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Cos’è la tricotillomania

category Disturbi e patologie Alessandra Paulillo 28 Febbraio 2011 | 17,955 letture | Stampa articolo |
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Il termine ‘Tricotillomania’ fu introdotto da Hallopeau nel 1889 per definire “un’abitudine compulsiva che induce a strapparsi ripetutamente peli o capelli”

Rientra nei disturbi del controllo degli impulsi, la cui caratteristica principale consiste nell’incapacità da parte di chi ne soffre di resistere ad un impulso, ad un desiderio impellente o alla tentazione di compiere un’azione pericolosa per sè o per gli altri. Come in tutte le azioni coatte, il soggetto si sente infatti  come costretto a questo tipo di comportamento, pur riconoscendone l’assurdità. L’attuazione di questo rito, infatti, consente di tenere sotto  controllo l’ansia crescente, mentre il tentativo di resistervi determina un forte aumento dello stato ansioso. Vi è poi una sensazione di gratificazione, di piacere, di sollievo mentre si compie l’atto compulsivo.

Insieme alla Tricotillomania, possono manifestarsi comportamenti quali l’esplorazione della radice dei capelli, il loro attorcigliamento, l’inserimento della ciocca tra i denti fino al suo ingerimento. Quest’ultimo, denominato ‘Tricofagia’  può causare la presenza di tricozoari (masse tondeggianti di capelli) che possono comportare dolore addominale, ematemesi, ostruzione intestinale e perfino perforazione.

I capelli  sono sovente strappati distrattamente, mentre si è coinvolti in un’altra attività, mentre si legge, si parla al telefono, si guida o si guarda la televisione. Ci possono essere anche momenti della giornata nei quali il rischio è maggiore. Per molte, avviene la sera, o tardi la notte, quando sono sole, stanche, o mentre stanno cercando di addormentarsi.

Lo strappamento dei capelli non si manifesta mai in presenza di altre persone, anche di parenti stretti, e le situazioni sociali, per questo motivo, sono talvolta evitate. I soggetti comunemente negano la loro abitudine e occultano o camuffano l’alopecia che ne risulta.

Sebbene in passato si pensasse che la Tricotillomania fosse una condizione rara attualmente si ritiene che si manifesti con maggiore frequenza. Secondo le stime attuali, il disturbo negli Stati Uniti colpisce dai 6 ai 9 milioni di abitanti.

L’esordio avviene spesso verso gli 11-12 anni di età e presenta un decorso variegato: lo strappo dei capelli può essere infatti transitorio, episodico o continuo e la sua intensità può variare.Può avvenire in brevi periodi di tempo sparsi durante la giornata o in periodi più prolungati che possono durare ore. Possono passare settimane o mesi nei quali la

persona può essere quasi o completamente libera dal disturbo, per poi ricadervi all’improvviso e senza apparenti spiegazioni.

Anche nei periodi nei quali il disturbo è tenuto maggiormente sotto controllo, sono spesso presenti cali dell’umore ingiustificati e prolungati, così come scatti d’ira o l’ossessione dell’idea della morte, soprattutto riguardo la loro madre. Inoltre, sono soggetti che mangiano spesso in maniera smodata, senza regole, a tutte le ore del giorno e della notte, nonostante siano poi ossessionati dall’idea della dieta; ogni giorno ne cominciano una che la sera è già fallita.

Si ritiene che sia 2 volte più frequente nelle femmine che nei maschi.

L’età di esordio è, per le femmine, spesso, l’epoca della comparsa delle mestruazioni: è possibile che i cambiamenti della maturazione neuroendocrina siano in relazione con lo sviluppo della Tricotillomania. C’è infatti una stretta relazione tra l’ansia, l’irritabilità e la disforia. Inoltre, sono presenti variazioni ormonali durante questo periodo, in particolare cambiamenti nei livelli di gonatropina. La maggior parte di loro ha avuto un pessimo rapporto con il proprio corpo, soprattutto durante l’adolescenza, indipendentemente dal loro reale aspetto fisico.

Secondo le statistiche effettuate, alcuni pazienti che soffrono di Tricotillomania presentano un’organizzazione borderline della personalità, sono spesso associati disturbi d’ansia, soprattutto disordini ossessivo-compulsivi e depressione. Inoltre, spesso, abusano di alcool e presentano disturbi dell’alimentazione, quali anoressia e bulimia.

