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Chi si innamora troppo di se stesso, non avrà contendenti. Benjamin Franklin
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Il panico è una malattia da curare oppure un problema da risolvere

category Disturbi e patologie laura bolzoni codato 19 Gennaio 2008 | 39,514 letture | Stampa articolo |
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La mia ricerca e la mia esperienza sugli attacchi di panico e sull’agorafobia.

E’ molto importante rispondere a questa domanda, perchè da qui si aprono due strade e due universi completamente diversi . Si parte dallo stesso inizio: l’attacco di panico, con tutta la sua sintomatologia fisica , emozionale e mentale , ma si arriva a due finali molto diversi e distanti tra loro.

Chi soffre di panico impiega spesso molto tempo per capire che cosa gli sta veramente succedendo e una volta che comprende di essere vittima del DAP, fa fatica ad accettare che un simile brutto e angosciante evento sia arrivato, completamente inatteso, nella propria vita. La prima reazione, dopo la prima confusione nella ricerca di una diagnosi è di resistenza: “Non voglio accettare che sia così, non voglio che sia così!”.

C’è quasi un tentativo di nascondere a se stessi e soprattutto agli altri , tra cui i famigliari di soffrire di uno strano brutto male. Accanto alla resistenza, sorge una sorta di vergogna a mostrare se stessi, come colpiti da questa sfortuna. Quasi si volesse comunicare :”Non voglio avere il DAP e guai se lo vedono gli altri”. Moltissima energia vitale viene impiegata durante l’attacco a soffocarne ogni sintomo visibile, a tentare di bloccare qualcosa che avvertiamo come ineluttabilmente potente , che sta andando fuori dal nostro controllo. Questo tentativo di tenere a bada l’energia vitale, quasi sempre fallisce, innescando tutta la classica danza dei segnali fisici, emozionali e mentali ormai noti e comuni . Quello che rimane è sconforto, senso di impotenza e il timore che l’attacco di panico possa ripetersi ancora, chissà come e chissà quando.

A questo punto appare una possibilità di interpretazione: scelgo di credere che sono vittima di una malattia oppure scelgo di comprendere che mi trovo di fronte a un problema che può avere una soluzione, meglio una risoluzione completa e definitiva, come è stato per me?

L’interpretazione può cambiare completamente la realtà, vediamo come.

Noi creiamo la nostra realtà.

Se io credo di avere una malattia questa credenza evocherà in me un universo percepito fatto di ospedali, di pronto soccorso, di farmaci…..Cercherò disperatamente qualcuno che, dopo avere capito che cos’ho (ed è già un passo grandissimo), mi aiuti a guarire.

Colpita all’apice della mia brillante carriera di psicologa, giornalista e imprenditrice, dai terribili DAP, con cui ho convissuto per dieci anni , ho percorso questa strada per molti terribili anni, cercando senza tregua chi poteva salvarmi. Fallimento!

Senza accorgermi ho iniziato ad alimentare il problema, a ricercare il perché mi fosse capitata una disgrazia simile, nel tentativo di trovare l’origine, di analizzare le cause del perchè mi ritrovassi tappata in casa, senza poter uscire nemmeno di notte a buttare il sacchetto della spazzatura, quando non c’era più nessuno in giro per strada.

Di tutto ho provato, con la determinazione della disperazione senza trovare nessun vero giovamento alla mia infelice condizione.

Perché non potevo risolvere la situazione?

Semplice, perché io ero convinta di essere malata e di avere un problema irrisolvibile.

Quello che ho fatto e che propongo di fare a tutte le persone che sono determinate a uscire dal panico è capire chiaramente la differenza tra la malattia, dove io ho per forza l’identità della malata e il problema che si può risolvere. Ho smesso drasticamente di indagare e mi sono spostata interiormente da un’altra parte, come girare la direzione e camminare contro vento, con i capelli che ti coprono il viso.

Ho avuto la sensazione di dover tirar su il TITANIC finito nei fondali dell’oceano, dove forse sarei immersa ancora oggi .

Ho iniziato a FARE , a CONOSCERE che cos’è un problema.

Un problema è un ostacolo davanti a una meta, davanti a un fine che stavo cercando di realizzare, ma che non ho ancora raggiunto perché mi sono imbattuta in un LIMITE INTERIORE oppure un LIMITE ESTERNO.

In modo nascosto, in profondità dietro la malattia quasi sempre c’è un ostacolo non superato attorno al quale ha iniziato a formarsi la tensione fisica, emozionale e mentale, l’ANSIA . L’ ansia non curata può genera la stanchezza, che precipita nella malattia. In questo senso sono d’accordo nel dire che prima della manifestazione degli attacchi di panico c’è lo stress fisico, mentale e da prestazione e c’è anche un velo invisibile di DEPRESSIONE , un sentire che LA VITA NON MERITA DI ESSERE VISSUTA.

Ma torniamo al PROBLEMA come OSTACOLO davanti alla META.

Nella vita abbiamo dei fini, che desideriamo realizzare. Sempre quando c’è un fine appare l’ostacolo da superare. Non mi accorgo dell’ostacolo perché non guardo dentro di me . Così succede che l’ostacolo diventa grande , grande come un grattacielo e mi copre la meta., peggio mi rende INVISIBILE la meta. Come un tumore che lavora dentro di noi silenzioso e che divora tutta l’energia vitale.

E’ bene chiedersi :“Prima di avere il mio primo DAP, quali fini volevo realizzare , ma per LIMITI personali oppure esterni non sono riuscito a superare?”

Se non sei consapevole che è caduto un albero sulla strada dove stai viaggiando, come farai a SCAVALCARLO?

Bisogna penetrare la BARRIERA, superare il limite, vincerlo!

Bene, ti lascio con questa riflessione e con l’invito a scegliere la tua realtà: il panico come malattia oppure il panico come un problema qualsiasi, che con abilità, conoscenza e aiuto psicologico si può superare brillantemente?

 

Vi racconto il mio primo attacco di panico.

“… Durante una vacanza all’isola d’Elba in una bella estate calda, accetto l’invito a cena nel migliore ristorante di Marciana Marina. Ho 25 anni, mi sono vestita elegante perché gli ospiti e gli amici sono persone ricche, professionisti di successo e sento che devo fare bella figura. C’è il notaio che scherza e vuole rallegrare tutti con battute divertenti e barzellette, c’è l’imprenditore che ha un’impresa di asfalti ma che vorrebbe essere più famoso e ricco di quello che è, c’è la moglie tradita e triste che però tenta di sedurre tutti, c’è il mio fidanzato distratto e.. ci sono…….io, avvolta da un DISAGIO MASCHERATO, da una noia mortale che tento di trasformare in sorrisi finti in una situazione fatta di contatti poco veri ricchi e di parole vuote……

Penso:”Che cosa ci faccio qui?…tutto è finto….tutto è creato per apparire…Tutti parlano di soldi, di barche a vela, di viaggi, nessuno parla veramente di sé. Nessuno riesce ad ascoltare gli altri, a essere se stesso.”

Neanch’io! Sento disagio, vuoto e lo combatto, reagisco, cerco di adeguarmi alla situazione, mi mostro come credo che questo pubblico voglia che io sia , mi ADATTO , peggio cerco di brillare in una realtà recitata.

La portata di pesce non arriva mai…..sento che sono qui bloccata a tavola, che non posso andarmene, che la mia libertà è lontana, sono in prigione!

……Improvvisamente….un colpo interno senza rumore al plesso solare, proprio alla bocca dello stomaco, il cuore che batte forte, forte, gli occhi che iniziano a vedere che tutto si sta dissolvendo, le orecchie sentono i rumori sempre più ovattati e dentro il sangue che pulsa…..

Aiuto……AIUTO…..

Che cosa succede? Dove sono? Chi sono? Nessuno mi può aiutare, nessuno deve vedere che l’inferno che mi sta possedendo…

Corro in bagno tutta sudata, tutta confusa, le gambe sono leggere e mi danno la sensazione di fare movimenti scoordinati, goffi..

Qualcosa SI STA ROMPENDO, SENZA CONTROLLO DENTRO ME.”

 

 

Copyright 2007-2008 Laura Bolzoni Codato. Tutti i diritti sono riservati.







65 Commenti a “Il panico è una malattia da curare oppure un problema da risolvere”

  1. adele

    salve sono adele ho 19 anni…dovrei stare all università ma mi sn fermata a casa…perchè ho iniziato ad avere attacchi di panico…so che non sono malata anke se a volte la mia mente mi tormenta dicendomi il contrario…vorrei batterla…ma a volte sono stanca come se non ci fosse speranza…come se mi sento morire…e durante il giorno mi succede spesso…sono in cura ora…e la cosa che più mi fa stare male è che ho una famiglia stupenda e non riesco a trovare il motivo per cui sto così…a volte è come se penso che mi faccio del male da sola…spero di farcela…grazie

  2. Raffaele

    salve, sono Raffaele ed ho 30 anni, ho iniziato ad avere attacchi di panico circa 4 anni fa,amavo viaggiare,amavo l’avventura,amavo tutto ciò che mi capitava,
    una sera di gennaio dopo il mio primo attacco di panico tutto sembra cambiato,
    la paura di stare in mezzo alla gente, di non essere all’altezza delle situazioni,
    di non afferrare le cose belle della vita.Dopo una terapia farmacologica ed una psicoterapia, sono qui a gestire il mio hotel , gruppi di gente che vogliono divertirsi e per cui io organizzo il divertimento, questo mi aiuta tantissimo, ma mi aiuta anche sentire che non sono l’unico a provare quelle sensazioni di paura e soprattutto che esiste la parola risoluzione a quello che delle volte sembra un tarlo.
    Quello che mi fa sentire meglio è il “camminare contro vento” ossia stare in mezzo alla gente quando ho paura, viaggiare quando sembra che uscire sia già un grande passo , andare in palestra e tenersi allenati ma soprattutto imparare a rilassarsi e non accumulare tensioni anche se con la vita che si fa non è semplice.
    Dopo la conoscenza del Dap ho acquisito una marcia in più:
    essere più deciso e meno inibito nel mandare al diavolo situazioni o persone a cui prima come un agnellino dicevo di si per essere troppo buono.
    Questa è la mia.
    Ciao a tutti .
    Raffaele
    Fra 10 giorni il mio grande test: prenderò l’aereo
    vi farò sapere.

  3. laura bolzoni codato

    Cara Adele, quanto mi dispiace per quello che stai vivendo!
    La mente è fatta di una sostanza impercettibile , quasi di nulla, dentro la quale si muovono i pensieri che vengono e che vanno. TU puoi scegliere se dare attenzione , energia a questi pensieri oppure SPOSTARE l’attenzione da un’altra parte. Non identificarti con quello che senti a livello fisico, emozionale e mentale, mettiti dei FINI belli importanti, come andare a lezione all’Università, coltivare buone letture, avere amicizie in cui tu ti senti amata e compresa. Ho vinto il panico, che ero più anziana di te, puoi farcela in un attimo tu che sei giovanissima, come i pensieri che adesso arrivano e poi vanno, così il panico , come è arrivato può andarsene per sempre, in un ATTIMO. Vai a leggere nel mio blog le risposte che dò ai ragazzi della tua età. Puoi scrivermi ancora qui, in questo spazio elegante di Niente Ansia e ti risponderò molto volentieri.Ti auguro tanto coraggio, grinta e perseveranza nell’uscire da questa situazione.
    Con affetto, Laura Bolzoni Codato

  4. Marty

    Ciao a tutti sono Martina ho 27 anni e questa è la mia storia.
    Tutto è iniziato circa 8 anni fa (avevo appena finito la scuola) una sera a casa di amici.
    Sudorazione a 1000 giramenti di testa la vista che si annebbiava…ho dato colpa alla pressione bassa.
    Poi qlc tempo dopo mi è successa la stessa cosa, stavolta ero a cena a tavola con i miei…da lì sono entrata in un vortice senza fine…
    Passavo le giornate sul divano o a letto, bevevo quantità assurde di goccie e non uscivo praticamente più di casa.
    Io soffrivo e mia madre soffriva con me se non di più…mi vedeva come un ameba io che prima degli attacchi uscivo tutte le sere, andavo a concerti, a ballare e lei mi diceva sempre “non sei mai a casa” ora doveva urlare per farmi uscire per farmi reagire e più urlava più io pensavo che non mi capisse che lo faceva perchè non le interessava più di tanto la mia situazione…
    Da un giorno all’altro qlc in me è cambiato, la paura c’era sempre ma ho iniziato a vivere un pò meglio e finalmente ho trovato un lavoro stabile(da pendolare) ed una persona al mio fianco con i miei stessi interessi, l’amore per i viaggi, per la musica…
    Tutto andava da Dio quando una sera di fine settembre dell’anno scorso mentre ero sul treno che mi portava a casa mi sono sentita come morire, non sapevo che fare faticavo a respirare, avevo giramenti di testa, tremavo, un dolore assurdo al petto e al braccio sinistro…sembrava che dovessi morire da un momento all’altro e la cosa che mi faceva ancora più paura era della brutta figura che avrei fatto in mezzo a quella gente che neanche conoscevo e che mi avrebbe visto in quello stato.
    La sera sono andata al pronto soccorso esami del sangue, elettrocardiogramma…tutto regolare, mi hanno mandato a casa con una dose massiccia di Lexotan in modo da farmi tranquillizzare un pochino…
    Da quel giorno è ricominciato il mio calvario…ogni sera prendo la mentropolitana e successivamente il treno e sto male, già ora che sono in ufficio sono consapevole di quello che mi succederà tra qualche ora, vorrei combatterlo e non riesco non ce la faccio…
    Ho ricominciato con le goccie, 5 al giorno vediamo se funziona…io VOGLIO uscire da questa situazione che mi crea disagi ma non so come fare, non ne ho la forza e ogni tanto mi dico che se la mia vita deve essere vissuta in questo modo dovrei accettarlo, qlc vuole così…mi chiedo cos’ho fatto per meritarmi tutto questo…
    Sarà forse dovuto alla mia sensibilità?Ogni giorno piango, per questa situazione…
    Tra qlc settimana andrò in vacanza, al caldo…il pensiero che mi tormenta è come fare a stare 10 ore in aereo con la paura che mi vengono degli attacchi di panico…
    Ormai vivo in questa situazione, ora non sto benissimo il mio unico pensiero è quello che posso stare male da un momento all’altro e soprattutto in mezzo alla gente…non è giusto, non voglio, non voglio e non posso smettere di vivere e annullarmi…
    Ho paura di non riuscire a combattere questa battaglia, mi sembra a senso unico ma è una sfida che devo riuscire a vincere soprattutto per me stessa e per le persone che mi circondano e che soffrono insieme a me…

    Ciao
    Martina

  5. laura bolzoni codato

    Cara Marty, ce la farai!
    Permetti alla tua sensibilità di esprimersi completamente, ma in un ambiente dove ti senti accolta e compresa. Tutte le persone toccate dal panico sono molto intelligenti, sensibili, aperte. Va bene liberare il piano emozionale con le lacrime.Il problema con gli attacchi di panico è che , se le vittorie sono inferiori alle sconfitte, nasce l’ansia anticipatoria, cioè ti viene paura di uscire, di andare in metropolitana perchè potrebbe venirti il panico. Non è il sintomo sgradevole il problema, ma la paura che i fenomeni fisici, emozionali e mentali legati all’agorafobia si ripresentino.
    Molto utile il piccolo mp3 con “s.o.s. vadececum panico” che puoi scaricare gratis al mio sito panicovinto. Ascoltalo più e più volte finchè comprendi bene come rimanere salda, forte e sicura nella tempesta, senza cadere nelle onde impetuose del mare.
    Fai un bel progetto per migliorare la tua vita e le tue relazioni. Togli con coraggio, tutto quello che ti crea stress inutilmente, che non ti permette di esprimerti e di essere te stessa, tutte le relazoni poco vere ,le situazioni finte. Cerca la verià nelle piccole cose della tua giornata e dentro di te.
    Niente è più forte di te, niente di quello che percepisci, senti, vivi durante gli attacchi di panico è vero!
    Coraggio, ti auguro di percorrere con la determinazione dello scalatore dell’Everest tutta la meravigliosa strada di crescita, per uscire per sempre alla luce e vincere il panico, come è stato per me!

