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[Citazione del momento]
L'esperienza è una cosa che non puoi avere gratis. Oscar Wilde
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Simona Segantin

category Gli autori Simona Segantin 6 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
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Dr.ssa Simona Segantin
Psicologa – Psicoterapeuta
Studio: via Adeodato Ressi, 16 – 20125 Milano
Tel 3479758030
Blog: http://psicoterapeutamilano.blogspot.com/

La dott.ssa Simona Segantin è una psicologa e psicoterapeuta a orientamento psicodinamico iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia e inserita nel’elenco degli psicoterapeuti al n. 6607.
Nel suo lavoro clinico effettua interventi diagnostici, di sostegno psicologico e psicoterapia rivolti ad adolescenti, giovani, adulti e anziani. Si occupa di disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, problemi relazionali e di autostima.
Collabora inoltre a progetti che le hanno permesso di maturare una notevole esperienza sui temi delle dipendenze, della malattia, della disabilità e del lutto.

Siamo in tempi di crisi. Che fine ha fatto la psicologia?

category Atri argomenti Giorgia Aloisio 1 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
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Le notizie che quotidianamente affollano giornali, telegiornali e siti internet non sono certo incoraggianti e spesso verrebbe da pensare “ma che futuro avrò?”. Non c’è nulla da obiettare: siamo in tempi di crisi.
La corsa ai saldi, ormai, è roba vecchia: nonostante i ribassi, i negozi italiani restano poco frequentati e, quei pochi frequentatori, sono sempre meno “compratori”. Coloro i quali hanno un posto di lavoro certo e a tempo indeterminato non se lo lasciano sfuggire e, agli occhi dei molti non ancora occupati o impiegati a tempo determinato, sembrano una razza in via d’estinzione. Quei piccoli piaceri che un tempo potevamo concederci, in certi periodi dell’anno, oggi sono diventati piccoli o grandi lussi, a volte impossibili da realizzare.
La crisi economica e sociale che coinvolge l’Italia – ma non solo – ci spinge a vedere “tutto nero”, influenza in senso negativo le nostre aspettative e fa crollare le nostre speranze: il pessimismo sembra essere l’unica risposta a questo terribile momento. Cosa succede alla psiche, di questi tempi? Quale aiuto può dare la psicologia rispetto a ciò che sta accadendo?
Anche in ambito psicologico, quando arriva un nuovo/una nuova paziente, il problema che si presenta per primo appare quello economico: il costo della psicoterapia. Certo, non tutti possono permettersi una spesa fissa come questa: ed è lecito domandarsi quanto conti intraprendere un cammino psicologico, in tempi di crisi economica e sociale. Mi permetto di dare una prima risposta: conta molto.
Spesso si sottovaluta il ruolo di spicco che la psiche riveste nella nostra vita e non ci si rende conto che investire economicamente per stare bene a livello psicologico può oggi risultare uno dei migliori investimenti. Potremmo capovolgere l’antico detto “mens sana in corpore sano”, sottolineando che una psiche equilibrata e serena è indispensabile per star bene fisicamente e per fare scelte costruttive, vantaggiose, sensate. Anzi, direi che è fondamentale!
( Continua … )

Definizione delle mete e sostegno motivazionale nei momenti di crisi – 3

category Psicologia Alfonso Falanga 31 Gennaio 2012 | Stampa articolo |
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“ … gli insuccessi non conducono necessariamente a correzioni ma, quasi all’opposto, consoliderebbero le proprie cause “
In  WATZLAWICK  P. , Guardarsi dentro rende ciechi, Teo pratica Ed. , pag. 284

