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Ci sono persone che sono state considerate coraggiose perché avevano troppa paura per scappare. Thomas Fuller
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Il legame di coppia: Lo stile di attaccamento come predittore delle relazioni di coppia negli adulti.

category Psicologia Silvia Piantanida 15 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
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I sentimenti che un bambino vive nella relazione con la madre indicano la qualità dell’attaccamento verso di lei; è possibile classificare anche gli adulti a partire dallo stile di attaccamento manifestato, ossia come sicuri, ansiosi/ambivalenti ed evitanti. A seconda del proprio stile, una persona vive le sue storie d’amore con modalità peculiari e specifiche.

L’attaccamento adulto deriva dall’integrazione di tre sistemi: l’attaccamento, il ricevere e il fornire cure, l’accoppiamento sessuale o amore di coppia.

Le relazioni d’amore di un adulto sicuro sono caratterizzate da fiducia, amicizia e emozioni positive, quelle di un adulto evitante da un amore contraddistinto dalla paura dell’intimità e dalla mancanza di fiducia nel partner, infine, in un adulto ansioso, l’amore è vissuto come preoccupazione, quasi come una lotta dolorosamente eccitante per fondersi con un’altra persona.

Gli innamorati sicuri hanno descritto la loro storia d’amore più importante come particolarmente felice, amichevole e basata sulla reciproca fiducia; enfatizzavano la loro capacità di accettare e sostenere il partner, malgrado i suoi difetti, le loro relazioni tendevano a essere più durature (10 anni rispetto ai 4 e 5 anni degli insicuri).

Gli adulti evitanti erano caratterizzati, oltre che dalla paura dell’intimità, da alti e bassi emotivi, e da gelosia, mentre negli ansiosi/ambivalenti si realizzava un’esperienza di amore inteso come ossessione, desiderio di reciprocità e di unione, alti e bassi emotivi, una fortissima attrazione sessuale e sentimenti di gelosia.

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Le emozioni nel trauma

category Disturbi e patologie Silvia Piantanida 23 Dicembre 2011 | Stampa articolo |
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Un evento traumatico è tale in quanto pone la persona di fronte a una sensazione soggettiva e/o oggettiva di sentirsi minacciata o impotente.

La questione centrale del trauma è la realtà: la verità (come è accaduto in occasione del terremoto dell’Aquila) infatti costituisce il nucleo psicopatologico dell’esperienza traumatica.

La risposta al trauma si sviluppa da un iniziale stato di ansia a un progressivo blocco delle emozioni unito a un rallentamento psicomotorio.

Nei sopravvissuti a eventi catastrofici si possono riscontrare racconti asettici, privi di rabbia, mentre al contrario i racconti riguardanti eventi antecedenti al trauma sono più particolareggiati e ricchi di emozioni.

A volte questo essere privi di emozioni, espresso nei racconti dei sopravvissuti con la frase ‘ non so, non ricordo ’culmina nello lo stato di ALESSITIMIA, ovvero l’incapacità di dare un ‘nome’, di riconoscere le proprie emozioni.

Attribuire un nome alle proprie emozioni permette alla persona di acquistare un maggior controllo sul proprio mondo interno e sulla realtà.

Un trauma a seconda dell’età può produrre o un arresto dello sviluppo affettivo della personalità o una regressione di tale sviluppo (ed è proprio per questo che è importante un adeguato e tempestivo intervento che comprenda tutti i bisogni, non solo di natura materiale verso i sopravvissuti a calamità naturali), in entrambi i casi le emozioni perdono la loro funzione originaria di segnali di allerta.

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Il grido di aiuto della nostra psiche

category Psicologia Silvia Piantanida 30 Novembre 2011 | Stampa articolo |
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Il corpo si difende dalle aggressioni degli agenti esterni (influenza, virus, batteri) mettendo in campo il sistema immunitario, infatti la febbre ha l’intento di espellere l’ospite indesiderato.

Allo stesso modo la psiche ha analoghi meccanismi per difendersi – detti Meccanismi di difesa- dal proprio mondo interno (generatore di impulsi, pensieri, idee), e dalle possibili aggressioni del mondo esterno.