    Laura Bolzoni Codato

  6. Eloisa

    Ciao Laura, sono Eloisa, una ragazza che tra 2 mesi compierà 20 anni! Ho avuto da sempre un padre molto assente e una madre debole che nonostante odi quest’uomo nn riesce a dividersene poichè lui non ha casa, non ha soldi e nn lavora.. e quindi abito insieme a mio padre che emotivamente non esiste, mia madre che soffre d’ansioa e una bis zia di 88 anni che da un momento all’altro potrebbe lascirci. Ho una migliore amica che amo, che mi rende felice, ma dalla quale mi sento spesso giudicata e cn la quale ho paura a parlare, forse mi sento così nei suoi confronti perchè in passato abbiamo avuto diverse divergenze, e siamo arrivate a nche a picchiarsi, anzi, diciamo che io ho picchiato lei, e quindi ho paura che lei possa inconsciamente provare dei sensi di odio verso di me, mentre io sn seriamente pentita di quello che le ho fatto e avvolte mi odio per questo. All’età di 13 anni mi sn fidanzata cn un ragazzo di 3 anni più grande di me che mi picchiava violentemente e mi violentava sessualmente obbligandomi a fare scelte sessuali che iop nn appoggiavo, e più piangevo, più lui insisteva. Dopo 3 anni di rerlazione sn riuscita a mettermelo alle spalle lasciandolo. Adesso sono fidanzata da 2 anni e mezzo con un ragazzo fantastico, un ragazzo che io ritengo la persona migliore che abbia mai conosciuto… è l’uomo che vorrei avere a fianco nella mia vita, solo che nn riesco a vivermi con serenità questa storia, ho sempre attacchi di panico, di vomito, pensieri negativo e brutti che mi fanno roffrire.. tutto riguardante lui, ho paura che io nn sia alla sua altezza, ho paura che io mi innamori di un’altro e lo molli, ho paura di farlo soffrire e di soffrire io a m ia volta, ho paura di nn dargli abbastanza amore. Ma la verità è che io stò veramente bene con lui, e sn me stessa, e vorrei vivermi questa storia benissimo. Ti volevo chiedere se secondo te il mio passato (familiare e relazionale di coppia) possa aver influito sulla creazione di questo ostacolo… e come credi che potrei risolvere? ti ringrazio per adesso (nn stò male sempre sempre, passo mesi da favola, ma ogni tanto sorgono pensieri, vado avanti così da 2 anni, ma ho imparato da poco a controllare un pò questa situazione, credo anche di essere insicura di me stessa, poichè mi confronto sempre cn le storie che hanno le mie amiche e cn le loro idde e ogni volta che c’è qualcosa di diverso tra loro e me ho paura di essere sbagliata) scusa per averti preso tempo! ti ringrazio ps anche io vorrei studiare psicologia, ho fatto un’istituo professionale per diventare o.s.s. e adesso mi piacerebbe continuare, che facoltà mi consigli?

  7. laura bolzoni codato

    Cara Eloisa,
    quello che probabilmente è rimasto inciampato nella tua mente del tuo passato sono le tante ferite che hai ricevuto e che, per errore, hai fatto anche tu.
    Scegli di cambiare da subito in questo, mettendo il “non ferire-rispettare te stessa e gli altri” come primo valore nella tua vita.
    Possiamo crescere veramente se creiamo attorno a noi un clima di comprensione, di accetatzione, dove le critiche, la violenza verbale, fisica, mentale è tenuta fuori. impegnati in questo bellissim oprogetto di non ferire, tieni un diario segreto in cui quotidianamente scrivi le ferite che hai fatto a tuo padre, a tua madre, agli amici, al fidanzato. Per sentire che la vita merita di essere vissuta, questo tuo passato turbolento va pulito, come ? Impegnandoti a fare bene quello che stai facendo adesso: la relazione con il tuo fidanzato, con i tuoi genitori, i tuoi studi.prova a chiedere scusa alla tua amica per cuore.
    Questa piccola parolina “Scusa” riapre magicamente tutte le porte della relazione.
    Quando noi feriamo fisicamente, verbalmente, mentalmente con giudizi e crtitiche, ci sentiremo in colpa, perchè la nostra vera natura è essere buoni, è avere amore e cura per gli altri esseri umani.
    Quando iniziamo un percorso di miglioramento e tentiamo di essere gentili con gli altri, sentiremo di meritare, saremo più contenti e soddisfatti di noi stessi e della nostra vita.
    Ti sostengo in questo tuo viaggio verso il migliorare te stessa e la tua realtà.
    Ottima la facoltà di psicologia, bellissima la missione di aiutare gli altri a conoscere se stessi, a realizzare i fini della propria vita, a integrare aspetti dolorosi e non compresi del passato: ti auguro di realizzare questa meta di laurearti con il massimo dei voti.
    Laura Bolzoni Codato

  8. angelo

    Ti ammiro e ringrazio per la cura e semplicità delle tue risposte vedo che non ti limiti alle semplici due righe; approfondisci la conoscenza del problema e infondi coraggio e con giusti consigli metti sulla buona strada per affrontare con serenità
    la via giusta verso la guarigione. Grazie con affetto e simpatia angelo

  9. ANTONELLOO

    salve dottoressa,
    sono Antonelloo, un ragazzo di quasi 23 anni, dopo aver letto tutta la sua splendida pagina, ne approfitto per parlarle un po di me edella mia vita!
    io da circa 3 mesi, precisamente dalla fine di Novembre del 2007, una sera con la mia ragazza a casa dei suoi cognati, e con degli amici in comune, dopo aver bevuto un po’ di vino e aver fatto qualche tiro ad uno spinello,che non le nascondoo anche che in passato ne ho fatto un largo uso, ma ormai da circa 3 anni non facevo nessun consumo, ero intento in un qualsiasi discorso con uno degli ospiti, mi preparo per uscire, con la mia ragazza indossiamo il cappotto per andar via, dopo aver concluso il discorso, e aver salutato tutti, usciamo eci mettiamo in macchina! io guidavo e dopo appena 30 metri in auto ki sento in totale panico, ero coscente del fatto ke nn fossi del tutto lucido, e questo non mi spaventava molto, ma ero molto preoccupato del fatto che sentivo il battito cardiaco accelleratissimo, me ne andai in totale panico, guardai la mia ragazza e le dissi ke stavo malissimo, le ripetevo ke avevo bisogno d’aiuto!
    data la poca distanza da casa di a mici, penso di tonare x calmarmi un po, torniamo, saliamo, spieghiamo un po la situazione, e subito pronta una camomilla! non riuscivo a berla, mi sentivo il quore impazzito, tremavo, avevo freddissimo, tremavo, provavo a camminare x calmarmi, ma non mi reggevo bene inpiedi, feci in un viale circa una decina divolte avanti e indietro, ma nulla da fare, mi sentivo morire, dico alla mia ragazza che stavo in panne, le dico di accompagnarmi in ospedale, credevo di avere un infarto!
    ci mettiamo in auto, ed arriviamo all’ospedale. andiamo al pontosoccorso, parlo con i dottori, mi chiedono se avessi assunto della cocaina, ma io le dissi di no, spiegai insistentemente ke avevo fatto appena qualche tiro ad uno sinello, e aver bevuto un po di vino!
    imploravo i dottori di farmi un calmante, li suppicavo, tremavo sul lettino dell’ospedale, mi sentivo morire davvero!
    mi dano delle gocce di valium, prima 5, poi 15! comincio ad avvertire una sensazione di leggerezza, mi veniva da piangere, avvertivo un nodo allo stomaco e vedevo tutto nero!
    nn riuscivo a camminare, ma poco dopo decisi di andar via sotto consiglio deo medici, che rassicurando dissero di nn preoccuparmi, e che la mia era stata una reazione dovuta al mjix alcol-erba!
    tornai a casa mi misi a aletto.
    il mattino seguente mi svegliai ero preoccupato, mentre ero seduto a tavola avverto una sensazione strana, girameti di testa, il battito cardiaco accellerato! dissi ai miei ke nn mi stessi sentendo, raccontai della mia visita in ospedale la sera precedente ma senza dirgli ke avessi fumato erba! corro in camera senza mangiare!
    mi bevo una camomilla e penso ke se potessi tornare indietro non sare nemmeno uscito di casa x andare acasa di amici ovvero mi comincio a piangere addosso!!!
    non volevo credere ke avessi cominciato a s sffrire di attacchi di panico, e legavo il mio malessere al fatto ke avessi bevuto e fumato, e che questo a vesse scaturito quella reazione, a causa del mio fisico inabtuato a tale pressione!
    mi faccio coraggio, comincio a documentarmi, sul web, in giro, chiedevo parei ma senza andare nello specifico!
    comincia il mio calvario, il calvario di una nuova devastante vita!
    ero in giro e mi sentivo agitato, poi tutto passa, ma se stavo piu di 10 minuti n un posto senbtivo l’esigenza assoluta di andar via. mi sono semprepromesso di non prendere alcun medicinale, di nessun tipo per paura di diventare dipendente!
    ma nonostante tutto riuscivo a camminare, a passeggiare, a stare con gente, quando una domenica a casa dei miei suocri mentre parlavo con lro ho cominciato ad agitarmi, sentivo il cuore uscre fuori dalla gola, mi spaventai tremendamente, con una scusa andai in bagno e dissi ke avevo ricevuto una chiamata urgente e che dovevo andar via all’istante, ma era solo una scusa x scappare da li, volevo torenare a casa, i dovevo tranquillizzare, e sapevo ke casa era un posto a m tranquillo!
    da allora nn sono piu riuscito a superare questa situazione, ho pensato di essere diventato pazzo, ho pensato kje la mia vita fosse finita, piangevo, mandavo tutti a quel paese, stavo male, mi kiusi in casa nn andavo al lavoro non mangiqvo per il puacere di mangiare, ma solo perche sapevo cghe fosse giusto farlo,piangevo stavo male, pensavo, che la mia vita fosse finita!
    quando un bel giorno dopo qualche mese mi decido ad andare dallo psicologo cjhe a sua volta mi indirizza da un eurologo, che a sua volta mi prescrive un dosaggio giornaliero di 30 gocce, per poi penderne 60, e col tempo diminuire fino ad arrivare ad un minimo giornaliero prestabilito!
    io piansi come un bambino, mi autoconvincevo ella mi pazzia, ho pensato di frla finita davvero, mi sentivo incoscente, non le nascondo che metaforicamente ho pensato al suicidio, ma non ho mai avuti il coraggio di farlo!
    tra l’altro non riuscivo ad uscire, ne solo ne in compagnia,sapevo ke a csa ero tranquillo, e li ci restavo.
    per non parlarle con i rapporti sociali…….stessa cosa, casa, casa! mai fuori, vedeo la strda dalla mia stanza, vedevo la gente passeggiare, ed io piangevo, piangevo dalla mia finestra e pensavo ke la mia vita fosse finita!
    quando circa 3-4 settimane fa’ decido che non posso stare cosi, e mi convnco di avere questo problema e che devo imparare a conviverci, se mi va di uscire esco altrimenti nonj esco, sapendo di non avere vita facile con òla ma amorosa, una ragazza amabile, molto, ho deciso di non farla offrire, che 2 persone sofferenti nn srebbe meglio rispetto ad una sola, ho deciso di lasciarla contro voglia, ma nn volevo ke lei soffrisse, volevo il mio dolore solo per m! premetto ke non ho mai preso medicine, premetto a nche che quando sono tornato a casa dalla visita, ho strappato la ricetta, ed ho cancelato ogni tipo di contatto con lo psicologo, e con il neurologo!
    comunque,dopo un po di depressione acuta ho deciso di uscire, ma non riesco a camminare molto, ho paura che mi possa ritornare, se esco cerco di parcheggiare l’auto il piu vicino possibile a me, ho notato che se sono con gente nonostante dialogo molto apertamente, magari esterno anche il mio problema, mi sento sempre e di continuo agitato, e òoco dopo torno a casa e non esco per in bel po!
    non so ch fare,!
    in casa mia sorella ha sofferto di attacchi d’ansia cronica ed io personalmente l’ho accompagnata in ospedale x farsi fareunindovena di alcuni calmanti, io non ci credevo, non la capivo, dicevo che fosse una questione mentale, personle, lei non riusciva ad uscire, tranne che per andare in ospedale, di notte, di giorno, a qualsiasi ora!
    cercava sempre mia madre non riusciva a stare senza di lei, è stat male davvero, ed io pregavo dio chela sua ansia potessi averla io, e che lei guarisse, che magari io avrei reagito con piu foorza, con decisione, e che mi sarei sentito forte per affrontarla, e che mi sarebbe passata in un batter d ciglia!!!!!
    Lei dottoressa, forse, non ci crederà,
    mia sorella è rinata, ora non riesce a stare a casa, si sente inutile, cerca di divertirsi, di cenare sempre con tanti amici, di passegiare, cammina, cammina, cammina, e sorridente, molto ffelice, è RINATA DEL TUTTO!!!!!!!!!!!
    io non credo nei farmaci e le spiego anche il perche: mia sorella, un giorno, quando soffriva con questi attacchi cronici di paico, ansia, ci chiama a me e mia madre in camera, tremando ci dic che cominciava a non stare bene, a tremare, e mplora mia madre di darle delle gocce, dei calmanti, mia madre mi guarda emi dice di andare con lei incucina, eccoci in cucina, io e la mia mamma, mi guarda e mi fa: guarda adesso ciosa faccio, ma tu non dire nulla a tua sorella, ionon capivo,anche perche non soffrivo di tali disturbi, prende la boccetta delle gocce, la svuota nel lavandino, e dopo averla svuotata la riempie on dell’acqua naturale, acqua della fontatna!
    io perplesso, mia madre mi dice: riempi un bicchiere d’acqua, andiamo in camera , davanti a tua sorella versiamo le “gocce” nel bicchiere d’acqua,e poi vedrai!
    andiamo in camera, io con il bicchiere e lei con la bccetta d’acqua ke ovviamente ,ia sorella non sapeva nulla. entriamo e davanti a lei mia madre versa circa una decina di gocce, e rassicura mia sorella che sarebbe stata meglio poco dopo.
    dopo appena qualche minuto mia sorella si sente bene, ma bene davero!
    mia madre mi guarda e mi dice che quella era una conferma che non c’e bisogno di medicine, che era ed è solo una questione mentale!
    Cara dottoressa come mi spiega questo?
    ora capisce il mio non voler prendere medicine?
    non servirebbero!
    comunque il mio stato attuale e molto migliorato, cerco di tenermi spesso impegnato, cerco di uscire quando sento l’esigenza, e di trnare a casa quando mi sento troppo euforico, non le nascondo che non rieso a bere una birrasana, ce non riesco molto a passeggiare ma sto cercando di farcela con le mie forze, per incoraggiarmi enso a delle questioni piu soffocanti ce ho dovuto affrontare nella mia breve vita, e comincio a trovare un equilibrio, non devo pensarci!
    mi scuso se sono stato molto approfondito nel mio racconto, ma spro che quando una persona esperta abbia tante informazioni, riesca a percepire in primis la situazione, e magari avere un quadro piu completo.
    resta il fatt che a volte sono triste, che ho paura! cosa fare?
    sono nelle sue mani!
    i miei omaggi
    Antonelloo

  10. laura bolzoni codato

    Caro Antonello,
    hai la natura dello scrittore unita a una buona capacità analitica ! Fai bene a comunicare la tua storia, la tua avventura con il panico, a indagare appassionatamente per trovare una soluzione a questo problema, che ha colpito anche tua sorella.Mi dispiace.
    Inizio, dandoti una buona notizia!