Negli articoli precedenti abbiamo definito alcuni punti a nostro avviso essenziali per quanto riguarda il comportamento che a volte si assume nei momenti di crisi :
1)     Di fronte ad un problema tendiamo a risolvere reiterando, semmai con più insistenza, il medesimo atteggiamento che costituisce il problema oppure facciamo il contrario o rinunciamo;
2)     In tali circostanze sentiamo vacillare non solo l’obiettivo immediato e ben definito per cui abbiamo intrapreso l’azione ma l’intero complesso di mete dichiarate e private, condivise e non condivise,  che accompagnano lo scopo evidente del comportamento;
3)      Spesso tendiamo a ripristinare l’obiettivo dichiarato della relazione attraverso la riconferma di un obiettivo privato e non condiviso. Ciò, il più delle volte, genera nei rapporti confusione se non vera e propria conflittualità.
La conclusione che si trae da queste premesse è che una crisi non si supera restando nel sistema logico-cognitivo a cui essa appartiene. Il che non è affermazione originale, anzi è ormai quasi un luogo comune. Come mai, allora, abbandonare gli schemi logici passati e produrre comportamenti nuovi ed efficaci risulta spesso così difficile da far sembrare che la soluzione spaventi più del problema stesso? 1)
Se è chiaro che cosa bisogna fare, di cosa si ha bisogno, in termini emotivi/cognitivi/comportamentali, per fare il “ balzo “ ?
Si parla spesso di “ tornaconti psicologici “ ossia di quel guadagno psicologico – esistenziale – sociale, più o meno inconsapevole, che a volte si ottiene attraverso un comportamento improduttivo se non proprio boicottante e lesivo per sé stessi e, in alcuni casi, per gli altri.
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Il bello della Solitudine ed Elogio della Depressione

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 30 Gennaio 2012 | Stampa articolo |
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“La solitudine è un toccasana per un essere umano. – sostiene Gérard Macqueron , in “Il bello della Solitudine” (trad. it. Luisa Cortese, De Agostini, Novara 2010) – Gli regala la possibilità  di scegliere la propria vita. Come uno specchio, gli rinvia i riflessi più segreti della sua storia e i recessi più intimi del suo essere, a volte con una grande disperazione. Infatti, l’immagine che l’individuo coglie non è sempre quella attesa. Ma colui che resta fedele a se stesso, che si accetta per quello che è, accede a un benessere autentico e solido. Dunque la solitudine è una promessa per ciascuno di noi. E’ la possibilità per ciascuno di noi di giungere a un diverso ascolto di sé, di procedere a un esame di coscienza e a un fondamentale rimettersi in discussione”.
Il modo in cui gli adulti costruiscono le loro relazioni interpersonali dipende direttamente dai legami affettivi primari dell’esperienza infantile. Punto di riferimento fondamentale resterà, come modello ovviamente per plasmare i successivi, il primo rapporto d’amore e una buona qualità relazionale iniziale sarà foriera della fiducia in grado di tollerare le inevitabili separazioni.
La psicoanalisi freudiana ha maggiormente sottolineato gli aspetti relativi ai bisogni fisici (fame, sete, pulizia), investiti  di componente affettiva nel rapporto diadico materno-filiale. Per John Bowlby (1907-1990) è lo stesso “attaccamento” un bisogno primario e la qualità del legame che si va intrecciando è il prodotto dell’atteggiamento della principale figura d’attaccamento, a seconda se freddo o caloroso, distante o premuroso,  scostante o affidabile. I comportamentisti si soffermano invece  su condizionamenti e apprendimento per il tramite di rinforzi  positivi (ricompense) e negativi (punizioni).
Nell’Introduzione alla Psicoanalisi (1915-17), Sigmund Freud (1856-1939) prende in considerazione “le vie anatomiche  per le quali s’instaura lo stato d’angoscia”. Il primo ebbe origine alla nascita, al momento della separazione dalla madre. Il trauma del parto è “la fonte e il prototipo della condizione affettiva dell’angoscia”. La paura della solitudine viene poi assimilata alle fobie, in particolare quella per il buio; “a entrambe è comune il fatto che viene sentita la mancanza della persona amata che si cura del bambino”; alla base di tutte le fobie (per gli spazi chiusi, la folla, il temporale…) la frustrazione sessuale. E ciò vale anche nel caso in cui l’angoscia provenga dalla “rappresentazione” (paura) che il soggetto fornisce a se stesso della condizione di solitudine, altrimenti, in un vero e proprio “stato” di solitudine, l’angoscia è “esistenziale” e rimanda al trauma di essere venuti al mondo.

