Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all’altezza. Friedrich Nietzsche
Viagra online

I disturbi d’ansia nell’infanzia

category Disturbi e patologie Letizia Attanasio 11 Novembre 2010 | 3,517 letture | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

I bambini, a causa del loro sviluppo cognitivo incompleto, trovano spesso difficile distinguere il reale dall’immaginario sviluppando timori per oggetti o situazioni non obiettivamente pericolosi. Molte delle paure dei bambini sono dunque tipiche in certe età e possono essere considerate normali in quel periodo: intensi stimoli sensoriali nella prima infanzia (ad es. forti rumori improvvisi); la paura degli estranei nel secondo semestre di vita; gli incubi notturni tra i 18-20 mesi; la paura dei grossi animali domestici dopo i 2 anni e dei piccoli animali intorno ai 4-6 anni; la paura del buio e di immagini frutto di fantasia (fantasmi, mostri, ladri) intorno ai 3-4 anni. Altri tipi di paure insorgono dai 6 anni in poi, tra le più comuni ci sono la paura della propria inadeguatezza (fare brutta figura, sbagliare o non riuscire) e la paura di essere rifutati.

Il fatto che determinate paure siano tipiche di una certa età non significa comunque che esse debbano manifestarsi in tutti i bambini. Esistono infatti differenze individuali, quali il temperamento, l’educazione e le esperienze personali, che possono influenzare sia il manifestarsi delle reazioni di paura che la loro tipologia.

Solo se si tratta di paure che persistono nel tempo, molto frequenti e intense, possiamo parlare di un’ansia patologica. Da un punto di vista fisico, i sintomi più frequenti sono palpitazioni, tremori, vampate, mal di testa e senso di soffocamento.

Spesso i disturbi d’ansia sono in comorbilità tra loro o col disturbo dell’umore o con quello da deficit di attenzione/iperattività. Più frequente è il rischio di sviluppare un disturbo d’ansia in età adulta quando esso si presenta nell’infanzia o nell’adolescenza, soprattutto se non curato.

Disturbo d’ansia di separazione

Il bambino manifesta un’ansia eccessiva quando si deve separare da qualcuno della famiglia a cui è profondamente legato (in genere la madre). Questo stato d’ansia deve essere inadeguato al livello di sviluppo del bambino, in quanto è abbastanza normale che si manifesti intorno ai 2 anni di età. Il bambino inoltre esprime paure irrealistiche e persistenti riguardo al verificarsi di eventi catastrofici che lo possano separare per sempre dai genitori (teme che i genitori si ammalino e muioano o che scompaiano in qualche modo); teme di essere ucciso o rapito o di incorrere in qualche grave malattia o incidente se lontano dai genitori; evita di rimanere da solo anche per pochi minuti e può rifiutarsi di andare a letto se non rimane con lui un genitore; può rifiutarsi di andare a scuola perché non vuole staccarsi dai genitori; quando si trovano separati dai genitori o nell’imminenza di tale separazione, possono accusare mal di testa, vomito, dolori addominali, mal di stomaco.

L’esordio del disturbo si verifica spesso durante la scuola materna o comunque prima dei 18 anni e il disturbo può protarsi per molti anni, con periodi di remissione e di esacerbazione della sintomatologia, fino a sfociare in un disturbo da panico in età adulta. E’ spesso associato ad ansia sociale o a depressione.

Disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo si manifesta con un’ansia eccessiva, irrealistica e pervasiva, non collegabile a particolari stimoli o eventi. Sovente l’ansia è associata a sintomi somatici come mal di pancia e mal di testa e si presenta di frequente in previsione di eventi che richiedono un giudizio o una valutazione (ad es. visite mediche, verifiche scolastiche, gare sportive, un’interazione tra amici).

Il tipo di preoccupazioni che in genere affliggono questi bambini (ad esempio il timore di aver sbagliato qualcosa , di essere arrivati tardi, di non essersi comportati bene) possono dare l’impressione di una certa maturità, che può essere valutata positivamente dall’adulto se non si riesce a cogliere lo stress e la sofferenza che la sottendeno.

Questo disturbo è spesso accompagnato da altri disturbi d’ansia, o da disturbi depressivi, o dal disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Fobie specifiche

Una serie di paure fanno parte dello sviluppo di ogni bambino, anche se generalmente la presenza rassicurante della madre o l’adozione di qualche semplice strategia consentono una loro risoluzione o una buona tolleranza, e si estinguono nel tempo.