    IL PANICO NON E’ UNA MALATTIA FISICA, NE’ MENTALE!

    Chi soffre di attacchi di panico, di ansia e di agorafobia non è malato fisicamente , né mentalmente!
    Chi ha il “problema panico” vive le proprie giornate, spesso per molti anni, in compagnia di numerosi sintomi spiacevoli, invalidanti, terribili sia a livello fisico, sia a livello psicologico, ma non è colpito da una malattia incurabile.

    Iniziamo a conoscere e a comprendere i sintomi.

    L’attacco di panico si manifesta, improvvisamente e imprevedibilmente, con i seguenti sintomi fisici:

    • cuore che batte forte e più velocemente del solito (tachicardia-palpitazioni)
    • respiro che si ferma , difficoltà di respirazione (iper-ventilazione)
    • sensazione di formicolio ai piedi, alle mani e al corpo
    • sensazione di stare per svenire
    • brividi di freddo lungo la schiena e in tutto il corpo
    • sensazione di essere sospesi dal terreno
    • sensazione di vertigine
    • senso di instabilità sul terreno su cui appoggiano i piedi
    • sensazione di sbandamento, come se il corpo pendesse su un piano leggermente inclinato
    • sensazione di ovattamento
    • sudorazione alle mani e in tutto il corpo
    • tremore muscolare
    • dolore alla nuca, come se un pugno spingesse nel cervelletto
    • anestesia alle dita delle mani, dei piedi
    • nausea, vuoto e sfarfallio allo stomaco
    • ipersensibilità.

    I sintomi degli attacchi di panico derivano dall’effetto prodotto dall’ormone “adrenalina” nel sangue, utile a preparare il corpo alla lotta oppure alla fuga, di fronte a un pericolo che fa terrore.
    Nell’attacco di panico e di agorafobia non c’è un vero pericolo reale, quindi l’adrenalina non viene “smaltita”, rimane lì, a disposizione e cresce fino ad arrivare al culmine e alla catarsi emozionale e fisica, che ben conosciamo quando si scatena l’attacco di panico oppure l’attacco di ansia.

    Sintomi psichici:

    • sensazione di essere staccati dal proprio corpo, di non riconoscere più se stessi nell’ identità abituale, dissociazione dal proprio senso di sé, senso di estraneamento a tutto ciò che viene percepito (depersonalizzazione)
    • sensazione di essere poco reali, di non riconoscere più la realtà come era fino a pochi minuti prima, sensazione di trovarsi come in un sogno da svegli, quasi che il mondo si fosse avvolto da un velo di illusione, coperto dalla polverina magica che addormenta le cose della fiaba “ La Bella Addormentata nel bosco”( derealizzazione)
    • senso di smarrimento interiore
    • sensazione che sto per morire
    • sensazione che sto perdendo il controllo di me stesso, del mio corpo, dei miei sentimenti
    • sensazione di impazzire
    • sensazione che qualcosa di forte, di incontrollabile sta salendo dentro di me…..
    • perdita del senso del tempo presente
    • nervosismo
    • irritabilità
    • stato di agitazione
    • stato di confusione
    • ipersensibilità agli stimoli forti: rumori, luci (soprattutto neon), voci…
    • stato di depressione

    Pensieri che diventano preminenti e ossessivi nella mente:

    • “Aiuto muoio!”
    • “Aiuto impazzisco!”
    • “Adesso svengo!”
    • “Nessuno deve accorgersi che sto male”.
    • “Nessuno mi può capire e aiutare”.
    • “Non ce la farò mai!”
    • “Sto impazzendo!”
    • “ Sono lontano da casa, come faccio a ritornare a casa mia in queste condizioni?”
    • “Non sono normale”
    • “Che cosa mi sta succedendo?”

    Se non ci fossero i terribili e spaventosi sintomi fisici, ai quali seguono poi le interpretazioni psicologiche e mentali, il panico sarebbe quasi “sopportabile”, potrebbe essere analizzato e trattato come un qualsiasi altro disturbo , risolvibile con la psicologia , la psicoterapia , terapie varie .
    Allora perché non si guarisce tanto facilmente e tanto velocemente ?
    I farmaci agiscono per un po’ calmando i sintomi, ma non risolvono definitivamente il problema, anzi spesso creano effetti collaterali che prima non c’erano e creano una dipendenza fisica e psicologica , che diventa un problema in più , che si aggiunge al disagio grave e ingombrante del panico?

    La risposta è che il panico, gli attacchi di panico, l’ansia, l’agorafobia possono svanire solamente se individuiamo la VERA CAUSA CHE LI ORIGINA, solamente se arriviamo alle fonte da cui tutto si genera.
    Se la CAUSA degli attacchi di panico non è trovata e sconfitta, il panico si ripresenterà ancora nella nostra vita, quando meno ce lo aspettiamo, magari dopo un paio d’anni che avevamo iniziato a stare bene e speravamo di essere usciti per sempre da questo terribile incubo.

    Tutto ciò che agisce sui sintomi del panico, può aiutare, alleviare, mitigare il disturbo, ma non può eliminarlo, perché si potrà eliminarlo per sempre solamente se saremo arrivati alla causa originaria.
    Il lungo viaggio che ho percorso, in modo appassionato e disperato, mi ha condotta a casa dell’origine del panico e mi ha donato l’intuizione illuminata di come creare un metodo semplice e strutturato per uscirne definitivamente e completamente.
    Molte persone e adolescenti l’hanno sperimentato con successo, vincendo l’ansia e il panico.
    Prima di arrivare al capolinea di questo meraviglioso percorso di crescita, ho speso centinaia di milioni e molti anni in terapie costose, ma inutili, nel campo della medicina classica, medicina naturale, terapie di tutti i tipi, alimentazioni e diete, erbe, fiori,ecc…
    Sono state utili per la mia conoscenza, per imparare a rilassarmi, per conoscere di più me stessa, ma assolutamente INUTILI PER GUARIRE IL PANICO, L’ANSIA E L’AGORAFOBIA!
    Per questa ragione posso dirti con certezza che il panico non è una malattia fisica, né mentale, anche se ha sintomi fisici e mentali.

    La chiave magica deve impedire ai sintomi di nascere, perché da qui poi si scatena il tutto!
    Questa chiave entra e lavora nella dimensione psicologica , nel mondo della mente e del sistema nervoso centrale.

    Antonello, inizia facendo dei piccoli passi per cambiare ed elevare il tuo stile di vita e per introdurre i 10 amici che ti aiuteranno a uscire dal panico .

    Cerca di evitare l’accumularsi quotidiano dello stress fisico, emozionale e mentale.
    Trova 5 minuti al giorno per sdraiarti sul divano oppure per terra e rilassati.

    Crea uno stile di vita che coincida con ciò che tu sei e che tu vuoi realizzare. Trova la tua missione.

    Fermati per un po’. Rifletti, rallenta, torna a sentire te stesso, la natura.

    Limita i cibi che favoriscono l’ansia : caffè, cioccolata, Coca-Cola, luci al neon e sostituiscili con cioccolata senza zucchero, tè verde, tè alla frutta, bevanda di aloe vera, luci con lampadine normali.
    Gli spinelli vanno eliminati del tutto! Mi raccomando!

    Fai movimento fisico fino a sudare ogni giorno: metti la musica preferita, canta e balla come ti piace, in modo libero, senza che nessuno ti veda, vai a correre, fai giardinaggio in modo intenso, fai ginnastica…..importante è che ti impegni fino a che il tuo corpo suda,eliminando tossine.
    Buon progetto per iniziare a uscire dal panico!
    Laura Bolzoni Codato

  11. Roberta

    Salve sono Roberta, ho 41 anni ed i primi attacchi di panico li ho avuti a 25 anni ca, dopo un ricovero in ospedale per una malattia per fortuna non grave.
    Durante la convalescenza ho iniziato ad avere questi attacchi ma allora non sapevo e non capivo e pensavo che probabilmente la causa delle mie paure era per quello che havevo passato, e piano piano ho ripreso il lavoro, gli amici, i viaggi ecc.
    Dopo 10 anni o più non ricordo bene sono tornati, ma questa volta non c’era un motivo al quale aggrapparsi la mia vita era normale un lavoro solido, un rapporto con il mio compagno felice ecc. ecc. ed allora ho iniziato a riflettere… alla fine mi sono rivolta al mio medico curante, perchè la situazione stava degenerando, non riuscivo ad andare neanche al lavoro, lui mi ha dato una cura farmacologica ma non volevo diventare dipendente dai farmici allora mi sono rivolta ad un omeopata, e piano piano ho ripreso la mia vita quasi normale ma sempre con questa angoscia dentro. Poi l’omeopata ha cambiato studio ed anche questo mi a creato dei problemi ed allora non ci sono più andata ed ho deciso di fare da sola, Mi sono comprata un cd ed ho iniziato a fare da sola del training autogeno che mi ha aiutata abbastanza.
    Adesso sono stufa ma non so come uscirne fuori evito ancora i posti affollati ecc. ecc. Quest’estate dovrei raggiungere il mio compagno all’estero ma solo l’idea mi terrorizza, il mio problema non è volare ma è stare in aeroporto per 2 ore da sola.
    Come posso fare?
    Grazie

  12. Mimì

    Salve, ho un figlio di 15anni che è abbastanza timido, nonostante abbia un ridotto numero di “veri amici”, ma molti conoscenti, fra compagni delle scuole che ha frequentato e ragazzi del gruppo scout al quale appartiene e dove si è inserito bene. La sua timidezza fa che spesso abbia difficoltà di relazionarsi con i compagni di classe. Scolasticamente ha dei problemi perchè ha sempre avuto una vera fobia dei temi scolastici. Rimane guardando la pagina vuota e scrive pochissime cose, senza passione, senza interesse e molte volte senza logica…improprie per un ragazzo del liceo classico e sopratutto uno che ama leggere, conosce bene la grammatica e ha una cultura al di sopra del normale. Come lo posso aiutare per sbloccare questa chiusura e impossibilità di rilassarsi ed esprimere le sue idee nei temi? So che questa e solo parte del problema, ma in questo momento è quello che lo preoccupa di piu, in quanto al rapporto con i compagni, sicuramente tenderà a migliorare, spero, perchè è al secondo anno e lui e uno che di solito va conosciuto meglio ed apprezzato con il tempo.

    Grazie

  13. laura bolzoni codato

    Cara Mimì, ti rispondo.

    La timidezza, che impedisce in questo momento a tuo figlio di avere delle belle e serene relazioni di amicizia con i suoi amici e con i compagni di classe, si può vincere.
    Puoi aiutare tuo figlio a potenziare il coraggio di affrontare tutte le situazioni che lo intimoriscono, compreso lo scrivere i temi in classe, fino a che non avrà più timore di nulla .Sostienilo nel fare esattamente quello che teme di fare, spiegagli che la timidezza si vince affrontando ciò che più gli fa paura. La cura della paura di non riuscire in qualcosa consiste proprio nel fare quello che non vogliamo fare, che riteniamo di non poter fare.
    La SFIDA è sempre fare qualcosa che non sappiamo fare, che non vogliamo fare.
    Se tuo figlio tenta di vincere quello che gli fa paura affrontare, aumenterà la propria autostima.
    Noi siamo un po’ quello che crediamo di essere e un po’ quello che gli altri credono che noi siamo.
    Come mamma lo aiuterai moltissimo se sarai capace di vederlo cambiato, già migliorato, bravo, sereno mentre scrive con passione il suo tema in classe.
    Immaginalo diverso da come è in questo momento di crisi, cioè bravo, capace, sicuro di sé, a proprio agio mentre scrive, scrive, scrive……liberamente, fluidamente.
    Cerca di vedere il cambiamento in lui, prima che avvenga, dai fiducia alle sue capacità.
    Digli che ce la farà a migliorare, perché questo cambiamento in meglio è veramente possibile.
    Auguri!