Per quanto riguarda la situazione di comparsa del disturbo sorprendentemente, secondo uno studio effettuato negli Stati Uniti su un campione di 58 soggetti, la percentuale di traumatizzazione (per es. abuso sessuale, morte di una persona cara), è al di sotto del 15%, così come coloro che hanno subito una separazione dei genitori. Il 24% ha incominciato durante un trasloco di abitazione o un cambiamento di scuola e solo il 3% dichiara di aver cominciato perchè ha assistito a qualcuno con lo stesso disturbo. La parte restante del campione ha iniziato a presentare i sintomi del disturbo durante un periodo di noia, di bassa autostima o di stress.

Quest’ultimo, viene reputato dalla maggior parte degli intervistati come il fattore scatenante primario.

Le documentazioni reperite in Italia riguardo al disturbo della Tricotillomania le ho trovate per lo più su Internet. Si tratta soprattutto di soggetti che chiedono un parere on line ad esperti del settore, sia per se stessi, che per persone a loro care. In quest’ultimo caso, è spesso la madre di una ragazza che ne soffre a testimoniare la propria disperazione e il profondo senso di impotenza. Sono sovente infatti solo i parenti più stretti ad essere a conoscenza del disturbo e ad essere presenti nei successivi momenti di disperazione della propria figlia.

Il paziente affetto da Tricotillomania, per ovvie ragioni di imbarazzo e disagio, come ho già detto, nega la sua abitudine. Inoltre, non essendoci molto materiale al riguardo, molti di loro hanno esitato o esitano a consultare uno specialista per la paura di passare per folli, rimanendo così, spesso anche per lunghi anni, soli nel segreto della loro malattia. Il più delle volte, si rintanano in un proprio mondo dove il disturbo rappresenta un segreto da mantenere e camuffare in tutti i modi possibili. Prima di cercare aiuto in uno specialista, sovente passano anni ad affrontare da soli il loro disturbo.

In Italia sono presenti pochi testi che trattano l’argomento; vi sono per lo più articoli che presentano semplicemente la descrizione del disturbo.

Devo  confessare che la mia impressione complessiva, dopo una serie di accurate ricerche, è che della Tricotillomania, nel nostro paese, non si parli ancora abbastanza. Ho infatti trovato piuttosto sorprendente il fatto che molte di coloro che ne soffrono abbiano trovato un notevole sollievo scoprendo, per lo più, tra l’altro, navigando su Internet, che il loro disturbo aveva un nome, una connotazione scientifica, e soprattutto, che non erano, come avevano temuto fino ad allora, i soli al mondo a soffrirne.

L’aspetto che forse mi ha maggiormente colpito leggendo i racconti delle esperienze di queste ragazze è la rassegnazione nel pensare che si tratta di una ‘cattiva abitudine’ con la quale devono abituarsi a convivere, dalla quale non esiste via d’uscita, dove la sola soluzione per vivere meno la sofferenza è accettare di essere una persona che soffre e soffrirà inesorabilmente di Tricotillomania.

Ho deciso di scrivere questo articolo proprio per lanciare un messaggio di speranza a chi è vicino ad una persona che soffre di Tricotillomania e alla persona stessa. Come per tutti i percorsi terapeutici, non posso nascondere che affrontare il proprio disturbo sia motivo di dolore, che i tempi per guarirne posso essere anche lunghi, ma mi sento di dover dire che SE NE PUO’ USCIRE. Da qualsiasi disturbo psicopatologico si può guarire, l’importante è intervenire tempestivamente, per evitare poi una cronicizzazione che rende molto più lungo e difficile l’intervento terapeutico.

Dovete prendere il coraggio a quattro mani, non dovete rassegnarvi alla sofferenza che provate, a tutta quella serie di  dolorosi riti ai quali vi sottoponete per nascondere i ‘danni’ del vostro comportamento compulsivo. Nessuno si merita di vivere accompagnato dalla sofferenza, soprattutto quando una via per vivere meglio, molto meglio, c’è. E vi posso assicurare che c’è, che c’è la possibilità di non sentirsi più così sole e disperate, ma in un cammino verso la liberazione dal vostro profondo dolore. Sta solo a voi decidere di uscirne, io posso solo dirvi che ho conosciuto ragazze e donne che CE L’HANNO FATTA…

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Dott.ssa Alessandra Paulillo
Psicologa clinica, esperta in dipendenze, regolarmente iscritta all’albo degli psicologi.
alessandra [.] paulillo [@] live [.] it







