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Quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore. Confucio
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Archivi per ‘Altre terapie’

Vinci Ansia Stress e Paure con “Calma interiore”

category Altre terapie Davide Perpi 1 Settembre 2012 | Stampa articolo |
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Incredibile con la Meditazione psico-attiva è possibile guarire da:

Ansia

Stress

Paure

Fobie

Stati depressivi

Questo e non solo è tutto ciò che può fare la meditazione!

Ormai consolidati studi, confermano il fatto che la pratica della meditazione, specialmente se fatta costantemente, dona alle persone una maggior consapevolezza di se stesse. La meditazione dona equilibrio psichico ma anche fisico e conferisce un naturale senso di serenità.

Gli studi confermano anche che i soggetti che praticano la meditazione hanno un atteggiamento più consapevole e sicuro, hanno solitamente migliori rapporti con le altre persone e un atteggiamento verso la vita più” responsabile”.

Infatti, risulta inoltre che questa pratica conferisce consapevolezza di se stessi. Consapevolezza del fatto di rendersi conto che la vita e tutte le sue situazioni sono il risultato di come essa viene interpretata e di conseguenza analizzata.

Cambiando il modo di interpretare gli avvenimenti e le situazioni, inevitabilmente le persone cambiano in positivo tutto quello che non funziona nella propria esistenza, rendendosi conto di avere un vero e proprio potere sulla propria persona e sulla propria vita.

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La Capoeira, gioco-danza-lotta. Una sorta di terapia comunitaria

category Altre terapie Matteo Simone 21 Maggio 2012 | Stampa articolo |
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“Gingar sempre”

Mestre Bimba

 

“…capoeira é muito mais que uma luta, capoeira é ritmo, é música, é malandragem, é poesia, é um jogo, é religião…”

Mestre Pastinha

 

 

La Capoeira nasce in Brasile come arte marziale praticata dagli schiavi africani che si esercitavano tra di loro a combattere mentre erano reclusi in celle molto basse.

La Capoeira era vietata perché si temeva che gli schiavi si preparassero troppo bene a combattere e questo non era accettabile per le autorità locali, così quando i capoeiristi si accorgevano di essere visti simulavano di danzare.

Nel 1770 ci fu il primo riferimento alla Capoeira come manifestazione di lotta degli schiavi brasiliani. Il 25 aprile del 1789 ci fu il primo arresto di un capoerista di nome Adao per il solo fatto di essere un lottatore di Capoeira.

Il 28 settembre del 1871 una legge stabilì che i discendenti degli schiavi ce nascessero a partire da quella data sarebbero liberi e il 13 maggio del 1888 una legge liberava tutti gli schiavi.(1)

Con l’abolizione della schiavitù e l’instaurazione della Repubblica,  la capoeira non cessò di essere perseguitata, continuando ad essere considerata come una pratica criminale, punita con la prigione in base al l Codice Penale della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile del 11/10/1890, articolo 402.

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Intervento psicologico rivolto ad atleti

category Altre terapie Matteo Simone 7 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
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L’intervento, teso all’incremento della performance sportiva, è mirato a permettere agli atleti di prepararsi per le proprie prestazioni sportive non tralasciando l’aspetto mentale ritenuto elemento fondamentale al pari dell’allenamento fisico.

 

Obiettivi e attività:

  • Incremento dell’autoefficacia dell’atleta

L’autoefficacia è definita come l’insieme di convinzioni che le persone possiedono riguardo alle proprie capacità di organizzare ed eseguire azioni necessarie al raggiungimento dei propri scopi.

La persona che avrà sviluppato un forte senso d’autoefficacia sceglie obiettivi più elevati, è più motivata, usa le proprie capacità con maggiore efficienza, è meno ansiosa, gestisce meglio i fallimenti, è più tenace e ottiene risultati più soddisfacenti di chi invece ha una percezione negativa delle proprie possibilità.

E’scientificamente dimostrato che i soggetti in possesso di un elevato livello di autoefficacia hanno una maggiore motivazione e riescono meglio nelle attività competitive, producendo performance più elevate.

Al fine di raggiungere l’obiettivo, l’intervento, potrebbe focalizzarsi sulle fonti delle convinzioni di efficacia:

Le esperienze di gestione efficace, cioè quelle in cui una persona affronta effettivamente con successo una determinata situazione, costituiscono la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia.

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Omeopatia, terapia del futuro

