Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più. Oscar Wilde
Viagra online

Il Narcisismo: risvolti psicologici e clinici

category Disturbi e patologie Angelo Franchitto 25 Dicembre 2010 | 8,280 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Quando parliamo di narcisismo, ci riferiamo a un disturbo psichico della personalità. Una patologia studiata in psicologia clinica nel gruppo dei Disturbi di Personalità.

Riconoscere i soggetti con disturbo narcisistico di personalità è possibile. Essi presentano come sintomi un elevato senso della propria importanza e sentimenti di grandiosità che li fanno sentire unici. Da alcune ricerche effettuate, sappiamo che del disturbo narcisistico di personalità ne soffrono dal 2 al 16% della popo­lazione generale. Nei casi in cui i genitori già soffrano di disturbo narcisistico, ci potrebbe essere un rischio maggiore che tale disturbo possa essere trasmet­tono ai figli attraverso un senso irrealistico di onnipotenza, grandiosità, bellezza e talento.

Parlandone in maniera clinica, i soggetti con disturbo narcisistico di personalità hanno un senso grandioso di autoimportanza, essi cioè si considerano persone speciali e si aspettano un trattamento particolare. Hanno un notevole senso del proprio valore (tendono a sopravvalutarsi). Tollerano poco le criti­che e facilmente arrivano ad adirarsi con chiunque osi criticarli, oppure possono apparire completamente indifferenti alle critiche. Seguono la propria strada e spesso sono persone molto ambiziose, deside­rose di fama e fortuna. Nella sfera sentimentale le persone narcisiste tendono ad avere relazioni superficiali e posso­no far arrabbiare gli altri perché essi rifiutano di obbedire alle regole convenzionali di comportamento. È comune una tendenza allo sfruttamento interpersonale. Non sono in grado di mostrare empatia, e fingono simpatia verso altre persone al solo scopo di raggiungere i loro fini egoistici. La loro autostima, contrariamente a quanto vogliano far credere, è molto fragile, e per questo motivo essi sono predisposti alla depressione. Le difficoltà interpersonali, il rifiuto, la perdita e i problemi lavorativi sono tra gli stress comunemente indotti dal comportamento dei soggetti narcisistici (sono forme di stress che riescono poco a controllare).

Lo psicologo può arrivare a una diagnosi di tale disturbo attraverso un processo di  diagnosi differenziale posta con i disturbi borderline, istrionico e antisociale di personalità, che spesso sono presenti in associazione al disturbo narcisistico di personalità. Con ciò si vuol dire che la diagnosi differenziale è spesso difficile. Alcuni esempi riguardano i pazienti con disturbo narcisistico di personalità, che  sono meno ansiosi di quelli con disturbo borderline di per­sonalità e la loro vita tende a essere meno caotica. È anche più probabile che i tentativi di suicidio siano associati ai sog­getti con disturbo borderline di personalità piuttosto che a quelli con disturbo narcisistico. Oppure gli individui con disturbo antisociale di personalità, che ad esempio hanno una storia di comportamento impulsivo, spesso associato ad abuso di alcool o di altre sostanze. I pazienti con disturbo istrionico di per­sonalità mostrano segni di esibizionismo e tendenza alla manipolazione interpersonale simili a quelli dei soggetti con di­sturbo narcisistico di personalità.

Nel disturbo narcisistico di personalità vi è un andamento cronico ed è difficile da trattare. Questi pazienti devono continuamente affrontare i colpi al loro narcisismo conseguenti al loro comportamento o alle esperienze della vita. Ad esempio nel caso della vec­chiaia, essa viene affrontata con difficoltà, poiché la persona narcisista da il massimo valore agli attributi della bellezza, della forza e della giovi­nezza, ai quali si aggrappa in modo inappropriato. Per­tanto i narcisisti possono essere più vulnerabili alle crisi della mezza età rispetto agli altri gruppi di Disturbi della Personalità.

Il modello freudiano del narcisismo è strettamente legato alla “teoria dell’istinto e delle pulsioni“. Secondo tale teoria, esistono due tipi di pulsione diverse: le pulsioni sessuali, che mirano alla conservazione della specie, e le pulsioni dell’Io, o di autoconservazione, per la preservazione dell’individuo. Di questa seconda categoria fa parte la libido, o pulsione sessuale. Essa opera tramite i cosiddetti investimenti libidici, che possono riguardare un oggetto (libido oggettuale, mediante cui l’individuo si relaziona con l’altro) o l’individuo stesso (libido dell’Io, che tende all’autoconservazione).

