ANSIA FUNZIONALE E ANSIA DISFUNZIONALE: la sintomatologia, l’adattabilità, la regolazione e il significato recondino affettivo
L’ansia è una reazione universale ed è caratterizzata da sintomi come tremore, sudore, palpitazione e incremento del ritmo cardiaco, è definita come uno “stato di tensione emotiva” (Funk e Wagnalals, 1963). In condizioni sane è una reazione funzionale e fisiologica dell’organismo utile a segnalare la necessità di mobilitare risorse interne e motivare all’azione, vitalizza in qualche modo l’organismo, in questo senso non è patologica.
In ambito etologico/evoluzionistico essa ha un significato adattivo per la nostra specie, utile a prevenire i pericoli legati alla sopravvivenza.
L’adattabilità in termini evoluzionistici, si riferisce ai comportamenti che hanno avuto nella storia della specie un valore legato alla sopravvivenza (Lorenz, 1980). L’ansia è quindi una reazione universale, utile, di per sé non presenta un disturbo, perché attiva il soggetto verso un’azione; quando però i livelli di tensione divengono eccessivi la normale attivazione dell’organismo viene meno e l’ansia spesso diventa ingestibile.
L’ansia disfunzionale è considerata tale quando compare in assenza di uno stimolo reale e risulta ingestibile per la persona che la vive. Quando il livello di ansia è sproporzionato rispetto al rischio e alla gravità del possibile pericolo e se permane anche quando non esiste più un pericolo oggettivo, la reazione è considerata non funzionale (Beck, 1985).
L’ansia disfunzionale o disadattiva (di stress) compromette le relazioni con l’ambiente e ostacola l’adattamento compromettendo il benessere dell’individuo.





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