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[Citazione del momento]
Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. Ezra Loomis Pound
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Archivi per ‘Altre terapie’

Intervento psicologico rivolto ad atleti

category Altre terapie Matteo Simone 7 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
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L’intervento, teso all’incremento della performance sportiva, è mirato a permettere agli atleti di prepararsi per le proprie prestazioni sportive non tralasciando l’aspetto mentale ritenuto elemento fondamentale al pari dell’allenamento fisico.

 

Obiettivi e attività:

  • Incremento dell’autoefficacia dell’atleta

L’autoefficacia è definita come l’insieme di convinzioni che le persone possiedono riguardo alle proprie capacità di organizzare ed eseguire azioni necessarie al raggiungimento dei propri scopi.

La persona che avrà sviluppato un forte senso d’autoefficacia sceglie obiettivi più elevati, è più motivata, usa le proprie capacità con maggiore efficienza, è meno ansiosa, gestisce meglio i fallimenti, è più tenace e ottiene risultati più soddisfacenti di chi invece ha una percezione negativa delle proprie possibilità.

E’scientificamente dimostrato che i soggetti in possesso di un elevato livello di autoefficacia hanno una maggiore motivazione e riescono meglio nelle attività competitive, producendo performance più elevate.

Al fine di raggiungere l’obiettivo, l’intervento, potrebbe focalizzarsi sulle fonti delle convinzioni di efficacia:

Le esperienze di gestione efficace, cioè quelle in cui una persona affronta effettivamente con successo una determinata situazione, costituiscono la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia.

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Omeopatia, terapia del futuro

category Altre terapie Rocco Berloco 1 Giugno 2011 | Stampa articolo |
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Voglio raccontare una storia, forse quella più affascinante, e quella che maggiormente ha rischiarato il cielo della medicina olistica. Voglio raccontare la storia di Samuel Christian Friedrich Hahnemann, del dott. Hahnemann. Nasce in Sassonia, allo scoccare della mezzanotte del 10 aprile 1755 da un decoratore di porcellane. Il padre gli  aveva prospettato una vita da commerciante, ma i suoi insegnanti riconoscendo in lui una spiccata propensione per lo studio lo accettarono gratuitamente a scuola. Studiò e studiò medicina fino al 10 agosto 1779 quando ad Erlangen discusse la tesi dal titolo “Valutazione dell’eziologia e terapia delle affezioni spastiche.” Hahnemann divenne un buon medico, un medico con lo studio sempre pieno, ma un qualcosa lo rendeva insoddisfatto: non riusciva a guarire veramente i suoi pazienti. Non si poteva continuare a somministrare purganti e salassi. Riprese a studiare ancora, chimica, traduzioni di argomento medico. Una traccia importante la lascia la materia medica dello scozzese Cullen. Comincia la sua ricerca e la sua sperimentazione sulla corteccia di china fino al momento in cui formula la tesi che una sostanza sia in grado di curare i sintomi che essa è in grado di procurare. Nel 1790 sperimenta questa tesi con successo e da lì continua la sua ricerca, il suo percorso, il suo lungo viaggio verso una medicina dolce, energetica, vibrazionale, una medicina che non sopprime i sintomi, ma che riequilibra energeticamente l’organismo. Ma non dobbiamo immaginare Hahnemann come una “vox clamans in deserto” quella è un’epoca in pieno fermento culturale e le diatribe maggiori sono tra i propugnatori dell’importanza dell’infinitamentente piccolo in medicina, ovvero il batterio ed i sostenitori del “terreno” individuale. Perché una malattia possa attecchire c’è bisogno principalmente di un organismo, quindi un ” terreno” favorevole. Non c’è batterio tanto potente da poter sconvolgere un organismo sano ed energeticamente equilibrato. Ma in questa storia compare Pasteur, e la Storia, quella con la “S” maiuscola darà ragione a lui,  tutti gli studi e gli orientamenti futuri saranno improntati alla ricerca dell’infinitamente piccolo. E la Medicina prosegue in quella direzione, ma c’è qualcuno che ha giurato averlo sentire dire sul letto di morte: “Il batterio è niente, il terreno è tutto”, ma anche questa è un’altra storia. Ma torniamo all’omeopatia e a quelle palline bianche di zucchero che vengono fuori da un tubulo piccole e discreto: i granuli. Il principio dell’omeopatia sta in quel famoso aforisma: “similia similibus curentur” ovvero il simile si cura con il simile.

( Continua … )

Fiori di Bach, terapia di modulazione

category Altre terapie Rocco Berloco 1 Giugno 2011 | Stampa articolo |
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La floriterapia è una disciplina che intende curare l’uomo con delle essenze floreali. In questa sede ci soffermeremo solo sui trentotto fiori scoperti da Edward Bach durante la sua breve ed intensa vita, non tenendo conto di tutto il vasto panorama attuale che comprende le più svariate gamme, da quelli californiani a quelli francesi, da quelli italiani a quelli australiani, da quelli indiani a quelli dell’Alaska. La loro azione non si svolge a livello recettoriale, ma in un campo più alto, e cioè a livello energetico.