Nello sviluppo della libido è previsto uno stadio di autoerotismo, che si suddivide in due sottostadi: il primo è quello dell’autoerotismo vero e proprio o narcisistico, seguito lo stadio della scelta oggettuale, in cui le pulsioni trovano soddisfacimento in un oggetto al di fuori dell’individuo. Nel primo stadio, quello del narcisismo primario, le pulsioni trovano un primo oggetto adatto al loro soddisfacimento, ma non è ancora un oggetto esterno all’individuo, bensì è il suo Io stesso (Ego), che inizia proprio in quel momento a delinearsi: le pulsioni dell’Io e i desideri libidici non sono ancora separati le une dagli altri. Questa fase di organizzazione narcisistica, è molto forte e non si rinuncerà mai più interamente ad essa. Ciò significa che una certa dose di libido permarrà sempre nell’Io (libido dell’Io o libido narcisistica) e da essa stessa deriveranno i successivi investimenti oggettuali ad opera delle pulsioni sessuali (dette anche libido oggettuale). Una  caratteristica dello stadio narcisistico è l’onnipotenza delle azioni psichiche che deriva dal fatto che le pulsioni trovano nel soggetto stesso la loro fonte e il loro oggetto, che gli permette di raggiungere la meta (il modo per scaricare l’energia).

Dunque  ricapitolando, possiamo dire che esiste un investimento libidico originario dell’Io, di cui, in seguito, una parte viene ceduta agli oggetti, ma che in sostanza persiste e che attraverso gli investimenti d’oggetto arriva alla stessa relazione che un organismo ameboidale ha con gli pseudopodi che emette. Questo implica una contrapposizione tra libido oggettuale e libido dell’Io, per cui quanto più si impiega l’una tanto più si impoverisce l’altra (legge dei vasi comunicanti). Nella vita adulta, in situazioni di intolleranza alle frustrazione della realtà, la libido può essere reintroiettata e reinvestita sull’Io, creando uno stadio di narcisismo secondario, che è un aspetto caratteristico delle nevrosi narcisistiche, dette anche schizofrenia, in cui la libido non è più disponibile agli investimenti oggettuali; tali disturbi non possono quindi essere trattati con la psicoanalisi per l’incapacità di sviluppare un investimento sull’analista (transfert).

Un altro studioso, Kohut,  propone di sostituire la definizione di Freud di salute psichica intesa come la “capacità di amare e lavorare” con “l’individuo sano deve essere capace di amare e lavorare con successo“. Questa definizione offre al narcisismo la possibilità di essere considerato una parte integrante e fondamentale delle capacità e delle potenzialità positive e sane dell’individuo.

Kohut, sulla base di quanto affermato,  propone una rassegna dettagliata delle diverse forme del narcisismo, ed in particolare delle potenzialità e delle capacità che emergono dall’utilizzo, in circostanze ottimali, delle energie narcisistiche da parte dell’Io:

  • Esibizionismo:

L’esibizionismo (tipico nella fase dell’infanzia), può essere considerato come la principale dimensione narcisistica di tutte le pulsioni, come l’espressione di un’enfasi narcisistica sulla meta di una pulsione che mira come oggetto sul Sé. L’oggetto esterno è importante solo in quanto è invitato a partecipare al piacere narcisistico del bambino e quindi a confermarlo. Prima che la separazione psicologica si sia stabilita, il bambino sperimenta il piacere della madre nel suo intero Sé corporeo come parte del proprio apparato psicologico. Dopo la separazione psicologica, il bambino ha bisogno dell’approvazione della madre per conservare la diffusione di libido narcisistica che interessa ora, in sequenza, le funzioni e le attività principali delle differenti fasi maturative (esibizionismo anale, uretrale e fallico).

L’esibizionismo del bambino deve essere gradualmente desessualizzato e subordinato alle sue attività rivolte a una meta; ciò si raggiunge meglio attraverso le frustrazioni gradual,i accompagnate da sostegno amorevole, mentre i vari atteggiamenti manifesti e latenti di rifiuto o di eccessiva indulgenza costituiscono il terreno emotivo per una vasta gamma di disturbi. Parliamo di disturbi che vanno da un’ipocondria grave a forme lievi di difficoltà, causano, da un punto di vista metapsicologico, un aumento di tensione esibizionistica con modalità di scarica complete o aberranti: l’Io cerca di assicurarsi la partecipazione dell’oggetto nell’esibizionismo del Sé narcisistico, ma, dopo il rifiuto da parte dell’oggetto, la scarica libera di libido narcisistica viene a mancare; invece della conferma piacevole del valore, della bellezza e dell’amabilità del Sé, vi è una vergogna penosa.

  • Fantasia grandiosa:

Mentre i bisogni narcisistici vengono considerati l’aspetto pulsionale dominante del Sé narcisistico, la fantasia grandiosa ne è il contenuto ideativo. Anche in questo caso, essa è un aspetto che contribuisce alla salute o alla malattia, al successo dell’individuo o alla sua rovina. Ciò dipende dal grado di deistintualizzazione e dall’estensione della sua integrazione nei propositi realistici dell’Io.

In circostanze favorevoli, le forze neutralizzate, sia dell’esibizionismo che della fantasia grandiosa,  emanati dal Sé narcisistico, vengono gradualmente integrate nel tessuto dell’Io come sano godimento delle  attività e dei successi dell’individuo, e come senso adattivamente utile di disappunto, misto di rabbia e vergogna, per fallimenti e difetti.

  • Creatività:

La creatività in se stessa va considerata, secondo Kohut, come una delle trasformazioni del narcisismo. Nel lavoro creativo sono impiegate energie narcisistiche che sono state cambiate in una forma chiamata libido idealizzante (un oggetto investito di libido narcisistica viene incluso nel contesto del Sé).