12 Commenti a “Cos’è la tricotillomania”

  1. Miriam

    Buongiorno Dott.ssa Paulillo,
    ho trovato molto interessante il suo articolo.
    Mi sembra di avere inteso che di “norma” l’età di comparsa si allinea all’adolescenza.
    Porto invece il caso di mio figlio che ha mostrato i primi segni a 4 anni.
    Adesso a quasi 6, li attorciglia soltanto. Confermo che la sera è il momento più critico.
    Ne parlai con la pediatra, la quale mi disse di tenerlo sotto controllo, dopo allora niente più.
    Ci sono testi, comportamenti familiari che possono allievare e far regredire questo disturbo?
    Grazie per l’attenzione.
    Miriam

  2. Vittoria

    Buonasera Dottoressa Paulillo, mia figlia ha 19 mesi e quando la faccio addormentare io sente la necessita con una mano di succhiarsi il pollice con l’altra di portare i miei capelli in bocca. Questo accade anche durante il risveglio notturno e si calma solo cosi. Chiaramente con le altre persone ciò non accade. La cosa mi incomincia un po’ a preoccuparmi perché la trovo spesso che raccoglie i capelli che può trovare per terra o sulla spazzola e se li mette in bocca. O in situazioni di stanchezza e nervosismo si strappa i suoi e li porta in bocca. Cosa posso fare? La ringrazio Vittoria

  3. FRANCY

    buonasera anche io ne soffro da quasi 20 anni ho iniziato verso i 14 anni di eta’ una volta sono andata dal medico mi disse solo di autocontrollarmi non ci sono cure,mio padre il mio ragazzo mi rimproverano quando mi vedono dicono che devo smettere ma non capiscono che non riesco a smettere.In questi ultimi mesi ho sofferto tanto ho iniziato a tirarli e sono arrivata al punto di raderli avevo fatto 2 chiazze enormi sulla frangia e al centro della testa..cosi ho deciso di andare dal medico ancora 1 volta sperando che lui capisse il mio disagio e oggi ci sono stata ha detto che devo andare dal dermatologo per alopecia ndd!!ho letto che esiste alopecia da tricotillomania.domani vado a prendere la prenotazione ma intanto ho paura perche’ il testo dice che se diventa alopecia cicatriziale e cio significa che i miei capelli non potrebbero piu’ ricrescere. :-( perhe’ i miei genitori ( divorziati ) non hanno fatto nulla per curarmi anziche’ rimproverarmi?

  4. anonima

    salve sono una ragazza di 31 anni ho iniziato a ne avevo 9 anni enon ho più smesso…non ce la faccio più,giuro sempre eh smetterla e farmi promesse che non vengono mah considerate sto bene quando lo faccio ma il dopo che mi guardo allo specchio mi sento un mostro e piango non ce la faccio più a convivere c on questa disturbo
    voglio guarire ma non riesco a trovare un inizio x farlo sono stufa voglio vivere così mi sento chiusa in una gabbia

  5. silia

    cara dottoressa,ho ormai 35anni e soffro ininterrottamente di questo orrendo disturbo da quando ne avevo10. sono avvilita! ormai i segni di 1attività così lunga ed intensa sono evidenti…mi guardo allo specchio e mi odio x ciò che ho creato con le mie mani! oggi li tiro meno rispetto a prima,ma ormai mi sono devastata!Mi sento prigioniera del mio corpo..sono stanca..è 1lotta continua..ogni giorno il dover camuffare… ho provato la psicoterapia,ho preso dei farmaci..forse mi sto arrendendo…

  6. macy

    Anch’io ormai da tempo pratico questa orrenda attività ……ho 26 anni…non ero informata sull’argomento…anzi credevo che fosse qualcosa che riguardasse soltanto me…..ora credo di aver letto abbastanza…le conseguenze sono davvero devastanti, orrende…il solo pensiero di poter restare senza capelli mi fa paura…..non ricordo precisamente quando ho iniziato, credo verso i 15 anni, adesso sinceramente mi sto preoccupando.
    Visibilmente non si nota nulla ancora, riesco a camuffare bene il mio difetto anche perchè non ho buchi in testa….nonostante le mie mani conoscano bene ogni singola parte del mio cuoio capelluto. Da oggi smetto…ce la metterò tutta….anche perchè la vita è complicata già di suo, ci riserva tante cose orrende e di sicuro crearmi altri problemi nn mi aiutarà……

