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Testimonianza sui disturbi alimentari

category Atri argomenti Dr.ssa Breschi Sara 24 Novembre 2009 | Stampa articolo |
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Quella che segue è la lettera scritta da una donna di 30 anni che ha sofferto di Disturbi Alimentari durante l’adolescenza e che si trova, adesso, ad elaborare il lutto di una parte di sé, ad affrontare la perdita di un tempo che non tornerà.

Il passato è popolato da ricordi confusi di ciò che faceva, di come viveva; il presente coincide con l’incapacità di relazionarsi all’altro, il desiderio di avvicinarsi e la necessità di allontanare e allontanarsi.

Disperazione e rabbia si mischiano con la speranza di riuscire, un giorno, ad allacciarsi al suo presente.

25 Gennaio ’08

“Ho passato tutti i periodi, quelli in cui scrivevo data ed ora e quelli in cui la data non era importante. Oggi la data è importante, l’ora boh, il tempo si confonde, passato e presente sembrano un’unica cosa, a volte sembra che entrambi siano solo una mia fantasia.

Ho emozioni, desideri che mi fanno sentire viva ma essere viva vuol dire anche sentirmi morta dentro, sentire che devo ritirare tutto dentro per metterlo a tacere, renderlo sogno e viverlo lì. Vorrei anch’io potermi ritirare dentro, vivere nei miei sogni, non vedermi là fuori, in mezzo alla gente con la quale non condivido il tempo. Fermatevi e guardatemi, da fermi senza passare oltre, sostenete lo sguardo, sono qui nel vostro tempo per ricordarvi che esiste un tempo in cui tutto è fermo e solo io mi muovo, un tempo in cui non riuscireste a respirare. Non ci toccheremo mai, non farò mai parte di voi e voi farete di tutto per non fare parte di me e io vi aiuterò in questo, non mi avvicinerò troppo, non sosterò dinanzi a voi, terrò il mio tempo lontano dal vostro.

La mia casa mi trasporta in un tempo perso, in un tempo che non ha mai coinciso con il mio; la mia casa mi ricorda tutto quello che ho perso, che ho incontrato e perso, che non ho potuto vedere né immaginare. La mia casa è vuota e buia proprio come il mio tempo e ci vorrebbe un’altra vita per far coincidere i tempi. Non lo recupererò mai quel tempo, tutto quel che ho perso non tornerà mai e sto continuando a perdere, a perdere pezzi della mia vita, non sta rimanendo niente in me, mi sto sgretolando.

( Continua … )

Cluster B: emotività eccessiva e melodrammatica

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 29 Ottobre 2009 | Stampa articolo |
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I quattro disturbi appartenenti al Cluster B sono Antisociale, Borderline, Istrionico e Narcisistico. Lo stato mentale riferibile a questo cluster colpisce per le emozioni rapidamente mutevoli che vengono mostrate in modo esagerato, melodrammatico ed evidentemente poco autentico, insieme ad un’affettività piuttosto colorita. La maggior parte delle volte non si rendono conto del loro atteggiamento teatrale e inadeguato; l’eloquio è spesso ricco e fluente, ma superficiale ed evasivo, frequentemente cadono in contraddizione: preferiscono fare colpo con il loro atteggiamento piuttosto che rivelare i loro problemi, le loro sofferenze.

È difficile per il clinico riuscire ad entrare in relazione con queste persone, entrare in contatto con i loro sentimenti più autentici che sono nascosti dietro l’apparente facilità a mostrare le emozioni.

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’

Entrare in relazione con chi ha un Disturbo Antisociale di Personalità non è facile, diventa estremamente critico e si arrabbia non appena qualcuno cerca di resistere ai suoi tentativi di manipolarlo, inizia a sabotare l’altro nel momento in cui lo vive come figura autoritaria. È difficile riuscire a focalizzare la sua attenzione su problemi quali la mancanza di controllo emotivo, la sua incapacità di agire in modo responsabile, l’assenza di una valutazione delle conseguenze negative di un suo comportamento. In genere, non prova rimorso per le menzogne, i furti, le esplosioni di rabbia o per aver fatto del male a qualcuno.

Quando questo paziente si rende conto, però, che il clinico è un alleato e non è lì per rimproverarlo, giudicarlo o punirlo, è possibile affrontare alcune caratteristiche del suo disturbo quali il bisogno di fare colpo sugli altri, la sua incapacità a rimandare la gratificazione dei bisogni, la mancanza di controllo degli impulsi e di credibilità, la tendenza alla menzogna, al furto e alla frode. Tuttavia, accade raramente che il paziente antisociale desideri veramente modificare alcuni tratti del proprio comportamento.

( Continua … )

Disturbi di personalità del cluster C: comportamento sottomesso e ansioso

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 24 Settembre 2009 | Stampa articolo |
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Il Cluster C comprende 3 disturbi di personalità: Disturbo di Personalità Evitante, Dipendente e Ossessivo-compulsivo.

Lo stato mentale di un paziente di questo cluster è dominato da ansia, tensione costante, affettività disforia, preoccupazione di essere accettato dagli altri e ipercontrollo nel parlare (pesa ogni parola che dice). Queste persone hanno maggiore capacità di insight riguardo al proprio comportamento, rispetto ai pazienti di Cluster B o A: l’ansia li porta, infatti, ad una maggiore consapevolezza di sé e ad una maggiore presa di coscienza.

DISTURBO EVITANTE DI PERSONALITA’

La caratteristica dominante della personalità evitante, all’inizio, è quella dell’estremo ritiro: parla a monosillabi, può sembrare sospettosa o paranoide, oppure ansiosa e fobica. In realtà, il paziente evitante ha paura di non essere compreso, è facilmente vulnerabile di fronte a critiche o manifestazioni di disapprovazione.

