Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Dalla normalità si può anche guarire. Anonimo
Viagra online

Archivi per ‘Atri argomenti’

L’Età dell’Empatia: sociopatia, schadenfreude… familismo… maternese, lingua madre… legge dell’effetto…autonomia motivazionale…

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 11 Dicembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

“La malattia mentale – scrive Frans De Waal, in “L’Età dell’Empatia” (trad. it. Marco Pappalardo, Garzanti, Milano 2011) – è caratterizzata da una disconnessione permanente tra l’assunzione di prospettiva e le aree profonde dell’empatia”.

Anche se per lo più affibbiamo l’etichetta della “psicopatia” a ogni manifestazione di aggressività, sadismo, schadenfreude, narcisismo o vampirismo affettivo, non dobbiamo dimenticare che questa patologia così vasta non connota tanto un atteggiamento genericamente antisociale (da cui anche “sociopatia”), bensì specificatamente la mancanza di attaccamento del mero egoista. Questa gente senza morale, che non dimostra alcuna pietà, spesso esercita un grande fascino e occupa posizioni di prestigio.

Nel descrivere la psicopatia diffusa nel mondo degli affari, Paul Babiak  e Robert D. Hare parlano di “serpenti  vestiti di tutto punto”, in doppiopetto, giacca e cravatta, ma rettili; “Snake in Suits: When Psychopaths Go to Work” è il titolo del loro libro del 2006, che denuncia la maggiore concentrazione di questi soggetti giusto in quei sistemi che remunerano la spietatezza. Gli psicopatici sono come i serpenti perché possiedono tutti gli strati cognitivi che permettono di capire desideri e bisogni degli altri, e persino individuarne seduta stante i punti deboli, ma restano del tutto indifferenti agli effetti che su di essi il loro comportamento provoca.

James  R. Blair (1995), nell’affrontare il problema dello sviluppo del senso etico, ipotizza, per tali soggetti, un precoce disturbo dell’apprendimento. Sostiene infatti che agli psicopatici manchi quella certa sensibilità che si esprime come premura e soprattutto come controllo della propria forza e inibizione di gratuiti atti prevaricatori. Il condizionamento psicopatologico li spinge verso l’apprendimento della manipolazione e il gesto intimidatore. Intellettualmente in grado di assumere il punto di vista degli altri, lo ignorano completamente dal punto di vista affettivo, o imparano a simulare i sentimenti nel pieno disprezzo della verità, e della reciprocità. Le loro pur innegabili abilità sono tutte protese all’esercizio del potere e dell’autorità, a scapito dell’assennatezza. Questa malattia è come se immunizzasse all’altrui sofferenza.

( Continua … )

La salute psicologica come armonia e cambiamento

category Atri argomenti Marina Belleggia 23 Novembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Come possiamo parlare di armonia quando la persona si sente turbata dalla malattia? Tuttavia, parlare di armonia ci avvicina a un concetto realistico della salute: la salute è una lotta contro tutto ciò che avversa l’armonia nell’uomo. Per armonia si intende la confluenza di diversi elementi in modo ordinato, cioè l’unità. E l’unità è la vita, poiché la disintegrazione è la morte. Tendere all’armonia vuol dire aumentare la vita, e la salute è l’unico modo per conservare e aumentare la vita. Ma qual è l’armonia che promuove la salute? Quella che si realizza in fatti concreti che danno espressione a questa armonia, che la fanno aumentare, che correggono le disarmonie. Quindi, l’armonia si esprime sotto forma di cambiamento.
L’armonia verso la quale tendiamo è l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale. Mi soffermo su quella psichica, considerando le altre tre come intimamente connesse a questa.
Dal punto di vista psicologico la salute consiste:

- nell’avere competenza sociale, ovvero sapersi muovere in modo adeguato nei contesti sociali, ascoltando, conversando, esprimendo in modo accurato atteggiamenti ed emozioni;

- nell’avere una buona stima di sé, un giudizio positivo del proprio valore personale;

- nell’avere una buona capacità di risoluzione dei problemi, cioè l’abilità di identificarli e analizzarli, di scegliere le soluzioni e di valutare i risultati;

-nell’avere la percezione accurata delle proprie emozioni, il controllo di esse, e la capacità di esprimerle in modo appropriato.

( Continua … )

Perverso, Predatore, Ammazzafemmine!

category Atri argomenti Sabrina Costantini 18 Novembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Una delle situazioni che coinvolgono e accomunano frequentemente le donne, forse in una sorta d’iniziazione alla vita e all’adultità, è rappresentata dalla relazione perversa.

Si tratta della relazione con un individuo, di solito il partner di una relazione sentimentale, con una struttura prettamente narcisistica. In quanto tale, la relazione è caratterizzata da asimmetria, abuso, uso narcisistico, violenza psicologica, talvolta violenza fisica, prevaricazione, ecc.

L’etimologia stessa della parola “perverso” ci rimanda al latino “pervertere”, ovvero rivoltare, rovesciare. Di fronte ad un individuo perverso ci troviamo ad un rovesciamento continuo della realtà e della posizione. Non si sa mai dove trovarli, creano fascino e obnubilamento, dicono e subito dopo negano quanto detto, non vogliono essere trovati e al di là della posizione cosciente, loro stessi non sanno dove realmente sono, di conseguenza l’ambivalenza regna sovrana, all’insegna dell’inconsapevolezza e della violenza. Gli umani oggetto della loro manipolazione, di solito donne, si sentono disorientate, affascinate, “sotto sopra”, rivoltate nella loro integrità e continuità, predate della loro essenza.