    Laura Bolzoni Codato

  14. Mari

    Io non sto bene! ho tanta Paura!! io soffrivo d’attachi di panico quando ero adolescente ma dopo aver conosciuto il mio attuale fidanzato ho superato tutto molto bene ma 20 giorni fa ho avuto un’attacco di panico una sera dopo pasqua quando stavo andando a ballare con il mio ragazzo da quel giorno vedo tutto irreale mi sento che non sono io mai avuto un attacco di panico così a lungo sento che tutto è finto e che io non sono io ogni giorno ogni ora , non sopporto la mia voce e non riesco a guardarmi allo specchio, la cosa starna è che esco mi diverto sto con glia altri solo che mi trema un po la mano sinistra ! le cose che amavo non le voglio più il mio lavoro è bellissimo e non lo sento mio lo sento finto, non riesco a guardare il mio ragazzo quando sto a casa sto male perche non mi sento li, mi sembra che on è lo stesso mi da ansia e non penso che i abbia fatto qualcosa non posso vivere così non so dove vado, non so chi sono e 20 giorni fa era tutto bello la mia vita era meravigliosa! delle volte penso che mi abbiano fatto qualche stregoneria adesso è un problema d’identità ho paura d’impazzire!! Aiutatemi vi pregooo

  15. ale

    salve,sono ale..ho 19 anni.. io non penso d avere dei veri e propri attacchi di panico perchè non ho sintomi fisici.però ogni tanto ho una gran paura.ad esempio ieri non sono riuscita a uscire di casa e non capisco da dove derivi questa paura.so solo ke “fuori” mi sento in pericolo,stare in mezzo alla gente mi terrorizza,ho paura delle loro opinioni e mi sento sempre inadeguata e a disagio.questo fatto x fortuna mi succede raramente.però,anche quando mi sento abbastanza bene e riesco a stare tra la gente(cosa che succede quasi sempre), la paura anche se in forme molto ridotte c’è sempre e influenza cmq la mia vita.ad esempio..mi piace stare con gli amici ma mi sento a disagio a uscire in compagnia e non è timidezza… mi può dire se sono davvero attacchi di panico nonostante il fatto ke non ho sintomi fisici ne faccia pensieri de tipo “adesso muoio o svengo”? la ringazio in anticipo

  16. laura bolzoni codato

    RISPONDO AD ALE

    L’attacco di panico è sempre accompagnato da sintomi fisici , emozionali e mentali.
    Se finora non hai mai avvertito sensazioni sgradevoli nel corpo, molto meglio!
    Ti invito a educare la tua attenzione a non alimentare la paura di uscire, ma a dirigerla verso qualcosa di reale che ti piace, che ti entusiasma, che cattura tutto il tuo interesse.
    Metti questo fine da realizzare : ” Io cammino serena tra la gente ! Sono a casa in qualsiasi posto. Per strada sto bene, mentre sono tra le persone sto bene, come nel salotto di casa mia!”
    Torna dentro te stessa, trova un punto di riferimento interiore, senti di più il tuo corpo.
    Rinuncia a drammatizzare il futuro, metti il fine di essere serena e in fiducia tra le persone che incontrerai domani per strada, al lavoro.
    Controlla e domina il tuo piano emozionale e mentale, ignora i pensieri che ti dicono “Adesso svengo, adesso muoio”.
    Devia la tua mente verso una nuova e bella abitudine di essere sana e contenta di conoscere altri esseri umani da amare, non da temere.

    Laura Bolzoni Codato

  17. laura bolzoni codato

    RISPONDO A MARY

    Interrompi SUBITO questa nuova brutta abitudine!
    Non alimentare la paura e l’ansia, sii disciplinata in questo!
    IGORA i sintomi!
    Realizza il fine di tornare a stare bene.
    Trova tre mete importanti da realizzare nella tua vita e nella tua relazione di coppia e occupati solamente di loro, fino a che non li hai realizzate.
    Ti invito ad ascoltare ripetutamente gli mp3 e a leggere attentamente tutti gli articoli che trovi nel mio blog sull’argomento http://www.panicovintoblog.com
    Auguri Mary!

    Laura Bolzoni Codato

  18. Mari

    Cara dottoressa Laura Bolzoni ho ascoltato mp3 ma ho tanta paura y sintomi sono peggiorati! non sto bene neanche a casa e nemmeno nella mia stanza! ho parlato con lo psichiatra mi ha mandato delle compresse da sciogliere in bocca, mi sento male la notte mi sembra di sentire voci temo di impazzire! le mie mani non le sento mie e non mi sento qui mi sento in un altra parte!! la notte prima di dormire penso ma dove sono che ore sono?? in realtà lo so ma mi sembra di non sapere le cose.Ieri sono andata in ristorante e mi sentivo moreire sentivo che ero in un altra parte per qualche secondo! Ho paura di impazzire il dott ha detto che ho soltante troppe paure ipocondriaca e ansia e depersonalizzazione ho paurta di avere due personalità e non riconoscere più i miei cari .Una domanda devo sforzarmi ad uscire di casa? che devo fare? perche mi da fastidio la mia voce?come faccio la notte per dormire ??Ho paura di non riuscire a superare questo comunque le mete da realizzare sono 1° superare questo 2° riuscire bene nel mio lavoro 3° pensare al futuro con il mio ragazzo.Sto impazzendo??

  19. mirko

    ciao.purtroppo sono da + di 12 anni che soffro di crisi di panico,specialmente quando mi devo muovere,mi si blocca tutto,commincio a sudare,agitarmi,cerco ogni scusa x evitare tutto…non so piu’ ke fare…la mia vita e diventata un’inferno…che consigli mi date?

  20. Andrea

    Care signore/i, sono Andrea ed ho 37 anni e da 15 anni soffro di DAP. Non voglio dilungarmi eccessivamente nella descrizione della sintomatologia durante le crisi che voi tutti conoscete già bene ma bensi\’ vorrei indicarvi la soluzione hai vostri problemi perchè io ho individuato la causa dei miei…….. Vi chiederete cosa vado dicendo ?? Non ho mai accettato l\’idea che gli attacchi di panico vengano senza un motivo preciso.. tutto in natura segue delle regole ben precise, basti pensare al vecchi detto: mens sana in corpore sano !! Dopo svariati studi sull\’argomento, ho ritenuto opportuno effettuare una risonanza magnetica del rachide cervicale e un ecocolordoppler delle arterie vertebrali.. Scusate ma ho scoperto l\’uovo di colombo tanto che il mio medico curante è rimasto allibito perchè sono esami che mi sono autoprescritto e che hanno rivelato la natura degli attacchi. Mi spiego: una disfunzione anatomica seppure lieve dell\’atlante e una insufficienza vertebrale causano gli attacchi di panico. Spiegazione: il disallineamento della prima vertebra cervicale se sottoposta a trazione dal ligamento nucae ( in tensione per traumi o contratture muscolari ) genera uno spostamento che comprime il tronco encefalico, se poi aggiungiamo una scarsa irrorazione sanguigna del tronco dovuta ad insufficienza ( anche lieve ) di una delle due arterie vertebrali ecco che compaiono tutti i sintomi fisici degli attacchi di panico. Vi ricordo che il centro del controllo del sistema simpatico è situato proprio nella nuca. Dopodichè si crea una conseguente reazione psicologica di rifiuto dei luoghi affollati e tutti i sintomi correlati. Sono perfino riuscito ad evocare gli attacchi di fronte ad una commissione di stimati neurologhi che increduli hanno dovuto constatare che quanto da me esposto corrisponde alla realtà. Ovviamente per ovvie ragioni economiche ( case farmaceutiche comprese ) non possono svelare la risoluzione del problema. Io ho dovuto fare tutto da solo ma alla fine non ho mai assunto una goccia di ansiolitico ne tantomeno i blasonati SSRI. Ovviamente in primis escludete qualsiasi patologia cardiaca che può, anche da sola, spiegare tutti i disturbi che voi lamentate. A disposizione per consigli vi abbraccio tutti. Ps: Prima di trovare la causa sarò stato 40 volte al pronto soccorso in 5 anni con sempre la diagnosi: CRISI D\’ANSIA ACUTA chi meglio di me quindi conosce gli attacchi di panico !!!!!!!!!!!!!! Vi ricordo che l\’ansia generata da un attacco di panico è reazione normale e fisiologica e solo chi ha provato ad avere un attacco sa cosa significa. la paura. Quindi, invece di starvene li a rimuginare curatevi da soli ma con metodo e poi vedrete che la causa è talmente banale che i psicologi possono andarsene tutti a spazzare la munnezza a napoli. Mi spiace per loro ma con questa storia delle eterne sedute di psicoterapia non hanno mai risolto alla radice il problema che lo ripeto è di natura prettamente fisica.

  21. Borisov Georgi

    Salve dottoressa Mi chiamo Georgi e ho 20 anni sono un ragazzo che vive in italia da quasi 6 anni ho fatto le superiori qui (li sto ancora facendo frequento il serale perche di giorno lavoro)
    Adesso provero a spiegare il mio enorme probblema che nonostante ci sto provando da qualche mese non riesco a risolvere.
    Ho un problema un po strano anche perche non ho mai sentito nessun altro a parlare proprio di questo si tratta che io vado in panico totale se so che non ho un po di acqua con in prattica quando esco o quando facio qualsiasi cosa e so che non ho l’acqua mi sento svenire mi aggito comincio a sudare e a sentirmi debbole e poi mi viene una sete improvisa ma la cosa ancora piu strana è che se ho con me un botiglietta di acqua con me mi sento tranquillo mi sento piu sicuro e sto bene anche quando sono al lavoro o a casa opprure cn la mia ragazza in giro o anche al cinema io non riesco ad andare a cinema se so che non ho l’acqua con me non riesco neanche a farmi una passegiata di 50 metri se non ho l’acqua ed e una cosa strana sento questa pauara fortissima ed ho questo probblema da 5, 6 mesi non so cosa fare non so come fare a ritornare nella mia vita nrmale.
    ormai mi sono disperato e in machina ho 6 botiglie di varie bevande mi porto sempre una botiglieta di acqua nella tasca e cosi mi sento bene pero non e normale una incubo sono disperato.
    grazie

  22. Serena

    Salve a tutti. Sono Serena e ho 32 anni. E’ da qualche anno che soffro di DAP. Spesso mi accade quando sono in giro da sola, quando devo fare una fila. In passato anche quando guidavo. Ma la situazione peggiore avviene quando vado a mangiare fuori con gli amici o con il mio fidanzato… sento un nodo alla gola, ho paura di affogarmi con il cibo..questo mi impedisce quasi di deglutire, mastico il cibo per un’infinità di volte, a volte quando proprio non ce la faccio lascio perdere e non mangio più. Naturalmente chi é con me non sa nulla. Ho una gran paura che prima o poi se ne accorgano! Questo succedeva anche con i miei familiari. Per fortuna da un bel pò ciò non avviene. Mi succede solo con altre persone,soprattutto quando mi sento osservata. Che devo fare? E’ vero che i fiori di Bach sono un valido aiuto? Grazie mille.

    Serena

  23. mari

    NON STO BENE HO SCRITTO PRIMA! SONO PASSATI 5 MESI IO VEDO LA VITA IRREALE! SONO SICURA CHE NON È SOLTANTO ANSIA È UNA MALATTIA MNTALE SONO MORTA DENTRO SDESSO STO LAVORANDO MA MI SEMBRA TUTTO IRREALE, NON SONO EPISODI A ME DURA TUTTO IL GIORNO QUESTO MALESSERE STO LOTTANDO MA BASTA.ADESSO VEDO AI MEI ENITORI COME SE NON FOSSERO LORO COME SE NEACH’IO FOSSE IO HO TOLTO TUTTE LE MIE FOTO DALLA STANZA PERCHE NON SONO IO! DENTRO LATESTA MI SCOPPIA,IO RIESCO AD USCIRE PERCHE TANTO O DENTRO CASA O FUORI STO MALE.RIDO SCHERZO PERCHE VOGLIO LOTTARE MA QUESTO INCUBO QUESTO INFERNO NON PASSA VOGLIO FARLA FINITA VOGLIO SUICIDARMI, O TENTATO MA NON CI RIESCO.VOGLIO PACE E SERENITÀ! DOVE SONO? DOV’È LA MARI CHE ERO? È MORTA PER SEMPREEEEE QUESTO È FINTO LA MIA VITA È FINTA HO ANCHE ODIO PER TUTTO QUESTO CHE MI SUCCEDE.I MIEI SINTOMI NON SONO0 COME TUTTI QUELLI CHE SCRIVONO QUI.IO NEMMENO A CASA STO BENE, E NON È UN PROBLEMA DI STARE IN MEZZO ALLA GENTE E UN PROBLEMA CHE SENTO CHE TUTTO E FINTO TUTTO MI CREA ANGOSCIA OGNI ORA OGNI SECONDO POI HO SENTITO UN BRUCIORE INTENSO SU TUTTO IL CORPO COME SE AVESSI MENTOLO.IL DOTT NON SE LO SPIEGA, PRIMA DI IMPAZZIRE VOGLIO MORIRE E SE EVO VIVERE PER SEMPRE COSÌ VOGLIO MORIRE

  24. Serena

    Per Mari: io non sono una dottoressa ma ti sono vicina. Sono la Serena che ha scritto l’11 giugno. Come puoi ben vedere gli attacchi di panico sono sintomi molto diffusi. La maggior parte della gente ne soffre, anche se con sintomi differenti. Ti prego, non fare stupidaggini. La vita è una lotta e sono sicura che ce la farai.

    Un abbraccio

    Serena

  25. adriano

    salve sono adriano soffro da tre anni di attacchi di ansia e panico e dalla mia esperienza ho capito chi si possono superare solo chec ha volte mi vengono delle paure chev mi fanno stare piu mele di prima vorrei tanto contattare la dottoressan laura bolzoni per paralare con lei

  26. Germana

    Leggendo tutte le testimonianze delle persone che soffrono di attacchi di panico ci si consola e ci si sente meno soli. Ma ciò non basta! Senti che l’unica cosa che desideri veramente è debellare questa brutta bestia, e lo desideri con tutta l’anima! Auguri a tutti (me compresa!)!
    Germana

  27. elisabeta

    Cara Dott.ssa Laura Bolzoni Codato!

    Mi chiamo Elisabeta.

    Ho letto molto su di Lei e spero che mi possiate aiutare a superare gli attachi di panico.
    Sono una studentessa di 24 anni .Il primo attaco di panico mi é successo 4 anni fa ero dal oculista per fare una visita e ad un certo punto mi sono sentita male e sono svenuta poi da quel giorno mi venivano degli attachi di panico ,avevo paura di stare da sola a casa ,questa é durata per quasi un anno.Due anni sono stata benissimo non gli avevo piu questi atachi panico . Un anno fa in supermecato mi sono sentito di nuovo male ,e da quel giorno gli atachi di panico sono ritornati di nuovo,ma questa volta avevo paura di uscire da sola ,a volte é successo che saltavo le lezioni perche ero da sola, a casa invece mi sentivo al sicuro. quando sono da sola mi sento come se sto per cadere e mi tremano le mani ,comincio a sudare e tremare tutta, mi manca il respiro. un mese fa quando mi trovavo dai miei in Albania perche io non sono italiana e i miei genitori vivono la .Un giorno mia sorella mi stava racontando una storia su una ragazza che aveva i miei stessi sintomi e in quel momento mi sono sentita come se qualcosa dentro di me mi diceva buttarmi , mi sembrava di impazire non mi riconoscevo piu,il giorno dopo sono andata da una psicologa la quale mi ha prescrito ‘xanax’,attualmente li sto prendendo ,pero da quel giorno mi é rimasta un pensiero fisso nella mente che adesso ho paura di stare da sola anche a casa.Ho paura di avvicinarmi alla finestra, dentro di me sento un senso di colpa pur non aver fatto niente di male. Cerco di pensare qualcos’altro pero e impossibile non so cosa devo fare ,perche la cosa che terribilmente mi fa paura é quella di non riuscire a superarla e di impazire .I miei genitori mi chiamano ogni momento e mi dispiace perche stano sofrendo a causa mia .Anche in questi momenti che sto scrivendo a Lei mi sento male e non mi riconosco piu .Spero che mi possiate aiutare .
    grazie

  28. carlo

    salve da 8 mesi che soffro d\’ansia e attachi di panico ,mi e succecco tutto questo per un sbaglio avevo dei dolori al petto sono andato in ospedale a farmi l\’eletrograma dicendomi che avevo avuto un infarto invece si erano sbagliati da li ho cominciato ad avere attachi di panico come devo fare ad superare questo problema

  29. francesca di perna

    salve dottoressa e\’ un po\’ di tempo la scrivo prche\’ avevo un disperato bisogno di parlare con lei a voce se e\’ possibile , e\’ un problema abbastanza complesso e non mi va di lasciare commenti la prego se puo\’ scrivermi sono disperata ! grazie! fra!

