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La suprema felicità della vita è sapere di essere amati per quelli che si è, e più precisamente, di essere amati nonostante quello che si è. Victor Hugo
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Dislessia

category Programmazione neurolinguistica Elia Tropeano 2 Dicembre 2007 | 4,580 letture | Stampa articolo |
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Propongo un semplice esercizio da far compiere ai bambini considerati dislessici. Lo uso per dimostrare che chiunque è in grado di imparare a leggere. Lo possono provare anche i genitori da casa, i migliori testimoni.
In sostanza, scrivo una frase composta da quattro parole aventi un indice riferenziale, cioè un senso concreto, ad esempio:

IO SONO A CASA

lasciando un certo spazio tra una parola e l’altra. Poi, lentamente, leggo le singole parole e le faccio ripetere al bambino, se il test è positivo, invito l’allievo a rileggerle al contrario:

CASA A SONO IO.

Successivamente, riscrivo le parole in minuscolo:

io sono a casa

e ripeto l’intera operazione.


A questo punto, in caso di successo, aggiungo alle frase altre parole concrete.

IO SONO A CASA CON PAPA’ E MAMMA

rileggo e faccio ripetere al bimbo la frase due volte, poi

MAMMA E PAPA’ CON CASA A SONO IO

cioè al contrario.

Il discente avrà qualche difficoltà a ripetere la parola CON perchè non ha un indice riferenziale diretto e, talvolta, avrà qualche problema anche con la parola SONO, allora lo dobbiamo aiutare.
Si può ovviare alla difficoltà trovando, in modo personale, un indice alle due parole. Per esempio, la sillaba RE non ha un indice di riferimento, ma se la pronuncio RE’, il sovrano, automaticamente lo possiederà.

Continuando, si scriverà:

io sono a casa con papà e mamma

e ripetere il procedimento.

Si aggiunge, quindi, la parola SCUOLA e si continua allo stesso modo:

IO NON A CASA CON PAPA’ E MAMMA, SONO A

SCUOLA.

oppure altre combinazioni possibili:

SONO A CASA CON PAPA’ E MAMMA, IO NON SONO A

SCUOLA.

Anche la parola NON, non ha un riferimento diretto, quindi c’è bisogno di aiutare il proprio figlioletto.

Ovviamente, le combinazioni possibili saranno scritte anche in miniscolo:

sono a casa con papà e mamma, non sono a scuola.

Usando le combinazioni, non c’è la necessità di far rileggere al contrario le frasi.

Il test serve esclusivamente a dimostrare che imparare a leggere è possibile. Successivamente, si praticano altre metodiche, che proporrò se qualcuno le dovesse ritenete opportune.

Per la disgrafia, si usa un foglio di carta velina o un qualsiasi foglio di carta trasparente ove si ricalcheranno le singole lettere e formare direttamente parole concrete.

Esempio:

I O S N A C A S A P E M
i o s n a c a s a p e m

i o s n c a s a p e m n
i o s n c a s a p e m n

In sostanza l’allievo deve scrivere in corsivo le parole scritte in stampatello:

IO SONO A CASA
io sono a casa

io sono a casa
io sono a casa

Avvertenze
Quando l’allievo commette un errore è opportuno farglielo rivelare in modo non verbale, senza parlare: basta un gesto.
Inoltre, è bene sapere che l’allievo deve scrivere solo in corsivo, non serve farlo scrivere i stampatello, serve solo a confondere le idee.
Insomma, lo stampatello si usa per la lettura; il corsivo per la scrittura.

Un metodo molto proficuo per creare una strategia di motivazione all’apprendimento è l’uso del pc, ma questo è un altro argomento.







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