Maltrattamento e violenza alle donne
Riconoscere e conoscere quello che spesso succede tra le mura domestiche in termini di danno per le donne e i minori, sapere che per violenza e maltrattamento si intende tutto ciò che implica sopraffazione psichica, economica, sessuale, oltre che fisica, vuole dire offrire alle donne la possibilità di rompere il segreto senza essere accusate di complicità, di avere la certezza che non solo chi picchia o uccide compie un reato, ma anche chi insulta, svilisce o minaccia.
Spesso l’agire con violenza proviene da lontano, è un atteggiamento che passa dal padre al figlio, così come il subire passa, in modo transgenerazionale, dalla madre alla figlia, in una catena che sembra difficile da spezzare.
La violenza fisica: si intende qualsiasi azione che possa far male o spaventare, e quindi non solo botte che provocano lividi, ferite o rotture, come ceffoni, calci, pugni, morsi o altro fino a esiti letali, ma anche atti intimidatori e minacce che tendono a terrorizzare la donna e a tenerla sotto controllo. In questo senso gli urli, le aggressioni verbali, lo spaccare oggetti o prendere a calci mobili e porte, metterle le mani al collo, farle vedere un’arma o un coltello, strattonarla sono tutte forme di violenza fisica che non producono conseguenze visibili e che possono non essere riconosciute come tali, anche dalle donne stesse che le subiscono.
La violenza psicologica: l’aspetto psicologico del maltrattamento è una delle più potenti strategie di potere e di controllo che presiedono all’effrazione. In questo senso si parte dal presupposto che il maltrattante intenzionalmente voglia sopraffare la donna mediante strategie umilianti e dolorose di potere e controllo che provocano nella vittima una vera e propria effrazione psichica, indebolendola e impoverendola in modo grave ma funzionale al protrarsi dell’abuso.





