Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
L'esperienza è una cosa che non puoi avere gratis. Oscar Wilde
Viagra online

Archivi per ‘Atri argomenti’

Sinottico della coppia felice

category Atri argomenti Angela Flammini 25 Dicembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

A nostre spese abbiamo ormai compreso che uomini e donne sono diversi e diverse sono le reciproce esigenze. Il guru della coppia, John Gray, nella serie “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, ne parla diffusamente, ma tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare; il mare delle emozioni, degli istinti e dei bisogni, il mare dell’amore…. Quell’amore che più è intenso e più ci fa sbagliare, perché accresce il nostro bisogno di essere amati e ci porta a dare all’altro ciò che invece vorremmo per noi e che, solitamente, non è ciò che l’altro vuole..
E’ difficile capire cosa sia meglio per l’altro e dargli esattamente ciò di cui ha bisogno, se nessuno ce lo insegna e ce lo ripete in continuazione.
Un planning settimanale, benché spesso incomprensibile, perchè lontano dai nostri schemi ed opposto alle nostre convinzioni, ci educa concretamente alle differenze tra uomo e donna ed a rispettare il proprio partner, rendendolo felice.
Un calendario dell’amore, una guida quotidiana sulle cose da fare e da non fare, ”365 giorni per non farsi mollare, 52 settimane per conoscersi, rispettarsi ed amarsi”, che ci spiana la strada ad un rapporto duraturo e felice, tenendo lontane le ombre delle crisi di coppia.
Almeno una volta a settimana, bisogna liberarsi dallo stress, le donne con altre donne, e gli uomini con altri uomini
Almeno una volta a settimana, bisogna ridere.
Almeno una volta a settimana, bisognerebbe stare con amici comuni.
Almeno una volta a settimana, l’uomo deve poter fare qualcosa per la donna. Perché, per un uomo, è fondamentale sapere di poter fare qualcosa che, di certo renderà felice la propria donna.
Almeno una volta a settimana, bisogna rilassarsi completamente e far nulla.
Almeno una volta a settimana, bisogna condividere un interesse comune.
Talvolta, l’uomo ha bisogno di allontanarsi, per poi tornare con molto più amore.
Tutti i giorni, la donna ha bisogno di piccoli gesti d’amore, per essere felice ed accogliente…
Tutti i giorni bisogna ringraziare e mostrare tutta la felicità per un gesto o uno sforzo fatto.
Non litigare maiI! Discussioni rispettose, comunicazione e negoziazione, ma non litigi furiosi o accuse infondate. Quando accade, la collera la fa da padrone e la vista si annebbia, come i sentimenti.

( Continua … )

Arguzia, schadenfreude, sarcasmo, riso affiliativo od ostracizzante, playface, sbadiglio, immedesimazione, scimmiottamento, imitazione – Lingua madre, problema della corrispondenza, sincronizzazione, chameleon effect, contagio emotivo, Einfühlung, tending instinct nell’Età dell’Empatia

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 20 Dicembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Il riso è innato e condiviso con le scimmie antropomorfe, per cui il senso dell’umorismo potrebbe essere considerato alla stregua di una raffinata evoluzione dell’atteggiamento giocoso dei primati e il cosiddetto “effetto sorpresa”, che coincide con la battuta finale, o il rovesciamento di significati nell’epilogo delle barzellette, non sarebbe altro che una cervellotica riproposta del gioco infantile del “bu bu settete”.

Allorquando diverse persone scoppiano a ridere all’unisono, rinforzano i loro legami di cameratismo e solidarietà, trasmettendo e condividendo emozioni positive. Nel riso, però,  si può celare quella componente aggressiva e ostile della schadenfreude, con il semplicistico meccanismo per cui, con lo scherno, si proiettano su estranei sentimenti negativi, razzisti, di disprezzo.

“La gloria repentina è la passione che produce le smorfie chiamate riso e nasce sia quando si compie all’improvviso qualche azione che ci fa piacere, sia dal venire a conoscenza di qualche deformità in un’altra persona al cui confronto ci rallegriamo subitaneamente di noi stessi” (Thomas Hobbes: “Leviathan”, 1651).

