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Relazioni in rete

category Psicologia Maria Antonietta Impedovo 26 Aprile 2009 | Stampa articolo |
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Oggi l’informazione, la conoscenza, la formazione passa dalla rete. La rete, progettata inizialmente per condividere dati e risultati tra gli scienziati o tra le organizzazioni militari, ha uno sviluppo continuo, tale da renderla  ogni giorno sempre più capillare e indispensabile.  Una finestra sul mondo a distanza di un clik. Tra tutte le esigenze che ci fanno affacciare su questo incredibile panorama, l’esigenza di relazione domina e sovrasta le altre necessità: milioni di persone si incontrano sullo “specchio magico” del monitor.

Il Sé in rete si conferma “dialogico”, secondo la definizione proposta dallo studioso Hermans (1996), immagine strettamente connessa con l’idea di Bakhtin (1981) secondo cui molteplici voci compongono la nostra identità, nei tanti ruoli sociali in cui siamo immersi.

L’elemento di incontro con l’Altro è il dialogo, permettendo all’identità di rinnovarsi continuamente in base agli interlocutori e ai molteplici contesti.

Quale esigenza spinge gli utenti della Rete a ricercarsi su uno schermo?

Una prima risposta parte dalla considerazione che la rete è un universo potenzialmente ricco di relazione: basta il login in un social network per trovare un utente in cerca di comunicazione. All’origine di tutti i nostri rapporti esiste questo bisogno imperioso di scambio, di contatto, di riconoscimento: “la comunicazione è una co-costruzione di senso, cioè un’attività congiunta tesa a plasmare un mondo di riferimento condiviso dalle persone che interagiscono.” (Mininni, 2000). I Newsgroup, i blog, le home page personali, i forum, le chat diventano magici luoghi virtuali, dove i bit diventano parole e le parole emozioni. In particolare le chat  diventano un laboratorio del Sé (Reid, 1991), dove immaginare, provare e sperimentare diverse possibilità di se stessi. ( Continua … )