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I vecchi si ripetono, ed i giovani non hanno niente da dire. La noia è reciproca. Jacques Bainville
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Archivi per ‘Grafologia’

Grafologia e Disturbi dell’alimentazione

category Grafologia Stefania De Matola 5 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Sono una grafologa, di quelle che credono nella possibilità, che questa disciplina offre, di cogliere con uno studio sintetico, ma globale la personalità di chi scrive in tutta la sua complessa unicità. Tuttavia mi hanno anche insegnato che la grafologia ha dei limiti che ciascun professionista serio dovrebbe tener presenti, quando gli venga commissionata una analisi grafologica.

Uno di questi limiti è legato alle malattie fisiche e mentali. Lungi dal grafologo sostituirsi al medico od allo psicologo facendo diagnosi sulla base di segni grafici riscontrati in una scrittura.

La grafologia mette in luce alcuni segnali, se sussistono e che vanno invece comunicati, di allarme, come la presenza di una forte ansia, di inquietudine, di carenza affettiva, di immaturità e così via…

Ho l’obiettivo di calare questa considerazione nell’ambito dei disturbi dell’alimentazione. Un settore clinico che, seppure molto discusso, ha ancora dei lati da approfondire, anche dal punto di vista grafologico. Mi piacerebbe scrivere un saggio di grafologia sulle scritture di uomini/donne che soffrono di anoressia/bulimia che, oltre ad essere una raccolta di testimonianze di persone che hanno combattuto o combattono questi nemici, sia anche uno studio statistico sui segni grafici costantemente evidenti nelle loro grafie, per confermare o confutare alcune tesi di corrispondenza tra patologia e modo di scrivere.

Sarebbe interessante esaminare come il percorso di sofferenza fino alla sconfitta di queste malattie (perché le testimonianze di vittoria sono tante), si rifletta in un corrispondente viaggio evolutivo del proprio modo di esprimersi scrivendo a mano. ( Continua … )

Il grafologo deve sapere…

category Grafologia Stefania De Matola 26 Aprile 2009 | Stampa articolo |
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A coloro che sono arrivati, almeno una volta nella loro vita, a richiedere un profilo grafologico, sarà stato certamente chiesto di fornire alcuni dati al consulente. In tutti i siti internet dove gli esperti offrono tale servizio (compreso il mio!) vengono necessariamente richieste alcune fondamentali informazioni, senza le quali il grafologo non può produrre un profilo corretto.

Le informazioni che il grafologo deve sapere dell’autore di una scrittura sono: sesso, età, livello socio-culturale e se la persona che scrive è mancina. Non si tratta di un “vantaggio” di cui il grafologo si serve per avvicinarsi meglio all’identità grafologica dello scrivente, ma della prova ancora una volta della scientificità della grafologia. Vediamo più attentamente questi aspetti.

Il sesso maschile o femminile di chi scrive. Anche i non addetti ai lavori sapranno che statisticamente le donne scrivono in modo diverso dagli uomini. Sarà capitato centinaia di volte di avere tra le mani uno scritto di cui non si conosce l’autore, ma di saperlo inquadrare istintivamente in una grafia femminile o maschile. Il modello ancestrale della donna si accompagna ad una scrittura piuttosto grande, dalla conduzione morbida ed a prevalenza di curva. Queste caratteristiche sposano gli aspetti di accoglienza, affabilità ed adattabilità tipici del mondo femminile. Al contrario, le scritture maschili sono più ferme, mediamente piccole ed a prevalenza di angoli a testimoniare una maggiore affermazione, energia e combattività del modello maschile.

Per fortuna ci sono tutte le sfumature intermedie e le eccezioni a questa prevalenza numerica. Imbattersi in una grafia di una donna con gli aspetti grafologici del modello maschile ha un significato da interpretare, così come il contrario. Ecco perché il grafologo deve conoscere il sesso dello scrivente. ( Continua … )

GRAFOLOGI IMPROVVISATI? NO, GRAZIE!

category Grafologia Stefania De Matola 10 Aprile 2009 | Stampa articolo |
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Mi preme innanzitutto fare chiarezza su cosa è la grafologia, continuando in tal modo il compito dei grafologi professionisti che con impegno portano avanti la battaglia della diffusione di questa scienza.

