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Dare voce al silenzio: un obiettivo condiviso dalle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 24 Febbraio 2009 | 6,073 letture | Stampa articolo |
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Le potenzialità aggregative del web risultano  funzionali anche  ai bisogni delle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo, disordine infantile della personalità, dovuto all’ansia, caratterizzato da una incapacità del bambino di parlare in varie situazioni sociali.

Molte  caratteristiche distintive del comportamento che i bambini con comportamento inibito presentano(come una certa inibizione a parlare in pubblico) vengono attribuite da alcuni studiosi ( Shifon-Blum e Coll.) ad una  soglia  di eccitabilità dell’amigdala,  più bassa rispetto ai soggetti che non hanno questo disturbo.

I contesti sociali in cui i bambini con MS  non si sentono tranquilli sono: la scuola, i centri ricreativi in cui si organizzano delle feste, i parchi dove si incontrano altri coetanei, etc…

Il problema ansioso che si manifesta con le caratteristiche proprie del Mutismo Selettivo non ha prodotto in Italia un’ ampia letteratura clinica, per questo, i genitori dei bambini colpiti   trovano un canale di sfogo sui blog, dove pongono domande, raccontano la loro esperienza  e dispensano consigli su come affrontare le tipiche problematiche che caratterizzano questo disturbo.

Gradualmente si sono aggiunti sempre più utenti, e gli ideatori di questi spazi virtuali hanno compreso che si sarebbe creato un gruppo sempre più ampio.

Sono nate  delle relazioni di amicizia, che, per alcuni utenti,  non sono rimaste virtuali.

Il legame di aiuto, che si è instaurato, è  riuscito ad apportare dei benefici allo stato d’animo di tutti i partecipanti..

Oltre a contenere  notizie sui casi di mutismo che si sono risolti nel mondo e sugli studi scientifici di alcuni studiosi, questi blog  consentono l’accesso a  forum  per  genitori che convivono da tempo con il silenzio selettivo del loro bambino e che desiderano raccontare le personali vicissitudini attraversate nel percorso di cura di questo disturbo.

Tra i vari racconti spiccano quelli di alcuni genitori che hanno visto  il proprio bambino aprirsi all’uso del linguaggio verbale con persone diverse dai  familiari, in seguito al cambiamento  di Istituto scolastico, e che  attribuiscono  tale  progresso ad una maggiore serenità  da egli riscontrata nella nuova Scuola.

Sempre su questi forum, altri  genitori raccontano di aver attribuito  alla precoce partecipazione del loro bambino ad attività sportive esterne alla scuola, uno dei motivi  che può avergli  favorito l’uscita dal  silenzio.

A proposito dei casi, in cui bambini con MS riescono a sbloccarsi  partecipando ad attività  ludico/sportive extrascolastiche, lo sblocco si potrebbe collegare ad una maggiore sensazione di fiducia personale che questi proverebbero quando giocano con coetanei che non conoscono il loro disturbo ansioso, rispetto a quando si trovano in contesti in cui sono marchiati di avere  il ” problema” e  mostrano  attenzione solo agli osservatori esterni anziché alla loro effettiva prestazione nel gioco.

Invece, nel gioco con i coetanei, assieme ai quali vogliono raggiungere un obiettivo comune

( segnare dei punti..,vincere..), questi bimbi  riescono a concentrarsi esclusivamente sulla   propria prestazione affinché porti vantaggio alla  squadra di appartenenza e quasi per nulla tendono a frenare  le proprie azioni  pur muovendosi di fronte ad un pubblico vasto.

Questi due  aspetti  li aiuterebbero a non vivere il problema  ansioso  durante l’attività extra-scolastica, ecco perchè, mentre si svolge, si lascerebbero andare alla comunicazione verbale

( M. Scorpiniti).

L’esclusione dalla comunicazione verbale di persone estranee al proprio ambito familiare, da parte dei soggetti con MS, crea un certo grado di preoccupazione e sconforto nei loro genitori. La notizia, rintracciabile su questi blog, che altri bambini con MS sono riusciti a parlare fuori dalla famiglia, può riportare l’entusiasmo in tutti quegli utenti che sperano in una guarigione del proprio bambino.

