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La disgrafia motoria: prevenzione e riabilitazione

category Disturbi e patologie Cristina Mencacci 19 Febbraio 2013 | 6,221 letture | Stampa articolo |
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COS’E’ LA DISGRAFIA

La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento, che si manifesta nella difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici rispetto al modello scolastico proposto. Può presentarsi in due forme:

  • disgrafia associata: che si manifesta in concomitanza con altri disturbi dell’apprendimento, quali dislessia disortografia, discalculia;
  • disgrafia semplice (motoria): che coinvolge solo l’abilità esecutiva della scrittura ed è quindi indipendente rispetto agli altri apprendimenti.

 

CARATTERISTICHE DELLA DISGRAFIA MOTORIA

La disgrafia motoria è un disturbo circoscritto alla competenza scrittoria, pertanto non coinvolge il funzionamento intellettivo generale. Visivamente si presenta come “brutta scrittura” ed è attribuita dagli insegnanti a negligenza, distrazione, scarso impegno da parte del bambino.

Il grafismo si contraddistingue per i seguenti  elementi distintivi:

-  mancanza di leggibilità: la forma è maldestra, le dimensioni e le proporzioni delle lettere sono irregolari;

-  cattiva gestione dello spazio: scarso rispetto dei margini del foglio, spazi irregolari tra lettere e parole, difficoltà nel seguire il rigo;

-  pressione della mano sul foglio  troppo forte o troppo leggera;

-  presenza di lettere corrette e/o riempite  d’inchiostro;

-  gestualità faticosa: il movimento procede a scatti con frequenti interruzioni ed inversioni della direzione;

-  alterazioni della velocità:  troppo lenta o troppo veloce;

-  possibili tensioni e dolori alla mano e/o al braccio.

CAUSE

Alla base della disgrafia motoria si riscontrano diversi fattori, principalmente legati alla forza e tonicità muscolare ed al coordinamento dei movimenti:

  • coordinazione motoria: scarso controllo dei movimenti, rigidità e tensioni del polso e della mano, mancanza di scioltezza dei muscoli delle dita.
  • coordinamento visuo-manuale: debole sincronia dei movimenti della mano con quelli dell’occhio, lateralità non ben definita o incrociata (utilizzo dell’occhio sinistro con la mano destra).
  • orientamento spaziale: incertezze nella rappresentazione dello schema corporeo, confusione nel riconoscimento destra /sinistra,  mancinismo contrariato.
  • apprendimenti disfunzionali: apprendimento scorretto dei movimenti alla base della formazione delle lettere e/o errata memorizzazione degli stessi.
  • componenti ergonomiche: postura ed impugnatura della penna inadeguate.
  • componenti psicologiche: ansia, emotività, impulsività, possono contribuire alla produzione di una scrittura disgrafica.

 

INSORGENZA E SEGNI PRECURSORI

La disgrafia motoria è diagnosticata come disturbo alla fine della seconda elementare, ma  segnali anticipatori si manifestano chiaramente negli anni precedenti, periodo in cui è possibile porre il forte sospetto di rischio della sua insorgenza. In secondo luogo, il disturbo presenta dei precursori fin dall’infanzia, che si esternano negli ultimi anni della scuola materna.

Precursori del disturbo nell’infanzia

Si esprimono nella difficoltà che il bambino incontra in quelle attività quotidiane e giochi che richiedono coordinazione motoria e oculo-manuale, come: usare le posate, allacciare i bottoni e le scarpe, manipolare materiali e oggetti.

Segni anticipatori durante scuola materna

Si evidenziano quando il bambino:

-  si approccia con sforzo nelle attività che coinvolgono l’abilità grafica (disegni, pre-grafismi, lettere stampatello);

-  non rispetta i margini nella colorazione o non riesce a seguite le linee dei tracciati prestampati;

-  è impacciato nell’impugnare la matita/pennarello;

-  è incerto sulla scelta della mano (destra/sinistra) con cui disegnare o scrivere;

-  è approssimativo nei lavori di precisione, come ritagliare, incollare.

Difficoltà incontrate in questo tipo di compiti, indicano il mancato sviluppo delle abilità sottostanti all’apprendimento della scrittura e rappresentano segnali da non sottovalutare, poiché potrebbero costituire prerequisiti per l’insorgenza del disturbo disgrafico nella scuola elementare.

 

EVOLUZIONE E CONSEGUENZE

La disgrafia tende a peggiorare nel corso degli anni, ostacolando l’apprendimento, soprattutto, quando vengono aumentate le richieste di velocità e di tempo dedicato all’attività scrittoria.

