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Cluster B: emotività eccessiva e melodrammatica

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 29 Ottobre 2009 | 6,497 letture | Stampa articolo |
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I quattro disturbi appartenenti al Cluster B sono Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico. Lo stato mentale riferibile a questo cluster colpisce per le emozioni rapidamente mutevoli che vengono mostrate in modo esagerato, melodrammatico ed evidentemente poco autentico, insieme ad un’affettività piuttosto colorita. La maggior parte delle volte non si rendono conto del loro atteggiamento teatrale e inadeguato; l’eloquio è spesso ricco e fluente, ma superficiale ed evasivo, frequentemente cadono in contraddizione: preferiscono fare colpo con il loro atteggiamento piuttosto che rivelare i loro problemi, le loro sofferenze.

È difficile per il clinico riuscire ad entrare in relazione con queste persone, entrare in contatto con i loro sentimenti più autentici che sono nascosti dietro l’apparente facilità a mostrare le emozioni.

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’

Entrare in relazione con chi ha un Disturbo Antisociale di Personalità non è facile, diventa estremamente critico e si arrabbia non appena qualcuno cerca di resistere ai suoi tentativi di manipolarlo, inizia a sabotare l’altro nel momento in cui lo vive come figura autoritaria. È difficile riuscire a focalizzare la sua attenzione su problemi quali la mancanza di controllo emotivo, la sua incapacità di agire in modo responsabile, l’assenza di una valutazione delle conseguenze negative di un suo comportamento. In genere, non prova rimorso per le menzogne, i furti, le esplosioni di rabbia o per aver fatto del male a qualcuno.

Quando questo paziente si rende conto, però, che il clinico è un alleato e non è lì per rimproverarlo, giudicarlo o punirlo, è possibile affrontare alcune caratteristiche del suo disturbo quali il bisogno di fare colpo sugli altri, la sua incapacità a rimandare la gratificazione dei bisogni, la mancanza di controllo degli impulsi e di credibilità, la tendenza alla menzogna, al furto e alla frode. Tuttavia, accade raramente che il paziente antisociale desideri veramente modificare alcuni tratti del proprio comportamento.

Il paziente antisociale, in genere, cerca di fare colpo subito con il suo aspetto e il suo comportamento. Gli uomini cercano di sembrare molto maschili (secondo lo stereotipo), ad esempio capelli lunghi, barba incolta, camicia aperta, petto villoso e catena d’oro. Le donne cercheranno di essere estremamente seduttive e femminili (secondo lo stereotipo), ad esempio trucco pesante, pantaloni aderenti, minigonne, camicie trasparenti oppure indossano capi trasandati che dimostrano il disprezzo e l’inosservanza delle norme sociali.

I loro discorsi sono, spesso, vaghi e contraddittori, conditi con parole volgari. L’umore può essere irritabile, depresso o euforico; la capacità di insight è piuttosto scarsa, in genere hanno la tendenza ad incolpare gli altri per i loro insuccessi. Almeno in apparenza è capace di adeguarsi diligentemente alle norme sociali ma raramente le considera giustificate, quindi agisce di conseguenza.

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’

La persona con Disturbo Borderline di Personalità presenta specifiche resistenze alla relazione, evidenti nell’instabilità dell’umore e degli obiettivi che si prefigge.

La caratteristica dominante dello stato mentale di questo paziente è un’affettività intensa ma labile, che spazia dall’euforia alla depressione, dall’idealizzazione alla rabbia e alla svalutazione estreme. A differenza di quanto accade nel Disturbo Istrionico di Personalità, in cui l’emotività sembra essere più intensamente espressa che realmente esperita, un paziente con Disturbo Borderline di Personalità sperimenta davvero l’intensa instabilità degli affetti e dell’umore, arrivando a comportamenti potenzialmente suicidari o di automutilazione.

La labilità emotiva influisce anche nelle relazioni interpersonali, spesso intensamente conflittuali: gli amici, ad esempio, vengono alternativamente iperidealizzati o svalutati.

DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITA’

La diagnosi di Disturbo Istrionico di Personalità è più frequente nelle donne rispetto agli uomini.

Entrando in relazione con questa paziente, ci si confronta con un’emotività eccessiva e una certa superficialità, una scarsa autenticità, oltre a frequenti contraddizioni in ciò che racconta. La costante drammaticità con cui espone ogni argomento può indurre a credere che in realtà non provi alcun sentimento veramente autentico: la sua distanza emotiva dai propri sentimenti è descritta, in letteratura, dal termine belle indifférence.

La paziente istrionica tende ad essere molto seduttiva con gli uomini, vuole fare colpo su di loro, mentre con le donne si pone come rivale.

Una persona istrionica può aver sperimentato spesso rifiuti senza averne compreso il motivo e cercherà dunque di evitarli, arrivando anche ad esagerare la sua sofferenza, anche se questo suo atteggiamento suscita in chi le sta vicino più distacco che empatia.

Oltre alla tendenza all’esagerazione, sono caratteristici della personalità istrionica atteggiamenti di aggressività passiva e sentimenti intensamente ambivalenti tipici della personalità borderline che tende a dividere, ad esempio, le persone in “buoni” e “cattivi”, senza alcuna via di mezzo.

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’

Entrando in relazione con il paziente con Disturbo Narcisistico di Personalità, si ha l’impressione di essere lì solo per confermare quell’idea grandiosa del proprio valore che egli si è già attribuito e, man mano che la relazione procede, se gli confermate questa percezione grandiosa che egli ha di sé, arriverà ad idealizzarvi. Tuttavia, confermando questa sua percezione, non lo aiuterete a confrontarsi con la realtà: insegnandogli a riconoscere i propri limiti lo porterete a ridimensionare il concetto irrealistico che ha di sé. Il paziente narcisista non ha sufficiente capacità di insight per rendersi conto della differenza tra la sua parte sana e capace di giudizio critico e le sue tendenze patologiche.

Bibliografia

- American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fourth  Edition, Washington D.C.: American Psychiatric Press, 1994







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