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Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Primo Levi
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Parapsicologia radionica curativa PRC

category Altre terapie Germano Pelli 17 Febbraio 2014 | Stampa articolo |
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La Parapsicologia Radionica Curativa si basa sullo stato vibrazionale elettromagnetico dove le particelle di materia vengono informate da altre onde elettromagnetiche andando a stimolare l’energia fotonica della mente portandola ad innalzare le vibrazioni e di conseguenza a influenzare in un nuovo stato di stimolazione la materia stessa. Queste onde elettromagnetiche sono emanate da tutti gli oggetti e  forme materiali esistenti in natura, compresi naturalmente gli esseri viventi e interagiscono sullamateria e sono in grado di deviare le energie negative lasciando spazio a quelle positive con un mirato intervento su punti meridiani e ciakra. Queste onde di vibrazione non sono assolutamente rilevabili con strumenti fisici ne sono palpabili, la loro lunghezza d’onda è infinitesimale ma esse possiedono delle qualità curative o distruttive al di la del pensiero umano e si spostano a velocità di milioni di volte più elevata di quella della luce, viaggiano alla stessa velocità del pensiero. Attualmente l’uomo ha sviluppato un alto grado di tecnologia ma non si è mai soffermato abbastanza a sviluppare le impensabili potenzialità nascoste della mente. Queste onde vibrazionali nell’antichità erano ampiamente conosciute ed usate sia a scopo curativo che distruttivo ma con l’avvento delle tecnologie queste conoscenze si sono assopite. Attualmente e fortunatamente oggi queste conoscenze si stanno risvegliando suscitando un notevole interesse in tutti i campi di applicazione. In ambito curativo va comunque sottolineato che la radionica è una terapia di complemento e non sostituisce le cure mediche ma va anche detto che applicandola assieme alle cure mediche, o anche da sola, può accelerare il processo di guarigione. Quando si dice curare un soggetto con la radionica cé sicuramente un’azione sulla materia ma questa azione è avvenuta perché si e interagito a livello di fluido mentale  elettromagnetico sulla parte eterea, perciò tutto avviene inizialmente non nella materia ma nella parte eterea dell’essere vivente lavorando con la parapsicologia nella mente e più precisamente nel cervello limbico ove risiede la memoria emozionale. Il cervello limbico emozionale si può considerare un’area di “sosta” tra i due emisferi e l’ipotalamo intervenendo nell’elaborazione degli eventi informativi sia a livello razionale che sensitivo inviandoli all’emisfero destro e sinistro i quali invieranno l’informazione elaborata all’ipotalamo che a sua volta ordinerà al sistema neurovegetativo e endocrino l’azione da effettuare sugli organi fisici archiviando poi nella memoria emozionale i dati elaborati dai due emisferi rileggibili come sgradevoli o gradevoli e preparando l’organismo a uno stato di difesa o di gioia nel caso si dovessero ripetere i medesimi eventi. In modo sintetico si può riassumere dicendo che l’evento che arriva dall’esterno,sia in modo fisico che emotivo, arriva al cervello limbico, il cervello limbico invia i dati rilevati ai due emisferi per un confronto i quali interpreteranno le informazioni elaborandole in forma razionale o sensitiva. I dati così  elaborati vengono inviati all’ipotalamo che darà l’ordine al sistema neurovegetativo e endocrino di intervenire sugli organi avviando in processo di allerta o di rilassamento o di auto guarigione.

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Aromaterapia, consigli su come procedere

category Altre terapie Daniela Di Pietro 11 Dicembre 2013 | Stampa articolo |
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Gli olii essenziali sono da sempre utilizzati quale rimedio naturale per alleviare l’ansia e tuttora sono tra i prodotti erboristeria più indicati per la loro azione calmante nei confronti di paura, inquietudine ed emozioni negative che accompagnano quasi sempre gli stati di ansia.

Fermo restando il supporto medico per tutti i casi di attacchi di panico e di ansia cronica, è indubbio che l’aromaterapia induce nell’organismo un piacevole stato di benessere. Vedremo quindi come si effettua una sessione di aromaterapia in modo da poter abbinare questa pratica a quelle che sono le cure specifiche indicate dal personale medico che eventualmente ci segue.

Avremo bisogno di un diffusore, il cui compito sarà quello di diffondere l’aroma degli olii essenziali che possiamo trovare tra i prodotti erboristeria. All’interno del diffusore useremo un olio vettore cui aggiungeremo i vari olii essenziali tra i quali sono particolarmente indicati per gli stati d’ansia quello di bergamotto, di arancio dolce , di abete bianco, di camomilla e di cipresso. Possiamo scegliere l’aroma che preferiamo in base al nostro umore del momento o anche unirne più di uno per potenziare taluni effetti o per aggiungere effetti che un solo olio essenziale non possiede.

