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Disturbi alimentari e ragazze allo specchio

category Disturbi e patologie Maria Anna Formisano 22 Maggio 2011 | 2,458 letture | Stampa articolo |
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L´adolescenza sia per le femmine sia per i maschi  emerge come stadio antropologico, con la fase puberale e con le trasformazioni fisiologiche ad essa connesse, cui si accosta un’alterazione introspettiva, che genera una solitudine esistenziale, con senso di smarrimento e vuoto interiore. L’adolescente  si dirige alla ricerca di quel senso di “happiness”, mediante la rottura di obsoleti schemi generazionali e la realizzazione di nuovi equilibri. Le sfilate di moda caratterizzate dall’esibizione di corpi filiformi, potrebbero conquistare la mente delle ragazze, tuttavia,  non sempre è così.  I   disturbi del comportamento alimentare,spesso, sono causate da preesistenti situazione di sofferenza,disagio e inquietudine. E’  fondamentale pertanto cogliere i  primi segnali che trovano il punto focale nell’ inaugurazione di un nuovo regime alimentare dimagrante. Gli strumenti che sono utilizzati dalle ragazze[1] utilizzati possono essere tanti,ma due sicuramente presenti sempre: la bilancia e lo specchio.  La  bilancia  ispeziona le calorie e lo specchio, dinanzi  al quale il corpo appare appesantito  non sufficientemente esile e delicato, ma goffo e ridicolo; per tali motivi è assolutamente necessario dimagrire. Ed è così questo rapporto mente –corpo diventa conflittuale: l’amore per il cibo e l’ angoscia di ingrassare..

Alcuni dei tratti tipici comportamentali del soggetto affetto da anoressia sono:
•il vomito autoprocurato
• la coalizione con la bilancia
• la previsione delle calorie
• gli attacchi di lacrime
• il desiderio di scomparire fisicamente
• l’alleanza con lo specchio
• l’uso di diuretici
• lo sguardo rivolto a immagini longilinee
• il ripetere a se stessa e agli altri :sono brutta e grassa
• il ripetere a se stessa: sono cattiva e mi disprezzo,perché mangio tanto
• il desiderio di autopunirsi con lunghi digiuni
Purtroppo, l’anoressia influenza i pensieri, i ragionamenti delle sue vittime  impadronendosi delle loro vite, fino a congiungersi sfrenatamente con le loro identità. Le ragazze non vanno condannate o recluse in casa, ma aiutate ad accettare le inadeguatezze del corpo quali aspetti singolari dell’uomo. L’associazione di una terapia cognitivo-comportamentale ad  una nutrizionale può rappresentare il primo passo per scoprire  per poi rimuovere  i fattori eziologici endogeni o esogeni.


[1] Si preferisce utilizzare il termine ragazze perché il fenomeno in percentuale interessa maggiormente le femmine







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