  30. Mauro

    Salve a tutti mi chiamo Mauro,ho 25 anni e vorrei esternare il mio problema visto che ho finalmente trovato una possibilità per farlo.
    Tutto inizio all\’età di 19 anni,o meglio,il grosso della cosa visto che avevo avuto campanelli di allarmi in precedenza.
    Subito dopo gli esami di maturità,in una delle estati più torride della mia zona,iniziai ad avere crisi di panico più o meno serie,tanto da andare al pronto soccorso,se pur con le mie gambe..
    Nel frattempo gli amici,causa una vacanza al mare passata con attacchi di panico,e altre situazioni sparirono tutti,quasi a volermi allontanare,con anche mie colpe ammetto..da quel momento niente più complesso rock,niente più serate pazze in discoteca o concerti..il vuoto più totale..
    Con tanta forza vitale e tanto orgoglio sono riuscito a ritrovare amicizie,progetti,lavoro appagante..fino all\’anno scorso,quando a causa di delusioni pesantissime da parte di presunti amici/fratelli sono ricaduto nel problema,ora come ora ne sono fuori in parte,di xanax non ne sto facendo uso anche se credo dovrei,visto che a volte ho ancora qualche problemuccio a frequentare supemercati tanto affollati e locali,con conseguenti ripercussioni sulla vita sociale..
    Ho imparato molto cmq,credo che il mio problema sia la diffidenza,la paura a volte fondata o a volte no di essere tradito da persone amate,come se avessi vissuto l\’utopia di un mondo perfetto e di colpo risvegliato di fronte ad una realtà dove le persone per porci comodi a volte possono anche tradire,dimenticare…
    Ora come ora vivo in un momento un pò così..cerco il modo di ricostruirmi una vita,il più stabile possibile,cercando qualcuno che possa non considerarmi un\’alieno e possa darmi un minimo di affetto,che credo di meritare..
    Siamo cmq noi artefici del nostro destino,tocca a noi uscire di casa da soli fronteggiare ciò che ci da ansia,cercare di spezzare la catena..
    Questo vuole essere solo un piccolo omaggio alle persone che in questo momento sono nel vivo del problema,so che pene si possono soffrire,l\’unica strada è una profonda e RAZIONALE analisi di se stessi e dei propri limiti e punti di forza..io credo che in tutti quelli affetti da DAP ci sia un\’enorme potenziale umano,che si sfoga in attacchi perchè non riesce ad essere espresso..
    Forza e coraggio,la vita può essere stupenda,e va vissuta al pieno delle forze in onore a chi non è stato fortunato abbastanza da viverla..
    Un\’abbraccio di cuore,forse sarà esagerato,ma è come se vi conoscessi tutti..

    Mauro

  31. mirko

    Gentilissima dottoressa, può spiegare a tutti gli utenti e lettori come è importante in alcune forme di DAP di riappropriarsi del proprio Se contrastando derealizzazione, depersonalizzazione e fenomeni dissociativi spesso e sovente compagni del disturbo e primi scogli da superare per ritornare finalmente a vivere? Grazie

  32. Antonio

    Inizio porgendo un caloroso saluto a tutti/e coloro che trascorrono la loro vita in compagnia di quel che amo “platonicamente” definire un “buon demone”: il DAP.
    Trovo preziose perle di saggezza nelle parole della dottoressa, ma in tutta umiltà, ci terrei ad esprimere il dissenso riguardo ad un punto soltanto:la possibilità che si chiuda definitamente con il DAP.
    A mio parere, il parere di un “dappino”, senza competenze psicologiche, è difficile dimenticare il DAP. Chi l’ha conosciuto non lo dimentica. E non dimenticandolo potrebbe facilmente ricreare le condizioni psichiche ideali al suo ricostituirsi in momenti delicati.
    “Ma allora”, vi starete domando,”siamo condannati per l’eternità a questa sofferenza terribile”?
    No. No.No.
    Chi patisce una grave perdita non se dimentica, ma spesso, dopo un normale periodo di “ricostruzione” la supera traendone forza. Ma il ricordo di quella perdita, di quella terribile ferita ritornerà. Non si può far finta di non avere cicatrici sul corpo.
    Anzi, dobbiamo guardarle con coscienza e come fonti di miglioramento.
    Il DAP è così. Non lo dimentichiamo. Ma poi, se lo dimenticassimo, a cosa ci sarebbe servito? Già perché il DAP “ci serve”: con esso “muoriamo” e da esso, dalle nostre “macerie” risorgiamo ad una nuova vita.
    L’ansia sarà ancora parte di questa “nuova vita”, ma attraverso una costante rilettura di essa, come fonte di vita, di miglioramento, di empatia verso la vita, l’ansia potrà essere una forza.
    E il DAP? Può tornare. Siamo umani, costruiamo delle cattive abitudini nel lungo periodo, abitudini che non possono essere poi cancellate all’improvviso, ma gestite , comprese, essere ricondotte a nostro vantaggio.
    Ciò vuol dire che, con siffatto approccio, il Panico che ritornerà potrà disporre di armi poco efficaci. Vuol dire che potremo affrontare il momento di Panico, come un convivio con un vecchio amico, un po’ burbero ma che parla sempre per il nostro bene.
    Il DAP è proprio, delle persone come, che per debolezza e paura hanno iniziato da piccole a costruirsi una corazza esterna di impassibilità, sicurezza, decisione portate avanti come un automa. Non ero e non sono io.
    Io ho paura. Io piango. Io mi commuovo. Io sono pieno di dubbi sul passato, sul presente e sul futuro. Io temo che un DAP potrebbe presentarsi in questo momento mentre scrivo. Ma io sono Forte, perché sto scrivendo delle mie debolezze. Umane.
    Soffrire ha la stessa radice di Offrire.

  33. mauro

    Ciao a tutti, sono Mauro 24 anni di Bisceglie, leggere l\’articolo e il forum mi ha aiutato a capire che nn sono solo. Passo a raccontare la mia storia: sono laureato in ing.informatica e sono sempre stato molto rigido cn me stesso…ho voluto raggiungere sempre i traguardi che mi sono prefissato. Nel 2006 ho avuto un brutto incidente stradale da cui sono uscito illeso….al momento nulla non ho versato nenache uyna lacrima ridevo….poi una settiman dopo ero a casa della mia ragazza a cena….all\’improvviso sento mancare il respiro, la vista che si annebbiava…..il mio primo attacco di panico. Posso dire che da quel momento la mia vita è cambiata….sono sempre stato un ragazzo iper attivo anche troppo…..pero da quel maledetto giorno sono cambiato…dentro la mia testa qualcosa è cambiata…Da quel giorno ho avuto altri attacchi di panico(ho fatto mille controlli medici…tra cui una TAC alla testa tutti con esito negativo…mi sono rivolto ad un neurologo e grazie all\’aiuto dello xanax…sono stato meglio…e sbagliando nn ho piu frequentato uel neurologo…continuando a prendere lo xanax.
    Nel giugno 2007 diminuisco di testa mia lo xanax….qlc giorno dopo mentre mi recavo all\’universita….mi sento cm svenire….giramenti di testa…torno immediatanmente a casa e non esco per qlc giorno…ricontatto il mio neurologo che mi fa una piccola modifica alla curetta cm la chiamava lui: il otivo vero per cui nn ero piu andato dal neurologo è che nn mi andava di far spendere ai miei 80 euro a visita mi sembrava un furto ….nn volevo i miei genitori spendessero cosi tanti soldi per me. Da un anno e mezzo adesso soffro dio continue ininterrotte \"vertigini\", senso di non riuscire a stare in piedi, che si accentuano al massimo quando vado in posti molto affollati stadi, ipercoop, …insomma un inferno .Io pero nn voglio arrendermi….io continuo a frequentare stadi, ipercoop anche se sto davvero male e nn mi godo gli svaghi…a meno che nn ci ia la mia ragazza che insieme ai miei è l unica che sa di questo mio problema…..mi vergognerei miolto se i miei amici lo vcenissero a spaere, il motivo di cio nn lo so spiegare perche forse voglio dare l impressione di essere forte…La vita è troppo bella per essere vissuta in qst modo…se qulalcuno ha qlc consiglio…gli sarei molto grato!
    Mauro

  34. arianna

    buongiorno anche io soffro di attacchi di panico che cerco di combattere ogni volta e i miei sono dovuti ai dolori che mi provoca l’ernia cerbicale e la massa muscolare debole che ho purtroppo e’ da anni che ne soffro sono stata sotto psicoframaci per 3 anni e poi per il desiderio di avere mio figlio che ora ha tre anni e mezzo li ho smessi in una settimana ,ammetto di avere una grandissima forza di volonta’e di analizzarmi psicologicamente da sola cerco sempre la risposta dentro me e cosi’ ho cpito che il motivo psicologico dei miei attacchi e’ il fatto di non tiuscire a fare cio’ che prima facevo senza sentire dolore ora anche il solo accovacciarmi per fare il letto e’ doloroso mentre prima non smettevo un attimo di ballar saltare cantare ora non lo posso piu’ fare devo fare terapie fisiche ogni sei mesi perche il dolore insopportabile mi porta attacchi di panico pero’ c’e una cosa vche ho scoperto che se mi sta per arrivare la crisi vado su internet e comincio ad informarmi e a sentire le persone che soffrono come me e questo mi da una forza enorme poi sapendo che tutto cio e’ la mia grande paura di morire e l’ernia cervicale purtroppo ha la sintomatologia dell’infarto del miocardio mi basta avere la sicurezza che quello che sento e’ veramente dovuto all’ernia non ad altro e mi tranquillizzo certyo da cio che dico io stessa noto in me una grande insicurezza e conbtinuo bisogno di conferme

  35. arianna

    mi scuso per gli errori ortografici ma quando parlo dei miei attacchi le mani scorrono nella tastiera dal bisogno di spiegare la situazione comunque il tutto e’ cominciato dopo un incidente automobilistico in cui ho sentito che veramente stavo per morire da brutto che e’ stato infatti i dolori e le problematiche fisiche sono dovute a quel maledetto 14 aprile 2000in cui non sono morta fisicamente ma sono diventata un’altra persona comunque grazie per cio che ha scritto ora voglio ricominciare una cura psicologica voglio venirne fuori e forse e’ ora che io ammetta che da sola non ce la posso fare anche se e’ cio che mi fa piu’ ansia perche’ io vorrei riuscire sempre a mettere a posto ogni problema da sola

  36. Paola

    Ciao a tutti,sono Paola 21 anni,io penso di soffrire di panico da quasi un anno ,i primi sintomi sn stati che molto spesso durante la giornata mi girava la testa,poi piano piano iniziavo a sentire cm una cosa ke si attivava dentro la mia testa e mi veniva di impazzire…l\’ultimo volta mi è successo la scorsa settimana ero fuori con amici durante la giornata mi sentivo la testa in aria ,vertigini…poi la sera inizio a sentirmi le orekkie kiuse,inizia a girarmi la testa forte,formicolio alle dita delle mani,i rumori e la gente parlare li sentivo + fort dentro di me,nodo alla gola , tremore alle gambe,il cuore battere forte,svenimenti credevo di impazzire.le persone mi parlavano e io nn riuscivo a seguirle….! cose dovrei fare???ha da un ammo ke mi sento strano,cm se c\’è un\’altra xsona dentro di me,io voglio tornare cm prima…io nn ero cosi,a me piace viaggiare uscire sempre,adesso nn faccio nessuna di qst cose xkè ho paura ke mi senti male o ke torni un\’altro attacco di panico…cosa devo fare…la cosa ke mi da + fastidio è ke mi sento cosi strana…cosa mi consigliate…Paola

  37. marisa

    salve da tanto che non scrivo da molto che sto lottando con questa mia brutta malattia insopportabile che mi distugge tutte le mattine appena guardo la mia stanza ma non mi butto giù lotto ma la gente non se ne accorge dib ciò che provo lotto tutti i giorni con un mostro dentro c’è l’inferno le mie paure più grande le sto vivendo mi sento fuori dal corpo odio stare chiusa in questo corpo vorrei essere leggera e volare rilassata perche c’è troppa pressione in me ma adesso devo trovare la soluzione e vedere ciò che non va nella mia vita, mai avrei pensato che i miei problemi erano così grandi da farmi sentire così male forse ero io che sendo sensibile ho ngrandito tutto e mi sono fatta male devo rilassarmi capirmi amarmi e ritrovare a capire chi sono.Ho un forte problema di personalità crisi di depresssione ansia depersonalizzazione tutti i giorni delle volte non so se sto sognando o sono sveglia sento voci appena mi sveglio ho paassato dei mesi senza guardarmi allo specchio non mi riconosvevo non era il mio viso e in più avevo paura di diventaare una pazza adesso ho capito che ho un problema e che stesso la paura di impazzire mi fa stare peggio ho capito che i problemi li faccevo io granndi adesso devo riscoprire la gioia di vivere capire ciò che voglio ritornare ad amare la mia routine e ad amarmi

  38. erika

    ciao a tutti,
    in particolare ciao a Marisa, sono Erika ho 31 anni, è da 1 anno e mezzo che soffro di panico, e il sintomo peggiore anche x me è il fatto di guardarmi allo specchio e non riconoscermi o parlare e non riconoscere la mia voce. E’ da alcuni mesi che questo non mi succede più e sto davvero risolvendo il problema.Mi ha aiutata la terapia psicologica con una dottoressa davvero brava, poi occorre molta forza di volontà, impegno e tanta pazienza con se stessi.Oggi capisco e ringrazio gli attacchi di panico che mi hanno scosso , per farmi aprire gli occhi su ciò che di falso c’era nella mia vita. Ma occore tempo, tutto avviene in piccoli passi, perchè le cose che non vanno, che non fanno parte della nostra natura possono essere grandi e ben visibili oppure piccole, apparire insignificanti eppure molto importanti x attuare il cambiamento, tu Marisa scrivi che vuoi tornare nella tua routine, ma forse è la tua routine che oramai sta stretta alla tua anima, che non ti appartiene più e in questo modo non ti permettere più di “riconoscerti”. Perchè fai delle cose, frequenti delle persone che magari non fanno più parte di te come un tempo.
    Io non sono una dottoressa, ma questo “cammino” di crescita mi ha insegnato molte cose su me stessa e gli altri ed anche sul “problema”.
    Se hai tempo in questi giorni passa in edicola e prendi il giornale mensile “riza psicosomatica” tratta un argomento molto interessante e potrà aiutarti a fare lievemente luce. Poi ti consiglio se già non lo stai facendo, di farti seguire da un psicoterapeuta è davvero molto utile, per me è stato essenziale.
    Ricorda sempre che non stai impazzendo e non impazzirai mai per questa cosa, è la tua anima, la tua vera essenza che ti sta parlando… Coraggio, so che ce la farai. Un abbraccio
    Erika.

