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Antivirus psicosomatico

category Programmazione neurolinguistica Elia Tropeano 2 Dicembre 2007 | 3,934 letture | Stampa articolo |
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L’idea dell’antivirus mi venne, mentre studiavo un caso di gastrite. Il paziente era certo che il suo problema non dipendeva da cause estrinseche, perché seguiva un’alimentazione corretta, conduceva una vita regolare e non faceva abuso di farmaci. Chiesi al signore di identificare un pensiero, un’esperienza vissuta, un’immagine mentale o una qualsiasi rappresentazione, anche di scarsa importanza, che poteva essere collegata al suo problema. Gli venne in mente la figura del dirigente aziendale che lo riprendeva con un certo tono di voce. Domandai se tale pensiero gli provocasse un’intensificazione del disturbo gastrico: rispose di sì. Lo invitai, allora, a immaginare di rimpicciolire la figura del dirigente e subito riferì che il malessere si era affievolito. Gli suggerii, quindi, di trasformare la voce del direttore in quella di un simpatico cartone animato: il disturbo scomparve e a distanza di tempo non si ripresentò.
L’episodio confermava una mia ipotesi: esperienze passate, immagini mentali, rappresentazioni interne, ecc. archiviate in memoria, ossia, nell’emisfero destro del nostro cervello, possono causare nel tempo disturbi psicosomatici.
Chiamai le strutture interiori:’agenti causali interni’ della malattia, ma non compresi la consistenza della loro struttura e il fattore stimolante l’affezione. Ero certo che gli ‘agenti causali interni ’ possedevano qualcosa di anomalo. Scoprii, infatti, più tardi, che essi avevano una o più submodalità analogiche visive o auditive irregolari che facilitavano la formazione di caratteristiche alterazioni, pertanto bastava identificarle e correggere, proprio come fanno alcuni antivirus o programmi informatici, e ripristinare il sistema alterato.

