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Impotenza, mancanza di conoscenza e educazione sessuale

category Disturbi e patologie Sergio Puggelli 3 Marzo 2008 | 4,003 letture | Stampa articolo |
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Non passa giorno che sui quotidiani o su riviste settimanali, mensili, che si evidenziano la difficoltà dei giovani e meno giovani uomini ad avere dei rapporti sessuali soddisfacenti, tutti cercano di dare risposte, ma pochi si soffermano sul vero problema.

La crisi del maschio, in campo sessuale, non è una scoperta odierna, ma una realtà che proviene da molto lontano, in altre parole da quando la donna è riuscita a capire ed a rendersi conto chi è e quale importanza ha all’interno della coppia.

Ieri, era sottomessa e doveva obbligatoriamente soddisfare e sottostare ai desideri dell’uomo dimenticandosi dei propri, oggi non solo non accetta più certe imposizioni, ma, giustamente, desiderano condividere, comunicare, essere complici con il proprio patner per poi fondersi in un rapporto d’amore e non di sesso, e qui il giovane maschio o il manager frettoloso e poco attento ai bisogni della donna, si trova spiazzato e le conseguenze psicologiche e comportamentali sono: l’impotenza o l’eiaculazione precoce, quest’ultimo è divenuto un disturbo molto diffuso di cui poco se ne parla, che conseguentemente, i due, producono l’insorgenza dell’ansia.

Le difficoltà erettili sono da attribuire per lo più all’ansia per la preoccupazione circa la propria prestazione sessuale, desiderio di fare bella figura con la patner; preoccupazioni per le dimensioni del proprio pene, specialmente nei giovani.

E’ chiaro che lo stress, le preoccupazioni etico-sociali-economiche, hanno la loro importanza per la serenità e tranquillità, ma credo se si eliminano i disturbi fisiologici che incidono con percentuali bassissime, il vero problema è dovuto alla presenza di pensieri ansiogeni di vario tipo poiché impediscono l’attenzione verso le sensazioni indotte dalle stimolazioni esterne (tattili, visive, uditive, olfattive, gustative) e blocca anche l’elaborazione di fantasie sessuali piacevoli.

Il problema non si risolve prescrivendo solo i farmaci attinenti all’impotenza, che sono solo un pronto soccorso per l’immediato, ma occorre iniziare ad insegnare e educare tutti i giovani, ad apprezzare la sessualità non come un tabù, una dimostrazione della mascolinità, ma come coinvolgimento emozionale, sensitivo, affettivo che sono gli elementi dell’amore.

La scuola, le istituzioni, devono essere fra coloro, con la famiglia, che educano le giovani generazioni a percepire che la sessualità è un dono naturale e non un mezzo di dimostrazione erotica e quest’insegnamento lo devono fare coloro che sono preparati sia scientificamente sia psicologicamente, i sessuologi iscritti all’albo, e non i tuttologi di turno.

Credo, che probabilmente, con un’ottima educazione sessuale, molte problematiche sarebbero risolte e perché no si avrebbe una forte diminuzione d’abuso di farmaci, di richieste di pornografia e di prestazioni attraverso la prostituzione.







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