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La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarsi sempre dopo una caduta. Confucio
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Crisi di coppia: l’aiuto psicologico per evitare l’inevitabile o per superare il trauma della separazione

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 12 Maggio 2011 | Stampa articolo |
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E’ noto che, negli ultimi anni, siano aumentati i divorzi e le separazioni, anche in Italia.

Quale effetto può avere sulla psiche una perdita affettiva dovuta a una separazione, divorzio, più o meno precoce?

A livello psicologico la perdita affettiva è un momento sempre delicato e un fattore di rischio per problemi o disturbi psichici.

Le reazioni alla perdita affettiva dipendono dalla personalità di chi subisce la perdita, da precedenti eventi stressanti o traumatici durante la vita, dalle possibilità di accettare gradualmente la nuova situazione, e dalle modalità con cui è avvenuta la perdita.

Più intenso era il legame tra i partner ed eventuali figli della coppia, più i vissuti di perdita saranno dolorosi durante e dopo la separazione.

 

Che cosa è una coppia?

Una coppia è definita tale quando, a prescindere dal sesso e dallo stato giuridico, condivide tre ambiti:

-quello affettivo-emotivo

-quello sociale

-quello sessuale.

( Continua … )

Bullismo e aiuto pscologico

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 17 Dicembre 2010 | Stampa articolo |
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La Scuola, permeata di principi educativi favorenti lo sviluppo delle personalità, delle         conoscenze e delle differenti inclinazioni dei suoi allievi, rappresenta, suo malgrado, anche uno dei principali contesti sociali caratterizzati dal  fenomeno del bullismo.

Un atto di bullismo è  un’azione aggressiva di sopraffazione/intimidazione, perpetrata nel tempo, commessa da un soggetto verso un altro soggetto.
Spesso il soggetto che commette l’ atto aggressivo viene definito “forte”, il bullo, mentre, colui che riceve la sua violenza viene considerato “debole”, la vittima.
Il fenomeno del bullismo è analizzato abbondantemente dalla letteratura psico-pedagogica che descrive tre tipi di bullo: il  dominante, il  gregario e il bullo vittima.
Per quanto riguarda la vittima, questa può essere passiva oppure provocatrice.
Nella  Scuola in cui si verificano atti di bullismo, c’è di norma un dispiegamento di forze collaboranti al fine di consentirne un’ampia azione educativa-formativa di tutti i soggetti coinvolti( adulti e ragazzi).
Insegnanti, genitori, D.S, etc. vengono formati allo scopo di contribuire ad estinguere le condotte lesive del rispetto della persona riscontrate in una data classe.
Si provvede a convocare gli alunni coinvolti in atti violenti verso i compagni e probabilmente a sottoporli ad un provvedimento disciplinare, anche se, il più delle volte, questi ragazzi si calmano per poche settimane e poi riprendono il loro atteggiamento di prevaricazione sugli altri.
Chi a scuola è vittima di compagni  ( bullo, aiutante, sostenitore) che  lo squalificano verbalmente o dai quali riceve maltrattamenti fisici, si sente spesso bloccato, incapace di difendersi.
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Percezione e diagnosi

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 18 Maggio 2010 | Stampa articolo |
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La percezione è essenzialmente una decodifica di significati  a partire da dati sensoriali.

Nelle nostre percezioni, la conoscenza si costruisce tramite l’interazione tra esperienza e sensi che, organizzati, rendono più o meno sensibili alle alterazioni sensoriali nella misura in cui il cambiamento si oppone alla precedente abituazione(Ornstein, 1986).

Se consideriamo la percezione in rapporto al senso che diamo alle cose, ci accorgiamo dell’esistenza di un continuum tra la percezione, l’individuale, il soggettivo e i processi di attribuzione di significato.

Test proiettivi strutturati come il test di Rorschach (costituito da macchie indefinite), sono stati elaborati proprio partendo da queste basi.

Il soggetto che si sottopone a questo test, osservando le immagini, deve riferire le proprie rappresentazioni ed emozioni.

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Diete fallimentari e sostegno psicologico

category Atri argomenti Margherita Scorpiniti 16 Febbraio 2010 | Stampa articolo |
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La fame  è il risultato di un intricato insieme di impulsi neuroendocrini attivati da segnali fisici, chimici, meccanici e psicologici.

