Homepage di Nienteansia.it

Switch to english language  Passa alla lingua italiana  
Newsletter di psicologia


archivio news

[Citazione del momento]
Consiglio che una volta sentii dare ad un giovane: "Fai sempre quel che hai paura di fare". Ralph Waldo Emerson
Viagra online

Archivio Autore

La Capoeira, gioco-danza-lotta. Una sorta di terapia comunitaria

category Altre terapie Matteo Simone 21 Maggio 2012 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

“Gingar sempre”

Mestre Bimba

 

“…capoeira é muito mais que uma luta, capoeira é ritmo, é música, é malandragem, é poesia, é um jogo, é religião…”

Mestre Pastinha

 

 

La Capoeira nasce in Brasile come arte marziale praticata dagli schiavi africani che si esercitavano tra di loro a combattere mentre erano reclusi in celle molto basse.

La Capoeira era vietata perché si temeva che gli schiavi si preparassero troppo bene a combattere e questo non era accettabile per le autorità locali, così quando i capoeiristi si accorgevano di essere visti simulavano di danzare.

Nel 1770 ci fu il primo riferimento alla Capoeira come manifestazione di lotta degli schiavi brasiliani. Il 25 aprile del 1789 ci fu il primo arresto di un capoerista di nome Adao per il solo fatto di essere un lottatore di Capoeira.

Il 28 settembre del 1871 una legge stabilì che i discendenti degli schiavi ce nascessero a partire da quella data sarebbero liberi e il 13 maggio del 1888 una legge liberava tutti gli schiavi.(1)

Con l’abolizione della schiavitù e l’instaurazione della Repubblica,  la capoeira non cessò di essere perseguitata, continuando ad essere considerata come una pratica criminale, punita con la prigione in base al l Codice Penale della Repubblica degli Stati Uniti del Brasile del 11/10/1890, articolo 402.

( Continua … )

Intervento psicologico rivolto ad atleti

category Altre terapie Matteo Simone 7 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

L’intervento, teso all’incremento della performance sportiva, è mirato a permettere agli atleti di prepararsi per le proprie prestazioni sportive non tralasciando l’aspetto mentale ritenuto elemento fondamentale al pari dell’allenamento fisico.

 

Obiettivi e attività:

  • Incremento dell’autoefficacia dell’atleta

L’autoefficacia è definita come l’insieme di convinzioni che le persone possiedono riguardo alle proprie capacità di organizzare ed eseguire azioni necessarie al raggiungimento dei propri scopi.

La persona che avrà sviluppato un forte senso d’autoefficacia sceglie obiettivi più elevati, è più motivata, usa le proprie capacità con maggiore efficienza, è meno ansiosa, gestisce meglio i fallimenti, è più tenace e ottiene risultati più soddisfacenti di chi invece ha una percezione negativa delle proprie possibilità.

E’scientificamente dimostrato che i soggetti in possesso di un elevato livello di autoefficacia hanno una maggiore motivazione e riescono meglio nelle attività competitive, producendo performance più elevate.

Al fine di raggiungere l’obiettivo, l’intervento, potrebbe focalizzarsi sulle fonti delle convinzioni di efficacia:

Le esperienze di gestione efficace, cioè quelle in cui una persona affronta effettivamente con successo una determinata situazione, costituiscono la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia.

( Continua … )

Psicoeducazione per Guadagnare salute con l’attività fisica Sapere e saper fare per star meglio

category Atri argomenti Matteo Simone 7 Febbraio 2012 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

“Lo sport è parte del patrimonio di ogni uomo e di ogni donna e la sua assenza non potrà mai essere compensata.”

Pier de Coubertin

Secondo la definizione adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’attività fisica è: “…qualsiasi forma di lavoro prodotta dalla muscolatura scheletrica che determini un dispendio energetico superiore a quello a riposo”.

La COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE con la presentazione del LIBRO BIANCO SULLO SPORT in data 11.7.2007 mette in risalto il ruolo sociale dello sport considerato una sfera dell’attività umana che interessa in modo particolare i cittadini dell’Unione Europea ed ha un potenziale enorme di riunire e raggiungere tutti, indipendentemente dall’età o dall’origine sociale.

L’OMS raccomanda un minimo di 30 minuti di attività fisica moderata (che include ma non si limita allo sport) al giorno per gli adulti e di 60 minuti per i bambini.

