Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Nella vita bisogna scegliere fra guadagnare denaro e spenderlo: non si ha il tempo di fare entrambe le cose. Edouard Bourdet
Viagra online

Archivio Autore

La percezione del corpo brutto: la dimensione dismorfica

category Disturbi e patologie Teresita Forlano 5 Maggio 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Il termine dismorfia deriva dalla parola greca “dis- morfè”che letteralmente significa “cattiva forma” e quindi “bruttezza”; esso fa riferimento alla sensazione soggettiva di essere particolarmente brutti, impresentabili, ripugnanti, deformi, di avere un difetto fisico in una parte del corpo che rende oggetto di attenzione da parte degli altri nonostante che, ad un riscontro reale, il difetto risulti assente e la forma del corpo nella norma. Va detto che talvolta un difetto fisico può anche esistere, ma la preoccupazione della persona  appare decisamente amplificata.

La dismorfia, può presentarsi come sintomo transitorio nel periodo adolescenziale, dove la trasformazione fisica dovuta alla pubertà può essere rifiutata dall’individuo o vissuta con angoscia più o meno marcata anche per  una non accettazione della pubertà da parte della famiglia, o far parte di un quadro psicopatologico dove il rifiuto del proprio aspetto, del proprio corpo o parti di esso, può assumere caratteristiche fobiche che disturbano profondamente l’espressione della personalità. In questo caso si parla di dismorfofobia che può assumere la forma ora di un’idea prevalente, ora di un’idea ossessiva, ora di un vero e proprio delirio di trasformazione corporea nei casi più gravi.

Nella dismorfofobia c’è una vera è propria alterazione dell’esperienza corporea. Il corpo si carica di un significato di non adeguatezza che, ad un’attenta indagine rivela una profonda inadeguatezza interna esistenziale. Il corpo diviene teatro di disagi interni. In alcuni soggetti questa forma fobica può causare stress emozionale e incapacità di tessere adeguate relazioni sociali e sessuali, con conseguente isolamento e rischio di dare il via a una sequenza di altre patologie. In certi casi, la persona può uscire di casa solo di notte, quando non può essere vista, o rimanere chiusa in casa per anni. I soggetti con tale disturbo possono abbandonare la scuola, evitare i colloqui di lavoro, lavorare al di sotto delle loro possibilità, oppure non lavorare per nulla, avere difficoltà coniugali, o divorziare a causa dei loro sintomi.

( Continua … )

Sessualità e menopausa

category Atri argomenti Teresita Forlano 28 Aprile 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La premessa essenziale è che ciascuna donna vive la sessualità a modo proprio. Perciò non ci sono regole valide per tutte, o comportamenti che vadano necessariamente adottati.

Negli ultimi anni è parecchio cambiata, nella nostra società, la visione su questa materia. Un tempo era comune l’idea che le donne in menopausa, cioè fuori dal periodo della fertilità, dovessero considerare chiusa la propria vita sessuale. Che fossero quasi da considerare come degli esseri asessuati. Oggi nessuno nega la piena femminilità di una donna durante questo periodo, né le persone interessate intendono rinunciare ad una vita sessuale soddisfacente.

I problemi, però, non mancano.  Uno di essi è un possibile calo di desiderio sessuale, che è tra i sintomi più frequenti della menopausa, dovuto alla minore presenza nel corpo di ormoni come gli estrogeni, il progesterone e il testosterone. Ciascuno di essi gioca un ruolo specifico. Il testosterone, ad esempio, pur essendo noto come ormone tipicamente maschile, svolge un ruolo fondamentale anche rispetto al desiderio sessuale delle donne ed alla lubrificazione della vagina.

La scarsa lubrificazione è un altro dei problemi, in quanto, rende la penetrazione spiacevole, a volte dolorosa (dispareunia).

Altri sintomi della menopausa, come le vampate di calore, le sudorazioni notturne e l’insonnia, possono far sì che la persona sia meno disponibile al sesso. Gli sbalzi di umore, inoltre, rendono più difficile il passaggio graduale dall’insorgere del desiderio al rapporto vero e proprio; se presente una depressione, poi, l’interesse verso il sesso scompare.