  39. pamela

    salve dottoressa Laura sono Pamela una ragazza di 25 anni e da circa 7 soffro di ansia e attacchi di panico!!da tre mesi sto seguendo una terapia psicologica, na purtroppo senza nessun risultato per il momento.
    Il fatto è che non riesco a capire la vera causa della mia ansia, forse perchè i motivi sono tanti e messi tutti assieme hanno scatenato in me questo terribile inferno!!non è piu possibile per me uscire di casa da sola per fare la spesa, per fare shopping, delle volte anche solo per entrare in un negozio anche solo per 2 minuti.Inizia la tachicardia. mi sento camminare nel vuoto e soffocare, sudo tanto e sono agitatissima tanto da avere il respiro affannato e non controllato..Non riesco piu ad entrare in chiese, ospedali, cimiteri, forse perche mi fanno l\’idea della morte e tutto per me diventa triste anche se in chiesa devo andare per un nmatrimonio e in ospedale per la nascita di un bambino.Faccio anche sfilate e serate in discoteca, ma il pensiero cade subito sulla paura di essere assalita dal panico e dall\’ansia!!e invece di essere felice di fare tutto cio cado nella tristezza piu totale!mi sento una donna finita!!come posso fare ad uscire da questo incubo terribile?ho lasciato persino il fidanzato da circa un mese per la paura che l\’ansia derivasse dalla nostra relazione ma nulla è cambiato.Non ho voglia di frequentare nulla di nuovo solo di avere delel persone che mi facciano distrarre un po!!ho 25 anni ma in realta dentro di me me ne sento 50.Mi spaventa tantissimo l\’idea di invecchiare e di non piacermi piu fisicamente anche se sinceramente non mi posso lamentare per ome sono, ma io sono cosi vorrei essere molto di piu e che il mio fidanzato avesse gli occhi solo per me, e che immagini solo me accanto a lui e nessun altra..aiutatemi vi prego!!delle volte vorrei farla finita, non vorrei nemmeno essere nata..cosa faccio io al mondo per stare cosi?faccios tare solo in pena gli altri e non riesco mai a sorridere…grazie

  40. linda

    salve sonop una ragazza di 28 anni ho sofferto di panico , ma dopo due episodi che mi hanno stravolto la vita sono riuscita a gestirli
    adesso sto beneho un compagno che mi ama e lo amo ma ho dei disagi fisici il mio dottore dice che è sempre causato dall\’ansia non uso farmaci prendo la valeriana , mi sono fatta anche una tac ma nulla sono sana come un pesce .
    ma ci sono giornate che ho delle vertigini terribili nausea di tutto
    non capisco il perche\’ visto che gli attacchi di panico un ce li ho
    ma credo di avere un ansia generalizzata che non mi da\’ pace
    che fare?

  41. Laura Bolzoni Codato

    RISPONDO A LINDA

    Gli attacchi d’ansia sono un disturbo serio e spiacevole, che tuttavia si può sconfiggere.
    Sei giovane e bene impostata nel tuo futuro cammino di vita, con il tuo compagno a che ami e da cui sei riamata.
    E’importante che tu possa comprendere bene da dove sono nati, quando sono iniziati i primi sintomi ?
    L’ansia non è legata allo spazio, ma al tempo.
    Se hai il controllo del TEMPO, hai il controllo della tua vita!
    Ti consiglio di crearti il tuo ORARIO GIORNALIERO.
    La tua routine quotidiana è molto potente e diventa tua alleata, capace di sostenerti e di aiutarti a sconfiggere le resistenze della mente e del corpo.
    Un programma indovinato elimina lo stress dalla vita quotidiana, crea tempo per gli impegni che desideri realizzare, porta chiarezza e ordine, semplifica le cose.
    Per poter seguire un programma è necessario che questo sia ragionevole e non sproporzionatamente ambizioso.
    Non strafare, Linda, ma neanche fai meno di quello che puoi.
    Regalati ogni giorno un po’ di tempo che non sia destinato a nulla in particolare, un intervallo in cui ti dedichi solamente a quello che ti piace di più!
    Per l’aspetto biologico dell’ansia, educati a rilassare bene il corpo e a bere tante buone tazze di camomilla e di melissa.
    Ti invito a leggere gli articoli sul tema dell’ansia e dello stress sul mio Blog http://www.panicovintoblog.com e se vuoi approfondire i temi degli attacchi di panico e come uscirne, seguendo un percorso naturale, ti consiglio lo studio del mio saggio autobiografico in formato ebook “Panico VInto!”

  42. Laura Bolzoni Codato

    RISPONDO A PAMELA

    A causa dello sconforto che vivi, cadi nella confusione, incominci a mettere in dubbio un po’ tutto quello che finora ti ha fatta a stare bene: la relazione con il fidanzato, le serate in discoteca, la tua freschezza fisica.

    E’ come se la tua vita venisse avvolta da un gomitolo di paure: la paura che gli attacchi di panico possano ripresentarsi, la paura di invecchiare, la paura di morire, la paura di non farcela.

    E’ importante incominciare a distinguere e a nominare le varie paure, seguendo il principio del discernimento e della purezza.

    La paura di invecchiare, di perdere la vitalità, il fidanzato e la gioia di vivere non hanno molto a che fare con gli attacchi di panico.

    Ogni problema va affrontato a livello del problema: il problema esistenziale e il problema psicologico con lo psicologo, il disturbo di panico con gli esperti di panico.

    Forse tre mesi di sedute psicologiche sono poche, prova a continuare, prova a instaurare una relazione di fiducia con chi ti sta seguendo e affidati alla sua conoscenza ed esperienza, superando le difficoltà.

    L’AIUTO deriva dal condividere con chi comprende le tue difficoltà, i tuoi vissuti, le tue crisi, però poi…..bisogna andare oltre, REAGIRE, uscire dalla crisi e FARE I PASSI che ti porteranno fuori da questo stato di malinconia, in cui senti che la tua vita non merita di essere vissuta.

    Ti auguro di ritrovare la forza per ritornare a volere la tua vittoria sull’ansia e sul panico, camminando veloce verso la via di uscita, senza indugiare in pessimismi inutili, che solamente confondono te stessa e chi ti sta attorno.

    Coraggio Pamela, ricomincia a fare, a ritrovare i veri fini della tua vita e a realizzarli.
    Solamente dopo che hai tentato onestamente di seguire una strada che ti faccia stare meglio, solamente dopo che hai fatto i passi giusti, che ti sei rialzata da terra tutte le volte che se sei caduta e hai ritentato, solo allora potrai dire se quelle indicazioni sono valide oppure no, se per te sono adatte oppure no!

    Ti consiglio la lettura del mio libro -ebook ‘Panico Vnto!”, che è dedicato a tutte le persone che sono prigioniere degli attacchi di panico, con e senza agorafobia.
    Scoprirai come sono uscita dalla “notte oscura dell’anima”, come ho rivisto la luce della speranza e della fiducia in me stessa, nella vita e negli altri, quando, a causa dei continui attacchi di panico la serenità e il benessere mi sembrava ormai perdutamente lontani e irraggiungibili

    Pamela, ti auguro la medesima vittoria!

  43. silvia

    salve dottoressa…ho 35 anni ed è la vigilia di natale e per caso su rai uno una signora ad una trasmissione ha accennato di aver curato gli attacchi di panico con la grafologia..così visto che convivo (si fa per dire) con l’attacco di panico da 11 anni ho cercato notizie e tra una ricerca e l’altra sono finita sul suo sito.
    Ovviamente la solitudine interna è la parte più amara di tutto questo problema e gli attacchi di panico ormai non ci sono più perchè da 11 anni praticamente non esco per essere sicura che non arrivino. Da tre anni poi il tutto è peggiorato per un’episodio di panico improvviso e adesso primo sono bloccata. al lavoro mi ci accompagnano 4 volte al giorno e la spesa me la fa un’amica. la famiglia esiste ma pensano a loro…vivo da sola e il loro affetto non lo sento e quindi non li voglio vedere. 11 anni fa è morta mia madre di tumore, credo sia l’evento scatenante..o quello finale di anni di difficoltà. La cosa che mi manca di più è l’affetto di qualcuno e che cerco in un solo uomo ma non condiviso. La cosa che mi fa soffrire di più è che non trovo in me stessa la voglia di lottare con il mio inconscio per vivere meglio ma ho creato un mio mondo inconscio tra le mie quattro mura..e come altri casi che ho letto nel suo sito, spesso mi chiedo cosa devo pagare per essermi meritata questo..ma che forse dove pagare. A volte spero un giorno di farcela, ma non trovo la forza e la voglia di fare nulla. Forse sto bene così ormai… non capisco. Domani è natale e sarò sola..come tanti altri natali, ma alla fine anche domani passerà. Grazie per lo spazio che qui dedica..perchè ho visto tanti altri miei coetanei nelle stesse difficoltà. Buone feste. grazie

  44. Laura Bolzoni Codato

    Cara Silvia,

    trascorrere il Natale a casa da sola, mentre le altre persone in altre case, illuminate dalle lucine dell’albero addobbato e del presepe, festeggiano in compagnia e in famiglia questa bella festa, è triste.

    Ma sentirti sola interiormente è ancora più desolante.

    La solitudine, raggiunta per libera scelta e non subita per difficoltà nel trovare le persone giuste con cui entrare in relazione, è un’occasione stupenda di conoscenza di se stessi e di crescita.

    E’ importante che tu comprenda con chiarezza e che tu accetti completamente il modo in cui tu vuoi affrontare il problema della paura di uscire di casa.

    A volte va rispettato il tuo bisogno di essere ascoltata e accolta da chi ti può comprendere e in questo caso il Blog è un luogo straordinariamente utile, frequentato da persone che, pur essendo molto diverse tra di loro, sono unite da una forte realtà comune: gli attacchi di panico.

    Dietro quei nomi spesso anonimi e quei nickname (nome di fantasia), al di là del computer ci sono persone vive e vere con cui è bello e importante condividere se stessi e raccontare aspetti della propria vita, porre domande e ricevere risposte.

    Il Blog fa sentire le persone meno sole davanti al “nemico comune”: l’ansia e il panico.

    Ti invito a continuare a frequentare il mio Blog Panico Vinto! (questo è il link http://www.panicovintoblog.com/ ) e a leggere tutti gli articoli in cui parlo della paura dello spazio e della paura di uscire di casa, ecco il link dove trovi gli articoli con i commenti relativi e le mie risposte :

    Articolo: “Come vincere la paura di uscire di casa”

    http://www.panicovintoblog.com/agorafobia/panico-con-agorafobia-come-vincere-la-paura-di-uscire-di-casa/

    Articolo : “Attacco di panico con agorafobia: come vincere la paura di uscire di casa”

    http://www.panicovintoblog.com/agorafobia/attacco-di-panico-con-agorafobia-la-paura-nello-spazio/

    Accanto al bisogno di essere compresa, puoi cercare in modo appassionato le risposte ai tuoi quesiti e incominciare a fare dei passi concreti per iniziare a uscire di casa.

    Finché non trovi la tua strada personale, il percorso che senti più adatto a te per uscire dal disturbo di panico con agorafobia, è utile che continui a cercare, cercare, cercare….

    Solamente quando avrai trovato le chiavi giuste per te, allora verrà il TEMPO DEL FARE, del compiere azioni concrete fino alla completa risoluzione del problema.

    Quindi Silvia, è importante CONOSCERE ed è indispensabile FARE.

    Il momento doloroso della morte della tua amata mamma, può essere stata una circostanza significativa, che ha innescato le manifestazioni di panico che descrivi, ma molto probabilmente le cause vere sono più remote, più antiche nel tempo.

    Ti auguro di trovare la tua strada di uscita da questo temporaneo momento drammatico di crisi!

    Per l’ultimo giorno dell’anno, se desideri ci possiamo scambiare gli auguri sul Blog di Panico Vinto!

    Ti aspetto dall’altra parte!

  45. daniela

    Salve dottoressa, mi chiamo Daniela, hao 46 anni e soffro di ansia e depressione da cira 11 anni. La prima volta mi sono rivolta a uno psichiatra che mi fece fare una cura per 5 mesi. Poi stetti bene, ma il tutto ritornò, andai da una psicologa ma purtroppo senza successo, feci una cura omeopatica e piano piano mi ripresi. Poi circa 7 anni fa di nuovo nel baratro (premetto che ho una figlia di 13 anni e non immagina i sensi di colpa per stare così male) ritornai dal primo psichiatra e giù farmaci per 6 mesi. Poi dopo qualche mese ritornarono i miei malesseri, io somatizzo molto, quindi mal di testa, sbandamenti vertigini, perdita di equilibrio, stanchezza, andai da una ltro dottore il quale di misse di prendere elopra per tutta la vita. Presi 5 gocce per quasi 4 anni, poi non mi fecere più effetto e ebbe tutti gli effetti collaterali, provai ad anadare da altri medici che letteralmente mi hanno “massacrato di farmaci” senza risultati.
    Nel settembre 2008 esausta contattai la LIDAP su internet e mi diedero il nome di uno psichiatra Dott. Michele Fonti, ci andai che ero in condizioni pietose, non avevo fiducia piùin nessuno ma da qualche parte dovevo ricominciare, non respiravo più, non uscivo più di casa, un vero calvario. Mi diede efexor che mi fece stare subito bene (strano perchè nelle precedenti esperienze ho travato difficoltà prima che il farmaco potesse fare effetto, o addirittura non faceva effetto per niente). L’ho preso per circa un anno scalandolo piano piano e andando in psicoterapia (il dottore è psichiatra e psicologo psicologia cognitiva comportamentale).
    Ora sono 4 mesi che non prendo antidepressivi, ma ultimamente prendo un pò di ansiolitocio per colmare le cirsi di astinenza. perchè avendo fatto uso di pscofarmaci per diverso tempo, si è creato in me una dipendenza e una modificazione cerebrale, quindi con l’aiuto del dott. cerco molto di lavorare sui pensieri e lui vuole fare in modo che io non possa prendere più farmaci.
    Ti premetto che io ho una scarsa considerazione di me dovuta a fatti del passato e in particolare quando era piccola, bassa autostima e sensazione di non valere niente.
    Ti prego di darmi un paere su questo mio raccolto:
    Grazie, Daniela.

