La sindrome di Tourette
La malattia prende il nome da Gilles de la Tourette che la studiò per primo nell’800 raccogliendo nove casi clinici. La sindrome si manifesta con un quadro comportamentale vario la cui origine è genetica, neurofisiologica e cognitiva. Il neuropsicologo Lurija studioso delle funzioni cerebrali ne aveva segnalato l’importanza in una lettera al neurologo e scrittore Oliver Sacks :”La comprensione di una tale sindrome amplierà necessariamente e di molto la nostra comprensione della natura umana in generale. Non conosco alcun’altra sindrome che abbia un interesse paragonabile”. Sembra che vari personaggi fossero affetti da questa malattia tra cui Mozart, il letterato S.Johnson e Molière .Inizialmente ci fu una interpretazione psicoanalitica che spiegava le manifestazioni ( tic vocali e motori, ) come il risultato i un conflitto interno tra l’io e l’istinto represso. In seguito tuttavia lo studio delle funzioni cerebrali ha messo in evidenza sia la trasmissione genetica che i meccanismi complessi delle alterazioni biochimiche cerebrali ipotizzate da Tourette più di un secolo fa. Il nostro corpo possiede a grandi linee una simmetria bilaterale e il cervello ne è la testimonianza (emisfero destro e sinistro). La mappatura dell’encefalo consente di localizzare le aree specifiche destinate a determinate funzioni, inoltre sappiamo come nell’emisfero destro siano localizzate le competenze di tipo creativo, l’elaborazione visiva e l’organizzazione spaziale. mentre l’emisfero sinistro controlla il pensiero logico-razionale e i processi sequenziali. La sindrome di Tourette ha una incidenza maggiore nei soggetti maschi nel rapporto di 4 a1 , essa inoltre è spesso associata a sintomi ossessivo compulsivi (DOC) e al disturbo correlato al deficit di attenzione ed iperattività (DDA); a livello biochimico la causa sembra essere il metabolismo anormale della dopamina. La malattia che si manifesta in modo più o meno grave insorge prima dei 18 anni e compromette le attività lavorative e sociali del soggetto interessato che spesso si comporta in modo anomalo.




