Il gioco d’azzardo patologico
Da qualche anno mi occupo di gioco d’azzardo patologico e ho modo di parlare con molte persone direttamente coinvolte in questo tipo di problema. Spesso queste persone mi riferiscono di aver già fatto, prima di decidere di rivolgersi a dei professionisti, dei tentativi di smettere di giocare da soli che sono però risultati fallimentari e hanno portato a ricadute ancora più gravi. Questo si spiega per il fatto che la dipendenza dal gioco non è un comportamento consapevole ma una dipendenza patologica, pertanto non è sufficiente la volontà personale per smettere, ma occorre rivolgersi a strutture e servizi specificamente preparati per affrontare questa patologia.
Cercherò di descrivere sinteticamente i segnali per riconoscere quando il gioco è un problema e di offrire qualche primo utile suggerimento per affrontare questo disagio.
Il gioco è una attività universale che interessa non solo tutti gli esseri umani, ma anche molte specie animali.
Il gioco d’azzardo si differenzia dagli altri giochi perché è fondato prevalentemente sulla fortuna più che sull’abilità. Il termine azzardo significa “attività rischiosa”: nel gioco d’azzardo l’elemento casuale è fondamentale mentre l’abilità conta poco o nulla, e da ciò origina il rischio.
Il gioco d’azzardo è stimolante ed eccita sul lato psicofisico il giocatore: mettere a rischio una certa somma con la possibilità di ottenerne di più, ma anche di restare senza nulla, provoca un brivido che per alcune persone può essere molto gratificante.
Il gioco d’azzardo è considerato patologico quando si tratta di un comportamento persistente, ricorrente ed inadeguato caratterizzato da eccessivo coinvolgimento in termini di tempo, denaro e spazio mentale occupato dal gioco.




