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Il circolo vizioso della paura

category Disturbi e patologie Silvia Ghini 13 Novembre 2012 | 3,137 letture | Stampa articolo |
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Tutti noi abbiamo delle paure che sono state create dall’ambiente familiare, dal proprio sistema di valori e dalle esperienze di vita; il problema insorge quando continuamente, quotidianamente, attraverso le prove che affrontiamo nella nostra vita, dimostriamo a noi stessi che i nostri timori sono fondati e concreti: ci ritroviamo così, nostro malgrado, intrappolati in una spirale dalla quale non riusciamo più ad uscire!

Come è possibile questo?

Perché le esperienze che viviamo sembrano dare ragione ai nostri “demoni” interni?

Allora facciamo bene ad avere paura?

Il meccanismo di questo ingranaggio perverso è sempre lo stesso:

  1. Accade qualcosa che fa scatenare in noi la paura (evento scatenante) che qualcuno possa pensare che abbiamo un grosso difetto/debolezza (aspettative negative) ; per evitare questo il corpo si prepara ad affrontare l’emergenza e innesca tutti i sintomi fisici caratteristici dell’ansia (sudorazione, tachicardia, nausea, pallore…).
  2. La reazione all’ansia ci fa compiere un’azione, spesso inconscia, volta ad evitare che si verifichi l’evento temuto (fallimento della prestazione). Purtroppo, però, di solito si adottano comportamenti che servono solo a confermare le proprie peggiori paure (la cosiddetta profezia che si autoavvera)!
  3. Quando ci rendiamo conto di non aver evitato ciò che più temevamo iniziamo a provare sgradevoli sensazioni negative, di colpa, vergogna, disagio per non essere stati all’altezza della situazione.  Di conseguenza iniziamo ad avere pensieri negativi e disfunzionali (autovalutazione negativa) che ci portano a credere di essere una persona incapace e di non essere in grado di combinare nulla (crollo dell’autostima).
  4. Troviamo un modo per attenuare questa sensazione negativa di disagio e sofferenza emotiva: spesso la soluzione che la mente trova per sfuggire al dolore psicologico si traduce in comportamenti autodistruttivi (mangiare senza ritegno, isolarsi, giocare d’azzardo, bere troppo).

 

Il comportamento autodistruttivo, però, sortisce solo un temporaneo effetto anestetico, ma non porta a capire la motivazione dello stesso né può dare sollievo duraturo  o soluzione al nostro problema, anzi, ci fa tornare al punto di partenza, e la ruota del circolo vizioso ricomincia a girare.

Per scendere dalla ruota è necessario capire cosa scatena il circolo vizioso.

Se, per esempio, credi che il tuo problema sia la dipendenza da nicotina, e quindi dalle sigarette, proverai tutti i sistemi per riuscire a smettere di fumare. Ma, anche se riuscirai per un periodo a smettere, ti ritroverai  in futuro a ricorrere alla nicotina per aggirare la sensazione sgradevole di sentirti….come?

Qual’è il difetto o l’insicurezza che non vorresti gli altri vedessero in te?

Qual’è la paura che fa scattare il tuo circolo vizioso?

Soltanto quando capirai la paura sottostante riuscirai a smettere definitivamente di fumare o di mangiare in modo eccessivo o di bere…perché sarai in grado di bloccare il circolo vizioso della tua paura.

Il momento giusto per lasciare andare le paure non esiste, perciò inizia adesso, ovunque tu sia e qualunque cosa stia facendo.

 







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