Sì, perché è di questo che si tratta. Nonostante negli altri paesi sia una disciplina riconosciuta ed applicata da decenni, in Italia la grafologia è ancora avvolta in una nebbia di mistero, troppo spesso confusa con pratiche esoteriche, con la cartomanzia o l’astrologia.

Va spiegato chiaramente che la grafologia è una scienza umana, non meno importante della psicologia o della sociologia, che pone al centro del suo studio l’espressione più alta e spontanea dell’essere umano: la sua scrittura.

Come le altre scienze anche la grafologia può e deve essere al servizio dell’uomo per fornire un efficace supporto alla conoscenza di sé stessi ed alla consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità per vivere meglio, anche con gli altri.

La grafologia ha radicate basi scientifiche. Non è difficile comprendere che l’atto di scrivere è un complesso susseguirsi di gesti spontanei che obbediscono a sofisticati meccanismi comandati dal cervello.

Il peggior nemico della grafologia è la scarsa conoscenza, aggravata da una comunicazione distorta data dai mezzi di informazione dove troppo spesso si infiltrano grafologi improvvisati che, banalizzando gli aspetti seri e gli eventuali disagi che sarebbero invece da sottolineare, si fanno attirare dal facile ritorno economico e di immagine. ( Continua … )

Velocità mentale in Grafologia

category Grafologia Michele Di Lena 12 Dicembre 2008 | Stampa articolo |
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Oggi vediamo come scoprire dalla scrittura se una è persona sveglia, cioè se ha un alto livello di “velocità mentale”.

Per livello di “velocità mentale” qui intendiamo il livello di “intelligenza funzionale”, cioè quella caratteristica che determina se una persona è capace di usare il proprio intelletto e se si comporta in modo intelligente.

Quindi questo non è un test di intelligenza.

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Collegamenti e interruzioni efficienti

Abbiamo già visto che l’atto di scrivere segue la cosiddetta “legge di praticità” (unione di velocità + chiarezza), necessaria per economizzare sia lo sforzo che il tempo per “stare dietro” al pensiero che corre più velocemente del gesto grafico.

Quindi tanto più il nostro gesto grafico sarà veloce tanto più lo sarà anche il nostro pensiero.

Per velocizzare il gesto grafico usiamo inconsciamente degli accorgimenti come ad esempio collegamenti e interruzioni efficienti tra le lettere.
Facciamo degli esempi. Per cominciare vediamo i collegamenti tra le lettere:

( Continua … )

Introduzione alla Grafologia

category Grafologia Michele Di Lena 16 Luglio 2008 | Stampa articolo |
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La Grafologia (e la sua evoluzione detta Psicologia della scrittura) è una scienza statistica e sperimentale che studia il gesto grafico per stabilire il rapporto tra grafia e personalità dello scrivente. Viene utilizzata per cogliere ed evidenziare le potenzialità, le attitudini e la personalità di un individuo attraverso l’analisi della sua scrittura.

In Grafologia tutto o quasi ha un significato. Ad esempio il “foglio” rappresenta l’ambiente, cioè sia ciò che ci circonda, il contesto dove viviamo, sia le persone che abbiamo intorno. Quindi a seconda di come “usiamo” il foglio possiamo capire molte cose su come ci rapportiamo con l’ambiente e con le persone.

Come regola generale, più scriviamo sul foglio più tendiamo ad esprimerci nell’ambiente, ad “usarlo”, di conseguenza negando (più o meno consapevolmente) agli altri di poter fare altrettanto.

Poiché la scrittura adottata dalla nostra cultura occidentale corre da sinistra (punto di partenza, ciò che siamo) verso destra (punto di arrivo, ciò che saremo) possiamo affermare che la parte sinistra del foglio simboleggia il passato, l’origine del corso delle nostre azioni, il rapporto con il passato e come percepiamo ora il senso di paternità, mentre la parte destra rappresenta l’ambiente che dobbiamo fronteggiare al momento attuale, cioè l’altro, il prossimo, l’interlocutore, il futuro. In sostanza il procedere nello scrivere simboleggia l’andare incontro all’ambiente e agli altri, andare verso il futuro. ( Continua … )