category Altre terapie Rocco Berloco 1 Giugno 2011 | Stampa articolo |
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Voglio raccontare una storia, forse quella più affascinante, e quella che maggiormente ha rischiarato il cielo della medicina olistica. Voglio raccontare la storia di Samuel Christian Friedrich Hahnemann, del dott. Hahnemann. Nasce in Sassonia, allo scoccare della mezzanotte del 10 aprile 1755 da un decoratore di porcellane. Il padre gli  aveva prospettato una vita da commerciante, ma i suoi insegnanti riconoscendo in lui una spiccata propensione per lo studio lo accettarono gratuitamente a scuola. Studiò e studiò medicina fino al 10 agosto 1779 quando ad Erlangen discusse la tesi dal titolo “Valutazione dell’eziologia e terapia delle affezioni spastiche.” Hahnemann divenne un buon medico, un medico con lo studio sempre pieno, ma un qualcosa lo rendeva insoddisfatto: non riusciva a guarire veramente i suoi pazienti. Non si poteva continuare a somministrare purganti e salassi. Riprese a studiare ancora, chimica, traduzioni di argomento medico. Una traccia importante la lascia la materia medica dello scozzese Cullen. Comincia la sua ricerca e la sua sperimentazione sulla corteccia di china fino al momento in cui formula la tesi che una sostanza sia in grado di curare i sintomi che essa è in grado di procurare. Nel 1790 sperimenta questa tesi con successo e da lì continua la sua ricerca, il suo percorso, il suo lungo viaggio verso una medicina dolce, energetica, vibrazionale, una medicina che non sopprime i sintomi, ma che riequilibra energeticamente l’organismo. Ma non dobbiamo immaginare Hahnemann come una “vox clamans in deserto” quella è un’epoca in pieno fermento culturale e le diatribe maggiori sono tra i propugnatori dell’importanza dell’infinitamentente piccolo in medicina, ovvero il batterio ed i sostenitori del “terreno” individuale. Perché una malattia possa attecchire c’è bisogno principalmente di un organismo, quindi un ” terreno” favorevole. Non c’è batterio tanto potente da poter sconvolgere un organismo sano ed energeticamente equilibrato. Ma in questa storia compare Pasteur, e la Storia, quella con la “S” maiuscola darà ragione a lui,  tutti gli studi e gli orientamenti futuri saranno improntati alla ricerca dell’infinitamente piccolo. E la Medicina prosegue in quella direzione, ma c’è qualcuno che ha giurato averlo sentire dire sul letto di morte: “Il batterio è niente, il terreno è tutto”, ma anche questa è un’altra storia. Ma torniamo all’omeopatia e a quelle palline bianche di zucchero che vengono fuori da un tubulo piccole e discreto: i granuli. Il principio dell’omeopatia sta in quel famoso aforisma: “similia similibus curentur” ovvero il simile si cura con il simile.

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Fiori di Bach, terapia di modulazione

category Altre terapie Rocco Berloco 1 Giugno 2011 | Stampa articolo |
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La floriterapia è una disciplina che intende curare l’uomo con delle essenze floreali. In questa sede ci soffermeremo solo sui trentotto fiori scoperti da Edward Bach durante la sua breve ed intensa vita, non tenendo conto di tutto il vasto panorama attuale che comprende le più svariate gamme, da quelli californiani a quelli francesi, da quelli italiani a quelli australiani, da quelli indiani a quelli dell’Alaska. La loro azione non si svolge a livello recettoriale, ma in un campo più alto, e cioè a livello energetico.

Per riuscire a comprendere a pieno il meccanismo d’azione dei fiori di Bach dobbiamo dire qualche parola circa il modello psicosintetico di Roberto Assaggioli, il quale postula tre livelli di inconscio: superiore, medio ed inferiore. Quest’ultimo sarebbe un grande serbatoio istintuale, un vero Acheronte di pulsioni e conflitti rimossi, molto difficilmente estrapolabili da tale contesto per portarli a livello dello stato di coscienza. In una parola ci troviamo in quello che per Freud è l’inconscio. L’inconscio superiore contiene invece quelli che possono essere dei veri e propri imperativi etici, delle qualità non ancora espresse, degli archetipi che la Chiesa può identificare con le virtù, Platone, invece, con il mondo delle idee. Per Jung il sé. Nell’inconscio medio, invece, troviamo dei contenuti facilmente accessibili al campo di coscienza, che non è altro che la nostra realizzazione personale, o per essere più precisi quello che Freud identifica con l’Io. In questa modello definito anche l’ovoide di Assaggioli, perché il modello psicosintetico è postulato con tale forma e delimitato da linee tratteggiate, quindi potenzialmente influenzabili dall’esterno (da altri ovoidi, quindi altre personalità) ma anche aperto e dinamico al suo interno noi possiamo immaginare il funzionamento del fiore di Bach. Il fiore, dunque, aiuta a portare nel campo di coscienza (Io) le alte qualità, gli archetipi, le virtù del Sé (inconscio superiore) modificando gli aspetti negativi dell’Io. In altre parole, volendo illustrare il meccanismo d’azione dei fiori di Bach possiamo dire, che agiscono sul Sé, stimolando stati mentali positivi. Volendo illustrare come, possiamo dire che noi al paziente non diamo un farmaco, ma una vibrazione, una frequenza: una frequenza da assumure quattro volte al giorno per os!

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Meno Mente Uguale Più Centro

category Altre terapie Osho Gautama Multiversity 26 Marzo 2011 | Stampa articolo |
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Estratto dalla serata di condivisione con Siddhakam sulla meditazione – 1 febbr 2011

Questo è l’inizio di qualcosa che può diventare veramente infinito. Ed è uno spazio cui dare veramente valore.

In qs momento ci tengo che questo spazio venga identificato, che ne diventiamo consapevoli, qs spazio di silenzio, di tranquillità, in modo tale che, come dicevo, lo possiamo ampliare E, come in tutte le cose, se noi ci mettiamo la nostra energia, riusciamo ad arrivare all’obiettivo. La stessa cosa avviene con qs spazio di silenzio.

Normalmente però, quando vogliamo arrivare all’obiettivo, la nostra energia va verso l’esterno. In questo caso si va verso l’interno. Ma in qualche modo è lo stesso, ci si mette energia, attenzione.

E, se noi siamo interessati a continuare a coltivarla, qs parte si amplia, sta solo a noi decidere.

E in qs parte di sicuro inizia a emergere il cuore e, come dicevamo altre volte, la compassione, l’integrazione.

Ci ritroviamo quindi in uno spazio positivo totalmente, non posso esserlo parzialmente!

Qualcuno di voi mi ha già condiviso che vede già qualcosa di cambiato nella sua vita di ogni giorno. E questo è proprio il punto. Questo spazio, che noi possiamo toccare, ha poi dei riflessi sulla ns vita, sulle ns azioni di ogni giorno.

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