La scrittura disgrafica, mancando di scorrevolezza, richiede al bambino un notevole sforzo, sottraendo risorse all’attenzione ed alla memoria. Di conseguenza può compromettere la qualità dei contenuti dell’elaborato scritto, rallentare i compiti che sottostanno a vincoli temporali (dettati, appunti), impedire l’autocorrezione ortografica.

Ripercussioni significative si riscontrano sul rendimento scolastico complessivo, in cui possono verificarsi manifestazioni di facile stancabilitàdistraibilitàdemotivazione verso i vari insegnamenti, fino all’insorgenza di forme di disortografia.

La disgrafia, come tutti i disturbi dell’apprendimento, tende a persistere nel tempo, ma può essere ridimensionata in modo da consentire un normale adattamento all’ambiente scolastico. L’evoluzione dipende, oltre che dalla gravità del disturbo, dalla precocità dell’intervento specialistico.

 

VALUTAZIONE DIAGNOSTICA

Il processo di valutazione è finalizzato a verificare la presenza o meno del disturbo ed il livello d’intensità, escludendo la presenza di altre componenti rispetto a quelle specificatamente motorie. In base ai dati raccolti, è possibile definire l’eventualità di un percorso di riabilitazione o indirizzare i genitori  verso specifici professionisti.

 

PREVENZIONE

La prevenzione avviene durante gli ultimi anni della scuola materna, periodo in cui il bambino assimila e consolida i pre-requisiti per l’apprendimento della scrittura.  L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo dei requisiti pre-grafici indispensabili per un agevole apprendimento della capacità scrittoria, attraverso:

  1. il potenziamento della motricità fine, che permette movimenti necessari per creare la forma leggibile delle lettere;
  2. la coordinazione oculo-manuale, che consente il sincronismo dei movimenti dell’occhio con quelli della mano;
  3. l’acquisizione di una gestualità funzionale, basata sulla consapevolezza dei propri movimenti nello spazio grafico;

L’intervento specialistico, svolto in questi anni, permette un ottimo recupero delle difficoltà grafo-motorie, poiché il gesto, non ancora consolidato ed automatizzato, può essere guidato verso movimenti funzionali. L’intervento preventivo garantisce al bambino la possibilità di inserirsi in modo sereno nella scuola elementare.

 

INTERVENTO RIABILITATIVO

L’intervento riabilitativo è rivolto a bambini dei primi anni della scuola elementare. L’obiettivo è quello di condurre il bambino alla produzione di una scrittura leggibile, scorrevole e sufficientemente veloce, attraverso:

  1. il potenziamento delle capacità carenti e il rafforzamento della motricità della mano;
  2. la riduzione delle specifiche componenti disgrafiche della scrittura, attraverso il decondizionamento dei movimenti scorretti e l’acquisizione di altri più funzionali;
  3. la gestione autonoma della propria situazione di difficoltà, in modo da prevenire l’insorgenza di altre forme di disagio.

Il trattamento riabilitativo è consigliabile per bambini di età compresa tra i 5 e i 9 anni. Negli anni successivi è più opportuno sostituire la scrittura in corsivo con quella in stampatello o l’utilizzo del computer.

 

FUNZIONI DELLA SCRITTURA

La scrittura rappresenta una modalità comunicativa basilare equivalente alla lettura. Nella scuola primaria gran parte del tempo è dedicata a compiti che comportano l’abilità scrittoria e, successivamente,  molte prove scolastiche sono in forma scritta. Attraverso la scrittura il bambino:

-  si inserisce serenamente nell’ambiente scolastico: evitando il disagio dovuto al non riuscire ad adeguarsi alle richieste degli insegnanti ed alle prestazioni dei compagni;

-  impara ad aderire a regole: la scrittura prevede il rispetto di una serie di regole grafiche cui il bambino deve conformarsi;

-  apprende a gestire le proprie emozioni: nell’acquisizione dell’atto scrittorio il bambino impara a modulare la propria carica emotiva, per lasciare segni grafici che non siano troppo leggeri né troppo calcati, né troppo ampi o troppo stretti;

-  chiarisce ed esprime i propri pensieri: la scrittura permette di comunicare con gli altri, parlare di sé ed esprimere le proprie idee;

-  sviluppa l’arricchimento del lessico: la scrittura rappresenta un dispositivo per conoscere il significato delle parole ed il loro utilizzo appropriato.

 

 

Dott.ssa Cristina Mencacci

Psicologa e Grafologa

Perugia, via Guardabassi, 14

Cell. 335/6485138

mail: cristina [.] mencacci [@] libero [.] it

presente nell’elenco specialisti Niente Ansia

 







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