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Come gestire lo stress derivante dalla diagnosi di infertilità. Contributi dalla ricerca

category Disturbi e patologie Mara Pavanel 1 Settembre 2013 | 2,074 letture | Stampa articolo |
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La letteratura da tempo ha documentato come la scoperta della infertilità rappresenti per le coppie ed i singoli un momento ad elevato impatto psicologico, tanto da essere oggi considerata un fattore di stress specifico. Questo è vero in particolare per le donne, che presentano i più alti livelli di sofferenza in questa situazione, probabilmente per la maggiore pressione sociale che subiscono rispetto al diventare genitore. L’ infertilità rappresenta una condizione “innaturale” e inaspettata, che coglie alla sprovvista, e altera un equilibrio che si dava per scontato. Inoltre, essa ha una serie di ricadute che interessano non solo la persona, ma anche la coppia e la loro vita sociale e familiare, per non parlare dell’impatto economico che richiedono i trattamenti conseguenti a  questa diagnosi. È ragionevole dunque aspettarsi che di fronte ad una condizione stressante come quella descritta, la persona attivi le proprie risorse e capacità per farvi fronte.

Le strategie di fronteggiamento dello stress, in inglese coping, usate dai membri di una coppia sono spesso diverse e sono influenzate dal genere di appartenenza, maschile o femminile. Le donne, inoltre, tendono ad usarle più spesso e ad usarne di tipi diversi rispetto ai loro partner, forse perché, come si diceva sopra, manifestano tassi di sofferenza più elevati.

Nello specifico,  le strategie basate sull’evitamento, molto frequenti sia negli uomini che nelle donne, sono caratterizzate, per esempio, dall’evitare di frequentare donne incinte, non  parlare dei propri sentimenti o buttarsi nel lavoro per non pensare. Queste strategie sono associate a più alti livelli di stress sia negli uomini che nelle donne. Anche assumersi la responsabilità per la condizione di infertilità, cioè colpevolizzarsi,  è una strategia che si dimostra poco adattiva, aumentando i livelli di sofferenza nei partner. Queste stili di coping, inoltre, influenzano negativamente anche il livello di soddisfazione coniugale.

La ricerca di supporto sociale, molto usata sia dagli uomini che dalle donne, è invece dimostrato essere correlata a bassi livelli di stress, in particolare nelle donne. Numerosi studi concordano sul fatto che contare su una vasta rete di supporto sociale costituisca un importante fattore protettivo rispetto al disagio percepito delle propria condizione. Così come le strategie centrate sulla ricerca di soluzioni sembrano avere un effetto protettivo soprattutto sugli uomini, forse perché aumentano il senso di controllo sulla situazione. Inoltre, entrambi questi stili correlano con un maggior grado di soddisfazione della coppia. Il sostegno percepito all’interno della coppia è concordemente riconosciuto come un importante fattore protettivo rispetto allo stress collegato alla propria condizione di infertilità. Questo è particolarmente vero per le coppie che poi decidono di intraprendere un percorso di PMA; spesso si tratta di coppie molto solide e unite anche se forse si tratta di un effetto di autoselezione per cui giungono a questa decisione solo quelle coppie che hanno raggiunto un buon livello di coesione.

È importante sottolineare che la maggior parte degli studi ha utilizzato come unità di analisi il singolo individuo, soprattutto per evidenziare le differenze negli stili utilizzati da un partner o dall’altro. Tuttavia, alcuni autori cominciano a considerare lo stress connesso all’infertilità un costrutto di livello superiore; in altre parole, esso rappresenta una condizione che impatta su entrambi i membri della coppia e come tale andrebbe studiato. Per questo motivo, appare importante studiare non solo gli stili di fronteggiamento usati dai singoli ma anche, e forse soprattutto, l’effetto incrociato che essi hanno sui rispettivi partner. Uno stile di gestione dello stress adattivo per l’uomo può essere, infatti, stressante per la donna e viceversa.

In particolare, le strategie evitanti, usate da un membro della coppia, si sono dimostrate le più correlate ad alti livelli di stress nel partner. Interessante l’effetto incrociato delle strategie basate sulla ricerca di significato. Si tratta di stili di coping in cui il soggetto cerca di trovare nuovi obiettivi e nuovi significati alla propria situazione, per esempio, considerandola come un’occasione per crescere come persona. Quando è la donna a farne uso,  il suo stress si abbassa a tutti i livelli, personale, maritale e sociale e anche l’uomo è più soddisfatto del rapporto coniugale. Quando è lui ad usarlo, aumenta lo stress per la donna a livello sociale. Questo risultato forse rispecchia le differenze di genere, per cui per la donna l’infertilità, e quindi la difficoltà a diventare genitore, è considerata un evento più grave rispetto all’uomo che dunque riesce prima a “farsene una ragione” e a ridefinire i propri progetti di vita, forse troppo presto rispetto alla partner che quindi sperimenta livelli di stress più elevati. Quando invece è lei che riesce a ridefinire la propria condizione, questo impatta positivamente su entrambi.

In conclusione, questi dati ci consentono di evidenziare che alcune strategie di coping dello stress connesso all’infertilità risultano più frequentemente correlate all’adattamento psicologico rispetto ad altre, in particolare la ricerca di supporto sociale e l’uso di strategie più attive,  e che il modo con cui un partner affronta tale situazione influenza  il benessere percepito di entrambi i membri della coppia. Per questo è importante porre attenzione agli stili di fronteggiamento sia per le coppie interessate dalla diagnosi d’infertilità, sia soprattutto per i professionisti che li sostengono, al fine di modificare eventuali strategie disfunzionali e favorire la messa in opera di quelle più adatte alla singola coppia per abbassare i livelli di stress; questo è particolarmente importante soprattutto per le coppie che poi si avvicinano alla PMA: è ormai riconosciuta l’influenza dello stress sul funzionamento dei sistemi neuroendocrini dell’organismo e quindi sui tassi di fertilità, anche se ulteriori indagini sono necessarie.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Ambrosino, A.,  La valutazione di dimensioni dello stress, risorse adattive e disagio emozionale in coppie infertili, Tesi di dottorato,  Università degli Studi di Napoli Federico I, A.A. 2010-2011.

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