Gli organi genitali vanno incontro ad atrofia, per il ridotto apporto vascolare alla pelvi; le grandi labbra perdono pienezza e i peli pubici tendono a sfoltirsi, la mucosa vaginale diventa più sottile, oltre che secca, e nelle donne con lunga astinenza sessuale, l’introito vaginale diviene più stretto e il coito può risultare doloroso.

( Continua … )

Sindrome da spogliatoio o dismorfofobia peniena: pene troppo piccolo, troppo grande o deforme

category Disturbi e patologie Teresita Forlano 26 Aprile 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Alcuni uomini ritengono di avere il pene diverso dalla norma. Una convinzione, spesso immotivata, che causa ansie e timori.

La convinzione di avere un pene troppo piccolo, ma anche troppo grande, troppo curvo oppure con anomalie legate al glande o al prepuzio, ha un nome scientifico preciso, cioè dismorfofobia peniena.

Questo disturbo è noto anche come “sindrome dello spogliatoio”, in quanto chi ne soffre tende a evitare di fare la doccia insieme ad altri uomini dopo l’attività sportiva nel timore di essere sottoposti a giudizio per via delle dimensioni o della forma dei propri genitali. A volte queste preoccupazioni non sono motivate dalla presenza di reali anomalie, ma ciò non impedisce ad alcuni uomini di diventare preda di idee ossessive e di comportamenti compulsivi, come il guardarsi continuamente allo specchio nel tentativo di confermare le proprie valutazioni o ricorrere a frequenti controlli medici per potere correggere il (presunto) problema.

Stando ad alcune statistiche, circa l’80% dei pazienti che si sottopongono a interventi di allungamento del pene non ne avrebbero alcun bisogno, avendo un organo genitale di dimensioni normali.

Ma qual è la dimensione “normale” dell’organo genitale maschile?
I diversi studi effettuati sulla misurazione del pene, considerando la difficoltà a procedere in un’indagine valutata come invasiva e le varie tecniche di misurazione utilizzate, hanno evidenziato alcune dimensioni standard, ovvero relative alla media della popolazione (normalità statistica). La concordanza dei dati evidenzia una dimensione a riposo pari a 8-10 cm in lunghezza (dalla radice dorsale del pene alla punta). Allo stato di erezione, invece, la lunghezza media varia tra i 12-16 cm con una circonferenza pari a 11- 12 cm.

Gli specialisti concordano nel ritenere che è opportuno parlare di micropene quando la sua lunghezza,in stato di erezione, è inferiore ai 7 centimetri. Condizione davvero molto rara. Questo è  stato definito in base all’impossibilità di un pene con tali dimensioni in erezione , di riuscire a penetrare la cavità vaginale. Infatti, le dimensioni del canale vaginale a riposo sono di circa 7,5 cm, quindi un pene che in erezione ne misura mediamente il doppio non avrà particolari difficoltà durante il coito.

( Continua … )

Malumore al mattino: colpisce più le donne

category Psicologia Teresita Forlano 23 Aprile 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Secondo uno studio della Duke University, nel north Carolina, la donna  al mattino appena sveglia, pare sia più tendente ad essere di malumore che non l’uomo , se le ore di sonno sono poche o il sonno è  insoddisfacente. Questo perché, secondo gli scienziati, la donna ha bisogno delle sue ore di sonno (otto se normodormiente, o di più se lungo dormiente): se non le ottiene, allora diviene più ostile e arrabbiata.

Al malumore, la rabbia, o l’ostilità di alcune donne al mattino, dopo una nottata di sonno inadeguata per la salute, c’è una spiegazione scientifica: è una questione di ormoni. L’umore alterato è il sintomo più evidente.