Richard D. Alexander (1986) sostiene che l’umorismo possa essere interpretato come un’attività sociale finalizzata a influenzare positivamente lo stato mentale dei soggetti umoristi, ma negativamente gli oggetti vittime del sarcasmo. Tradizionalmente si distinguono due differenti classi di humor, quello “affiliativo”, incentrato sulla creazione e il mantenimento della coesione di gruppo, in cui l’identificazione di una vittima può essere incidentale, l’altro palesemente “ostracizzante”, in cui la scelta della vittima dipende quasi esclusivamente dalla maggioranza dell’uditorio.

( Continua … )

L’Età dell’Empatia: sociopatia, schadenfreude… familismo… maternese, lingua madre… legge dell’effetto…autonomia motivazionale…

category Atri argomenti Giuseppe Maria Silvio Ierace 11 Dicembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

“La malattia mentale – scrive Frans De Waal, in “L’Età dell’Empatia” (trad. it. Marco Pappalardo, Garzanti, Milano 2011) – è caratterizzata da una disconnessione permanente tra l’assunzione di prospettiva e le aree profonde dell’empatia”.

Anche se per lo più affibbiamo l’etichetta della “psicopatia” a ogni manifestazione di aggressività, sadismo, schadenfreude, narcisismo o vampirismo affettivo, non dobbiamo dimenticare che questa patologia così vasta non connota tanto un atteggiamento genericamente antisociale (da cui anche “sociopatia”), bensì specificatamente la mancanza di attaccamento del mero egoista. Questa gente senza morale, che non dimostra alcuna pietà, spesso esercita un grande fascino e occupa posizioni di prestigio.

Nel descrivere la psicopatia diffusa nel mondo degli affari, Paul Babiak  e Robert D. Hare parlano di “serpenti  vestiti di tutto punto”, in doppiopetto, giacca e cravatta, ma rettili; “Snake in Suits: When Psychopaths Go to Work” è il titolo del loro libro del 2006, che denuncia la maggiore concentrazione di questi soggetti giusto in quei sistemi che remunerano la spietatezza. Gli psicopatici sono come i serpenti perché possiedono tutti gli strati cognitivi che permettono di capire desideri e bisogni degli altri, e persino individuarne seduta stante i punti deboli, ma restano del tutto indifferenti agli effetti che su di essi il loro comportamento provoca.

James  R. Blair (1995), nell’affrontare il problema dello sviluppo del senso etico, ipotizza, per tali soggetti, un precoce disturbo dell’apprendimento. Sostiene infatti che agli psicopatici manchi quella certa sensibilità che si esprime come premura e soprattutto come controllo della propria forza e inibizione di gratuiti atti prevaricatori. Il condizionamento psicopatologico li spinge verso l’apprendimento della manipolazione e il gesto intimidatore. Intellettualmente in grado di assumere il punto di vista degli altri, lo ignorano completamente dal punto di vista affettivo, o imparano a simulare i sentimenti nel pieno disprezzo della verità, e della reciprocità. Le loro pur innegabili abilità sono tutte protese all’esercizio del potere e dell’autorità, a scapito dell’assennatezza. Questa malattia è come se immunizzasse all’altrui sofferenza.

( Continua … )

La salute psicologica come armonia e cambiamento

category Atri argomenti Marina Belleggia 23 Novembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Come possiamo parlare di armonia quando la persona si sente turbata dalla malattia? Tuttavia, parlare di armonia ci avvicina a un concetto realistico della salute: la salute è una lotta contro tutto ciò che avversa l’armonia nell’uomo. Per armonia si intende la confluenza di diversi elementi in modo ordinato, cioè l’unità. E l’unità è la vita, poiché la disintegrazione è la morte. Tendere all’armonia vuol dire aumentare la vita, e la salute è l’unico modo per conservare e aumentare la vita. Ma qual è l’armonia che promuove la salute? Quella che si realizza in fatti concreti che danno espressione a questa armonia, che la fanno aumentare, che correggono le disarmonie. Quindi, l’armonia si esprime sotto forma di cambiamento.
L’armonia verso la quale tendiamo è l’armonia fisica, psichica, sociale e spirituale. Mi soffermo su quella psichica, considerando le altre tre come intimamente connesse a questa.
Dal punto di vista psicologico la salute consiste:

- nell’avere competenza sociale, ovvero sapersi muovere in modo adeguato nei contesti sociali, ascoltando, conversando, esprimendo in modo accurato atteggiamenti ed emozioni;

- nell’avere una buona stima di sé, un giudizio positivo del proprio valore personale;

- nell’avere una buona capacità di risoluzione dei problemi, cioè l’abilità di identificarli e analizzarli, di scegliere le soluzioni e di valutare i risultati;

-nell’avere la percezione accurata delle proprie emozioni, il controllo di esse, e la capacità di esprimerle in modo appropriato.

( Continua … )

Perverso, Predatore, Ammazzafemmine!

category Atri argomenti Sabrina Costantini 18 Novembre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Una delle situazioni che coinvolgono e accomunano frequentemente le donne, forse in una sorta d’iniziazione alla vita e all’adultità, è rappresentata dalla relazione perversa.

Si tratta della relazione con un individuo, di solito il partner di una relazione sentimentale, con una struttura prettamente narcisistica. In quanto tale, la relazione è caratterizzata da asimmetria, abuso, uso narcisistico, violenza psicologica, talvolta violenza fisica, prevaricazione, ecc.

L’etimologia stessa della parola “perverso” ci rimanda al latino “pervertere”, ovvero rivoltare, rovesciare. Di fronte ad un individuo perverso ci troviamo ad un rovesciamento continuo della realtà e della posizione. Non si sa mai dove trovarli, creano fascino e obnubilamento, dicono e subito dopo negano quanto detto, non vogliono essere trovati e al di là della posizione cosciente, loro stessi non sanno dove realmente sono, di conseguenza l’ambivalenza regna sovrana, all’insegna dell’inconsapevolezza e della violenza. Gli umani oggetto della loro manipolazione, di solito donne, si sentono disorientate, affascinate, “sotto sopra”, rivoltate nella loro integrità e continuità, predate della loro essenza.

La storia di Barbablù è assai interessante e connotativa rispetto a questa condizione. Ne troviamo versioni differenti, da quelle raccolte dai fratelli Grimm (vedi ad esempio L’uccello di Fichter o il Maiale fatato), alla versione anglosassone del Signor Fox, alla produzione di Charles Perrault, di Henri Pourrat, alle versioni orali narrate in tutta l’Asia e l’America Centrale, a quella facente parte delle fiabe di Mille ed una notte, ecc.

Ciascuna con una qualche variante, ma accomunate dal tema centrale coerente in tutte quante. Il fatto che ce ne sia tante versioni sparse in posti così lontani, lascia pensare all’universalità del suo tema di fondo, all’elevato valore simbolico dell’ossatura.

Bettelheim ci ricorda che questa non è una fiaba, perché manca l’elemento magico e soprannaturale (eccetto per il sangue sulla chiave) ed inoltre, nonostante il male venga punito, questo esito non produce consolazione né salvezza.

( Continua … )

I pensieri che fanno ingrassare

category Atri argomenti Camilla Cristina Scalco 16 Ottobre 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La maggior parte delle persone che si mettono a dieta dimagrisce,

ma solo il 5% riesce a mantenere il peso raggiunto.

La vulnerabilità al valore sociale della magrezza come sintomo di successo

ed il tentativo frustrante di inseguire un peso ideale incompatibile

con le proprie caratteristiche biologiche e morfologiche,

espone una grande quantità di persone a sofferenza psicologica ed emotiva.

Accanto ad

anoressia e

bulimia nervosa,

negli ultimi decenni

la classe medica

descrive un’ampia

categoria di disturbi

dell’alimentazione clinicamente

significativi

che riguarda il 20-

30% dei pazienti che

richiedono un trattamento.

( Continua … )