Si configura come un disturbo quando la paura nei confronti di oggetti, animali o situazioni è persistente ed eccessiva interferendo col funzionamento normale del bambino e la vita dei familiari. Le fobie più frequenti tra i bambini riguardano gli animali o fenomeni e dati ambientali come il temporale e le altezze, possono anche riguardare situazioni specifiche come lo stare in autobus o in ascensore, o anche l’addormentarsi quando viene notte.

Fobia sociale

Eccessiva timidezza nei confronti di situazioni e persone nuove o poco familiari. I bambini tendono ad evitare il contatto con persone con cui non hanno confidenza, ma interagiscono volentieri con persone che conoscono bene, quali i membri della propria famiglia o qualche amico. Tale paura si manifesta con gli adulti e/o i coetanei e c’è il costante timore di dire o fare cose che possono risultare umilianti o imbarazzanti e di essere giudicati male.

Tipicamente questi bambini non vogliono partecipare a giochi, feste o attività sportive; a scuola durante la ricreazione se ne stanno in disparte; provano ansia se devono leggere in classe o scrivere alla lavagna sotto gli occhi dei compagni; hanno difficoltà a parlare in pubblico o in gruppo di coetanei e a mangiare davanti agli altri (ad es. alla mensa scolastica); se vanno ai giardini pubblici giocano da soli anziché unirsi agli altri bambini; vorrebbero farsi degli amici ma pensano che gli altri non abbiano i loro stessi interessi, che non li notino neanche o che li evitino apposta, o che possano in qualche modo danneggiarli.

La fobia sociale insorge spesso in età adolescenziale ed è spesso accompagnata da altri disturbi d’ansia e sintomi depressivi, in particolare disturbi del sonno e dell’alimentazione.

Disturbo da rivalità tra fratelli

La maggior parte dei bambini mostrano un certo grado di gelosia a seguito della nascita di un fratello di poco più piccolo. Il bambino più grande può sentirsi messo da parte e sostituito dal nuovo arrivato che in quanto più bisognoso di cure è spesso al centro dell’attenzione genitoriale. Comportamenti ostili ed aggressivi nei confronti del fratello, regressioni in alcune abilità già consolidate (ad es. il ritorno ad un linguaggio infantile, la perdita del controllo sfinterico, ecc.), eccessiva dipendenza, isolamento, tristezza, continue richieste di attenzione, sono alcune possibili manifestazioni delle difficoltà del bambino ad affronatare il cambiamento avvenuto in famiglia.

Se ben gestite dai genitori queste problematiche tendono a risolversi nel giro di qualche mese. Il disturbo si configura solo se la gelosia è particolarmente intensa e perdura nel tempo o è associata a problemi nell’interazione sociale.

Disturbo ossessivo compulsivo

Ossessioni e compulsioni (vedi Disturbo Ossessivo Compulsivo nella sezione “Adulti”) sono presenti in misura sufficientemente intensa da interferire con la normale routine di vita del bambino, o del ragazzo.

A differenza degli adulti e degli adolescenti, per i bambini è possibile fare diagnosi di questo disturbo anche in assenza della chiara consapevolezza, da parte loro, che ossessioni e compulsioni sono irragionevoli.

Nei bambini e negli adolescenti il disturbo è spesso centrato sui rituali dell’addormentamento e associato con pensieri di morte. I temi più ricorrenti dei pensieri ossessivi sono la contaminazione, l’aggressività (pensieri intrusivi di far male a qualcuno), la sessualità vissuta come sporca e proibita, la scrupolisità e la religiosità eccessive. Mentre le compulsioni sono spesso centrate sul lavare e il controllare soprattutto, poi anche il toccare, il contare, l’ordinare, l’accumulare e il pregare.

La precisione ossessiva può essere causa di un’esasperata lentezza anche nello svolgimento di attività semplici con ripercussioni sovente sul rendimento scolastico.

Spesso questi bambini e ragazzi hanno un elevato stato d’ansia e sintomi depressivi secondari poiché la loro vita è appesantita dalle continue preoccupazioni e dal senso di impotenza connesso ai sintomi ossessivi. Il disturbo può avere caratteristiche di maggiore o minore gravità e potrebbe evolvere in alcuni casi in un disturbo psicotico.







Lascia un Commento

*