Per dare una spiegazione all’ostilità mattutina di alcune donne, i ricercatori hanno coinvolto 210 persone  ambosessi per poi analizzare il comportamento mattutino di maschi e femmine, dopo aver dormito lo stesso numero di ore.
Ebbene, a parità di ore di sonno, si è osservato che le donne erano più di malumore, ostili, o arrabbiate.
Si è scoperto attraverso lo studio, che la causa  che sottende a tutto ciò è uno squilibrio nel funzionamento degli ormoni.

( Continua … )

I disturbi dell’orgasmo maschile

category Disturbi e patologie Teresita Forlano 17 Gennaio 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Le disfunzioni dell’orgasmo e dell’eiaculazione hanno spesso origine psicologica.

L’aspetto culturale, ossia il contesto in cui una persona vive, fatto di credenze, convinzioni, norme, storia, influenza molto il controllo eiaculatorio, per tale motivo si può affermare che le disfunzioni dell’orgasmo e dell’eiaculazione hanno spesso origine psicologica e possono rispondere alla terapia psicosessuale.

Va sottolineato che, la fisiologia dell’eiaculazione non si limita allo schema stimolo (eccitazione) – risposta (eiaculazione) per la sola espulsione dello sperma. Bensì, occorre che sensazioni piacevoli derivanti dalla stimolazione delle zone erogene periferiche e dall’elaborazione immaginativa si sommino per raggiungere un grado di accumulo dell’eccitazione adeguato a provocare la produzione e l’emissione dello sperma.

L’esperienza dell’eiaculazione (ossia l’emissione dello sperma) si accompagna solitamente ad un vissuto mentale piacevole, particolarmente intenso, che viene chiamato orgasmo.

Viene fatta confusione tra orgasmo ed eiaculazione. Invece, esiste una differenza tra i due fenomeni: l’orgasmo è un momento di piacere intenso che coinvolge mentalmente e fisicamente l’uomo durante l’eiaculazione; l’eiaculazione riguarda le contrazioni espulsive dello sperma. I due eventi essendo distinti possono anche verificarsi in maniera indipendente l’uno dall’altro durante l’esperienza sessuale.

Di solito l’eiaculazione e l’orgasmo si manifestano contemporaneamente, qualche volta l’eiaculazione può avvenire senza orgasmo, oppure può esserci orgasmo senza eiaculazione. Partendo da queste realtà cliniche, è possibile distinguere cinque forme di disfunzioni, la cui causa è organica, psicologica o dipendere da entrambe :

( Continua … )

La dipendenza affettiva. Una nuova dipendenza patologica

category Disturbi e patologie Teresita Forlano 15 Gennaio 2014 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

La problematica della dipendenza affettiva è recente. E’ stata messa in evidenza da un libro della psicologa americana Robin Norwood “Donne che amano troppo”.

Anche in psicanalisi nel 1945 si introduceva il termine amore dipendente per indicare persone che hanno bisogno dell’amore come altre del cibo o della droga.

La dipendenza affettiva è un problema grave. Esempi di tale dipendenza: quando non ci piacciono il carattere del partner, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuose, disponibili, lui cambierà per noi. Quando la relazione con il partner mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza. Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di comprendere e sostenerlo.

Nella dipendenza affettiva, è l’altro l’oggetto della dipendenza, non si può fare a meno del partner; si sta bene, si è felici, tranquilli e rilassati solo quando lui è presente. Quando il partner è lontano si prova tristezza, angoscia per la paura che non torni, nervosismo, si vive nell’attesa.

Il dipendente fa di tutto per avere la presenza dell’amato, inventa situazioni, ricorre anche a malessere o tentati suicidi nei casi più disperati.

La dipendenza affettiva colpisce sopratutto il sesso femminile, in tutte le fasce d’età. Le donne dipendenti hanno una pessima stima di sé, sono insicure, svalutano le proprie capacità anzi, sono convinte di non averne, si sentono inadeguate, hanno la convinzione di non poter esistere e farcela da sole senza appoggiarsi ad un uomo. Sono donne che non si amano e che non nutrono rispetto per se stesse.

( Continua … )