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Quando la coppia è in crisi. Come risanare la relazione cambiando la comunicazione – Guidonia, 18/04/2016

category Psicologia Margherita Scorpiniti 20 Aprile 2016 | Stampa articolo |
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La coppia è un sistema complesso, non la semplice somma di due individui.
Come ho scritto in un precedente articolo, una coppia è definita tale quando, a prescindere dal genere e dallo stato giuridico, condivide i seguenti tre ambiti:
-affettivo-emotivo;
- sociale;
- sessuale.
La crisi subentra quando almeno uno di questi ambiti inizia a essere carente o assente.
Non si tratta invece di una vera crisi se tale carenza o assenza è solo momentanea e/o dovuta ad un breve periodo stressante.
Come ben ci rendiamo conto, i partner di una coppia non restano sempre nella fase di innamoramento, ma conoscendosi più a fondo smettono di idealizzarsi a vicenda e iniziano a guardare l’uno all’altro in modo più realistico.
Vivere sotto lo stesso tetto per anni, li porta a condividere tempi e spazi che possono far percepire loro un certo senso di soffocamento, di invadenza, di voglia di fuggire via dalla relazione.
Le seguenti fasi: divenire genitori, affrontare l’adolescenza dei figli, sopportare l’effetto del nido vuoto, i problemi sessuali, o situazioni come un’ eventuale infertilità, oppure una malattia grave del partner, sono tutte fasi che modificano i rapporti di coppia e possono farla entrare in crisi.
Passiamo sinteticamente in rassegna le fasi citate.
-La fase di innamoramento conduce ad una idealizzazione dell’altro. Quando ci si conosce più intimamente, nasce una visione più realistica del partner, in cui si notano caratteristiche che possono anche non piacere. Questo processo genera una crisi, se c’è una delusione elevata rispetto all’idillio iniziale.
-La vita insieme sotto lo stesso tetto implica una condivisione di tempi e spazi assai più elevata. Condizione che può scatenare in alcuni sensazioni di “perdita della propria indipendenza”, di “legame che soffoca”.
-L’arrivo del primo bambino, che porta a divenire genitori, irrompe nel rapporto di coppia con i suoi bisogni. Questo è un cambiamento nella vita di coppia a carattere irreversibile, che continuerà a produrre i suoi effetti man mano che il figlio cresce. La coppia ha la necessità di trovare un nuovo equilibrio, diverso da quello della vita a due.
-Lo stress nel seguire il periodo di adolescenza dei propri figli è una fase della vita che mette in discussione gli equilibri familiari e di coppia.
-Quando i figli lasciano la casa natale (effetto nido vuoto) per costruire una propria vita indipendente, la coppia si ritrova a vivere nuovamente nella sola dimensione a due, cui potrebbe in qualche modo essersi disabituata, specie se i due partner hanno investito unicamente sul loro ruolo genitoriale a discapito della loro relazione di coppia.

( Continua … )

Come ascoltare in modo attivo le notizie in tv

category Psicologia Rolando Tavolieri 2 Febbraio 2016 | Stampa articolo |
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In tanti anni di televisione, di programmi seguiti, di talk show, di approfondimenti ed altro, possiamo notare come tutto ciò che viene detto, commentato e scandito dai programmi televisivi viene accettato per vero, viene recepito come reale, senza però accertarci se questa o quella notizia sia vera.

In pratica da tanti anni ciò che ascoltiamo in televisione attraverso vari programmi televisivi, nei talk show, nei programmi di intrattenimento, nei telegiornali, nei programmi di informazione o di approfondimento, tutte le informazioni che ci vengono date, tutto ciò che viene detto o riferito, i dibattiti che ne seguono e le interpretazioni di ciò che accade da parte di presentatori, giornalisti, politici, persone coinvolte ed altri, viene accettato in modo passivo come reale, come vero.

Ad esempio ti è mai capitato di sentire diverse persone affermare:

–         “questa cosa è vera, l’hanno detta in tv!”

–         “dobbiamo comprare quel farmaco,l’ha detto un medico in tv”

–         “dobbiamo mangiare quel cibo, l’ho sentito dire in quel programma”

–         “domani piove, l’ho ascoltato in tv!”

–         “hai seguito il caso di quell’omicidio? Sicuramente è stata la tal persona, perché l’hanno detto in televisione”

Potrei andare avanti facendo centinaia di altri esempi in cui puoi constatare come la televisione è diventata ERRONEAMENTE la detentrice della verità, questo fenomeno di percepire le notizie e le interpretazioni che vengono fatte come reali, spesso è un fenomeno inconscio, ad esempio quando un personaggio famoso, politico, sportivo o del mondo del cinema viene “indagato”, la prima impressione che possiamo avere è che sia “colpevole”, in pratica scambiamo le indagini in corso fatte su una persona per sapere se è realmente colpevole o se è innocente, per colpevolezza prima ancora che le indagini vengano fatte o approfondite.