L’individuo creativo, nell’arte come nella scienza, è meno separato psicologicamente dal suo ambiente dell’individuo non creativo; la barriera “Io-Tu” non è così chiaramente definita. In altre parole l’individuo creativo investe gli oggetti che ritiene significativi per il suo lavoro, di libido narcisistica-idealizzante.

  • Empatia:

L’empatia, come la definisce  Kohut , è lo strumento mediante il quale raccogliamo dati psicologici. Essa  deriva direttamente dall’organizzazione mentale precoce in cui i sentimenti, le azioni, il comportamento della madre, sono stai inclusi nel nostro Sé. Questa empatia primaria con la madre ci prepara a riconoscere il fatto che esperienze interne fondamentali degli altri sono in  larga misura simili alle nostre. Poiché forme non empatiche di conoscenza sono dominanti nell’adulto, l’emaptia deve essere raggiunta rapidamente nell’infanzia.

Va detto, inoltre, che all’uso dell’empatia si frappongono comunque numerosi ostacoli, specialmente per periodi prolungati (come nel caso della situazione analitica). In questi casi, gli ostacoli derivano principalmente da conflitti legati al rapportarsi ad un’altra persona in una modalità narcisistica. In questo senso l’addestramento all’empatia è un aspetto molto importante dell’educazione psicoanalitica, e mira appunto allo scioglimento delle posizioni narcisistiche e a rafforzare la capacità del trainee di impiegare gli investimenti narcisistici trasformati in osservazione empatica.

  • Accettazione della propria caducità:

Secondo Kohut l’accettazione incondizionata, intellettuale ed emotiva del fatto che noi stessi siamo transitori, e che il Sé investito di libido narcisistica è limitato nel tempo, non si basa semplicemente sulla vittoria della ragione autonoma e di una superiore obiettività sulle richieste del narcisismo, ma sulla creazione di una forma più elevata di narcisismo: un narcisismo cosmico che trascende i limiti dell’individuo.

  • Umorismo:

L’accettazione della propria provvisorietà e la solennità quasi religiosa del narcisismo cosmico hanno molto in comune con un ‘altra acquisizione unicamente umana: l’umorismo. Freud stesso aveva definito l’umorismo un trionfo del narcisismo, come l’affermazione vittoriosa dell’invulnerabilità dell’Io. L’umorismo e il narcisismo cosmico sono entrambi trasformazioni che aiutano l’uomo a raggiungere la padronanza sulle richieste del Sé narcisistico, cioè a tollerare il riconoscimento della propria finitezza o persino della propria fine imminente.

Il narcisismo cosmico e l’umorismo non si basano metapsicologicamente  sul disinvestimento del Sé mediante un frenetico iperinvestimento degli oggetti, ma sul disinvestimento del Sé narcisistico attraverso il riordinamento e la trasformazione della libido narcisistica. In tal senso, lo spazio dell’Io non viene ristretto, ma resta attivo e intenzionale. Tale riordinamento e trasformazione coincide con il trasferimento dell’investimento narcisistico dall’amato Sé agli ideali superindividuali e al mondo con cui si identifica.

  • Saggezza:

Né gli ideali, che sono più fortemente investiti nel periodo della gioventù, né la capacità di umorismo, né l’accettazione della caducità (raggiunta di solito in tarda età) , sono sufficienti da soli a caratterizzare la saggezza. Il raggiungimento di essa è quindi riservato solo alle fasi più tardive della vita.

La saggezza va oltre la sfera cognitiva, sebbene, naturalmente, la includa. Essa può essere definita come un atteggiamento stabile della personalità verso la vita e verso il mondo, formato mediante l’integrazione della funzione cognitiva con l’umorismo, l’accettazione della caducità, e un sistema di valori  saldamente investito: la padronanza finale dell’Io sul Sé narcisistico.

Questa analisi delle forme e delle trasformazioni adattive del narcisismo permettono a Kohut di introdurre un nuovo concetto: il  sano narcisismo.

Il sano narcisismo secondo questa teoria è legato direttamente all’autostima e alla capacità di  sviluppare in pieno le potenzialità e le capacità dell’individuo. Secondo questa nuova teoria, oggi sempre più condivisa, la salute mentale non può essere considerata solo come assenza di malattia.

Con ciò si vuole intendere che il narcisismo all’interno della psicologia del Sé assume il ruolo di protagonista non solo nella patologia, ma anche nella  salute psichica; lo stesso complesso di Edipo in questo contesto assume un nuovo ruolo. Quando è vissuto in modo non patologico rappresenta una tappa fondamentale dello sviluppo sano del Sé, in cui il bambino sperimenta con gioia l’ammirazione dei genitori per i suoi progressi  verso un funzionamento del Sé più maturo e integrato.

L’analisi psicologica e clinica del narcisismo ci portano ad evidenziare come la vita sociale sia fortemente condizionata dai bisogni egoistici di quell’animale sociale che è l’Uomo.







Lascia un Commento

*