conta da 1 a 10, vuol dire che sta costruendo l’immagine dei numeri e che non li h inviati ancora in memoria. Se li sposta in alto a sinistra, le immagini sono state memorizzate. Quando  sfuoca gli occhi, tenendoli diritti e immobili, le immagine numeriche sono chiare e distinte perché, mentre le estrae dalla memoria, l’emisfero sinistro avvia la loro costruzione, fedele alle originali. Normalmente è l’indicazione di un processo in corso che sta per divenire automatico e in procinto d’essere appreso.
Per gli auditivi, l’informazione, codificata in suoni o parole costruite (Ac), deve essere trasformata in suoni o parole ricordate (Ar) per raggiungere l’emisfero destro, ma l’operazione necessita di una veicolazione analogica: cadenza, tono, ritmo, ecc.. Schematicamente: Vc — Ac — Ar/t.
Nota 3: Gli esponenti c ed r sono stati depotenziati.
In questo caso, mentre gli allievi recitano la serie, aiutandosi con il ritmo e la cadenza, gli occhi si spostano a livello a sinistra, ma riusciranno nel compito solo se non li interrompiamo, altrimenti dovranno cominciare da capo e ritentare la conta. Il conteggio inverso è difficoltoso perché essi dovranno invertire ritmo e cadenza.

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