Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Riprendi l'amico in segreto e lodalo in palese. Leonardo Da Vinci
Viagra online

La sindrome di Tourette

category Disturbi e patologie Laura Alberico 13 Gennaio 2010 | 5,369 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La malattia prende il nome da Gilles de la Tourette che la studiò per primo nell’800 raccogliendo nove casi clinici. La sindrome si manifesta con un quadro comportamentale vario la cui origine è genetica, neurofisiologica e cognitiva. Il neuropsicologo Lurija studioso delle funzioni cerebrali ne aveva segnalato l’importanza in una lettera al neurologo e scrittore Oliver Sacks :”La comprensione di una tale sindrome amplierà necessariamente e di molto la nostra comprensione della natura umana in generale. Non conosco alcun’altra sindrome che abbia un interesse paragonabile”. Sembra che vari personaggi fossero affetti da questa malattia tra cui Mozart, il letterato S.Johnson e Molière .Inizialmente ci fu una interpretazione psicoanalitica che spiegava le manifestazioni ( tic vocali e motori, ) come il risultato i un conflitto interno tra l’io e l’istinto represso. In seguito tuttavia lo studio delle funzioni cerebrali ha messo in evidenza sia la trasmissione genetica che i meccanismi complessi delle alterazioni biochimiche cerebrali ipotizzate da Tourette più di un secolo fa. Il nostro corpo possiede a grandi linee una simmetria bilaterale e il cervello ne è la testimonianza (emisfero destro e sinistro). La mappatura dell’encefalo consente di localizzare le aree specifiche destinate a determinate funzioni, inoltre sappiamo come nell’emisfero destro siano localizzate le competenze di tipo creativo, l’elaborazione visiva e l’organizzazione spaziale. mentre l’emisfero sinistro controlla il pensiero logico-razionale e i processi sequenziali. La sindrome di Tourette ha una incidenza maggiore nei soggetti maschi nel rapporto di 4 a1 , essa inoltre è spesso associata a sintomi ossessivo compulsivi (DOC) e al disturbo correlato al deficit di attenzione ed iperattività (DDA); a livello biochimico la causa sembra essere il metabolismo anormale della dopamina. La malattia che si manifesta in modo più o meno grave insorge prima dei 18 anni e compromette le attività lavorative e sociali del soggetto interessato che spesso si comporta in modo anomalo.

I tic vocali e motori, la ripetizione ossessiva di parole sono meccanismi caratteristici che hanno portato gli studiosi a chiamarla sindrome del cervello sbraitante. I deficit associati alla sindrome di Tourette sono localizzati nell’emisfero destro deputato al riconoscimento della realtà:
E’ interessante notare come nel famoso racconto di O.Sacks “ Ray dai mille tic” ci siano tutti gli elementi per comprendere il modo in cui le attività cerebrali sembrano uscire fuori dai binari della normalità trasformando la realtà in un gioco di sopravvivenza e di identificazione. I sintomi turettici sembrano far corrispondere i tic manifesti attraverso la voce e i gesti a impulsi incontrollati del cervello che si fa spazio innestando comportamenti ripetitivi e impossibili da gestire. Sappiamo come i soggetti affetti da questa sindrome cercano spesso di impedirsi o limitare i tic vocali o gestuali ma questo non fa altro che aumentare la tensione accumulata nella coercizione. Le terapie farmacologiche in uso hanno un’azione antipsicotica e neurolettica ma è indubbio come la diversità dei ragazzi turettici debba essere compresa e accolta creando un clima relazionale sereno e mai oppositivo o critico. Questi ragazzi sembrano avere spiccate doti musicali e ritmiche, la tendenza a rappresentare graficamente una simmetria che a loro manca internamente e che li condanna ad essere diversi e purtroppo spesso osservati e presi in giro dai compagni. I “cervelli diversi” sono la testimonianza di un mondo che spesso non si relaziona alla realtà secondo i canoni comuni, essi sono chiusi in una gabbia di gestualità ripetitive e in espressioni che turbano il senso della decenza ma questo non deve precludere alla possibilità di interagire con loro e di poter far emergere competenze e creatività spiccate. Dal racconto di O.Sacks “ Ray prese una importante decisione, avrebbe fatto “diligente” uso di aloperidolo durante la settimana lavorativa, ma nel fine settimana avrebbe interrotto l’assunzione e si sarebbe “sfogato”…Da lunedì a venerdì c’è il sobrio cittadino, l’uomo calmo e ponderato, il sabato e la domenica c’è il “Ray dai mille tic”, frivolo, frenetico, ispirato”. Mozart ripeteva meccanicamente i passaggi musicali finchè non aveva un quadro unico ed organico della melodia. In contesti simili, secondo lo psicobiologo Oliverio “ il cervello creativo è in grado di generare elementi nuovi in modo ludico o di individuare delle valenze insolite in una realtà altrimenti già nota”.







Lascia un Commento

*