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Psicologia evolutiva. Gli effetti psicologici della separazione sui figli

category Psicologia Margherita Scorpiniti 23 Gennaio 2016 | Stampa articolo |
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Introduzione

Lo sviluppo psicologico nell’età evolutiva è caratterizzato  da modificazioni fisiche, percettive, del linguaggio, sociali e morali. A periodi di rapida crescita accompagnata da turbe o squilibri, si alternano momenti di relativa calma e consolidamento. Trascorsi gli stadi di passaggio, il bambino ritrova un nuovo periodo di equilibrio. L’ambiente in cui egli nasce e cresce e le figure primarie di attaccamento (madre e padre) che si occupano di lui sono fondamentali per un pieno sviluppo armonico.

I suoi genitori e gli altri adulti di riferimento hanno il compito di aiutarlo e facilitarlo nel gestire

-con consapevolezza-  la massa di informazioni percettive ed emotive da cui rischia di essere travolto.

Un eventuale accumulo di esperienze negative causate da carenze fisiche ed affettive possono produrre comportamenti disfunzionali per il pieno sviluppo delle sue potenzialità.

In questo articolo si affrontano  gli effetti di un’esperienza molto intensa e a volte traumatica per tutta la famiglia: la separazione e il divorzio dei coniugi.

Le vicende che riguardano la crisi di coppia e poi la rottura definitiva tra i coniugi influenzano  lo sviluppo psicologico dei figli, in particolare nei casi di situazioni conflittuali.

Il figlio di una coppia in separazione sperimenta (in alcuni casi) un evento dannoso per il proprio sviluppo: non si limita a vivere con preoccupazione questo evento, ma introietta anche le dinamiche relazionali relative al comportamento dei suoi genitori.
Egli non è solo un semplice osservatore delle conseguenze della crisi dei suoi genitori, ma diventa presto parte di un “gioco “ familiare, in quanto chiamato ad assumersi ruoli differenti.
Se per proteggerlo si tenta di nascondere l’evento o si evitano spiegazioni, nonostante la presenza di un clima familiare che sottende la presenza di una forte crisi relazionale (di coppia), il silenzio attorno all’argomento può anche  facilitargli la comparsa di paure e angosce, come il pensiero di essere ad esempio abbandonato o di essere causa di conflitto.
Le ricerche che citeremo portano a rilevare che la  separazione genitoriale può essere meno traumatica per i figli, nei casi in cui mamma e papà riescono a dare continuità al legame parentale, sapendosi accordare nelle scelte e poi  rimanendo figure di coerente riferimento affettivo ed educativo.

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Il pensiero di Blaise Pascal e il suo interessante contributo psicologico

category Psicologia Giorgia Aloisio 3 Settembre 2015 | Stampa articolo |
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Blaise Pascal è stato un grande filosofo francese vissuto nel 1600: dotato di una straordinaria capacità riflessiva, oltre alla filosofia, Pascal coltivava con passione lo studio della fisica e della matematica, … a soli diciotto anni ha creato una delle prime calcolatrici, detta appunto ‘Pascalina’.

Ciò che mi ha colpito e mi ha portato a scrivere di lui è la riflessione che quest’uomo ha dedicato alla psiche umana: questo suo focalizzarsi sulla dimensione dell’angoscia, del turbamento dell’animo, sull’inconsolabilità di alcuni momenti nei quali tutti ci troviamo a vivere, in determinate fasi della vita. L’analisi che Pascal fa della mente è acuta, fine e decisamente molto attuale, dal momento che pone l’accento sulla tendenza a sentirci sempre insoddisfatti, smarriti, inquieti e ‘vuoti’ di fronte ai grandi temi dell’esistenza: a cosa mi riferisco? Per esempio al fatto che da un certo momento in poi il nostro corpo non esisterà più, e non sappiamo se continueremo ad esistere sotto forma di anima, iguana o amanita phalloides, se saremo in grado di osservare dall’alto quelli che resteranno sulla terra, al momento di passaggio che ci farà lasciare la vita e passare altrove e tematiche di questo genere.

Al di là della soluzione religiosa che Pascal ritiene l’unica, autentica via d’uscita dal male di vivere, vorrei soffermarmi sul concetto di divertissement, una parola francese che racchiude un concetto utile alla riflessione.

