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Lo stress e i disturbi gastrointestinali

category Disturbi e patologie Dott.ssa Monica Cappello 3 Gennaio 2012 | Stampa articolo |
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L’intestino a causa di brusche sollecitazioni, pensieri inquietanti, preoccupazioni ripetute e arrabbiature di tutti i giorni, diventa ipersensibile. Questo aumento di reattività dell’intestino comporta contrazioni più intense della sua muscolatura, con la comparsa di dolori e diarrea. In alcune persone si verificano anche difficoltà digestive, senso di pienezza dello stomaco e pancia gonfia. Se l’apparato digerente viene sottoposto ad accertamenti specifici, non si riscontrano danni o malattie, ma solo un’alterazione del suo normale movimento (peristalsi). Questi fenomeni interessano tutto l’organismo (sudorazioni, palpitazioni, difficoltà nel dormire) e la psiche (ansia e crisi di panico).
Secondo una recente teoria elaborata da uno scienziato americano, Michael Gershon, l’intestino è come un “secondo cervello”, che elabora emozioni, smista informazioni e reagisce alle sollecitazioni dell’ambiente circostante. Secondo Gershon, stress e ansia alterano l’intestino e i disordini intestinali provocano variazioni del comportamento e dell’umore.
Quando si escludono cause organiche come il fumo, l’obesità, l’alcool, la sedentarietà, l’assunzione di antinfiammatori, si parla di DISPEPSIA FUNZIONALE, ovvero di una situazione non dipendente da cause organiche, ma da fattori stressanti che alterano la motilità dell’apparato digerente.
In conclusione, per evitare che le tensioni emotive finiscano col ripercuotersi in modo fastidioso sul proprio organismo, è importante analizzare il proprio modo di essere, di relazionarsi agli altri ed elaborare costruttivamente i molteplici stimoli esterni, ponendosi in atteggiamento positivo con la vita e con se stessi.

 

Dottoressa Monica Cappello
Psicologa – Consulente in Sessuologia
Torino – Tel. 3397712301
http://cappellomonica.xoom.it

VITA AFFETTIVA E SESSUALE NEI PARAPLEGICI

category Disturbi e patologie Dott.ssa Monica Cappello 29 Marzo 2010 | Stampa articolo |
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Sintesi della mia Tesi di Laurea Anno 1999

In questo lavoro ho preso in considerazione il problema dell’affettività e della sessualità nelle persone portatrici di handicap, focalizzando l’attenzione sull’handicap fisico-motorio e, in particolare, sulla paraplegia.  La paraplegia è la paralisi parziale o completa di entrambi gli arti inferiori e di una parte o di tutto il tronco, in conseguenza di un danno al midollo spinale nel tratto toracico o lombare o alle radici sacrali.

Ho voluto sottolineare il fatto che sulle tematiche relative alla sfera affettivo-sessuale nei portatori di handicap la bibliografia esistente è piuttosto scarsa, al contrario di temi come il lavoro, la scuola, la famiglia, le barriere architettoniche sui quali sono stati scritti molti libri. Quando si parla di affettività e sessualità in una persona disabile, emergono molti pregiudizi ed atteggiamenti di rifiuto, accompagnati dalla tendenza ad ignorare del tutto questo argomento.  La persona portatrice di handicap vede, troppo spesso, negato il suo diritto di vivere serenamente la propria vita affettiva e sessuale.

In questo lavoro ho fatto riferimento ad una sessualità che prende in considerazione tutto l’uomo nella sua globalità, nella sua unicità, nell’interazione di tutte le componenti della personalità: affettiva, cognitiva, morale, sociale ed emotiva.  Ho considerato il fatto che sessualità e genitalità non sono sinonimi. La sessualità genitale, cioè i rapporti sessuali nell’accezione più comune, è una parte importante della sessualità, ma non esaustiva.  I due termini, però, non sono in opposizione: infatti, la genitalità è un aspetto del sessuale e, come tale, dev’essere integrata in un progetto sessuale.  Bisogna avere ben chiaro un modello ampio di sessualità, dove possa trovare posto anche l’esperienza del piacere sessuale, ma soprattutto lo sviluppo di una matura dimensione relazionale della personalità, delle capacità di comunicare e di stabilire buone relazioni interpersonali ed affettive con entrambi i sessi.

( Continua … )

Monica Cappello

category Gli autori Dott.ssa Monica Cappello 29 Marzo 2010 | Stampa articolo |
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Dott.ssa Monica Cappello
Psicologa – Consulente in Sessuologia

Iscrizione all’Albo degli Psicologi del Piemonte n. 3349
Formazione in Sessuologia Clinica presso la Scuola Superiore di Sessuologia Clinica (direzione scientifica Prof. Giorgio Abraham e Prof. Willy Pasini).
Lavora come libera professionista in un Centro Medico a Torino.
Si occupa di consulenze sia individuali che di coppia per difficoltà relazionali ed affettive, disturbi sessuali (disfunzione erettile, eiaculazione precoce, anorgasmia, dispareunia, vaginismo, disturbo da inibizione del desiderio sessuale, disturbi dell’identità di genere), disturbi d’ansia, fobie ed attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo.
Si occupa, inoltre, di sostegno psicologico a familiari di pazienti psichiatrici e di formazione nell’ambito della comunicazione, rapporti interpersonali, gestione delle emozioni, qualità della relazione d’aiuto, sindrome del burn-out.