Prima di iniziare la nostra seduta di aromaterapia cerchiamo di rilassarci: è importante liberare la mente da quella incredibile quantità di pensieri che ci trasciniamo dietro solitamente a fine giornata quando ansia e stress si fanno più sentire. Facciamo dei respiri profondi che ci aiuteranno nel raggiungere uno stato di rilassamento, indispensabile per iniziare correttamente una seduta di aromaterapia.

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Attività fisica, depressione e ansia

category Altre terapie Silvia Fattori 9 Dicembre 2013 | Stampa articolo |
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L’attività fisica è associata con una vasta gamma di benefici per la salute e la sua assenza può avere effetti nocivi sul benessere, aumentando il rischio di coronaropatia, malattie cardiache, diabete, alcuni tumori, obesità, ipertensione,.. Meno conosciuta è l’evidenza che dimostra come l’inattività fisica può anche essere associata con lo sviluppo di disturbi mentali: studi clinici ed epidemiologici hanno dimostrato l’associazioni tra attività fisica e sintomi di depressione e ansia.

Infatti è stato dimostrato che l’esercizio può essere clinicamente efficace.

Caratteristiche del paziente (età,genere, gravità della patologia) non sono ritenuti moderatori significativi e quando si confronta l’esercizio fisico con il trattamento standard di depressione ad esempio (farmacoterapia, psicoterapia), questo ottiene effetti benefici comparabili.

Avendo la depressione e l’ansia molteplici eziologie, è molto probabile che l’esercizio, agendo su sistemi biologici e psicologici, potrebbe portare ad adattamenti sinergici che effettivamente inducano una riduzione dei sintomi di questi disturbi.

Ma quanto e che tipo di allenamento dobbiamo affrontare per ottenere questi risultati? Gli studi hanno dimostrato che si può ottenere una riduzione dei sintomi di depressione e ansia sia con protocolli di allenamento aerobico che di resistenza. Nello specifico caso di depressione, sia l’esercizio fisico moderato che vigoroso può ridurre i sintomi; mentre nei pazienti con ansia elevata o disordine d’ansia generalizzata, l’esercizio fisico aerobico può risultare più efficace rispetto ad esercizi di forza o di mobilità.

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Terapia di coppia: tango dell’amore

category Altre terapie Angela Flammini 18 Marzo 2013 | Stampa articolo |
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“Nel tango, così come nell’amore,
per non cadere, è necessario che
tanto l’uomo, quanto la donna,
restino saldi sui lori assi”

Ballare, ovvero muoverci ritmicamente a tempo di musica è geneticamente insito in ciascuno di noi. Lo facciamo naturalmente e spontaneamente da bambini, ma purtroppo, con la crescita e tutte le sue fobie, ne perdiamo il privilegio.
Il ballo è un toccasana per il corpo e la mente a qualunque età ed è addirittura un efficace strumento anti-invecchiamento.
I ricercatori della prestigiosa McGill University di Montreal (Canada), hanno dimostrato che il tango migliora le funzioni cognitive nella terza età.
Esso, infatti, aiuta a mantenere in salute la funzione motoria, quella cognitiva (cerebrale), quella psicologica ed a proteggere la mobilità articolare.
Nel corso dei tre minuti di durata di un tango, l’abbraccio mette in gioco modificazioni neuronali, che  arrivano a cambiare la struttura fisica del cervello…

Il ballo migliora il tono muscolare e contribuisce a conservare la densità delle ossa, allena la prontezza di riflessi, nonché la velocità e la precisione del cervello a rispondere a stimoli esterni inattesi.

Le percussioni medio-basse del tango, oltre ad attivare all’unisono tutti i centri che regolano la coordinazione motoria e quelle che regolano le emozioni e la memoria, hanno un effetto rilassante, antistress e nel contempo endorfinizzante. Il tango possiede un forte potere anti-depressivo ed euforizzante, migliora il benessere psicofisico, porta un’ondata di buonumore a qualunque età, fa sentire bene e aiuta a dormire meglio…
Diversi studi hanno dimostrato l’atrofia di alcune aree cerebrali, in caso di depressione e di stress. Gli stimoli derivanti dal movimento e dalle sensazioni emotive risvegliate dal ballo del tango, limitano quel deterioramento grazie alla produzione di fattori di crescita e rigenerazione neuronale…..

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La civiltà ansiosa e l’uso del Training Autogeno

category Altre terapie Alessandra Faino 21 Settembre 2012 | Stampa articolo |
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La vita frenetica contemporanea, l’accumulo incessante di problematiche personali, familiari e sociali accresce inconsapevolmente uno stato di tensione interiore che prima o poi si esaurisce e inizia a dare dei segnali al corpo ed alla mente.