La storia di Barbablù è assai interessante e connotativa rispetto a questa condizione. Ne troviamo versioni differenti, da quelle raccolte dai fratelli Grimm (vedi ad esempio L’uccello di Fichter o il Maiale fatato), alla versione anglosassone del Signor Fox, alla produzione di Charles Perrault, di Henri Pourrat, alle versioni orali narrate in tutta l’Asia e l’America Centrale, a quella facente parte delle fiabe di Mille ed una notte, ecc.

Ciascuna con una qualche variante, ma accomunate dal tema centrale coerente in tutte quante. Il fatto che ce ne sia tante versioni sparse in posti così lontani, lascia pensare all’universalità del suo tema di fondo, all’elevato valore simbolico dell’ossatura.

Bettelheim ci ricorda che questa non è una fiaba, perché manca l’elemento magico e soprannaturale (eccetto per il sangue sulla chiave) ed inoltre, nonostante il male venga punito, questo esito non produce consolazione né salvezza.

( Continua … )

I pensieri che fanno ingrassare

category Atri argomenti Camilla Cristina Scalco 16 Ottobre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La maggior parte delle persone che si mettono a dieta dimagrisce,

ma solo il 5% riesce a mantenere il peso raggiunto.

La vulnerabilità al valore sociale della magrezza come sintomo di successo

ed il tentativo frustrante di inseguire un peso ideale incompatibile

con le proprie caratteristiche biologiche e morfologiche,

espone una grande quantità di persone a sofferenza psicologica ed emotiva.

Accanto ad

anoressia e

bulimia nervosa,

negli ultimi decenni

la classe medica

descrive un’ampia

categoria di disturbi

dell’alimentazione clinicamente

significativi

che riguarda il 20-

30% dei pazienti che

richiedono un trattamento.

( Continua … )

Rientro dalle vacanze: come sconfiggere lo stress post vacanziero

category Atri argomenti Pasquale Elia 7 Settembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La sveglia inizia di nuovo a suonare alle prime luci del mattino, il lunedì è il giorno più odiato, si ritorna alla normalità, le vacanze, purtroppo, sono terminate. Il ritorno dalle vacanze è sempre vissuto in maniera traumatica, i primi sintomi iniziano a farsi sentire il giorno prima della partenza con tristezza e disturbi psicosomatici. Questo malessere viene identificato come: post-vacation blues negli USA, post-holidays blues in Irlanda e nei paesi del Commonwealth (blue in inglese significa anche depressione), indicando lo stress da rientro dalle vacanze, uno stato d’animo negativo che colpisce maggiormente le persone dai 25 ai 45 anni, al ritorno da un lungo periodo di vacanza. I disturbi più comuni sono: mal di testa, stordimento, irritabilità, dolori muscolari, inappetenza e, nel peggiore dei casi, depressione, generati da una condizione psicologica negativa per aver vissuto una lunga vacanza spensierata, senza regole e costantemente rivista in veste nostalgica. Una nota compagnia di crociera ha anche fatto una pubblicità che è diventata molto famosa per il fatto che ha rimarcato questa condizione di vivere con rimpianto la vacanza. Secondo i dati Istat un italiano su dieci trova difficoltà a riadattarsi nel solito tran tran quotidiano, questa difficoltà, nei casi più gravi, dura anche mesi, ecco perché bisognerebbe sempre seguire qualche consiglio per trovarsi di nuovo combattivi al rientro. È consigliabile fare ritorno qualche giorno prima di buttarsi subito nel lavoro o nello studio, questo perché abbiamo bisogno di immetterci pian piano nella retta via, dopo un lungo reset durante le vacanze. Tornare qualche giorno prima ci aiuterà a sistemare con calma quello che abbiamo lasciato in sospeso nell’euforia della partenza, dare una sistemata in casa, fare la spesa, pagare le bollette arrivate durante le ferie e soprattutto ripristinare il nostro hard disk interno con i vecchi programmi, dopo la formattazione, senza farsi prendere dal panico. Fare dei passi graduali al ritorno e puntare prima agli obiettivi minori dà la possibilità di collegare la spina con delicatezza. Si consiglia di non passare subito dalla tenuta da mare informale a vestito classico formale  ma di vestire un abbigliamento che stacchi gradualmente le due tenute (casual potrebbe andar bene).

( Continua … )

Il difficile equilibrio tra le grandi gesta e le piccole attenzioni quotidiane nei rapporti di coppia

category Atri argomenti Alfonso Falanga 13 Agosto 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

I rapporti personali più sono significativi e, a volte, più rischiano di diventare conflittuali.

In tali casi frustrazioni, demotivazioni e disagi di varia natura ed intensità minano il legame pur lasciando inalterato il valore che la relazione ( affettiva o familiare, professionale oppure sociale ) ha per i protagonisti.

Le origini di tali apparenti contraddizioni sono diverse e non sempre immediatamente evidenti.

In talune circostanze un motivo di tale paradosso è il difficile equilibrio tra quei comportamenti che, dal punto di vista affettivo/ emotivo, possiamo definire “ grandi gesta “ e quelli che, invece, costituiscono attenzioni quotidiane anche minime.

La dinamica può riguardare relazioni di qualsiasi natura. In questa nota focalizziamo la nostra attenzione sui rapporti di coppia.

Capita a volte che entrambi i partner nonostante l’affetto che provino uno per l’altro, sperimentino una condizione di reciproca incomprensione: si sentono trascurati, non capiti, profondamente svalutati. C’è chi, da un lato, ritiene di non ricevere ciò che, sentimentalmente ed emotivamente, chiede o di ricevere ciò che non chiede.

Dall’altro si trova chi  sente del tutto deprezzato ciò che, sempre nell’ottica affettiva / emotiva, dà.

( Continua … )