Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Le persone più felici sembrano essere quelle che non hanno motivi particolari per essere felici se non quello stesso di esserlo. William Ralph Inge
Viagra online

Il Disturbo Borderline di Personalità Fattori evolutivi nel disturbo borderline di personalità (una lettura Analitico Transazionale)

category Disturbi e patologie Teresita Forlano 30 Marzo 2011 | 5,582 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Martin D. Haykin in “Type Casting”, articolo comparso su Transational Analysis Journal nel 1980, affronta l’influenza delle esperienze infantili precoci sulla struttura dello stato dell’Io Bambino, ponendo a confronto la letteratura contemporanea sui disordini di personalità con le teorie berniane e postberniane. Per la comprensione patogenetica del disturbo borderline di personalità, bisogna far riferimento alla “nascita psicologica del bambino” della Mahler, cui fanno riferimento gli studi di James Masterson, Otto Kernberg, H. Kout e di M.D. Haykin.

La nascita psicologica è cronologicamente posteriore a quella anagrafica. Il neonato viene al mondo con un Io potenziale che non va considerato come una “tabula rasa” perché capace di selezionare particolari esperienze in virtù di meccanismi biologicamente determinati. Ciò è in accordo con la visione di Melanie Klein di un Io sufficiente per sentire l’ansia, per usare meccanismi di difesa e per formare primitive relazioni oggettuali, fantasticate o reali. Heinz Hartmann parlò di matrice indifferenziata (il bambino nasce con apparati innati di autonomia primaria ed incontra un ambiente per lo più costituito dalla madre). Solo intorno ai 9 mesi il bambino ha la percezione di esistere, con la formazione di un Io rudimentale.

Miglionico e Novellino rileggono con Haykin le fasi della Mahler integrando la psicologia berniana con la teoria psicodinamica delle relazioni oggettuali (Haykin, 1980; Novellino, Miglionico, 1987a, b). La fase autistica vede la formazione più primitiva di relazioni oggettuali attraverso l’introiezione di oggetti parziali (Kohut) quali il capezzolo, la sensazione termicotattile del contatto, il volto della madre: il bambino è soggetto a stimolazioni fisiologiche e tende all’omeostasi dei propri bisogni, non riconosce un oggetto esterno (dopo il 1° mese vi è una tenue sensazione che esiste « qualcosa » di esterno che fornisce cure).

La fase simbiotica: inizia con la comparsa del sorriso aspecifico, legato al soddisfacimento del bisogno, e l’acquisizione del tono muscolare del collo che gli consentono di seguire visivamente il volto della madre. Anche se vagamente consapevole della madre come oggetto separato, egli esperisce la diade madre-bambino come un’unità duale, piuttosto come due persone distinte.

Con la fase della separazione/individuazione il bambino esce gradualmente dalla simbiosi iniziando l’esplorazione e l’avventura che gli derivano dal potere della locomozione: cammina strisciando o carponi verso i 9 mesi e verso i 13-14 da solo, non sorretto. È una fase delicata per la patologia di “confine”.

 

I Stadio                    Fase autistica                                                 (0- 2 mesi)
II Stadio                   Fase simbiotica                                             (1- 7 mesi)
III Stadio                 Fase della separazione/individuazione          (5- 24 mesi) 

subfasi:

differenziazione                                    (5-10 mesi)

sperimentazione                                   (9- 15 mesi)

riavvicinamento                                  (15- 24 mesi)

IV Stadio               Fase della costanza dell’oggetto                    (22- 36 mesi)
V Stadio                          diade → triade edipica

 

Nella prima subfase detta di differenziazione (5-10 mesi) si assiste all’uscita del bambino dal suo guscio psichico che ha una rispondenza biologica nell’apertura del sistema percezione-coscienza; rotta la barriera autistica il bambino comincia a differenziare il suo soma da quello materno ed utilizza quello materno come punto di riferimento.

Già nella subfase della sperimentazione (9-15 mesi) il bambino pur esplorando eccitato, torna alla madre per verificarne la presenza protettiva. L’esplorazione è l’attività precipua del bambino e traspare un’onnipotenza nella libertà (nel comportamento è ravvisabile l’inizio strutturale del Piccolo Professore o A1 ).

Gli oggetti parziali introiettati sono osservabili come introiezioni buone e cattive

(Io scisso). Quando il bambino diventa consapevole della minaccia di separazione dalla madre si delinea la crisi di riavvicinamento e il bambino ritorna alla madre per controllare se è un oggetto costante e fidato. Haykin dice che se la madre si rivela disponibile nella mediazione tra il bisogno di riferimento e bisogno di crescita autonoma, permette il superamento della crisi.

Il bambino introietta l’immagine della madre “buona” e raggiunge la costanza dell’oggetto (terzo anno di vita) ovvero la sicurezza interna fornita dalla capacità di energizzare un’immagine materna sufficientemente buona. G1+ e G1- (Genitore buono e Genitore cattivo) si fondono in G1 (figura Genitore intera) e la struttura scissa dell’Io si fonde sicché il bambino contiene ora oggetti in modo ambivalente, cioè sperimenta il buono e il cattivo nella medesima persona e neutralizza gli attributi cattivi occupandosene (amandoli)  (Haykin).

Dopo il superamento della crisi di riavvicinamento lo stato dell’Io Bambino è completamente strutturato ed avviene la scoperta del padre: la diade si avvia verso la triade edipica. L’Edipo, secondo i recenti sviluppi della psicologia dell’Io, è un conflitto tra le varie parti; la psicologia del Sé (Kout) vede il periodo edipico più come una sorgente di forza potenziale che di potenziale debolezza. Risolto tale conflitto, avvengono l’introiezione e la formazione del padre.

I fallimenti del processo di separazione-individuazione determinano le strutture scisse dell’Io delle personalità borderline. Tali eventi di arresto condizionano pesantemente le tappe evolutive successive.

 

 

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

 

● In questa prospettiva, nel caso del disturbo borderline, può esservi una disfunzione personologica di tipo pre-edipico sull’asse psicoevolutivo, caratterizzato da un arresto più o meno precoce nella fase di individuazione- separazione.

 

 

A cura della Dott.sa Teresita Forlano

Psicologa Clinica e di Comunità

Psicoterapeuta in supervisione a orientamento

Gestaltico e Analitico Transazionale.







Lascia un Commento

*