Nell’infanzia e nell’adolescenza (5-17 anni) è indicato praticare non meno di un’ora di esercizio fisico moderato al giorno e come minimo 3 sedute la settimana di attività aerobica che sollecitino l’apparato muscolo-scheletrico, in modo da stimolare l’accrescimento e migliorare forza muscolare ed elasticità. (1)

C’è consenso sul fatto che per ottenere benefici sulla salute degli adulti l’attività fisica di intensità moderata venga praticata per almeno 30-45 minuti, 4-5 giorni della settimana, per tutta la vita (at least five a week). Questi livelli sono sufficienti per ridurre il rischio cardiovascolare, di diabete e di cancro e a garantire la funzionalità neuromuscolare con l’avanzare dell’eta

Agli anziani vanno prescritti programmi di attività fisica quotidiana a livelli moderati. Risponde ad alcuni di questi requisiti per esempio il walk and talk model, che prevede di camminare a un’intensità tale in cui si riesca a parlare bene. Questa procedura è utile anche negli anziani cardiopatici. (2)

Per sedentarietà si definisce invece la pratica di un’attività fisica per un tempo uguale o inferiore a 3,5 ore la settimana.

( Continua … )

Pacemaker e lepri in atletica leggera

category Atri argomenti Matteo Simone 1 Maggio 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

In effetti i due termini hanno lo stesso significato: “Lepre (atletica), in lingua inglese pacemaker, ovvero l’atleta che in una gara di corsa prolungata è deputato a mantenere elevata l’andatura affinché il tempo realizzato dal vincitore sia di livello.”

Ma c’è da dire che in pratica si distinguono i pacemaker che accompagnano i maratoneti fino al traguardo e “le lepri” che scandiscono il ritmo ai top runners per alcuni chilometri della gara.

Sembra esserci differenza tra pacemaker e lepre, il pacemaker ti accompagna per tutta la gara, la lepre ti accompagna fino ad un certo punto; del pacemaker generalmente si avvale l’amatore che vuole essere tranquillo mentalmente e lavorare solo con il fisico, quindi si affida al ritmo dell’accompagnatore quindi l’unico iimpegno che ha è adeguare il suo sforzo fisico a quello dell’accompagnatore, ma il pacemaker, generalemente non fa solamente un lavoro fisico fatto bene perché corre ad un ritmo a lui non proibitivo ma anche un lavoro di aiuto mentale per l’accompagnato qualora non riesca a tenere il ritmo di corsa che si è prefissato, in fatto in quel caso l’accompagnatore deve possedere la capacità di sostenere l’atleta, incoraggiarlo, tirare fuori le sue risorse e questo non è facile perché ognuno è una persona diversa dall’altra con una propria personalità, proprie caratteristiche, può essere una persona che ha bisogno di essere stimolato, incoraggiato altrimenti non rende, o al contrario può essere una persona che non c’è parola che lo possa aiutare se crede, se è convinto di non farcela si pianta e basta e se insisti gli diventi un nemico.

( Continua … )

BENESSERE PSICOFISICO CON GESTALT THERAPY

category Atri argomenti Matteo Simone 1 Maggio 2011 | Stampa articolo |
0 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 50 votes, average: 0.00 out of 5 (voti: 0 , media: 0.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

Capita che l’essere umano si accorga di non stare bene e decida di correre ai ripari, nel senso che pensi di stare meglio.

Ad esempio l’individuo ad un certo punto della sua esistenza può decidere che è ora di finirla con un suo comportamento o con una sua abitudine e siccome da solo non riesce a prendere tale decisione si rivolge ad una persona competente.

Questo può accadere, per esempio, ad una persona che ha accumulato un po’ di peso ovvero chili e per diversi motivi, per esempio di salute tipo pressione alta, colesterolemia o per difficoltà nei movimenti o per l’affanno in certe attività fisiche quali giocare, rincorrere, ecc. o per ragioni estetiche, per esempio si vede troppo pieno.

Succede che finalmente, presa la decisione di non poter continuare con questo peso addosso, con queste difficoltà, con questi disagi, ci si rimbocchi le maniche e ci si rechi da un esperto.

Ma il fatto di recarsi da un esperto non è sufficiente a risolvere il problema perché le abitudini, i comportamenti, lo stile di vita non si cambia da un giorno all’altro ma richiede un impegno notevole, un adattamento graduale ed un lavorare su più fronti.

Non c’è una soluzione, per esempio evitare di mangiare oppure fare attività fisica.

Bisogna lavorare su tanti fronti e tirare fuori tutte le risorse della persona.

Per quanto riguarda l’attività fisica può valutare di iniziare gradualmente a fare movimenti incrementandoli con il tempo e cercando incentivi quali il fare attività in compagnia o comunque gratificanti.

( Continua … )

Esercizio fisico per il benessere fisico, psicologico e sociale

category Psicologia Matteo Simone 17 Marzo 2011 | Stampa articolo |
1 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 51 vote, average: 4.00 out of 5 (voti: 1 , media: 4.00 su 5)
Devi effettuare il login per votare.
Loading ... Loading ...

L’articolo del Dott. Simone è disponibile in formato PDF al seguente link:

Esercizio fisico per il benessere fisico, psicologico e sociale >>