L’atteggiamento circospetto e timoroso e l’estrema riservatezza di un paziente con Disturbo Evitante di Personalità vanno affrontati con empatia e continue rassicurazioni: il risultato sarà l’instaurarsi della relazione.

DISTURBO DIPENDENTE DI PERSONALITA’

Le caratteristiche del paziente dipendente che si impongono subito all’attenzione sono la sua dipendenza, il comportamento sottomesso, l’ansia e il suo bisogno di compiacere l’altro. La sua affettività colpisce per il carico d’ansia che l’accompagna, per i sentimenti di depressione e alcune caratteristiche ossessive.

( Continua … )

Shopping Compulsivo

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 31 Luglio 2009 | Stampa articolo |
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Lo shopping compulsivo si può definire un disturbo ossessivo-compulsivo che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti, sebbene non sia riconosciuto come un disordine dall’American Psychiatric Association (APA) nel manuale DSM-IV. Denominato anche sindrome da acquisto compulsivo, shopping-dipendenza o “shopaholism”, è noto anche con il termine oniomania (dal greco onios = in vendita, mania = follia) coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin che identificò, per la prima volta, i sintomi associati all’oniomania nel corso del tardo diciannovesimo secolo.

I soggetti che presentano questo disturbo, soprattutto donne di giovane età, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile. In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

Ho deciso di inserire lo “shopping compulsivo” nell’area tematica delle dipendenze perché, in effetti, presenta molte caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze: la tolleranza porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti, così come i tossicodipendenti devono aumentare la dose di assunzione della sostanza per ottenere gli effetti desiderati. Il craving, l’incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento, è presente in entrambe le patologie, in particolare nella dipendenza dagli acquisti esso assume le caratteristiche della compulsione, come alleviazione di un sentimento spiacevole. L’astinenza produce un grande malessere nello shopper compulsivo che, per qualche motivo, si trovi impossibilitato a fare acquisti.
Lo shopping compulsivo è un fenomeno molto complesso che non si riflette solo a livello comportamentale nella ricerca dell’oggetto, esso ha un impatto devastante nel complessivo quadro esistenziale del soggetto. Lo shopping compulsivo è un disturbo che porta alla necessità di fare acquisti, una necessità alla quale il soggetto è incapace di sottrarsi. Questo comportamento ripetitivo ed incontrollabile assorbe completamente l’individuo, e provoca nella sua vita gravi conseguenze a livello finanziario, relazionale e familiare.

( Continua … )

SEPARAZIONI IMPOSSIBILI

category Psicologia Dr.ssa Breschi Sara 4 Luglio 2009 | Stampa articolo |
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Spesso un bambino si ritrova a dover fare i conti con l’incapacità di mamma e papà a separarsi davvero e, quindi, a non avere mai la possibilità di elaborare davvero lo scioglimento di quel legame, evento che già di per sé è fonte di angoscia, di non senso, di preoccupazione per sé, per il proprio futuro e per quello di quei due adulti così rabbiosi, ambigui, disorientati o apparentemente amichevoli.

Nel caso in cui un matrimonio fallisce e l’uomo e la donna decidono di rescindere il legame che per anni li ha uniti e che ha eventualmente dato vita ad altri esseri umani, solo separandosi davvero possono poi stabilire una nuova unione, un’unione che consenta loro di allearsi per proteggere e allevare la prole, «di comune accordo», come recita la legge. Per fare questo è necessario che si crei uno spazio, non solo geografico ma anche psichico, in cui il figlio può diventare pensabile, o ri-pensabile, come individuo a sé e non più come un possedimento esclusivo e/o una mera appendice dell’altro dal quale è impossibile distinguerlo, differenziarlo. Pensiamo, per esempio, a quelle frasi micidiali dette al figlio magari nei momenti di esasperazione: «Sei tutto tua madre!», oppure «Sei proprio come tuo padre!», sottintendendo: inetto, disordinato, traditore, inaffidabile, vigliacco, bugiardo, ecc. ecc.

Prendiamo in esame due diverse tipologie di separazione tra un padre e una madre: i separati «furiosi» e i separati «amici». ( Continua … )

Le ossessioni nel D.O.C.

category Disturbi e patologie Dr.ssa Breschi Sara 11 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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La presentazione clinica del DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) è caratterizzata da sottotipi fenomenologici basati sul contenuto delle ossessioni e delle compulsioni. I contenuti delle ossessioni e delle compulsioni sono strettamente legati alla cultura ed agli schemi comportamentali mutuati dal contesto sociale dell’individuo.

L’ossessione più comune riguarda il timore della contaminazione, seguita dal dubbio patologico, dal bisogno di simmetria, dall’ossessione a contenuto aggressivo sia auto che etero-diretto.

CONTAMINAZIONE

Molti di questi pensieri riguardano il timore della sporcizia, dei germi, delle secrezioni corporee. Spesso le persone esperiscono il timore di venire a contatto con oggetti contaminati per paura di poter contrarre una malattia. Alcune volte la paura di contaminazione non scaturisce dal timore di ammalarsi, ma da una sensazione di sentirsi sporchi avvertita con intenso disagio soggettivo.

Molte persone con idee di contaminazione adottano condotte di evitamento attivo nei confronti degli stimoli fobici oppure mettono in atto compulsioni specifiche: lavarsi continuamente, ad esempio, è la compulsione più frequentemente associata alle ossessioni di contaminazione.

Questi comportamenti sono di solito conseguenti al contatto con l’oggetto da evitare, talvolta basta essere soltanto prossimi a tale oggetto, senza un contatto fisico reale, perché si esperisca ansia e si mettano in atto compulsioni di lavaggio. ( Continua … )