  46. dott. ssa Laura Bolzoni Codato

    Cara Daniela,

    ho letto con attenzione la condivisione della tua realtà relativa al disturbo di panico, che ti fa compagnia da molti anni.

    Mi chiedi un parere sul tuo racconto.

    Se mi poni questa domanda vuol dire che dentro di te hai dei dubbi, che non sei sicura di aver intrapreso la strada giusta , che sei confusa rispetto alle scelte che hai fatto finora.

    Mi ha colpito molto l’impegno con cui ti sei presa cura del serio problema che ti crea disagio e sofferenza da undici anni, hai trovato molti consulenti, hai tentato diversi indirizzi terapeutiche, tra cui quello farmacologico abbinato alla terapia cognitivo- comportamentale, che stai ancora seguendo.

    Quando una persona sta male, cerca una risoluzione al proprio dolore e al proprio dramma esistenziale, provando un po’ qui e un po’ lì, quindi è corretto che tu continui a cercare finché non senti di avere finalmente trovato la risposta adatta a te stessa e al tuo modo di vedere e di vivere la vita.

    E’ giusto cercare, cercare, cercare.

    Solamente quando hai trovato la risposta vera e completa ai tuoi quesiti, allora è saggio che TU TI FERMI e che INIZI a FARE!

    Ti auguro di ritrovare la stima interiore in te stessa e nel tuo “sentire”, che ti daranno la forza di riconoscere la verità delle cose.

    Ti invito a leggere la risposta che ho dato oggi sul mio Blog “Panicovintoblog” a Paola sul tema “Come gestire la crisi da astinenza da psicofarmaco e da antidepressivo”, è il commento n. 111, ecco il link

    http://www.panicovintoblog.com/attacchi-di-panico/non-evocare-i-sintomi-dell%e2%80%99attacco-di-panico-non-aprire-la-stanza-di-barbablu%e2%80%99/#comments

    Se hai una linea internet lenta, attendi con pazienza che si carichi per intero tutta la pagina dei commenti nel Blog.

    Ti aspetto di là!

  47. daniela

    Salve Dottoressa, la ringrazio per avermi risposto, volevo aggiungere anche che purtroppo nel 1998 mi sono ammalata di tubercolosi polmonare e le crisi di ansia mi sono apparse in quel periodo, avevo una gran paura e 6 mesi di antibiotici “tosti” mi hanno notevolmente cambiata, sono diventata ipocondriaca e spaventata, probabilmente anche questa situazione ha contribuito alle mie crisi di ansia e depressione, aggiungendo anche che la mia infanzia è stata abbastanza triste, genitori che litigavano, 4 fratelli di cui uno con un trascorso di tossicodipendenza, ho sempre assorbito tutto come una spugna, anche le depressioni di mia madre che non si è voluta mai curare e gettava su noi figli (specialmente con me) i suoi disagi provocando in me un senso di inadeguatezza che ancora mi porto dietro. Non ha idea di quello che passato, poi con la malattia del polmone ho avuto il colpo di grazia e da quella volta la mia vita è fatta di alti e bassi, ma vorrei riuscire da questo tunnel senza prendere più medicine e restare in questa vita stando bene con me stessa, lotterò con le mie forze, ma contro la somatizzazione non è certo facile, anni senza uscire di casa, senza andare al mercato, andavo a prendere mia figlia all’asilo tremolante, gambe molli, mi sembrava che tutto mi crollasse addosso.
    Non potevo entrare in un negozio, andare al ristorante, invitare amici a cena o andare da loro, insomma un vero calvario. per non parlare poi dei mal di testa con i quali ho convissuto per anni sdraiata sul letto o sul divano, insomma sopravvivendo non vivendo. E quando sai cosa vuol dire stare bene, quando poi stai male è difficile da sopportare.
    Grazie per avermi ascoltata. Se mi vuole rispondere di nuovo le sarei grata, ecco perchè mi piacerebbe far parte del suo seminario, ma rientrare nelle 16 persone che tipo di cernita fa, come fa a capire i casi più gravi? Appena possibile cmq. farò stampare il suo ebook, perchè purtroppo sono sprovvista di stampante e devo cercare qualcuno che me lo stampi
    La ringrazio e la saluto.

  48. CLAIRE

    Stamattina mentre ero a lavoro un caldo improvviso mi ha invaso e agitandomi sempre di più mi sentivo mancare……E\\\’ stato bruttissimo. Vado al pronto soccorso e mi trovano pressione 138/70 con battiti 140. Risultato: attacco di panico causato da cervicale. Ma può essere? aiutatemi,

  49. nico

    gentilissima dottoressa, mi chiamo nicolò e ho 20 anni,da circa 6 anni avvertivo sporadici attacchi d’ansia,più che di panico (cosi mi sembra di aver capito),nei quali in una determinata situazione mi sembrava di essermi svegliato nel posto in cui ero ma razionalmente ero consapevole di come ci ero arrivato e di cosa ci facevo lì,questa sensazione era alimentata dal fatto che da quando ho visto svenire mio papà all eta di 12 anni;credendo fosse morto,mi è rimasta una paura costante di svenire e x anni ho cercato di evitare ristoranti,chiese,code ai supermercati ecc…finche poco alla volta senza l aiuto di nessuno sono riuscito a controlare i miei attacchi,anche se la paura di svenire faceva sempre da sottofondo alla mia vita.questo natale però è risuccesso di nuovo,un attacco con la solita sensazione che penso sia derealizzazione,proprio quando ero convinto di avere superato il tutto,sono piombato in una situazione terribile,ho smesso di fare ogni cosa,palestra,uscire…ho perso 4 kg…da 2 mesi vado da una psicologa e sn in cura farmacologica seguito da uno psichiatra che mi ha prescritto 12 gocce d seropram al giorno e metà pastiglia d xanax,il mio problema è che questo senso che caratterizzava i miei attacchi;che ripeto mi sembra sia derealizzazione,(ma lo psichiatra nn ha mai usato questo termine,si è limitato a dirmi che è molto tranquillo irca la mia situazione),persiste ormai tutto il giorno da 3 mesi a questa parte e questa cosa mi fa davvero stare malissimo,ho paura di avere una malattia mentale gravissima,di stare diventando pazzo,mi faccio mille domande sulla vita ed è come se non avessi familiarità con i luoghi che conosco da una vita,anche se razionalmente ne sono consapevole,ho davvero paura d tutto ormai,perchè in sottofondo c è sempre la paura di svenire…sia psicologa che psichiatra mi rassicurano sul fatto che sia soltanto ansia,ma io non riesco a viviere,mi sembra tutto cosi strano come se non mi sentissi io,ho paura davvero di non poter riconoscere piu nulla…ma questo dura per tutta la girnata…vivo nel terrore dttoressa…lei che ha affrontato cosi brillantemente questa situazione e che quindi sa davvero cosa si prova mi potrebbe dare qualche rassicurazione in più? nel senso avvertiva anche lei queste sensazioni per tutto il giorno? la ringrazio immensamente se riuscirà a rispondermi e per l’attenzione dedicatami….cordiali saluti nicolò

  50. frany

    Gentile dottoressa, Le scrivo perchè mio marito soffre da ormai più di dieci anni di attacchi di panico. Ha convissuto con ilsuo \"sintomo\" per tantissimo tempo, evitando ogni situazione che potesse farlo stare male, ma circa un mese fa ha avuto una terribile ricaduta , io temevo avesse un infarto. Fa di tutto per reagire , ma non troviamo la strada da percorrere per risalire la china ed io mi sento inutile . Cosa intende esattamente per camminare controcorrente? E\’ utile che lui affronti a muso duro il suo problema , che faccia psicoterapia , cosa che fa da ormai un anno, che prenda farmaci , che pensi al suo problema o sarebbe meglio che cercasse di pensare ad altro , anche se mi rendo conto che p molto difficile? Grazie per una Sua gentile risposta , cordialità.

  51. rosanna

    salve dottoressa,da un po\’,non riesco a essere me stessa,il mio lavoro mi ha distrutto tre anni fa\’, continuo a farlo,ma tutto quello che ho costruito,dopo 16 anni l\’azienda me lo ha portato via affidandolo a un giovane di 33 anni, a proposito io ho 46 anni,sto iniziando una fase di premenopausa.(vampate,dolore alla nuca,irritabilita\’,prendo dei fiori di bach fatti apposta sulla mia persona,)
    il lavoro c\’e\’ sempre ,guadagno sempre lo stesso,i miei clienti mi vogliono bene,perche\’ li tratto come una famiglia,la vendita e\’ sempre il mio primo obiettivo,ma il gestire spetta al giovane di 33,
    sono tre anni che mi sto\’ convincendo che e\’ meglio cosi\’,ma fors l\’incoscio non la pensa cosi, cosi\’ subentrano paure.
    mi puo\’ aiutare?

  52. Silvia

    Gentile Dottoressa,
    vorrei raccontare brevemente la mia storia. Oggi è uno di quei giorni no, e per questo ho trovato questa pagina.. durante la mi spossante ricerca su internet per capire cose mi sta succedendo e se veramnte è panico
    Io ho 24 anni e 3 anni fa ho scoperto di avere il morbo di crhon. Beh nn è stato facile, dopo un primo momento di ansia e paura, ho seguito delle sedute di rilassamento e sono stata meglio tanto che ho finito gli esami, mi sn laureata alla triennale ed ho passato una bellissima estate. Durante un secondo ciclo di cortisone però ho inziato ad avere sintomi strani.. sudorazione, tachicardia.. senso si svenimento e aumento eccessivo della pressione. Ecco, ai medici in un primo momento è sembrato un effetto del cortisone. Però dopo un anno e piu, a volte ho ancora questi sintomi. Ho attraversato un momento di stress per vari motivi.. eppure ora che potrei stare bene, mi alzo la mattina e sono piena di dolori muscolari, dal collo alla vita, il cuore è accelerato e la testa confusa.. non so se i sintomi ci affaticmanto che ho sn dovuti alla mia malattia, fatto sta che ho pura ad uscire di casa da sola. Non ho piu avuto un attacco di panico vero e proprio, ma sn sempre in una condizione di tensione, di paura di potermi sentire male nei posti, tra le gente, la sensazione di perdere i sensi e svenire..
    stamni sn uscita per andare in un ufficio e aprendere dei documenti e poi a trovare mia zia: ecco la sensazione di dover fare in fretta a tornare a casa perchè gli occhi si annebbiano, sensazione di disorientamento come se potessi perdere l’equilibrio.. ho caldo al viso, iniziano a tirare i muscoli della testa e le gambe (dalle cosce alle caviglia) si fanno molli..leggere e un pò tremanti, come se non mi sorreggessero.
    Nonostante la mia continua ricerca in internet e i controlli dianostici, cerco di convincermi che è solo ansia ( e la parte profonda di me lo sa), tuttavia dopo questo lungo periodo di stress mi sono affiorate della paure che non navrei mai pensato di avere. é cosi deprimente non risucire a tornare quella che ero, attiva, allegra.. effervescente :-) se guardo le vecchie foto nn mi rendo conto di chi ero e di come mi sn ritrovata cosi.. fingo di stare bene, mi impegno, ma a volte la paura prende il sopravvento e mi limita nella qualità della vita e nelle relazioni sociali. Dalo scorso anno ho questo problema, ci sn stati dei mesi in cui sn stata meglio, ma ora sembre tornare questa brutta parte di me. E cosi c’è la paura di parlarne, deludere la famiglia, gli amici..di passare da psicopatica.. e il desiderio di tornare quella che ero .. e che sono ancora, ma non riesco a ritrovarmi. Non ho voluto prendere farmaci finora..ho preso fiori di bach ..
    Lei, Dottoressa cosa mi consiglia? tornerò mai quella che ero?
    grazie infinite

  53. fabiana

    mi chiamo Fabiana ho 19 anni mi sono appena diplomata sono sempre stata un pò chiusa di carattere ma da quest’estate da dopo il diploma m si è evidenziata una problematica nuova ho iniziato a lamentarmi per dei dolori al piede xkè avevo semplicemente urtato un bidè nella stanza dell albergo da quel momento iniziai a credere di essermi fratturata il piede(frs xkè avevo avuto una microfrattura al piede tre anni fa )nonostante i miei genitori mi rassicuravano che un lieve urto nn pnotesse provocare un danno cosi grande e anche xkè non si era gonfiato ne annerito il piede potevo essere tranquilla ma la paura dentro di me che io avessi ragione che il dolore lo sentivo veramente .Qsta paura del dolore è durata due mesi fin quando nn sno andata dal mio medico curante e m ha detto che nn avevo nulla di rotto ma soltanto un problema forse di pedicure.Da allora dopo essere tornata da un fine settimana a ischia con le mie amiche ho spostato il problema sull appendicite costringendo i miei genitori a portarmi non solo dal mio medico curante ma a tre ospedali e da un altro medico chirurgo i quali mi dicevano che ero numolto spaventata ma nessun problema fisico,io lo stesso non c credevo tanto che i mieii genitori mi fecero fare un ‘ecografia dalla quale risultò che non avevo appendicite ma tutt al piu un follicolo scoppiato .Io lo stesso continuavo a sentirmi e fitte nella pancia poi successivaente i miei genitori per aiutarmi hanno deciso di portarmi da una psicologa alla seconda seduta dove iniziavo a vedere dei benifici perchè i dolori ero riuscita a dominarli all uscta dallo studio sentendomi giramenti di testa xkè non dormivo da 14 notti sono caduta da due scalini poggiandomi a terra con le ginocchia,da li è iniziato un altro mio problema xkè ho spostato l attenzione sulle gambe con possibili fratture cllegate anche io questo caso i miei genitori mi hanno condotto dal medico curante il quale constatava che non c erano gonfiori rossori ematomi e che ai movimenti che imponeva lui qlle gambe non corrispondeva nessuna controindicazione ai movimenti e che una caduta banale a una ragazza di 18 anni certamente non fa rompere le ossa:legamenti,tendini,femori e tt gli annessi delle gambe ma aveva riscontratto una lieve contrattura .Non contenta sono andata da un altro medico xkè ero convinta dei femori fratturati e legamenti di alstrutti xk avevo letto su internet tnt diagnosi sulle ginocchie d altre persone .Anche la psicologa dalla quale vado ha detto ce la contrattura la aumento io xkè concentro l attenzione sui muscoli e che creo acido lattico nelle gambe.per darmi un ulteriore aiuto i miei genitori mi hnno condotto da un medico omeopata che mi visitava anche le gambe e concordava che nessun problema c era e che avessi potuto farmi quante radiografie volevo io ma non avrei mai trovato nulla di rotto e mi da una cura omeopatica che ho iniziato da una settimana continuando ad andare dalla psicologa una volta a settimana.Io mi sento sempre preoccupata di avere le gambe rotte e i legamenti distrutti però cammino lo stesso da due settimane e non m sono mai fermata salendo e scale il motorino con mio padre anche se con dolore ,e da .
    due -tre gg mi tira il tendine sempre dietro il ginocchio ,
    Non riesco a pensare a altro dalla mattina alla sera quando potrei avere tnt cose da fare anche se nn sto andando piu con tanta voglia all università l unica cosa che sono riuscita a fare i quiz per l ammissione ma dal primo gg mi rifiuto d andarci xkè ho paura che mi possa succedere d tutto ,mi sono iscritta a psicologia .e sto seguendo la giusta strada per uscire dalla mia problematica?t ringrazio per l attenzione e aspetto “con ansia” la tia risposta