Le submodalità analogiche visive sono: dimensione, colore, luminosità, distanza, film o fotografia ecc., delle nostre immagini interne. Le submodalità analogiche auditive sono: volume, tono, ritmo ecc., dei suoni o voci prodotti internamente.
Sperimentai ancora una volta la metodica su una donna affetta da ‘rosacea’: da qualche tempo aveva chiazze rosse sul viso e raccontò che il problema le era comparso poco tempo dopo il verificarsi di un’esperienza sgradevole. Consigliai alla donna di rivedere mentalmente quell’esperienza al contrario, proprio come quando un film era proiettato alla rovescia e appena dopo costatò che il pensiero non le dava più noia: quando si guardò allo specchio le macchie si erano notevolmente dissolte e nel giro di pochi giorni scomparvero completamente.
Riprovai il procedimento con una signora affetta da disturbi della digestione. La signora collegò l’affezione al seguente episodio: entrava in una stanza ad assistere la mamma gravemente ammalata. Dopo averla fatta immaginare di rivivere la scena al contrario costatò che l’esperienza non le causava più disagio e nel giro di pochi giorni il disturbo scomparve.
Una ragazza, invece, mentre conversava con amici o parenti, a un certo punto, cadeva in uno stato d’incoscienza: le erano stati prescritti dei farmaci, ma il problema perdurava. La ragazza mise in relazione il mancamento improvviso a un’immagine interiore che le faceva provare una sensazione negativa. La invitai ad allontanare e rimpicciolire l’immagine e subito dopo costatò che la rappresentazione le dava meno fastidio, le chiesi se nell’immagine c’era una seconda persona. Rispose di sì. Allora dissi di eliminare quella persona dalla scena. Dopo una settimana circa mi fece sapere che il problema non si era più manifestato.
Un mio conoscente voleva che sperimentassi la metodica sulla moglie affetta da psoriasi. La signora collegò il problema a un’esperienza del passato, un episodio, in cui lei si vedeva interagire in un certo contesto. Dopo aver analizzato le submodalità analogiche non trovai nulla di irregolare, tranne la presenza di una seconda persona nella scena. Le feci immaginare di togliere la persona dalla scena e immediatamente dichiarò di sentirsi risollevata. Il conoscente chiese se fosse possibile intervenire anche sulla sterilità, erano anni che desideravano avere un bambino. Risposi che dovevano attendere perché, quando si lavora con il cervello, si ottiene sempre più di una cosa.
Dopo alcuni giorni scomparvero le macchie che la signora aveva sulla schiena, allora il marito sperimentò la mia tecnica con un parente sofferente da qualche tempo da dermatite e l’infezione scomparve rapidamente. Il mese seguente, la moglie del conoscente riferì che la psoriasi si era ridotta dell’80% e che era in attesa di un bambino.
Usai la metodica su altri soggetti e la tecnica si dimostrò efficace. Alcune persone, però, non riuscivano a trovare dei collegamenti alle affezioni, allora feci scegliere loro esperienze a caso e le modificammo: il procedimento funzionò su alcuni, mentre su altri si svilupparono solo lievi miglioramenti.
Sperimentai di conseguenza una tecnica affine, senza che il paziente partecipasse in modo attivo e i risultati furono più che incoraggianti; non facevo altro che raccontare una storia inserendo qua e là istruzioni antivirali d’identificazione dell’agente causale interno e sua correzione.
Una volta raccontai la medesima storia con tono di voce differente e la tecnica sembrò avere maggiore efficacia. Avevo inserito involontariamente un operatore modale di necessità ’ nel tono di voce e, probabilmente l’informazione era arrivata nel punto ove agiscono gli operatori modali, cioè tra la struttura di riferimento (la somma di tutte le nostre esperienze) registrata nell’emisfero destro, e la struttura linguistica completa. Gli operatori modali sono fattori di cancellazione che rimuovono parti della struttura linguistica completa.
Provai la variante su di un ragazzo epilettico e nel giro di una settimana le crisi scomparvero; poi su di un signore affetto da tumore cerebrale, dopo quindici giorni la massa tumorale si dissolse di ¾ e dopo circa un mese scomparve completamente. In quest’ultimo caso poteva trattarsi di una coincidenza perché il paziente, molto tempo prima del mio intervento si era sottoposto a radioterapia; alcuni suoi parenti, tuttavia, sostenevano che il successo dipendeva da me. Provai allora con un signore sofferente di tumore al retto e metastasi al fegato, il tumore si ridimensionò e le metastasi si ridussero: poteva trattarsi ancora di una coincidenza. Allora partecipai a un forum sui tumori ( www.molecularlab.it) e sostenni che con le mie tecniche terapeutiche, i tumori erano semplici da risolvere, pertanto cercavo qualcosa di più complesso: le malattie degenerative.

Dopo qualche giorno mi arrivò il seguente messaggio: Glioma del tronco infiltrato di ANDREA (16/03/2005) SONO UN BIMBO DÌ 7 ANNI CHE DAL 4 GENNAIO 2005 MI HANNO DIAGNOSTICATO UN TUMORE DEL GLIOMA DEL TRONCO, HO FATTO LA CHEMIO TERAPIO E ORA STO FACENDO LA RADIO, NON TROVO MIGLIORAMENTI E ORA SONO PARALIZZATO QUASI TOTALMENTE, MI HANNO DIAGNOSTICATO INOPERABILE SE NON SI RITIRANO LE RAMIFICAZIONI. QUESTA NUOVA TERPIA MI PUO’ AIUTARE? GRAZIE E AIUTATEMI, UN BAMBINO BELLISSIMO ANDREA. Risposi: Glioma del tronco di Elia Tropeano (17/03/2005.)

Carissimo Andrea, non so se le mie tecniche terapeutiche siano indicate per il tuo caso, ma provare non costa nulla anche perché io sono solo un ricercatore e i metodi terapeutici li sperimento gratuitamente. Qualche mese fa li ho sperimentati su di un paziente con tumore al retto e metastasi al fegato. Il tumore è scomparso e le metastasi ridotte, in ogni modo, il paziente si era stato sottoposto a chemio- terapia e ancora una volta non posso dire che il merito sia. Il mio indirizzo elia [.] tropeano [@] email [.] it
Presi, quindi, contatto con i genitori d’Andrea mi recai da loro, eseguii la seduta terapeutica e alla fine confessai che da quando usavo simili metodiche, non avevo mai ottenuto un insuccesso; aggiunsi, poi, che sarebbero rimasti sorpresi dai prossimi accertamenti perché il tumore poteva ridimensionarsi anche del 50%. Dopo alcuni giorni i genitori m’informarono che la paralisi d’Andrea stava scomparendo. In seguito telefonarono per farmi sapere che gli accertamenti confermavano una scomparsa di circa il 50% della massa tumorale attiva e che il ragazzo finalmente era operabile. Consigliai loro di provare nuovamente le mie tecniche terapeutiche e di attendere con fiducia. Infine, scomparvero sia il tumore sia la paralisi.

