Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
L'impegno è indispensabile ma non sufficiente. La fortuna è altrettanto indispensabile, e talvolta anche sufficiente. Simone
Viagra online

Shopping Compulsivo

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 31 Luglio 2009 | 3,794 letture | Stampa articolo |
1 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 5 (voti: 1 , media: 4.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Lo shopping compulsivo si può definire un disturbo ossessivo-compulsivo che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti, sebbene non sia riconosciuto come un disordine dall’American Psychiatric Association (APA) nel manuale DSM-IV. Denominato anche sindrome da acquisto compulsivo, shopping-dipendenza o “shopaholism”, è noto anche con il termine oniomania (dal greco onios = in vendita, mania = follia) coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin che identificò, per la prima volta, i sintomi associati all’oniomania nel corso del tardo diciannovesimo secolo.

I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile. In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

Ho deciso di inserire lo “shopping compulsivo” nell’area tematica delle dipendenze perché, in effetti, presenta molte caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze: la tolleranza porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti, così come i tossicodipendenti devono aumentare la dose di assunzione della sostanza per ottenere gli effetti desiderati. Il craving, l’incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento, è presente in entrambe le patologie, in particolare nella dipendenza dagli acquisti esso assume le caratteristiche della compulsione, come alleviazione di un sentimento spiacevole. L’astinenza produce un grande malessere nello shopper compulsivo che, per qualche motivo, si trovi impossibilitato a fare acquisti.
Lo shopping compulsivo è un fenomeno molto complesso che non si riflette solo a livello comportamentale nella ricerca dell’oggetto, esso ha un impatto devastante nel complessivo quadro esistenziale del soggetto. Lo shopping compulsivo è un disturbo che porta alla necessità di fare acquisti, una necessità alla quale il soggetto è incapace di sottrarsi. Questo comportamento ripetitivo ed incontrollabile assorbe completamente l’individuo, e provoca nella sua vita gravi conseguenze a livello finanziario, relazionale e familiare.


A livello psicologico la dipendenza si traduce nel totale assorbimento del soggetto, che finisce per trascurare la propria vita sociale, il lavoro, la famiglia ed i propri interessi. Nonostante la consapevolezza che il proprio comportamento condurrà inevitabilmente a conseguenze negative, il soggetto non può fare a meno di ricercare l’oggetto della dipendenza, sia essa una sostanza o un’azione, come quella di fare acquisti.
McElroy (1994) è stata una delle prime autrici ad occuparsi dei criteri diagnostici dello shopping compulsivo e ha indicato i seguenti criteri per effettuare tale diagnosi:
Ÿ La preoccupazione, l’impulso o il comportamento del comprare non adattivi come indicato da uno dei seguenti elementi:
- frequente preoccupazione o impulso a comprare, esperiti come irresistibili, intrusivi o insensati;
- comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità, spesso oggetti inutili (o di cui non si ha bisogno), per un periodo di tempo più lungo di quello stabilito.

  • La preoccupazione, l’impulso o l’atto del comprare causano stress marcato, fanno consumare tempo, interferiscono significativamente con il funzionamento sociale e lavorativo o determinano problemi finanziari (indebitamento o bancarotta).
  • Il comprare in maniera eccessiva non si presenta esclusivamente durante i periodi di mania o ipomania.

Un altro criterio che si potrebbe adottare per distinguere lo shopping compulsivo dallo shopping innocuo è quello legato alla distinzione tra compulsione e compensazione.
Nella compulsione:
- E’ tipico dello spendere compulsivo sapere cosa si sta facendo e tuttavia essere incapaci di smettere;
- Facendo acquisti cerchiamo di alleviare una sensazione di ansia;
- Si tende a negare il problema coltivando l’illusione di avere sotto controllo la situazione;
- Quando compriamo regali cerchiamo di comprare amore e potere.
Nella compensazione:
- Comprando ci coccoliamo, ci regaliamo un piccolo diversivo che ci rialza il morale;
- Ci sentiamo a terra, la vita ci appare in un certo periodo vuota: allora la riempiamo di cose, di oggetti materiali;
- In un momento in cui si verifica la separazione o la rottura di un legame con qualcuno che ci era caro, il prodotto acquistato può avere il valore simbolico di rimpiazzare l’oggetto di amore perso.

Bibliografia:
- Pani R., Biolcati R., “Le dipendenze senza droghe. Lo shopping compulsivo, Internet e il gioco d’azzardo”, Editore UTET Università, 2006







Lascia un Commento

*