  7. Salvatore

    Salv dottoressa, io soffro da quando avevo 12 anni di trico, solo un due anni fa, mi sono reso conto che questo disturbo, aveva un nome, e che non ero il solo a soffrire di questo disturbo, apparentemente sono molto sicuro di me e non soffro di cali di autostima , anzi è per la forte stima che ho in me stesso, che ho tra virgolette fregato da la tricotillomania , in collaborazione con quella Santa della mia ragazza ho creato dei cuscini , piccoli in cotone con dei capelli di cotone ben ancorati al cuscinetto, ora come adesso che sono sul letto, metto questo cuscinetto tra la mia testa e il cuscino classico del letto, e poi do libero sfogo alla mia trico che purtroppo non riesco a fermare, però sono riuscito così ad evitare possibili buche ai capelli che non fanno sicuramente piacere, adesso posso dire di essere felice perché,che imparato a convivere con questo disturbo , sapendo di averlo e di riuscirlo a fregare, i miei capelli in primis hanno giovato di questa mia invenzione, e mi sento bene con me stesso. Provare anche voi, e sfogate la vostra trico su delle pezze come ho fatto io, fatele piene di peli di cotone resistenti,così avranno la stessa sensazione che danno i capelli . Auguro a tutti di poter risolvere in qualche modo buon natale

  8. eleonora

    mi chiamo eleonora ho quattro bambini di 9 5 e i gemelli di 16 mesi . il maschietto di 5 anni questa estate passata ha iniziato a girarsi e tirarsi i capelli , ha smesso e ha ripreso dopo le feste di natale.sta continuando in particolare quando deve addormentarsi e quando guarda la tv,come mi devo comportare? grazie eleonora. 18 03 2013.

  9. angels

    ciao a tutti..anche io soffro di questo disturbo sfortunatamente..proprio per questo motivo nasce il mio forum: tricotillomania-help.forumcommunity.net
    è un forum che nasce dalla sperazna e dalla voglia di riuscire a sconfiggere la tricotillomania..raduna molto altri tricotillomani come tutti noi..se avete suggerimenti idee consigli o anche soltanto ricevere supporto morale..trovare persone pronte a sostenervi visitate il seguente forum..insieme c’è la possiamo fare ragazzi..CORAGGIO..se vi va di condividere le vostre esperienze,paura,e raccontarvi con tutti noi ci farà piacere ascoltare le vostre storie..ciao:)

  10. Stefania

    ciao, sono una ragazza di 26 anni e come tutti voi soffro di tricotillomania. avevo una chioma molto folta ma nell’ultimo anno ho iniziato a notare alcune zone dove i capelli sono davvero radi, soprattutto sulla parte superiore del capo… e come nasconderlo sta diventado anche per me una ossessione. gli altri non semrano ancora accorgersene, ma se non guarisco sarà solo questione di tempo perchè il problema va avanti da molti anni… Sto provando a rimediare con fiale e integratori ma senza grandi risultati.
    Qulcuno sa consigliarmi un prodotto che vada ad agire sulla ricrescita del capello? so che dovrei rivolgermi ad uno specialista, ma il mio medico di base, che per altro è dermatologo, è amico dei miei genitori e me ne vergogno a parlargliene… in generale non ho il coraggio di parlarne con nessuno.. in tutti questi hanni l’ho confessato solo a una amica che non ci ha dato molto peso e al mio ex ragazzo. mi vergogno a parlarne e non riesco.

  11. Nash

    Ciao, sono una ragazza di 21 anni e ho scoperto da poco, qualche giorno, che il “brutto vizio” che ho ha un nome e che non è solo un brutto vizio!
    Ricordo che tutto è cominciato a 10anni quando mi sono trasferita,è stato uno shock. Mia madre credeva che perdessi i capelli, ma in realtà me li strappavo.Ho smesso dopo un paio d’anni.
    Ho ricominciato da’ più di 1anno.
    Leggendo il suo articolo mi sono rispecchiata in tutto, tranne nel fatto di farlo di nascosto. Puo’ essere considerata comunque tricotillomania?
    Sono una ragazza molto solare e sinceramente non m’interessa cosa pensa la gente, ma ammetto che mentre lo faccio e mi accorgo che qualcuno mi guarda mi vergogno un po’.
    Lo faccio sempre, a casa, all’università, in giro…senza accorgermene comincio strapparli a metà e anche dalla radice. Per fortuna non li mangio!
    La maggior parte delle volte sono gli altri a farmelo notare e a chiedermi di smettere.
    Cosa posso fare per smettere..o per capire cosa provoca la mia ansia?
    Grazie

  12. ebrezza malinconica

    Io soffrivo di questo disturbo, ne sono guarita. Iniziai da molto piccola ( 5 anni circa), mi mancavano intere ciocche di capelli, li dovetti tagliare con la scusa al parrucchiere che me li avessero tagliati x dispetto. Ho fatto un lavoro su me stessa, reggo meglio il dolore e l’ ansia. Ora ho una chioma davvero folta e curata, con la forza di volontà si fa tutto. Io ci sono riuscita da sola.

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