Testimonianza
Grazie ai consigli scaturiti da Elia Tropeano, detto autore, sono riuscito a guarire dell’80% la mia Dermatite Seborroica, come già scritto nel seguente thread: http://www.ibfree.org/index.php?mforum=pnlcoachinginfo&showtopic=77
Benchè Le Terapie Istantanee di autore fossero consigliate di essere eseguite in coppia, ho provato a sperimentarle autonomamente, ho visualizzato una scena che reputavo identificativa al mio problema, l’ho rimpicciolita fino a farla diventare un puntino e dopo tre giorni la mia dermatite seborroica era quasi scomparsa del tutto.
Grazie di cuore. 4 settembre 2007







5 Commenti a “Antivirus psicosomatico”

  1. franko

    Lei afferma di poter guarire tumori con la PNL, se cosi fosse od è, mi dice costa sta aspettando a comunicare la sua metodica o scoperta alla stampa o ai mass media???????

  2. Elia Tropeano

    Nonostante abbia diffuso la notizia da circa tre anni, non ho ancora ricevuto inviti significativi per dimostrare la validità dell’affermazione, inoltre l’intervento sul piccolo Andrea è documentato su http://www.molecularlab.it , basta cercare sul sito “elia tropeano”.
    Attualmente, sono in possesso di nuove conoscenze, ancora teoriche, ma, come sovente ripeto: “Provarare non costa nulla”.

  3. Elia

    La guarigioni potrebbero essere anche frutto di coincidenze. Non ho alcuna certezza che l’esito positivo sia dipeso dal mio intervento, tuttavia ho avuto il coraggio di provare.

  4. elia

    Leggi questo caso di tumore. Qui non ci sono coincidenze perchè la paziente non poteva fare né chemio, né radio terapie, nè prendere antidolorifici.
    Trattasi di una sperimentazione in corso ove penso si concluda a lieto fine.

    http://www.nienteansia.it/news-utenti/viewart.php?idart=79

  5. elia tropeano

    Circa una decina di anni fa scrivevo queste cose su un forum dedicato ai tumori:

    “ho utilizzato una tecnica PNL su un paziente affetto da tumore cerebrale: dopo quindici giorni la massa tumorale si è dissolta di 3/4 e dopo circa un mese è scomparsa quasi del tutto. Sinceramente non posso affermare che il successo sia dovuto alla mia tecnica terapeutica perché il paziente molto tempo addietro si era sottoposto a radioterapia, ma alcuni suoi parenti sostengono che sia dipeso dal mio intervento”.

    In sostanza, il paziente si era recato negli Stati Uniti per un intervento al cervello dal costo di circa 50mila euro, risultato: viveva da un anno in una clinica italiana con il corpo insensibile dal mento ai piedi e con una massa tumorale di una certa dimensione.
    Dopo il mio intervento il tumore si dissolse totalmente, ma questi non ha mai accettato l’dea che il successo fosse dovuto al mio intervento perché convinto che fosse opera di uno specialista di fama mondiale che lo seguiva.

    Comunque, a distanza di dieci anni, un parente del paziente, mi hanno fatto sapere che questo ultimo gode di ottima salute e non ha alcun problema di sensibilità, anzi è stato l’unico sopravvissuto, tutti gli altri degenti sono morti.

    Complimenti allo specialista di fama mondiale!

    Successivamente abbandonai gli studi nonostante qualche altro successo.

    Qualcosa è documentato sul forum che segue:

    http://www.molecularlab.it/news/commento.asp?n=1451&p=5

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