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Il grafologo deve sapere…

category Grafologia Stefania De Matola 26 Aprile 2009 | 3,948 letture | Stampa articolo |
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A coloro che sono arrivati, almeno una volta nella loro vita, a richiedere un profilo grafologico, sarà stato certamente chiesto di fornire alcuni dati al consulente. In tutti i siti internet dove gli esperti offrono tale servizio (compreso il mio!) vengono necessariamente richieste alcune fondamentali informazioni, senza le quali il grafologo non può produrre un profilo corretto.

Le informazioni che il grafologo deve sapere dell’autore di una scrittura sono: sesso, età, livello socio-culturale e se la persona che scrive è mancina. Non si tratta di un “vantaggio” di cui il grafologo si serve per avvicinarsi meglio all’identità grafologica dello scrivente, ma della prova ancora una volta della scientificità della grafologia. Vediamo più attentamente questi aspetti.

Il sesso maschile o femminile di chi scrive. Anche i non addetti ai lavori sapranno che statisticamente le donne scrivono in modo diverso dagli uomini. Sarà capitato centinaia di volte di avere tra le mani uno scritto di cui non si conosce l’autore, ma di saperlo inquadrare istintivamente in una grafia femminile o maschile. Il modello ancestrale della donna si accompagna ad una scrittura piuttosto grande, dalla conduzione morbida ed a prevalenza di curva. Queste caratteristiche sposano gli aspetti di accoglienza, affabilità ed adattabilità tipici del mondo femminile. Al contrario, le scritture maschili sono più ferme, mediamente piccole ed a prevalenza di angoli a testimoniare una maggiore affermazione, energia e combattività del modello maschile.

Per fortuna ci sono tutte le sfumature intermedie e le eccezioni a questa prevalenza numerica. Imbattersi in una grafia di una donna con gli aspetti grafologici del modello maschile ha un significato da interpretare, così come il contrario. Ecco perché il grafologo deve conoscere il sesso dello scrivente.

L’età di chi scrive. L’evoluzione grafica corre parallela alla maturità psichica ed affettiva. La grafologia studia la personalità umana specificandone l’interpretazione dei segni grafici anche in base all’età anagrafica. Lo studio delle scritture infantili segue una metodologia diversa da quelle degli adolescenti. Se ne segue il percorso evolutivo fino all’età adulta, valutando se esistono dei segnali di allarme che possono influenzare e/o ritardare la completa maturità. Analogamente si considerano gli aspetti di conservazione oppure di degenerazione in una scrittura di una persona anziana. Ecco perché il grafologo deve conoscere l’età dello scrivente.

Il livello socio culturale di chi scrive. La redazione di un profilo grafologico necessita di collocare una scrittura anche nel suo complesso di influenze ambientali in cui si è sviluppata. Sapere il percorso di studi che l’autore ha effettuato nella sua vita, la tipologia di studi addirittura fino ad arrivare alla professione svolta, aiutano il grafologo a delineare meglio la personalità grafica. È intuitivo dedurre che la scrittura di un autodidatta, se si presenta evoluta ad un buon livello, avrà un significato diverso di una scrittura dello stesso livello vergata da un professionista plurilaureato. Dall’attività svolta dall’autore si possono interpretare anche eventuali conflitti tra aspirazioni e mansioni svolte che immancabilmente rimangono impresse nella scrittura. Ecco perché il grafologo deve conoscere il livello socio culturale dello scrivente.

Se chi scrive è mancino. Anche l’uso abituale della mano destra o sinistra è un dato che va fornito perché molti segni grafici assumono significati diversi. Non tutte le scritture dei mancini sono pendenti a sinistra e la diversa pressione esercitata sul foglio può dipendere dal mancinismo come da una cattiva postura o da un variabile modo di canalizzare le energie nella vita. Ci sono persone che scrivono con la bocca o con i piedi (nel vero senso della parola) e questo il grafologo deve assolutamente saperlo.

Non meravigliatevi, quindi, se si esige conoscere particolari di voi che non possono assolutamente essere presagiti, ma sappiate che vi siete rivolti a professionisti.

Ricordate che il grafologo non è un indovino!







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