Tra gli obiettivi di questi spazi on-line vi è dunque quello di offrire un’ ampia possibilità di comunicazione e di scambio di informazioni sul disturbo,  ma anche quello di far rinascere, tra gli utenti, la speranza di far uscire il proprio familiare dal blocco emotivo che lo limita nell’uso della parola.

Si tratta di un canale rivolto, comunque, non solo ai genitori coinvolti, ma a chiunque si interessi a questo argomento e voglia documentarsi o fornire ulteriori contributi.

Probabilmente, molte  famiglie, non sanno dell’esistenza di questi gruppi. Tuttavia, questi ultimi, sarebbero loro utili a non smarrire la fiducia nella possibilità di superare il disturbo.

Obiettivi  più specifici di questi blog sono:-  favorire in Italia una maggiore ricerca scientifica sul Mutismo Selettivo; – creare un’ associazione  composta da  genitori di bambini che soffrono di questa difficoltà.

Anche in Francia esiste un gruppo  che gestisce  un  intero sito  dedicato al  Mutismo Selettivo,  in cui viene messo a   disposizione delle famiglie che vivono tale problematica, un forum che consente loro di confrontarsi sul tipo di cura utilizzata. In questo sito sono reperibili, inoltre, nuovi studi sull’argomento che potrebbero essere tradotti in varie lingue per una loro maggiore diffusione.

La condivisione delle esperienze di  successo nella cura del Mutismo Selettivo  e la raccolta  dei lavori di ricerca internazionale, pubblicati sui blog, offrono sicuramente un’idea dell’impegno che questi genitori stanno riservando al fine di  realizzare il risultato di far uscire dal silenzio i loro piccoli cari.

In conclusione, un disturbo  come il Mutismo Selettivo, poco conosciuto dalla ricerca, solo qualche anno fa,  può oggi essere affrontato con minori  perplessità dai medici, ma anche dalle famiglie dei bambini colpiti, poiché, nuovi  studi ne stanno  favorendo la conoscenza  e hanno   reso evidenti  alcune esperienze di risoluzione del sintomo che costituiscono fonti rilevanti dalle quali attingere per far progredire la ricerca in materia.

riferimento bibliografico per citare questa fonte:

Scorpiniti, M. (2009)

Dare voce al silenzio:

un obiettivo condiviso dalle famiglie

dei bambini con Mutismo Selettivo.

web.i2000net.it/mscorpinitipsicologo/

Roma, 21/2/2009

Bibliografia di riferimento

A. C. Guyton. Neuroscienze – Basi di Neuroanatomia e Neurofisiologia.

E. Shipon-Blum, Compredere il “mutismo selettivo”- Una guida per aiutare gli insegnanti a capire.

( http://www.selectivemutism.org)

M.Scorpiniti, Un disturbo d’ansia dell’età evolutiva: il Mutismo Selettivo, Novembre 2008

web.i2000net.it/mscorpinitipsicologo/ )

http://www.affrontalansia.blogspot.com/

http://www.ilfarodellavita.com/

http://www.mutismoselettivoblog.net/

http://www.nienteansia.it/forum/







3 Commenti a “Dare voce al silenzio: un obiettivo condiviso dalle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo”

  1. Domenico

    Speriamo che questo articolo possa essere utile a quei genitori che non sanno che esistono associazioni che si impegnano per superare il M.S.

  2. AIMUSE

    Grazie.

    http://WWW.AIMUSE.IT
    associazione italiana mutismo selettivo
    - onlus -

  3. Dott.ssa Margherita

    Vorrei ringraziare la Signora Loredana Pilati e il suo blog sul Mutismo Selettivo che ispirarono il mio articolo. L’associazione A.I.Mu.Se., costituitasi da poco come spontanea iniziativa del blog , http://www.mutismoselettivoblog.net/
    intende diffondere la conoscenza del Mutismo Selettivo su tutto il territorio nazionale, attivando delle strategie mirate, affinché i bambini che ne soffrono vengano salvati da diagnosi errate e da terapie inadeguate.
    Un saluto a tutti i membri dell\’associazione.

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