Il corpo è il nucleo fondamentale della vita psichica, è inscindibile dalla mente.

Si può parlare di un sistema mente-corpo che viene ad esempio brutalmente attaccato quando si è in presenza di un evento traumatico, e del successivo sviluppo del Disturbo Post Traumatico da Stress.

I meccanismi di difesa come succede per le Fobie entrano in gioco quando si avverte Angoscia davanti al possibile contatto con l’oggetto temuto; qui i meccanismi per difendersi dall’esperienza angosciosa sono lo spostamento e l’evitamento (evitano l’insorgere dell’ansia o, al più la riducono e se questa barriera difensiva sta per cedere, la formazione di un sintomo fisico viene in soccorso dei meccanismi di difesa). I meccanismi di difesa sono inconsci, involontari e automatici.

E’ proprio da questa definizione che è possibile tracciare un confine tra meccanismi di difesa “sani” e patologici: i primi a differenza di quelli ‘patologici’ hanno maggior valore adattivo per la persona, il loro impiego è di breve durata, perchè il loro uso è limitato nel tempo.

I meccanismi di difesa “sani” investono aree isolate e circoscritte del comportamento, non limitano le potenzialità della personalità. Le comuni dimenticanze (non mi ricordo un nome!!) che si verificano nella quotidianità sono esempi di rimozione non patologica.

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Quando il Pensiero fa Tilt

category Psicologia Silvia Piantanida 9 Settembre 2011 | Stampa articolo |
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Il pensiero è un potente alleato della nostra quotidianità, ci consente di organizzare e programmare azioni, ricordare, fantasticare, sognare ad “occhi aperti”, indirizzare la nostra attenzione su una particolare idea o azione.

Ci consente di essere in comunicazione con il mondo esterno, di dialogare con noi stessi e con gli altri, di formulare idee sul mondo e di come sia possibile muoversi dentro questo enorme calderone.

Negli ultimi due secoli molti studiosi di psicologia e non, si sono cimentati sull’argomento pensiero, stilando una classifica sui diversi tipi di pensiero.

I tipi di pensiero che citerò sono abbastanza intuitivi come significato, sono certa infatti che voi lettori vi rispecchierete in una o più forme di pensiero;

  • Pensiero intuitivo/ pensiero logico
  • Pensiero magico/ pensiero realistico
  • Pensiero produttivo/ pensiero meccanico
  • Pensiero introverso/ pensiero estroverso

Il più eclatante disturbo del pensiero o tilt si verifica nel delirio.

I deliri si hanno nelle psicosi –termine ormai tristemente famoso perché spesso usato impropriamente dai giornalisti per fatti di cronaca nera-, questi si strutturano frequentemente attorno a pensieri a carattere persecutorio, di gelosia e di grandezza.

La persona grazie ai deliri riorganizza la sua esperienza (la sua vita e la sua concezione di stare nel mondo), cosicchè può ristabilire un contatto con la realtà esterna a sé.  Esempio di delirio a contenuto persecutorio è: tutti mi odiano, c’è il veleno in quel piatto!

Le idee dominanti sono un pensiero non funzionale per la persona, un cortocircuito emozionale.

( Continua … )

Silvia Piantanida

category Gli autori Silvia Piantanida 9 Settembre 2011 | Stampa articolo |
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Psicologa

cell. 3401017175 Roma

Email: silvia [.] piantanida [@] teletu [.] it

blog: psicologia e benessere/donna moderna

Sono una psicologa che opera sul territorio romano – iscritta all’ordine degli psicologi del lazio-; laureata in psicologia indirizzo clinico presso La Sapienza di Roma (11/2001), tirocinio post-laurea presso Centro salute mentale (aslC di Roma) con la quale ho mantenuto la collaborazione negli anni occupandomi dell’aspetto socio educativo della riabilitazione psichiatrica e sostegno psicologico.

Mi sono occupata inoltre per conto di varie cooperative romane di seguire minori e adulti con disabilità cognitive, in particolar modo ritardo mentale, e immigrati con disturbi d’ansia.

Attualmente dispongo di uno studio in zona Eur, per il sostegno psicologico si con adulti che adolescenti utilizzo teorie di matrice sia cognitiva che psicodinamica.