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Disturbo Post-traumatico da Stress e violenza

category Disturbi e patologie Tiziana Corazzini 23 Febbraio 2009 | 6,676 letture | Stampa articolo |
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In campo scientifico, secondo il D.S.M. IV, il Disturbo Post-traumatico da Stress comprende un insieme di sintomi conseguenti all’esposizione di un evento traumatico, dove per trauma si intende un’esperienza che mette acutamente il soggetto nell condizione di percepire sè stesso o un’altra persona, minacciata nella sua integrità fisica ed è impotente nel sottrarsi ad essa.

Tra le esperienze traumatiche vissute in prima persona dal soggetto, sono annoverate : l’aggressione personale violenta ( es: violenza sessuale, fisica), diagnosi di grave malattia, gravi incidenti , catastrofi naturali.

Tra quelle vissute come testimone : ‘ l’osservare il ferimento grave o la morte innaturale di un’altra persona dovute ad un assalto violento …’(1), gravi incidenti.

A seguito del trauma la persona può presentare dei sintomi, alcuni dei quali possono essere : la tendenza a rivivere con sogni o ricordi l’esperienza traumatica, amnesia di parti dell’evento, il disinteresse per attività prima preferite ,il distacco emotivo-affettivo nei confronti delle persone; o un continuo stato d’allarme o d’ansia, disturbi del sonno, ed altri .

Anche se la persona non presenta il quadro sintomatologico che porta a formulare la diagnosi ben definita di Disturbo post-traumatico da Stress, la presenza di uno o più disturbi possono tuttavia causare nella persona disagi psico-comportamentali  nella sua sfera personale, sociale o lavorativa.

Inoltre l’evento traumatico coinvolge la persona nella sua totalità psico-fisica : percezione di pericolo della propria integrità e mobilitazione di tutte le sue energie fisiche disponibili. Questi  aspetti ultimi, però, variano secondo l’età e il conseguente livello di funzionamento mentale raggiunto dal soggetto; ossia , il modo di percepire l’evento traumatico, l’impossibilità ad evitarlo ed il modo di risposta ad esso, dipendono dal grado di maturità raggiunto dalle strutture cognitive dell’individuo (2).

Questo significa che l’impatto del trauma è diverso nel bambino, le cui operazioni mentali sono ancora legate alle attività concrete e corporee, rispetto al ragazzo o all’adulto capace di pensiero astratto, e quindi di maggiore elaborazione : ci sarà rispettivamente una minore o maggiore capacità a percepire in maniera oggettiva l’evento, una maggiore o minore percezione d’impotenza a controllarlo e un maggiore o minore vissuto dell’evento – trauma a livello corporeo.

In particolare, l’adulto, che ha subito un trauma di natura sessuale in età infantile, può presentare una sintomatologia più complessa, caratterizzata ad esempio da sensi di colpa, difficoltà di controllo della propria aggressività diretta sia verso di sè che gli altri; disturbi nella sfera sessuale : frigidità nella donna o impotenza nell’uomo, ipersessualità; a livello relazionale: assenza di fiducia, evitamento.

Il complesso fenomeno della violenza nelle sue modalità: sessuale, fisica, psicologica, sembra essere ancora un fenomeno sommerso perchè  chi ne è vittima vive spesso drammaticamente nella sua solitudine, paura o senso di vergogna la sofferenza e i disagi che essa può causare.

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(1)   DSM  IV ‘Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali’, American Psychiatric Association, ed. Masson,Milano 1996.

(2)   Rivista Sperimentale di Freniatria, “Abuso infantile, sintomi dissociativi e fenomeni ipnotici :mappe antiche tesori nuovi” di A. Pennati, Fascicolo 1, 1994.







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