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Panico, attacchi di panico, disturbo da panico

category Disturbi e patologie Giuliana Dughiero 1 Dicembre 2010 | 3,642 letture | Stampa articolo |
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Improvvisamente è come se le cose e le persone diventassero strane, sconosciute… come se io fossi nel posto sbagliato al momento sbagliato e tutto è strano e lontano, come se io mi distaccassi da me e dagli altri. Contemporaneamente provo un senso di terrore, la sensazione che stia accadendo qualcosa di terribile, sento un gran caldo e inizio a sudare, il cuore batte fortissimo e sento che non posso salvarmi, scappare, è come se avessi la certezza che sto per morire, altre volte ho paura di impazzire, penso: “sto impazzendo, sto diventando matta”…”

Il termine “attacco di panico” deriva dalla mitologia greca la quale narra di un dio di nome Pan, dall’aspetto ripugnante per metà uomo e metà animale dal pelo ispido, zanne ingiallite, barba, corna e zoccoli caprini. Egli innamoratosi della bella Siringa, figlia del dio Ladone, cercò di conquistare il suo amore ma venne rifiutato dalla ninfa terrorizzata dal suo aspetto caprino. Siringa, chiese al padre di mutare il suo aspetto allo scopo di non essere più riconosciuta ed inseguita da Pan e fu così tramutata in canna in una palude. Pan raccolse alcune canne, ne tagliò di diverse lunghezze e le legò formando uno strumento musicale (il flauto di pan), da allora egli si aggirò sempre nei pressi delle selve e tra i boschi scuri terrorizzando i viandanti con fruscii e sordi rumori: da qui il termine “panico” o “timor panico”.

Secondo il DSM IV l’attacco di panico non è considerato come una categoria diagnostica precisa ma come un insieme di sintomi o situazioni cliniche che compaiono all’interno di altri disturbi: prevalentemente i disturbi d’ansia. Secondo tale schematizzazione l’attacco di panico, per essere considerato tale deve rispondere ai seguenti criteri:

“Un periodo preciso di intensa paura o disagio, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di dieci minuti:

  1. palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia

  2. sudorazione

  3. tremori fini o a grandi scosse

  4. dispnea o sensazione di soffocamento

  5. sensazione di asfissia

  6. dolore o fastidio al petto

  7. nausea o disturbi addominali

  8. sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento

  9. derealizzazione (irrealtà) o depersonalizzazione (distaccati da sé stessi)

  10. paura di perdere il controllo o di impazzire

  11. paura di morire

  12. parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)

  13. brividi o vampate di calore (AA.VV., 1996).

Non tutte le persone che hanno vissuto un attacco di panico soffrono di disturbo da panico (DP) prima conosciuto come disturbo da attacchi di panico (DAP).

E’ possibile infatti che un attacco di panico si verifichi all’interno di un quadro clinico definito dal DSM IV (ad esempio: disturbo di panico, fobia sociale, fobia specifica, disturbo post-traumatico da stress, disturbo acuto da stress o altri disturbi d’ansia), organico (ad esempio ipertiroidismo) o non clinico come ad esempio in situazioni sperimentalmente indotte (ipercapnia) (Francesetti G., 2005).

E’ necessario distinguere tre diverse situazioni (cliniche e non cliniche):

PANICO: “Accade quando il soggetto è sottoposto ad un’improvvisa, incombente e grave minaccia e non può né fuggire, né opporsi efficacemente al pericolo…” (Francesetti G., 2005, pg. 56) ha la funzione di proteggere l’organismo paralizzandolo o desensitivilizzandolo temporaneamente fin quando il pericolo ambientale effettivo e l’emergenza non passano.

Questa situazione di panico non può essere definita disturbo da panico, può invece dare origine a un disturbo post-traumatico da stress cioè provocare un profondo disagio che consiste nel rivivere il trauma effettivamente subito.

ATTACCO DI PANICO: Esperienza di panico che si manifesta in un ambiente o una situazione non caratterizzati da un effettivo pericolo imminente ed intenso e neppure dal riattivarsi o riemergere del ricordo di un’esperienza traumatica.

G. Francesetti (2005, pg. 57) definisce l’attacco di panico “un episodio di ansia acuta senza sostegno”. A scatenare l’attacco di panico è lo scarto improvviso tra l’eccitazione dell’organismo (intesa come attivazione) ed il sostegno percepito (sia dell’ambiente che auto-sostegno): l’organismo si troverebbe quindi a non riuscire da solo a reggere l’eccitazione crescente. Infatti uno sei vissuti più comunemente riportati da che ha sperimentato un attacco di panico è il profondo senso di solitudine e di inesorabilità.

DISTURBO DI PANICO Ciò che caratterizza questo disturbo è il fatto che il soggetto abbia sperimentato attacchi di panico inaspettati quindi non riconducibili ad una causa specifica ne reale (panico) ne situazionale (disturbi d’ansia). Il criterio di “attacco inaspettato” e non legato a situazioni specifiche è essenziale (almeno in una fase del disturbo) per poter parlare di DP.

E’ molto frequente che nella fase iniziale gli attacchi siano imprevedibili mentre in una fase più avanzata gli attacchi si manifestino in seguito all’esposizione o anche alla semplice attesa di esporsi ad uno specifico stimolo o contesto.

Una caratteristica del disturbo infatti è la paura persistente di avere altri attacchi in futuro.

Spesso inoltre il disturbo da panico è associato ad agorafobia intesa non solo come paura di trovarsi in spazi aperti ma anche in situazioni o luoghi nei quali è difficile trovare aiuto o dai quali è difficile fuggire.

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