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Lettera d’autore – parte seconda

category Programmazione neurolinguistica Elia Tropeano 3 Dicembre 2007 | 2,778 letture | Stampa articolo |
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Sto mettendo in pratica i tuoi consigli e visualizzare i momenti in cui mi sento insicuro e timoroso, mi sembra di essere più deciso e meno insicuro, forse perchè sono più consapevole dei miei problemi? Anche se non sempre riesco a uscire dal disagio di vedermi criticato, e questo uno dei problemi che devo risolvere insieme all’autocritica che faccio a me stesso. Da piccolo ero spesso criticato da uno dei miei fratelli poco più grande di me,forse inconsciamente mi ritornano in mente quelle sensazioni? Comunque ti ringrazio per l’aiuto che mi dai.
Cordiali da M.

Gentilissima M,
oltre a possedere il sistema rappresentazionale primario cenestesico, ti avvali anche del sistema sensoriale auditivo. Tuttavia, non sono sufficienti per raggiungere cambiamenti significativi. E’ necessario utilizzare tutti sistemi fondamentali di rappresentazione delle informazioni, in altre parole: il visivo, l’auditivo e il cenestesico. In ogni modo, qualche progresso l’hai fatto, ma otterrai rapidamente altri risultati se lavori sul sistema sensoriale auditivo.
I cambiamenti avvengono a livello inconscio, pertanto non potrai notarli se non nel giro di qualche tempo. Comunque, l’autocritica è importante, serve come risorsa, a non commettere errori, per valutare le cose ecc., tuttavia auotocriticarsi una volta, due, tre volte è sufficiente.
L’autocritica richiede l’utilizzo del dialogo interno, parlare a se stessi. Le persone che parlano tra sé e sé, si notano facilmente perché tengono la testa inclinata in basso e a sinistra (la classica posizione del telefono), stessa posizione mantenuta delle persone che iniziano a provare l’innamoramento.
Il problema, comunque, si gestisce nel seguente modo: ogni volta che fai l’autocritica devi effettuarla con un tono di voce differente dal solito. Potrebbe essere un tono calmo, con volume basso. Un tono allegro e volume moderato. Si potrebbe perfino sostituire la propria voce con quella di un simpatico cartone animato. I risultati sono rapidi, pertanto occorre un pochino d’impegno. Particolare attenzione si deve porre circa il volume dei suoni o delle voci. Il volume sembra non essere una funzione lineare ma logaritmica, nel senso che per raddoppiare il volume bisogna quadruplicare la potenza d’emissione; per triplicarlo, bisogna noviplicare la potenza. Il volume potrebbe divenire uno strumento notevole se usato in modo consapevole, infatti, fa superare facilmente, da parte del cervello, la soglia di riconoscimento riguardo la causa del disagio.
Inoltre, se ti venisse in mente qualche ricordo fastidioso, ove sono implicati frasi o parole, che fanno star male, basta ricordarle e ripeterle alla rovescia. Esempio, se dovesse darmi fastidio la proposizione: “Devi tornare presto a casa, altrimenti sono guai”, bisogna sforzarsi a memorizzare le parole al contrario: “Guai sono altrimenti casa a presto tornare devi”. Quest’ultimo esercizio da risultati immediati. Una volta ripetuta una frase, o solo qualche parole, al contrario, il problema ad esso collegato scompare facilmente. Non c’è bisogno di ripetere la frase rovesciata in modo perfetto, basta fare del suo meglio. Trattasi ancora di casi in cui il superamento della soglia di riconoscimento del disturbo avviene a livello di uno dei due emisferi cerebrali.
Per adesso è tutto.
Elia.







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