L’ansia è uno dei disturbi della civiltà contemporanea, la ricerca incessante di una posizione professionale stabile, le difficoltà a costruire dei rapporti stabili, la frenesia e l’insoddisfazione che appartiene da sempre all’essere umano, sono tutte condizioni che aumentano le probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia.

Al di là delle motivazioni individuali che conducono la persona a sperimentare e vivere uno stato d’ansia, nella pratica clinica è interessante constatare i benefici che può avere l’utilizzo di tecniche di rilassamento quali il training autogeno.

Il termine Training Autogeno significa esercizio che si genera da sé, ovvero imparare a controllare il proprio corpo e le sensazioni ad esso connesse. La pratica del Training Autogeno è una tecnica di rilassamento di interesse psicofisiologico, usata in ambito clinico nel controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. Viene utilizzata anche in altri ambiti quali lo sport e in tutte quelle situazioni che richiedono il raggiungimento di un alto livello di concentrazione.

Il T.A venne sviluppato negli anni trenta da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco. Indurre volontariamente, a livello corporeo, delle risposte tipiche degli stati di quiete di un soggetto ha, da una parte, riflessi sull’autopercezione, a livello cognitivo, della propria condizione emozionale e dall’altra produce una risposta somatica coerente con l’induzione stessa. In pratica la modifica dell’assetto psicofisiologico del soggetto si inserisce in un processo che si auto determina (autogeno, appunto) partendo dal soma per arrivare alla psiche per tornare al soma e così via. Il Training Autogeno, come dimostra la letteratura scientifica, non è una tecnica basata sulla suggestione. Le modifiche che si producono con un adeguato allenamento hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo.  La pratica del Training Autogeno ha tra le sue finalità un maggior controllo dello stress, dell’ansia, una riduzione generale della tensione emotiva e il recupero delle energie, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative “allegate” a determinati vissuti. Il training autogeno è utile inoltre nella cura di ansia, insonnia, emicraniaasmaipertensioneattacchi di panico e in tutte quelle patologie dove l’aspetto psicosomatico sia rilevante. Ma il TA favorisce anche il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni.

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Terapia della luce. Un intervento di cura per le sindromi depressive

category Altre terapie Teresita Forlano 12 Settembre 2012 | Stampa articolo |
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Abstract

Il potere terapeutico della luce solare era noto anche agli antichi greci: Ippocrate, il padre della medicina, prescriveva ai propri pazienti bagni di sole. In tempi più recenti, nell’Inghilterra vittoriana si cominciò a dotare i sanatori di solarium dove i pazienti sofferenti di melanconia (parola che all’epoca veniva utilizzata per descrivere le sindromi depressive) potessero beneficiare della luce del sole soprattutto al mattino, fatto che in assenza di adeguate spiegazioni scientifiche risultava comunque di estrema utilità. Al di là di questi cenni storici, per capire le qualità terapeutiche della luce sul tono dell’umore basta provare a esporsi per un’ora al sole un giorno in cui ci si sente giù di morale per sperimentarne immediatamente i benefici. Forse proprio il fatto che gli effetti curativi della luce appaiano così ovvi ha inibito a lungo una sperimentazione scientifica in grado di spiegare perché la luce del sole sia terapeutica e di testare metodi rigorosi e attendibili per il suo utilizzo in campo psichiatrico e psicoterapico.

Una recente ricerca canadese (2006) condotta su 98 soggetti depressi ha dimostrato che la luce terapia è altrettanto efficace quanto il principio attivo del farmaco antidepressivo sul disturbo depressivo stagionale e che, inoltre, agisce in tempi più rapidi del farmaco e pressoché senza effetti collaterali.

Articolo

Noi tutti abbiamo un orologio biologico interno che è regolato attraverso l’esposizione a luce forte. Prima dell’avvento dell’elettricità, il nostro “orologio” seguiva il ciclo delle 24 ore e delle stagioni. Molto semplicemente, dormivamo quando era buio e lavoravamo quando c’era luce. Tutto ciò significava dormire più a lungo d’inverno, ed essere molto più attivi d’estate. Nella vita moderna lavoriamo e dormiamo più o meno lo stesso tempo, indifferentemente dalle stagioni e per molte persone le giornate invernali, che sono più brevi, sono un problema. Il funzionamento di questo “orologio stagionale”, è in parte regolato dall’esistenza di diversi livelli di ormone melatonina, la cui produzione è controllata dal cervello. Vari esperimenti svolti hanno dimostrato come, l’eccesso di melatonina può mettere fuori uso l’orologio biologico, causando i sintomi della S.A.D. ( sindrome affettiva depressiva o depressone stagionale).

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