Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Chiunque dice che con i soldi non si compra la felicità impari a spenderli meglio. Anonimo
Viagra online

Grafologia e Disturbi dell’alimentazione

category Grafologia Stefania De Matola 5 Giugno 2009 | 5,918 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Sono una grafologa, di quelle che credono nella possibilità, che questa disciplina offre, di cogliere con uno studio sintetico, ma globale la personalità di chi scrive in tutta la sua complessa unicità. Tuttavia mi hanno anche insegnato che la grafologia ha dei limiti che ciascun professionista serio dovrebbe tener presenti, quando gli venga commissionata una analisi grafologica.

Uno di questi limiti è legato alle malattie fisiche e mentali. Lungi dal grafologo sostituirsi al medico od allo psicologo facendo diagnosi sulla base di segni grafici riscontrati in una scrittura.

La grafologia mette in luce alcuni segnali, se sussistono e che vanno invece comunicati, di allarme, come la presenza di una forte ansia, di inquietudine, di carenza affettiva, di immaturità e così via…

Ho l’obiettivo di calare questa considerazione nell’ambito dei disturbi dell’alimentazione. Un settore clinico che, seppure molto discusso, ha ancora dei lati da approfondire, anche dal punto di vista grafologico. Mi piacerebbe scrivere un saggio di grafologia sulle scritture di uomini/donne che soffrono di anoressia/bulimia che, oltre ad essere una raccolta di testimonianze di persone che hanno combattuto o combattono questi nemici, sia anche uno studio statistico sui segni grafici costantemente evidenti nelle loro grafie, per confermare o confutare alcune tesi di corrispondenza tra patologia e modo di scrivere.

Sarebbe interessante esaminare come il percorso di sofferenza fino alla sconfitta di queste malattie (perché le testimonianze di vittoria sono tante), si rifletta in un corrispondente viaggio evolutivo del proprio modo di esprimersi scrivendo a mano.

Perché chi lotta contro il cibo abbia un alleato in più e perché la grafologia non sia svilita da una sommaria ed errata interpretazione, sono disponibile a raccogliere scritture di chi si riconosce in queste realtà e voglia partecipare al progetto. È fondamentale ricordare che la grafologia non ha bisogno di incontrare personalmente l’autore della scrittura, ma bastano pochi dati generali ed anonimi (vedi il mio articolo: “Il grafologo deve sapere”).

Chiunque abbia voglia di scrivermi,  sarà poi ricontattato al più presto.

Stefania De Matola

stefania [.] dematola [@] poste [.] it

Casella Postale 10220 – Roma







6 Commenti a “Grafologia e Disturbi dell’alimentazione”

  1. alfonso

    non sono un esperto di grafologia ma ritengo che tale materia sia di notevole valore in un momento, come quello attuale, in cui la scrittura a mano è spesso sostituita, anche quando non sarebbe necessario, da quella realizzata attraverso la tastiera del computer o altri congegni tecnologici. Ripeto, non sono un esperto, ma credo che la forma della parola scritta “a penna” possa esprimere una quota dei vissuti e del carattere della/o scrivente, senz’altro in misura maggiore rispetto a quanto possa venire fuori, in termini di emotività e convinzioni, attraverso il puro segno tecnologico.
    Le mie riflessioni in materia si fermano qui. Ritengo interessante il progetto di Stefania, in merito al quale resto in attesa di informazioni per l’eventuale mia partecipazione

    Alfonso
    alfonso [.] falanga [@] alice [.] it

  2. stefania

    Ciao Alfonso. grazie del tuo commento. ti ho inviato una email, ma non sono certa che sia arrivata correttamente, in cui ti davo qualche informazioni. se non l’hai ricevuta, fammi sapere via email. Stefania

  3. Emanuela

    Carissima Stefania,
    sono una collega o meglio una analista della scrittura da oramai molti anni e penso che il suo progetto sia estremamente interessante. Se mi capita scritture di tali soggetti, sono pronta a trasferirgliele.

    Un abbraccio

    Emanuela
    http://psico-grafo-pnl.blogspot.com

  4. stefania

    Ciao Emanuela, grazie del tuo commento. Sono sempre alla ricerca di professionisti con cui collaborare. Quello dei disturbi dell’alimentazione è un argomento delicato, ma sulle applicazioni della grafologia si possono trovare innumerevoli campi di comune interesse. se vuoi contattarmi, il mio indirizzo è stefania [.] dematola [@] gmail [.] com

  5. christian

    Il progetto è molto interessante. Ti converrebbe chiedere le grafie ai centri che trattano i disturbi dell’alimentazione, nel Lazio ad esempio ce ne sono parecchi (non so dove ti trovi, ma in qualsiasi regione se trova più di uno).
    Come consiglio personale, meglio non raccogliere le grafie attraverso il “passaparola” per due motivi: innanzitutto perché non è detto che la persona che si autodefinisce “bulimica” o “anoressica” sia realmente tale. Il secondo motivo è che raccogliendole in strutture specialistiche puoi avere anche l’indicazione della diagnosi principale e di eventuali altre diagnosi, oltre ad alcuni dati biografici essenziali. Altrimenti rischi di non controllare le variabili in gioco (se nel gruppo “bulimici” hanno tutti una bassa scolarizzazione, ad esempio, non puoi sapere se ciò che risulta dall’analisi della grafia sia questa caratteristica o l’espressione del disturbo dell’alimentazione).
    Se mi capitano delle grafie che possono interessarti te le invierò.

  6. mirella

    ciao stefania, sono una collega che presso il presidio ospedaliero dove lavoro mi occupo proprio di disturbi dell’alimentazione, mi piacerebbe saperne di più per capire come poterti aiutare e quale materiale somministare ai pazienti che potrebbe esserti utile ai tuoi fini.

Lascia un Commento

*