L’assunzione di cibo consente di sfamare l’organismo e di trasformare la forza potenziale  in essa contenuto  nelle seguenti forme energetiche:

- energia meccanica per i movimenti muscolari;

- energia termica per mantenere la temperatura corporea intorno ai 37°C;

- energia chimica per consentire alle reazioni metaboliche di compiersi;

- energia elettrica per la trasmissione degli impulsi nervosi.

L’ insieme degli alimenti  che l’uomo consuma abitualmente  costituisce il suo  stile di vita (la sua dieta), invece,  lo specifico  regime alimentare che serve a  diminuire il suo  peso corporeo, prende il nome di dieta dimagrante.

Alcune diete dimagranti  sono  ipocaloriche,  cioè capaci di ridurre l’apporto di calorie dei cibi, privilegiando gli alimenti meno ricchi in nutrienti calorici come i lipidi e gli zuccheri.

Esse si compongono di un programma alimentare che causa  perdita di peso  spesso solo momentanea.

Quando si vuole iniziare un programma dietetico finalizzato al dimagrimento, per non danneggiare la propria salute, bisogna almeno tener conto dei suggerimenti del dietologo anziché seguire una dieta arbitrariamente.

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Caratteristiche e Trattamento della Fobia Specifica

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 6 Maggio 2009 | Stampa articolo |
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La paura è un’ emozione normale, se controllata e regolata; ma è anche un sistema d’allarme:

quando si inceppa, si trasforma in fobia e diventa uno stato d’animo persistente che rischia di condizionare la vita dell’individuo,  perché si associa agli eventi o alle immagini mentali che riportano il soggetto al primo momento in cui ha percepito un forte panico in grado, quest’ultimo, di limitargli la capacità di agire.

Oltre ad una forma di fobia definita “generalizzata” ne esiste un’altra che si prova per una precisa realtà.

Quest’ultima forma viene definita “Fobia Specifica”.

La caratteristica essenziale della Fobia Specifica (DSM-IV-TR) è la paura marcata e persistente di oggetti o situazioni chiaramente discernibili, circoscritte.

L’esposizione allo stimolo fobico provoca un’ immediata risposta ansiosa che può prendere la forma di un “Attacco di Panico” causato dalla situazione, o sensibile alla situazione. Adolescenti e adulti sanno riconoscerne l’irragionevolezza, i bambini invece non sempre vi riescono.

Lo stimolo fobico viene spesso evitato. Se lo si sopporta, ciò accade nel timore.

La diagnosi è appropriata solo se evitamento, paura o ansia anticipatoria di affrontare lo stimolo fobico interferiscono significativamente con la routine quotidiana, il funzionamento lavorativo o la vita sociale della persona, o se l’individuo è marcatamente afflitto dalla presenza della fobia.

L’ ansia, gli attacchi di panico o l’evitamento fobico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale. ( Continua … )

Dare voce al silenzio: un obiettivo condiviso dalle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo

category Disturbi e patologie Margherita Scorpiniti 24 Febbraio 2009 | Stampa articolo |
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Le potenzialità aggregative del web risultano  funzionali anche  ai bisogni delle famiglie dei bambini con Mutismo Selettivo, disordine infantile della personalità, dovuto all’ansia, caratterizzato da una incapacità del bambino di parlare in varie situazioni sociali.

Molte  caratteristiche distintive del comportamento che i bambini con comportamento inibito presentano(come una certa inibizione a parlare in pubblico) vengono attribuite da alcuni studiosi ( Shifon-Blum e Coll.) ad una  soglia  di eccitabilità dell’amigdala,  più bassa rispetto ai soggetti che non hanno questo disturbo.

I contesti sociali in cui i bambini con MS  non si sentono tranquilli sono: la scuola, i centri ricreativi in cui si organizzano delle feste, i parchi dove si incontrano altri coetanei, etc…

Il problema ansioso che si manifesta con le caratteristiche proprie del Mutismo Selettivo non ha prodotto in Italia un’ ampia letteratura clinica, per questo, i genitori dei bambini colpiti   trovano un canale di sfogo sui blog, dove pongono domande, raccontano la loro esperienza  e dispensano consigli su come affrontare le tipiche problematiche che caratterizzano questo disturbo.

Gradualmente si sono aggiunti sempre più utenti, e gli ideatori di questi spazi virtuali hanno compreso che si sarebbe creato un gruppo sempre più ampio.

Sono nate  delle relazioni di amicizia, che, per alcuni utenti,  non sono rimaste virtuali. ( Continua … )