( Continua … )

Essere assertivi, un traguardo veramente interessante…

category Psicologia Angela Bianco 27 Gennaio 2012 | Stampa articolo |
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Chi ha mai sentito parlare di comunicazione assertiva? Dal termine ci si può aspettare che sia un insieme di tecniche comunicative particolari che possono farci raggiungere un determinato scopo.
Invece la comunicazione assertiva è uno stile di vita. Sono coinvolti fattori essenziali come l’autostima, la gestione dell’ansia, la  capacità di gestire i conflitti, la libertà espressiva, la capacità di rispondere alle richieste ed alle critiche, la capacità di dare e ricevere apprezzamenti.
La comunicazione assertiva è la comunicazione equilibrata, non è né passiva né aggressiva; l’assertivo è capace di dire ciò che pensa senza temere l’altro o sopraffare l’altro. Ciò comporta un vero e proprio lavoro su di sé.
La persona aggressiva inferiorizza, fa sentire in colpa, manipola ed è imprevedibile: addirittura può elogiare un comportamento in un determinato momento per poi  denigrarlo. L’aggressivo tenta di controllare l’altro, di creare disagio ed insicurezza. Come rispondere alle aggressioni? Con l’assertività. Spesso si pensa che ad aggressione è meglio rispondere con la stessa moneta, invece il comportamento maggiormente plausibile è quello assertivo. A un’offesa, ad una manipolazione è bene chiedere chiarimenti e delucidazioni (perché affermi questo? Cosa ti fa pensare che io mi stia comportando nel modo sbagliato?), discuterne razionalmente e  infine affermare di cambiare ciò che effettivamente non va in noi o al contrario far notare che le osservazioni non sono giuste e dimostrarne la motivazione.
L’assertivo è in effetti  una persona razionale, in grado di dominare le proprie emozioni anche di fronte a situazioni che potrebbero far scattare le reazioni primordiali di attacco o fuga.
Per questo è necessario un lavoro su di sé, per nulla semplice, che coinvolge l’intera personalità. La persona assertiva è in grado di gestire l’ansia; l’aggressivo si libera dal disagio dell’ansia con azioni che non rispettano l’altro, il passivo invece si fa sommergere dall’ansia che lo limita e lo blocca in qualsiasi azione.
( Continua … )

Angela Bianco

category Gli autori Angela Bianco 27 Gennaio 2012 | Stampa articolo |
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Dott.ssa Angela Bianco, Psicologa ( iscritta all’Albo degli Psicologi della regione Emilia Romagna n. 6171). socia S.M.I.P.I. (Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi di Bologna).

Mi occupo di consulenza clinica per adulti, per la coppia, adolescenza infanzia, genitorialità e maternità.
Organizzo periodicamente Training Esperienziali sulla Comunicazione Assertiva, sulla Gestione della Paura,e sull’educazione dei figli.

Tramite l’Ipnosi organizzo sedute finalizzate alla modificazioni di abitudini e comportamenti specifici: per smettere di fumare, per alimentarsi in maniera consapevole e non automatica, per rafforzare la fiducia in sè e nelle proprie capacità.

Nel settore aziendale mi occupo, dopo aver lavorato da dipendente per diverse aziende, della Selezione, Sviluppo e della Formazione del Personale. Progetto corsi di formazione specifici in base alle esigenze dell’azienda e mi dedico al potenziamento delle capacità commerciali della forza vendita.

Ricevo a Casalecchio di Reno (BO).
Tel. 3485547018
sito web personale: www.angelabianco.org.
mail: angelabianco [.] psicologa [@] gmail [.] com.