Il nome panico ha origini antichissime, deriva da Pan, una divinità della mitologia Greca per metà uomo e per metà capra. Questo essere mostruoso era temuto per i suoi attacchi improvvisi, specialmente alle ninfe o a giovani pastori.
Oggi non lo possiamo vedere, ma possiamo sentirlo.
L’attacco di panico è un episodio breve e improvviso di intensa paura che conduce ad alterazioni fisiche. E’ considerato uno dei disagi psichici più frequenti e rientra nella categoria dei disturbi d’ansia.
L’ansia è un meccanismo fisiologico altamente adattivo poichè costituisce una reazione di difesa dell’organismo, un’attivazione generalizzata delle risorse individuali volte ad anticipare ed eventualmente affrontare un pericolo individuato. Quindi essa, in relazione e proporzionata ad un evento è estremamente utile. L’ansia diviene patologica quando si manifesta in assenza di uno stimolo esterno evidente o è sproporzionata rispetto all’evento che l’ha scaturita
L’attacco di panico può comparire a qualsiasi età ma più spesso esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. La sua incidenza nella popolazione femminile è circa il doppio rispetto a quella maschile. Le cause sono spesso riconducibili ad avvenimenti stressanti, in particolare esperienze di perdita o di minaccia che nel passato non siamo stati in grado di gestire o accettare.
Le manifestazioni più frequenti dell’attacco di panico sono: tachicardia, palpitazioni, sudorazione, nausea, vertigini, dispnea, formicolio. Dal punto di vista cognitivo la persona puo’ percepire dissociazione, depersonalizzazione, perdita di controllo, paura di morire. Le risposte cognitive all’ansia sono pensieri negativi prevalentemente irrealistici o estremizzati nei confronti di particolari situazioni temute. Sono percezioni mistificate della realtà, pensieri che anticipano una catastrofe a bassa probabilità. Tutto ciò può interferire negativamente con le abilità di pensiero portando difficoltà nel ragionamento astratto, nella capacità di risoluzione dei problemi e nella capacità di pianificazione. Durante le crisi di panico vi è un aumento della frequenza respiratoria che provoca una carenza di concentrazione di anidride carbonica nel sangue. Questo causa le tipiche sensazioni da iperventilazione, come vertigini, confusione mentale, perdita di coscienza, che allarmano e provocano di conseguenza scariche di adrenalina che agiscono sull’apparato muscolare e cardiovascolare
( Continua … )