  54. Alessandro

    Salve ho 26 anni, volevo chiedere un parere sul mio problema…Circa 3 anni fà ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, tutto è iniziato da un pomeriggio dove la mia ex ragazza mi dice per telefono che gli piaceva un’altro, per scaricare la rabbia di ciò diedi un calcio fortissimo al muro, dopo 15 minuti mi iniziano a tremare le gambe, all’improvviso la paura e il panico prendono il sopravvento…il mio medico di famiglia mi prescrisse 0.10 mg di sereupin al dì…devo dire che iniziai a stare benissimo, al punto che riuscii a scalare e a non prendere neanche più il sereupin…Devo dire però che ho avuto un rapporto tribolatissimo sempre con la mia ex, ho sempre avuto paura di fare tutto, l’ho sempre amata sempre e solo io, facevamo litigate violentissime, dove lei ha usato anche le mani nei miei confronti, mi accusava di essere matto e malato…In 4 anni c’è da dire che ha avuto alri contatti con altri ragazzi e l’ho sempre perdonata, fino a quando 7/8 mesi fà ho scoperto conversazione con un’altro e da allora l’ho lasciata…Il problema è che gli attacchi di panico( da quando scoprìì quelle cose) sono ritornati, ora da 5 mesi prendo sereupin 20 mg. al dì, và molto meglio, ma siccome stò conoscendo una nuova ragazza trovo grandissime difficoltà in questo rapporto, ma sopratutto tantissime paure…Vi volevo elencare alcuni sintomi di questi mesi, spessissimo nodo alla gola, brivido di freddo lungo la schiena,nervosismo,cambi d’umore, sempre appetito nonostante mangi tanto ma il mio peso, costantemente sotto controllo, oscilla sempre tra i 76/77 kg, problemi sessuali non nè ho, a volte quando gioco a calcio ho forti vertigini ma non capisco il perchè, tachicardia, il sonno è regolare, anche se a volte durante la giornata mi capita di sbadigliare spesso quando sono ansioso…A volte mi terrorizza il fatto di poter essere depresso, soprattutto quando mi vengono degli attacchi di panico, sembro di essere in un’altro mondo, perdendo la voglia di fare tutto, nonostante ciò io continuo la mia vita normale, faccio sport, esco, vado al mare, vado ai parchi divertimento, faccio parte del gruppo parrochhiale, insomma sono sempre impegnato, anche se sono disoccupato e questa cosa mi pesa un pochino.A volte mi fisso su certe cose avendo paura di queste, tipo vedere un malato e io penso se mi ammalo anch’io, vedo qualc uno con problemi mentali e penso e se divento così anch io?UltImamente è come se avessi la fobia del suicidio, il solo sentire la parola ”suicidio” mi fa scattare questa ossessione nei suoi confronti, per cui dopo un pò che ci pensi quasi mi AUTOconvinco che potrebbe succederti, in realtà nn ci penso minimamente , ma mi fa solo tanta paura… Tutto qua, voi credete possano essere disturbi ossessivi compulsivi?Grazie per l’ascolto Scusate se mi sono dilungato, vi ringrazio se mi sarà data una risposta…..

  55. martina

    Ciao Laura, sono finita casualmente nel tuo sito .. e ho decido di sfogarmi un po anchio. Complimenti per la pagina!!
    Tutta la mia ansia è iniziata a maggio dell’anno scorso .. quando mia mamma è partita per un viaggio con un gruppo di amici e io sono rimasta qui a casa con papà e il resto della famiglia.. già il giorno dopo o cominciato ad avere attacchi di panico .. attacchi di tachicardia sudorazione fredda alle mani tremoli …. da li mi sono rivolta subito a una farmacia che mi ha dato da provare delle gocce omeopatiche che mi facessero rilassare.. ma il problema è continuato ..con il tempo o provato anche l’alprazolam (consigliato dalla guardia medica) ma dopo la prima volta .. non ho voluto piu prenderle perche sono dell’idea che devo cavarmela senza farmaci che mi facciano diventare dipendente con il tempo.
    con i mesi seguenti l’ansia è passata ma è tornata poco dopo.. non riesco a darmi una spiegazione
    provo a dare la colpa al passato.. (i miei quando ero piu piccola hanno passato un brutto periodo e io ne ho pagato le conseguenze tra liti furibonde, e brutte scene) e tutt’ora le cose non sono proprio perfette ma si va avanti..
    circa da cinque anni poi sono assieme ad un ragazzo di 17 anni piu grande di me che amo alla follia… e mi sta sempre vicino (cosa di cui sento di aver sempre bisogno) e tutto con lui va a gonfie vele.. ora dobbiamo deciderci ad andare a vivere assieme .. e non vorrei che fosse anche questo passaggio che mi fa venire tutta quest’ansia..
    poi do la colpa al mio lavoro che non mi soddisfa .. io ho sempre lavorato per la ditta di pulizie di mia mamma ed ora che lei è in pensione io lavoro x un altra ditta.. ma questo lavoro non è molto gratificante anche se lo faccio anche volentieri.. io ho un diploma come segretaria d’azienda..ma non so quale sia il lavoro che mi renderebbe felice.. anche perche cn i tempi che corrono è meglio tenersi quello che ce..
    poi ultimamente ho avuto degli attacchi.. sul lavoro .. mi crea l’ansia l’idea di stare su un posto di lavoro da sola (perche se sto male non ce nessuno ad aiutarmi) e perche al ritorno a casa sono sola (certe volte)..
    Quello che pero mi da piu fastidio è il fatto che quando ne parlo con il medico di base .. sembrano per lui cazzate.. e non mi fa fare visite specifice (visto che penso sempre di avere qualsiasi malattia prima una poi l’altra… ecc…) e quesnto mi crea ancor piu ansia perche se so che il mio fisico è a posto forse riuscirei a finirla con questi pensieri…
    Sono finita su questo sito proprio perche in questi giorni mi sento (causa lavoro) la schiena un po bloccata e le orecchie ovattate e volevo capirne le cause)… poi in queste settimane non mi sono mancati momenti di debolezza .. che con la mia ansia mi fanno stare ancora peggio..
    Spero tanto che questo periodo finisca e che nel momento in cui vado a vivere con il mio moroso di riuscire finalmente a farmi un mio nuovo equilibrio e ad essere finalmente felice… sono proprio stufa di tutto.. e molto amareggiata dal passato!!
    grazie dell’ascolto ..
    con affetto martina

  56. Lisa

    Salve ragazzi, mi unisco al gruppo: inizio il primo violento attacco il 25 settembre 1999 la sera del mio matrimonio, dopo quella sera ho continuato altalenando, (sono stata in cura dal neurologo che mi ha migliorato la condizione decisamente, dato che ero arrivata al punto di non poter stare seduta ferma) alcune volte ho uno stato d’ansia, mi sento come spostare di lato, un senso di vuoto allo stomaco, sudore alle mani e tremore impossibilità a stare ferma, magari inizia all’improvviso e si protrae per ore, non riesco a concentrarmi e mi passa anche la fame. Qualcuno sta come me?

  57. piccola92

    Ciao Laura, sono finita casualmente nel tuo sito .. e ho decido di sfogarmi un po anchio….da un anno a qst parte nn lo sto vivendo molto bene..un giorno mentre ero pranzavo con i miei a causa d una spina del pesce ..k ero konvinta d essermi ingoiata…mi è venuto un attacco da panico da qll giorno…un disastro…mangio cn la paura…se mi affogo entro nell pallone..appena c è confusione altrettanto ho sempre paura d stare ml..e svenire qll giorno mi ha segnato..mi sento sempre cn il respiro affatikato appena sto x uscire mi sento una cosa in gola…e mi sento agitata e dei giramenti appena nn mi va un pò d aria iin faccia m inizio a muovere,,sn stata da un psicologa ma nn è kambiato nulla…

  58. niki

    salve dottoressa.io ho 30 anni e anke in passato ho avuto qualche problema,ma adesso da una settimana mi sento stanca,mi gira tanto la testa,sudo,mi sento di soffocare e sono confusa.mi sembra di essere la fine per me.ho avuto tanti problemi e stress,un divorzio,adesso i genitori del mio ragazzo che mi fanno la vita un inferno…il lavoro stresante,la famiglia lontano…e difficile,però non mi posso permettere la visita di un psicol.,in farmacia mi hanno dato dei integratori,le analisi del sangue e la presione sono ok,che cosa dovrei fare?la prego mi aiuti,non ne posso piu.grazie.

  59. manuel

    ciao sono un ragazzo di 25 anni ero un ragazzo pieno di vita facendo serate in disco cubista e cose varie tutto me capitato mentre mi allenavo in palestra a un certo punto mi so sentito male nn respiravo nn vedevo piu mi so sentito veramente morire che me dovuto a prendere l’autobulanza poi mano mano con le cure fatte so stato meglio prendendo di nuovo i miei ritmi per ora e un anno che sofro di enormi mal testa asfissianti 24 ore su 24 veramente da nn vivere e chiudersi in un letto con ttti i controlli in tutta italia nn mi hanno trovato nulla di para normale mi sento fuori dal mio corpo ormai vivo solo di istinto nn riesco a concentranti nn so come definire le mie sensazioni sto solo malissimo io nn so piu che strada prendere sono disperatissimo spero che dio in un giorno di questi mi illumini e mi faccia sentire bene avete consigli ? iostoveramente male nn riesco a trovare la lucidita faccio cose senza la testa

  60. Thomas

    Help help help.. Vorrei capire se ho il vostro stesso problema,ho quadi 22anni e almeno una volta al giorno mi capita di sentire come se qualcosa dentro di me non funzionasse bene il cuore batte forte e mi manca il giato inizia tutto con tipo un annebbiamento della vita veloce rapido ke ci mette piu ad arrivare ke af andar via poi la senzazione ke mi sto per srntire male e poi mi batte forte il cuore ultimamente mi capita anvhe dopo aver finito un rapporto sessuale.. Quanfo mi succede questa cosa mi accendo una sigaretta ma la vosa sembra peggiorare e proprio quando sento ke sta peggiorando e li ke passa tutto.. Quest evento mi capita anche 3volte al giorno secondo voi vosa potrebbe essere.. Ringrazio tutti voi e mi dispiace moltissimo per molte vostrr stotie raccontate.. Ah dimenticavo non ho mai avuto problemi di questo genere e arrivato tutto una sera mi sono seduto a tavola a mangiare non riuscivo ad ingoiare mi sentivo della saliva in bocca ma quando provavo a mandar giu avevo come la sensazione di ingoiarmi la lingua.. Mi chiedo secondo voi puo essere dovuta a qualche droga di cui ho fatto uso a 16/17anni???a volte ci penso penso non e ke mi e partito il sistema nervoso? Però mi rispondo dicendo ke non sono stato uno sfascione fino al punto da farmi del male fisico.. Speto risponderete grazie

  61. lallina

    …scusa. Questo non è il racconto del tuo primo attacco di panico, ma una delle prime scene di Titanic di James Cameron.

  62. Laura

    Salve, leggendo i commenti rimango sbalordita di quanta gente soffra di questo problema.anch’ io purtroppo ne soffro da circa 5anni e purtroppo no so com’è uscirne. Vivo attorniata da gente ipocrita al cominciare da mia suocera che fa il modo di mettermi il cattiva luce con tutti e gli altri ci credono pure, vorrei andare ad abitare il un altro posto lontano da lei ma mio marito mi ha detto ché se no ci sto bene posso pure andarmene. Io ché ho lasciato tutto per lui mi sono sentita morire dentro e giorno dopo giorno mi sono annullata noi rido più e l ansia mi distrugge impedendogli di respirare Andare a lavoro va male i colleghi ne approfittano decidendo mi perché mii vedono trascurata e ridono. Sudo tantissimo al causa dello stress inl ufficio e una collega invidiosa ha messo insieme giro ché puzzo quando io mi lavo tutti i giorni. Mi sono chiusa i me stessa noi voglio più uscire e voglio stare da sola. Tutti se ne accorgono del mio cambiamento perché noi sono più solare com’è prima. Ho gli attacchi di panico e scappo sempre da tutti e nessuno mi ferma per dirmi hai bisogno d ‘aiuto? Comunque vado avanti solo per i miei figli ché hanno bisogno di me. Cara dottoressa cosa mi consiglia di fare?

  63. Alessandra

    Ciao a tutti,
    Mi chiamo Alessandra e come ho potuto leggere ho trovato tante persone con il mio stesso problema ..io ho 30 anni e vivo con questo peso da 2 anni il mio primo attacco vero quello più brutto e successo 7 anni fa ma forse in quegl anni ero più forte e nn mi sono più venuti ..invece da 2 anni passo periodi con alti e bassi mesi dove nn so come diventano più con vivibili e altri dove mi cambiano completamente la vita…ho girato mille dottori mille soluzioni e niente e nessuno e stato in grado di aiutarmi nn c’è la faccio da sola questa brutta bestia ha cambiato la mia vita che nn e mai stata bella ma ho sempre lottato e sono andata avanti invece ora sono qui ferma che nn sono neanche più in grado di prendere l auto per andare a lavoro…indirizzatemi per piacere sto impazzendo ..

  64. Lucia

    Salve a tutti! Sono capitata per caso su questa pagina e mi piacerebbe chiedervi un piccolo incoraggiamento.
    Mi chiamo Lucia, ho 26 anni e a 6 anni ho avuto il mio primo attacco di panico riconosciuto come tale (in associazione al DOC) solo quando avevo 14 anni (nel mio paesino di provincia il DAP fino a qualche tempo fa era solo una malattia da pazzi). A dicembre partirò per una settimana per la Scozia: ho deciso di vedere cosa succederà. Mi fate qualche “in bocca al lupo”?!

    Un abbraccio a tutti i dappisti!

  65. Mauro

    Panico: sensazione fisica (fisica) del corpo (dovuta al fatto che abbiamo 5 sensi, e sentiamo – inevitabile). reazione del fisico ad imposizioni esterne di cui tu sei conscio ma nascondi a te stesso ogni giorno, è solo Matrix.
    Per vendere più medicine o meglio per attivare più clienti – malati

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