Per riuscire a comprendere a pieno il meccanismo d’azione dei fiori di Bach dobbiamo dire qualche parola circa il modello psicosintetico di Roberto Assaggioli, il quale postula tre livelli di inconscio: superiore, medio ed inferiore. Quest’ultimo sarebbe un grande serbatoio istintuale, un vero Acheronte di pulsioni e conflitti rimossi, molto difficilmente estrapolabili da tale contesto per portarli a livello dello stato di coscienza. In una parola ci troviamo in quello che per Freud è l’inconscio. L’inconscio superiore contiene invece quelli che possono essere dei veri e propri imperativi etici, delle qualità non ancora espresse, degli archetipi che la Chiesa può identificare con le virtù, Platone, invece, con il mondo delle idee. Per Jung il sé. Nell’inconscio medio, invece, troviamo dei contenuti facilmente accessibili al campo di coscienza, che non è altro che la nostra realizzazione personale, o per essere più precisi quello che Freud identifica con l’Io. In questa modello definito anche l’ovoide di Assaggioli, perché il modello psicosintetico è postulato con tale forma e delimitato da linee tratteggiate, quindi potenzialmente influenzabili dall’esterno (da altri ovoidi, quindi altre personalità) ma anche aperto e dinamico al suo interno noi possiamo immaginare il funzionamento del fiore di Bach. Il fiore, dunque, aiuta a portare nel campo di coscienza (Io) le alte qualità, gli archetipi, le virtù del Sé (inconscio superiore) modificando gli aspetti negativi dell’Io. In altre parole, volendo illustrare il meccanismo d’azione dei fiori di Bach possiamo dire, che agiscono sul Sé, stimolando stati mentali positivi. Volendo illustrare come, possiamo dire che noi al paziente non diamo un farmaco, ma una vibrazione, una frequenza: una frequenza da assumure quattro volte al giorno per os!

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Meno Mente Uguale Più Centro

category Altre terapie Osho Gautama Multiversity 26 Marzo 2011 | Stampa articolo |
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Estratto dalla serata di condivisione con Siddhakam sulla meditazione – 1 febbr 2011

Questo è l’inizio di qualcosa che può diventare veramente infinito. Ed è uno spazio cui dare veramente valore.

In qs momento ci tengo che questo spazio venga identificato, che ne diventiamo consapevoli, qs spazio di silenzio, di tranquillità, in modo tale che, come dicevo, lo possiamo ampliare E, come in tutte le cose, se noi ci mettiamo la nostra energia, riusciamo ad arrivare all’obiettivo. La stessa cosa avviene con qs spazio di silenzio.

Normalmente però, quando vogliamo arrivare all’obiettivo, la nostra energia va verso l’esterno. In questo caso si va verso l’interno. Ma in qualche modo è lo stesso, ci si mette energia, attenzione.

E, se noi siamo interessati a continuare a coltivarla, qs parte si amplia, sta solo a noi decidere.

E in qs parte di sicuro inizia a emergere il cuore e, come dicevamo altre volte, la compassione, l’integrazione.

Ci ritroviamo quindi in uno spazio positivo totalmente, non posso esserlo parzialmente!

Qualcuno di voi mi ha già condiviso che vede già qualcosa di cambiato nella sua vita di ogni giorno. E questo è proprio il punto. Questo spazio, che noi possiamo toccare, ha poi dei riflessi sulla ns vita, sulle ns azioni di ogni giorno.

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Cos’è l’Ipnositerapia e la Trance

category Altre terapie Tiziana Vernola 19 Aprile 2010 | Stampa articolo |
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La terapia mediante ipnosi è un processo con cui aiutiamo le persone a riconoscere le proprie risorse interne; è pertanto  “un mezzo di comunicazione”, una “situazione che si crea tra 2 persone”, che ha lo scopo di facilitare la scoperta e l’ impiego di capacità presenti nell’inconscio.
Inconscio inteso come un serbatoio di potenzialità, che talora restano nell’ ombra,
senza che il soggetto stesso sia a conoscenza della loro presenza, e delle loro possibilità di impiego.
Le risorse infatti sono patrimonio di ogni individuo, e il compito dell’ipnosi è quello di svelarle a servizio del benessere e della crescita personale di chi le possiede.

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La Trasformazione terapeutica

category Altre terapie Giuliana Galante 14 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Nella Musicoterapia Umanistica uno tra i concetti più discussi che descrivono il processo d’intervento complesso è quello di “Trasformazione Terapeutica”.
Pensando al sinificato di questi termini non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di un tunnel, con un passaggio interno- esterno…..in realtà un’altra immagine che si potrebbe collegare è quella del bambino , che dalla prospettiva di feto a quella di neonato attraversa una “selezione psichica”, e cioè è in grado di produrre un cambiamento evolutivo solo se l’ambiente , inteso come coppia genitoriale, presenta in un rapporto costante e continuo i vantaggi delle forme che man mano si sviluppano nel bambino.
Prima di discutere sulla trasfomazione in sè, è importante osservare i punti del processo che determinano il raggiungmento di questo traguardo.
Il Ciclo di progettazione prevede degli step ben precisi, nella prima fase troviamo:
Step 1: Ricerca e nalisi
Step 2:Definizionedegli obiettivi
Step 3: Sviluppo del piano di lavoro
La seconda fase comprende la misurazione dei risultati:
Step 4: Definizione degli indicatori d performance Ste 5: Verifica sul campo La terza fase riguarda lo sviluppo dei sevizi/prodotti:
Step6: Realizzazione dl prodotto
Step 7: Miglioramento del prodotto
L’ultima fare si conclude con la restituzione e la conclusione del progetto:
Step 8: Diffusione e mainstreaming
Step 9:Valutazione e rapporto finale.
La Trasformazione non va letta alla luce dei risultati raggiunti al termine dell’intervento, è graduale e si riflette in ogni singola seduta, ogni icontro è una storia a sè, un nuovo capitolo che va letto nella relazione d’aiuto tra MT/PZ.
La trasformazione terapeutica ha un effetto sociale importante, che si estende oltre il setting, attiva nel paziente e nel contesto intorno il riconoscimeno del sè.
E’ un iter dinamico di contenimento/apertura di emozioni, motivazione, regolazione siestesica.
Ciò si determina attraverso l’attivazione musicale, la relazione e l’osservazione partecipante condivisa.

Dott.ssa Giuliana Galante