Nella maggior parte dei casi, nota Pascal, gli esseri umani tendono a non pensare ai grandi problemi esistenziali (il senso della vita, il male, la malattia, la morte): le persone comuni preferiscono distrarsi, pensare ad altro, immergersi nelle mille incombenze e occupazioni che, ogni giorno, ci vedono protagonisti. Questo è il senso del divertissement, inteso come “distrazione”, “diversione” ma non come spasso o divertimento nel significato italiano del termine: le nostre giornate trascorrono piene di impegni e pensieri e guai a fermarsi un attimo … perché chi si ferma è perduto, o può perdersi. Questo meccanismo è molto noto a noi specialisti della salute mentale in quanto è proprio in occasione dei periodi festivi, quando si interrompono le abituali attività lavorative, che riceviamo il maggior numero di richieste d’aiuto.

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La prevenzione del suicidio

category Psicologia Giuseppe Maria Silvio Ierace 22 Luglio 2015 | Stampa articolo |
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Nella vita non si patisce mai per le idee… ma si soffre immancabilmente quando vengono toccati i sentimenti: è lì che hanno origine il dolore e l’angoscia. Se l’oggetto viene a mancare, abbiamo la sensazione e persino il desiderio di morire… È importante comprendere il significato psicologico di questo desiderio, perché non si tratta di una volontà vera e propria di morire. La morte è intesa come un passaggio simbolico da una fase esistenziale a un’altra, un momento di trasformazione”  -  Aldo Carotenuto (1933-2005).

 

L’atto di autoannientamento andrebbe distinto innanzitutto dal suicidio “assistito”, eticamente differente dall’eutanasia, come dal cosiddetto suicide by cop, in cui possono essere individuate le due grandi categorie di quando si provocano gli inseguitori, preferendo una fine “eroica” piuttosto che essere arrestati, e di chi decide, per qualsiasi motivo, di coinvolgere altri nel progetto letale e la commissione del crimine ha l’originario e precipuo intento di provocare una reazione da parte delle forze dell’ordine.

Con questo nuovo, formale, criterio identificativo si è ipotizzato di poter retrospettivamente riconoscere  diversi casi accaduti in un più o meno recente passato, tipo quello di Mal Evans, musicista britannico e manager, famoso per essere stato l’assistente personale e il roadie (tecnico viaggiante) dei Beatles, con cui aveva collaborato per “Sergeant Pepper“, il quale, dopo lo scioglimento del gruppo, nel 1976, all’intimazione della polizia, si rifiutò di deporre un semplice fucile ad aria compressa.

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La culla delle parole nella Storia della Psicoanalisi

category Psicologia Giuseppe Maria Silvio Ierace 22 Giugno 2015 | Stampa articolo |
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In “Storia della Psicoanalisi” (il Mulino, Bologna 2014) di Antonio Ciocca, Emilio Servadio (1904-1994) viene ricordato per essere stato, assieme al suo maestro Edoardo Weiss (1889-1970), al socialista Nicola Perrotti (1897-1970), al veneziano Cesare Musatti (1897-1989) e alla principessa Wolff Tomasi, uno dei ri-fondatori [la prima era sorta a Teramo intorno a Marco Levi Bianchini (1875-1961)] della Società Psicoanalitica Italiana. E quando questa fu sciolta dal fascismo, l’ebreo triestino Weiss emigrò in America a Chicago, e vi rimase tutto il resto della sua vita, mentre il genovese Servadio scelse l’India, dove ebbe modo d’approfondire un mai sopito interesse per la misteriosofia e le tradizioni iniziatiche.

[Fu questo il mio personale e fertile terreno d’incontro con l’esoterista e parapsicologo in quella che, a metà degli anni ’70 del secolo scorso, fu la felice palestra, costituita dall’editore Giovanni Armenia di Milano, con la rivista “Gli Arcani”].

L’aggressività perversa di una Gattoparda

La baronessa di Stomersee, Alessandra Wolff (1895-1982), sposando l’autore de “Il Gattopardo”, era divenuta Tomasi, duchessa di Palma e principessa di Lampedusa; al I Congresso della S.P.I., del 22-23 ottobre 1946, tenne una relazione dal titolo “Sviluppi della diagnostica e tecnica psicoanalitica”, e al successivo presentò la prolusione su “L’aggressività nelle perversioni”…

Suo allievo fu Francesco Corrao (1922-1994) che, in Italia, ha promosso lo sviluppo dell’analisi di gruppo e la diffusione delle idee di Wilfred Ruprecht Bion (1897-1979).

Il complesso del Ciclope

Radicato nella sua Sicilia, onde rappresentarne il locale “immaginario collettivo” faceva ricorso ai tre  miti de “Il Ciclope, Persefone ed Empedocle”, di cui il primo appariva più puntualmente azzeccato alla realtà meridionale.

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