Dopo una lunga, travagliata storia durante la quale l’ipnosi ha alternato momenti di grande considerazione scientifica ad altri che ne evidenziavano limiti ed insufficienze applicative, finalmente, intorno agli inizi della seconda metà del XX secolo, un Istituto americano di ricerche sulla comunicazione umana forniva lo spunto per una rivisitazione del fenomeno “ipnosi” da una prospettiva del tutto originale.
A quel tempo il MENTAL RESEARCH INSTITUTE di Palo Alto, California, metteva a punto un “pacchetto” di nuove teorie mediate da assiomi linguistici, filosofici e matematici che, comparati agli assunti della psicologia comportamentale, proponevano un nuovo modello interpretativo del comportamento interattivo umano.
Al progetto di ricerca, sotto la guida teorica di Gregory Bateson e quella clinica di Don D. Jackson, partecipavano anche Paul Watzlawick, John Weakland, Richard Fish e Jay Haley, che ne sono stati i principali divulgatori e continuatori.
Tra questi ultimi, Haley e Watzlawick in particolare, ne attingono gli elementi per riconsiderare l’ipnosi sotto un aspetto che avrebbe restituito dignità scientifica, oltre che un nuovo entusiasmo, a questa antica discussa disciplina, figlia naturale di maghi e ciarlatani e stella di prima grandezza con Mesmer, che Braid volle ribattezzare e Freud preferì abortire.
“L’attuale accettazione dell’ipnosi probabilmente poggia su una base diversa rispetto al passato. Spostando il centro di osservazione dall’individuo singolo alla relazione tra le due persone, ne consegue che è necessario descrivere l’ipnosi in termini di relazione prima di poterne valutare il potenziale di cambiamento terapeutico (…) (1)
Quindi l’ipnosi, non dissimilmente dalle altre forme di Comunicazione interpersonale da cui i ricercatori summenzionati hanno tratto gli assiomi (2), assume una configurazione circolare nella quale l’ipnotista e il soggetto interagiscono simultaneamente sul canali verbale e non—verbale, influenzandosi reciprocamente.
Questo modo di considerare l’ipnosi, secondo cui il processo non si esaurisce nell’azione Individuale bensì su una transazione Interpersonale della quale gli eventi comunicativi sono l’unico fuoco dl interesse, evidenzia soprattutto l’aspetto “paradossale” che ne scaturisce:
( Continua … )