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È impossibile godere a fondo l'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare. Jerome K. Jerome
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Carezze e benessere psicologico

category Atri argomenti Teresita Forlano 12 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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Per crescere bene e poter fare una vita sana, sin da piccoli abbiamo bisogno di cure che non si limitano al solo nutrimento ma anche al contatto fisico, alla vicinanza del bambino al genitore quando ne sente il bisogno. Queste attenzioni che procurano benessere, sono definite “carezze”. Il termine indica uno stimolo che arriva da una fonte esterna, necessario per la sopravvivenza dell’organismo umano, che “ha fame di stimoli” fin dalla nascita. Ognuno di noi ha bisogno di stimolazioni per vivere bene. A tale riguardo, diverse ricerche hanno rilevato che i neonati privati di stimolazioni tendono a un declino fisico che li rende più vulnerabili alle malattie e anche alla morte. Queste ricerche hanno anche evidenziato: persone private di stimoli per lunghi periodi, hanno avuto reazioni mentali ed emotive negative, se non addirittura forme di psicosi caratterizzate da allucinazioni. Quindi, la mancanza di stimoli emotivi, affettivi e sensoriali può comportare uno stadio di apatia che giunge fino a stadi degenerativi fisici e cerebrali e alla morte. Spesso non fa differenza se gli stimoli che arrivano suscitano piacere o dolore, capita che possano mancare carezze che procurano piacere e il piccolo si accontenta di quelle che suscitano malessere: meglio queste piuttosto che, stare in una totale mancanza di stimoli. Infatti, i neonati vissuti in orfanotrofi, lasciati a se stessi senza alcun tipo di stimolazione sensoriale e affettiva, con sola nutrizione, hanno sviluppato stati depressivi. Le carezze stimolano la crescita biologica dell’organismo, il cervello, la formazione della mente, il senso di calore, le emozioni.

E’ chiaro che il bisogno di carezze è insito in tutti noi, di base tutti abbiamo bisogno di stimoli, sia bambini che adulti, probabilmente in uguale quantità, anche se alcuni bambini nascono più esigenti, la dose di stimoli è uguale per tutti.

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Crisi di coppia: l’aiuto psicologico per evitare l’inevitabile o per superare il trauma della separazione

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 12 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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E’ noto che, negli ultimi anni, siano aumentati i divorzi e le separazioni, anche in Italia.

Quale effetto può avere sulla psiche una perdita affettiva dovuta a una separazione, divorzio, più o meno precoce?

A livello psicologico la perdita affettiva è un momento sempre delicato e un fattore di rischio per problemi o disturbi psichici.

Le reazioni alla perdita affettiva dipendono dalla personalità di chi subisce la perdita, da precedenti eventi stressanti o traumatici durante la vita, dalle possibilità di accettare gradualmente la nuova situazione, e dalle modalità con cui è avvenuta la perdita.

Più intenso era il legame tra i partner ed eventuali figli della coppia, più i vissuti di perdita saranno dolorosi durante e dopo la separazione.

 

Che cosa è una coppia?

Una coppia è definita tale quando, a prescindere dal sesso e dallo stato giuridico, condivide tre ambiti:

-quello affettivo-emotivo

-quello sociale

-quello sessuale.

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Pacemaker e lepri in atletica leggera

category Atri argomenti Matteo Simone 1 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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In effetti i due termini hanno lo stesso significato: “Lepre (atletica), in lingua inglese pacemaker, ovvero l’atleta che in una gara di corsa prolungata è deputato a mantenere elevata l’andatura affinché il tempo realizzato dal vincitore sia di livello.”

Ma c’è da dire che in pratica si distinguono i pacemaker che accompagnano i maratoneti fino al traguardo e “le lepri” che scandiscono il ritmo ai top runners per alcuni chilometri della gara.

Sembra esserci differenza tra pacemaker e lepre, il pacemaker ti accompagna per tutta la gara, la lepre ti accompagna fino ad un certo punto; del pacemaker generalmente si avvale l’amatore che vuole essere tranquillo mentalmente e lavorare solo con il fisico, quindi si affida al ritmo dell’accompagnatore quindi l’unico iimpegno che ha è adeguare il suo sforzo fisico a quello dell’accompagnatore, ma il pacemaker, generalemente non fa solamente un lavoro fisico fatto bene perché corre ad un ritmo a lui non proibitivo ma anche un lavoro di aiuto mentale per l’accompagnato qualora non riesca a tenere il ritmo di corsa che si è prefissato, in fatto in quel caso l’accompagnatore deve possedere la capacità di sostenere l’atleta, incoraggiarlo, tirare fuori le sue risorse e questo non è facile perché ognuno è una persona diversa dall’altra con una propria personalità, proprie caratteristiche, può essere una persona che ha bisogno di essere stimolato, incoraggiato altrimenti non rende, o al contrario può essere una persona che non c’è parola che lo possa aiutare se crede, se è convinto di non farcela si pianta e basta e se insisti gli diventi un nemico.

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BENESSERE PSICOFISICO CON GESTALT THERAPY

category Atri argomenti Matteo Simone 1 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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Capita che l’essere umano si accorga di non stare bene e decida di correre ai ripari, nel senso che pensi di stare meglio.