Sito web: http://monicacappello.xoom.it

E-mail: mcappello [@] libero [.] it

Tel. 3397712301

SESSUALITA’ E STRESS

category Disturbi e patologie Dott.ssa Monica Cappello 12 Marzo 2010 | Stampa articolo |
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Una vasta letteratura scientifica documenta la stretta correlazione tra stress, ansia, depressione e diverse malattie andrologiche, anche se non è sempre facile stabilire se ansia e depressione siano una conseguenza della malattia piuttosto che la causa principale della stessa patologia.

Nel campo della DISFUNZIONE ERETTILE, la ricerca negli ultimi anni è stata prevalentemente orientata verso le cause organiche e soprattutto sui fattori di rischio cardiovascolare. Bisogna sottolineare, però, che la Disfunzione Erettile ha un profondo effetto sull’autostima del soggetto e sulla sua qualità della vita, coinvolgendo non solo l’ambito della relazione di coppia, ma anche i rapporti interpersonali con le altre donne, dal momento che la DE finisce per creare per molti uomini uno stress psicologico in grado di condizionare le loro relazioni con i propri familiari e con gli amici.

Lo stress che può derivare da una patologia di questo tipo è riscontrabile in percentuali elevate di pazienti, attorno al 30%.

L’ansia e in particolare l’ansia da prestazione, con lo stress che ne consegue, ha un ruolo molto chiaro nella genesi di molte forme di DE e ne costituisce la più comune causa intrapsichica.

Inoltre, anche la depressione viene ritenuta una possibile causa di questo disturbo.

Dall’altro lato, appaiono sempre più frequenti le segnalazioni di alterazioni delle funzioni sessuali, dalla perdita della libido, alla disfunzione erettile e all’anorgasmia, come conseguenza della terapia farmacologia della depressione.

Il disturbo dell’EIACULAZIONE PRECOCE risulta caratterizzato da perdita o assenza del controllo eiaculatorio, stress accentuato, difficoltà interpersonali e ridotto tempo di latenza eiaculatoria intravaginale, che può quindi interferire con la qualità della vita dei soggetti che ne soffrono e con quella delle loro partners.

( Continua … )

L’effetto di Vielle sulla risposta sessuale femminile in donne normali

category Atri argomenti Dott.ssa Monica Cappello 25 Giugno 2009 | Stampa articolo |
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Premessa

Vielle è un dispositivo dalla forma di un copridito che è stato creato per aumentare la stimolazione clitoridea, quando indossato su un dito.

Lo scopo della nostra ricerca è quello di ripetere su un campione di donne italiane, lo studio condotto in Inghilterra da A. Riley e E. Riley, i quali hanno verificato l’uso di Vielle sulla risposta sessuale di donne volontarie.

Sebbene alcune donne presentino una sola disfunzione sessuale, la maggioranza (70%) ha una combinazione di disturbi del desiderio sessuale, dell’eccitamento e dell’orgasmo (Talakoub, 2002).

Sebbene ci sia un interesse crescente nella ricerca dell’eziologia organica per tali sintomi sessuali ed approcci farmacologici per alleviarli, il trattamento più utilizzato nelle disfunzioni sessuali femminili continua ad essere la terapia sessuale. La masturbazione diretta è una componente della maggior parte dei programmi di terapia sessuale per le donne. Questa si è dimostrata efficace nel combattere l’anorgasmia (Lobitz e Lo Piccolo, 1972; Riley e Riley, 1978) e può essere utile nel trattamento del desiderio sessuale ipoattivo (Hurlbert, 1993). Questo probabilmente perché l’attività sessuale che si conclude con l’orgasmo, ha un effetto rinforzante più alto, conducendo la donna ad impegnarsi di più nell’attività sessuale.

L’uso di vibratori è spesso utilizzato nei programmi di masturbazione diretta per le donne (Riley e Riley, 1978). Sebbene i moderni vibratori siano meno rumorosi ed importuni delle versioni precedenti, la loro accettazione non è universale, specialmente nelle donne che chiedono aiuto per difficoltà sessuali. Per questo motivo, Vielle è stato creato come uno strumento per incrementare la stimolazione clitoridea. Esso assomiglia a un copridito con dei noduli particolari, è composto da PVC e si indossa su un dito durante la stimolazione digitale del clitoride o di altre strutture genitali. ( Continua … )