Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
L'ignoranza non può essere scusata, solo curata. Anonimo
Viagra online

Internet: intrappolati nella rete – dipendenza e solitudine

category Disturbi e patologie Maria Mirabelli 30 Novembre 2007 | 7,857 letture | Stampa articolo |
2 votes, average: 5.00 out of 52 votes, average: 5.00 out of 52 votes, average: 5.00 out of 52 votes, average: 5.00 out of 52 votes, average: 5.00 out of 5 (voti: 2 , media: 5.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

In questi ultimi anni, si è assistito alla nascita di una nuova tecnologia che ha dato spazio alla comunicazione ed accesso alle fonti di informazione fino ad ora sconosciute. Fino a poco tempo fa era impensabile, per l’uomo, poter viaggiare nel mondo senza spostarsi dalla propria poltrona. Oggi, siamo sempre più bombardati da messaggi culturali che ci spingono a potenziare le nostre capacità attraverso l’utilizzo di Internet: il mondo della realtà virtuale.

Effettivamente, il suo utilizzo ci permette di conoscere in tempi brevissimi ciò che accade dall’altra parte del mondo, ma allo stesso tempo ci esclude da ciò che ci sta attorno in maniera più vicina e concreta. Sembra contraddittorio, ma Internet è il binomio di vicinanza-allontanamento dagli altri.

Sempre più persone utilizzano e dipendono da questo nuovo mezzo di comunicazione, sembra che questo processo stia producendo dei fenomeni psicopatologici che si manifestano con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive.
Infatti, esiste una vera e propria psicopatologia denominata Internet Addiction Disorder (I.A.D.), dovuta all’abuso di Internet che si esprime con gli stessi sintomi dei tossicodipendenti. Questo è il “lato oscuro” di Internet, dietro il quale parecchie persone si nascondono dalla realtà di tutti i giorni, abusando di dosi eccessive e creando intossicazione e dipendenza. Si corre il rischio di restare intrappolati nella rete, e forse non a caso viene utilizzato questo termine, appunto perché è ricca di dati, narrazioni, osservazioni, che sono al tempo stesso affascinanti e inquietanti. Gli ultimi studi hanno registrato un numero sempre maggiore di persone che “navigano” in connessioni sempre più lunghe, alterazioni del ritmo sonno-veglia, chat, sesso virtuale, astrazione della realtà, ecc.

I principali sintomi sono:

bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per soddisfare i propri bisogni;

marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet;

sviluppo, dopo la sospensione dell’uso di Internet, di agitazione, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line;

impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet;

continuare ad utilizzare internet nonostante la consapevolezza di problemi sociali, lavorativi o psicologici legati alla rete.

Ogni dipendenza racchiude dei meccanismi: la tolleranza (quindi si è costretti ad aumentare la dose), l’astinenza (compaiono sintomi specifici a seguito della riduzione o sospensione dell’uso di internet), la smania che porta ad un forte ed irresistibile desiderio di viaggiare su internet, sviluppando manie ossessive, ansie, malessere, irritabilità e in casi più gravi derealizzazione e depersonalizzazione.

Sembra assurdo, ma alcune persone chattano per conoscere gli altri e non per comunicare, per nascondersi in un mondo virtuale esprimendo la propria fantasia, repressa nella realtà di tutti i giorni. Il rischio di restare intrappolati nella rete, avviene soprattutto agli individui che hanno una personalità insicura ed una fragilità emotiva, che non sono soddisfatti della loro vita esistente e quindi tentano di sfuggire ad una quotidianità che li opprime, sottraendosi da problemi finanziari, lavorativi, sociali, matrimoniali ma in particolare si vogliono liberare della loro SOLITUDINE.
Inoltre, l’uso delle chat lines permette di riprodurre un contesto comunicativo e relazionale con l’Altro, connotato anche emotivamente, ma allo stesso tempo si corre il rischio di negare l’Altro o entrarci in relazione in modo parziale e narcisistico.

Il pericolo maggiore è quello di proteggersi dietro uno schermo, fornito dall’interfaccia digitale, consentendo una difesa fisica ed emotiva, per cui comunicare ed interagire appare più facile che nella realtà. Ognuno dunque, si può creare una identità diversa, con un ruolo differente, permettendo di immergersi in una dimensione virtuale e piena di fantasia, pensando che sia un’alternativa alla solitudine e al dolore. Purtroppo non ci si accorge che tutto ciò, tende ad aumentare, contemporaneamente e paradossalmente, la distanza dalla vita e dal contatto fisico ed emotivo con gli altri. In definitiva non comunichiamo più con la propria famiglia, gli amici, i figli, perché loro non ci capiscono, non potrebbero comprendere il nostro essere interiore.

I soggetti più esposti a questi rischi sono i bambini e gli adolescenti, in quanto possono essere vittime di pedofili che li attirano nella loro rete, oppure hanno facile accesso a materiale sessuale.

Concludo nel dire che Internet, attualmente è un potente mezzo di comunicazione, e come qualsiasi altra tecnologia porta con sè aspetti positivi e negativi, nonché precauzioni d’uso. Internet è un mondo magico, ma tale deve restare, non può sostituire la realtà di tutti i giorni. Non è l’uso, ma l’abuso che potrebbe creare relativi danni psicologici.

TEST DIPENDENZA DA INTERNET

TEST DELLA SOLITUDINE

TEST DELLA DIPENDENZA DA FACEBOOK







Lascia un Commento

*