Ad esempio l’individuo ad un certo punto della sua esistenza può decidere che è ora di finirla con un suo comportamento o con una sua abitudine e siccome da solo non riesce a prendere tale decisione si rivolge ad una persona competente.

Questo può accadere, per esempio, ad una persona che ha accumulato un po’ di peso ovvero chili e per diversi motivi, per esempio di salute tipo pressione alta, colesterolemia o per difficoltà nei movimenti o per l’affanno in certe attività fisiche quali giocare, rincorrere, ecc. o per ragioni estetiche, per esempio si vede troppo pieno.

Succede che finalmente, presa la decisione di non poter continuare con questo peso addosso, con queste difficoltà, con questi disagi, ci si rimbocchi le maniche e ci si rechi da un esperto.

Ma il fatto di recarsi da un esperto non è sufficiente a risolvere il problema perché le abitudini, i comportamenti, lo stile di vita non si cambia da un giorno all’altro ma richiede un impegno notevole, un adattamento graduale ed un lavorare su più fronti.

Non c’è una soluzione, per esempio evitare di mangiare oppure fare attività fisica.

Bisogna lavorare su tanti fronti e tirare fuori tutte le risorse della persona.

Per quanto riguarda l’attività fisica può valutare di iniziare gradualmente a fare movimenti incrementandoli con il tempo e cercando incentivi quali il fare attività in compagnia o comunque gratificanti.

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Non è un paese per vecchie, psichiatria culturale dell’invecchiamento di genere

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 1 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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Per l’uomo moderno la temporizzazione degli eventi è divenuta sempre più irregolare ed una teoria dello sviluppo psichico, in specie in età adulta,  basata su di una successione di fasi, sembrerebbe, per vari motivi, troppo semplicistica (Neugarten, 1979). Di modificazioni intrapsichiche ne avvengono di continuo nel corso degli anni, tant’è che le tematiche predominanti, riferite da adulti appartenenti a diverse fasce d’età, non seguono quell’ordine che ci si aspetterebbe.
L’anzianità potrebbe essere vista, allora, quasi come una transitoria fascia in mobilità, suscettibile di ininterrotte evoluzioni e di ambivalenti sovrapposizioni, determinate dalla percezione che si ha di se stessi e da quella che gli altri hanno di noi, diversa in quanto coetanei, e ancora differente se essi sono più giovani o più vecchi.
Di solito, non ci si vede quando si è immersi nel fluire dell’esistenza, ma se diventa inevitabile il confronto, non ci si riconosce più, specie nell’ identificarsi con un corpo tra quelli che ci hanno rivestito nel tempo. Nell’era della comunicazione quest’identificazione è assoluta, costrittiva, investendo ogni ambito delle possibilità. Ma, mentre i maschi sembrano più proiettati verso l’esteriorità degli spazi liberi, le donne si richiuderebbero nell’intimo domestico. Il benessere, per i primi, equivale a forza e potere, per le altre, più semplicemente a bellezza, e al pregiudizio che ne deriva. L’età non fa altro che esasperare questa distinzione.
I maschi possono persino compiacersi di avere interessi leggermente pedofili, mentre alle donne spetta un’irreversibile obsolagnia, e quando rivolgono le loro attenzioni a “prede” più giovani diventano “coguare” (cougar). La trasgressione femminile, per via dello squilibrio della coppia coniugale, è sempre stata una minaccia all’ordine costituito e a Giocasta non si concede neppure la tragedia di un Edipo rovesciato. Per Raymond de Saussure (1919) si tratta solo di un morboso attaccamento materno, quasi un capovolgimento dell’idea di James Jackson Putnam (1913) circa l’ avversione del padre verso la figlia che, raggiunta l’età adulta, gli preferisce un altro uomo (Griselda Fantasy).
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Gli errori in amore: 2° puntata – donne poco donne, uomini poco uomini…

category Atri argomenti Angela Flammini 28 Aprile 2011 | Stampa articolo |
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“La base delle psiche maschia è:
essere forte, abile e coraggioso,
per ottenere la stima delle donne
e l’appartenenza al loro cerchio.
L’accoglienza. Essere accolto.
Questo è il parametro essenziale.
Il totem racchiuso nell’idea di penetrare…”
Jacopo Fò)

La gran parte degli errori in amore, origina dall’alterazione dei ruoli istintivi di maschi e femmine e dalla conseguente frustrazione dei loro bisogni innati, che sono soprattutto biologici. Gli esseri umani, sono esseri viventi dotati di due sessi differenti e complementari, la loro funzione è quella di riprodursi. Per questo, all’interno del cervello cosiddetto “rettiliano”, quello più arcaico, le strutture limbiche generano sentimenti di desiderio, piacere o frustrazione, in caso di non appagamento. La natura ha dunque reso piacevole, ciò che è indispensabile: la passione sessuale, una questione di vita o di morte, come la fame e la sete…. Ma il cucciolo umano ha bisogno, contrariamente agli altri cuccioli, di molti anni per essere indipendente ed è per questo che, l’homo sapiens sapiens ha sviluppato la neocorteccia, capace di creare legami a lungo termine e di escogitare strategie mentali, aggiungendo nuove sfumature alla vita emotiva.

( Continua … )